CAPITOLO | 4
Voglio davvero dare il mio primo bacio a lui?
Al mio sexy prof. di educazione fisica?
Che oltretutto non conosco per niente.
Per anni ho aspettato,al contrario delle altre,mantenendo i miei princìpi e valori,non posso mandare tutto all'aria.
"No" urlo divincolandomi dalla sua presa prima che possa rubare il mio primo bacio.
Approfittando del suo momento di distrazione scendo dalla scrivania e incomincio a correre.
Corro via,lontano da quell'uomo dall'aria misteriosa. Mi confonde,deve essere un gran manipolatore. Quei suoi modi di fare,il suo sguardo,il suo tono di voce tremendamente sensuale. Qualunque donna cadrebbe ai suoi piedi.
A me tutto ciò fa solo infuriare. Sarà sicuramente uno spocchioso pieno di sé,una di quelle persone che pensa solo ed esclusivamente ai propri bisogni.
Le belle parole spese in classe sulle donne saranno state solo frutto di una buona cultura a livello di lessico. Solitamente non mi soffermo a giudicare solo in base ad alcuni atteggiamenti che emergono inizialmente,ma in questo caso credo che il limite sia stato superato.
Non sono triste,sono solo sorpresa e senza parole,non mi sarei mai aspettata una cosa del genere dal mio professore,nonché migliore amico di mio fratello. Se davvero lo conosce,sa per certo che non deve giocare con il fuoco. E per spegnere il fuoco di Matthew non credo basti un semplice estintore.
Devo assolutamente seppellire questo episodio negli oscuri e dimenticati sepolcri della mia mente.
Ora che ho perso l'autobus devo anche farmi la strada fino a casa a piedi.
Una volta arrivata entro cercando di fare meno rumore possibile,non mi va di affrontare le prediche di Matt.
Poi noto mio padre seduto al tavolo della cucina con la testa tra le mani. Non posso fare finta di niente e andare a chiudermi in camera mia.
"Papà" richiamo la sua attenzione mentre mi avvicino.
"Brook,ehi. Come mai sei rientrata così tardi?".
"Ho perso l'autobus e sono tornata a piedi. Tu piuttosto,c'è qualcosa che non va?".
"Siediti,dobbiamo parlare".
"Papà mi stai facendo preoccupare,è successo qualcosa di grave? Ho fatto qualcosa di sbagliato?" mi siedo di fianco a lui.
"No. No,non è questo il punto..." sospira "Vado al dunque. Tua madre ha mandato una lettera dove dice che,dato che tu sei ancora minorenne,vuole avere la tua custodia legale in parte. Vuole che tu passi i weekend da lei. Non può obbligare Matt perché è oramai maggiorenne,ma sostiene che vuole che voi facciate parte della sua nuova famiglia. Ora,non reagire d'istinto,prova a ragionare. È comunque tua madre,prova a darle una possib-" lo fermo con un cenno della mano.
La sedia stride contro il pavimento. Non può farmi questo. Lei non è più mia madre,non lo è mai stata.
Mio padre si alza e mi ferma per un braccio.
"Tesoro,fermati".
"No,papà basta! Non può pretendere di irrompere nella mia vita dal nulla e stravolgerla. A malapena so il suo nome,ha avuto la decenza di presentarsi. E poi? Io non ho mai avuto una madre. Se la incontrassi per strada per me resterebbe una delle tante".
"Ah! Bambina mia..." sposta una mia ciocca di capelli dal viso.
"Prova a metterti nei suoi panni. Anche la sua vita è stata stravolta..." aggiunge.
"E la tua papà? Tu eri nella stessa situazione,a lei non è mai interessato niente di noi. Gli è piaciuta l'idea di accollarti tutto il peso!".
"Tesoro,voi non siete un peso,siete la mia felicitá" mi avvicina.
"Vedi! Lei non direbbe mai una cosa del genere. Tu sei troppo buono. Devi prendere polso e aiutarmi affinché non ottenga questa dannata custodia" lo prego con gli occhi colmi di lacrime.
"Io non posso vietarglielo,è comunque tua madre" sussurra triste.
"Ma non è la madre che voglio. Io non ho mai avuto una madre e non vedo perché debba essere lei!" Urlo fuori di me.
Corro verso camera mia.
"Tesoro,aspetta!" lo sento alle mie spalle.
"Lasciami in pace,non stai facendo niente per migliorare la situazione!" chiudo la porta a chiave prima di buttarmi sul letto.
Non so per cosa essere più in pena. Tra il professor Malik,l'arrivo in città di Harry e la folle idea di mia "madre".
Ma mio padre che non fa niente per aiutarmi è la cosa che mi delude di più.
È inammissibile stare alle condizioni di una donna priva di buon senso.
Non mi viene neanche da piangere,avverto solo un fastidioso bruciore allo stomaco dato sicuramente dal nervoso.
Sono amareggiata e psicologicamente distrutta,avrei voluto avere solo una famiglia normale e senza tutti questi problemi.
Certo,mio padre è sempre stato il genitore perfetto,ma non posso negare che a volte ho davvero necessitato di una figura materna affianco.
Ho sempre desiderato una madre a cui parlare della mia prima cotta,una madre a cui dire "Mi è venuto il ciclo,ho bisogno di un assorbente. Ho paura,morirò dissanguata?" e per quanto possa sembrare divertente e comica,questa cosa mi ha devastata moralmente.
Avrei voluto avere una mamma a cui dire 'auguri' il giorno della festa della mamma,quello della festa della donna o meglio ancora il giorno del suo compleanno.
Una mamma a cui dire 'grazie per avermi sempre amata,per aver asciugato segretamente le mie lacrime,grazie per il tuo bene,per il tuo affetto,grazie perché mi accetti per ciò che sono,grazie per avermi dato i giusti insegnamenti,grazie per avermi fatto capire dove sbagliavo,grazie perché mi ami come figlia senza mai chiedere nulla in cambio'.
Invece,no. Non ho avuto niente di tutto ciò,però con il tempo e con l'età questa figura mancante si è fatta sentire sempre di più. Non ne ho mai sentito il bisogno assiduo,non essendoci abituata,ma un bisogno quasi malinconico nei momenti di sconforto.
Una lacrima di rabbia e frustrazione percorre la mia guancia fino a posarsi sulle mie labbra.
Ora piango perché non è la mamma che "ho" a soddisfare tutto ciò,lei non è la mamma che voglio.
Come posso davvero instaurare con lei un rapporto madre-figlia sapendo che non mi ha mai accettata?
Vorrei urlare,ma so che non servirebbe a niente.
I miei pensieri vengono interrotti dall'aprirsi della porta.
"Papà,va via! Esci da questa camera,non voglio parlare con te,non capisci niente,ti odio va via!" urlo fuori di me.
Lo vedo uscire con lo sguardo perso e l'espressione delusa in volto.
Pochi secondi dopo la porta si spalanca violentemente facendomi sobbalzare.
"Ti sembra questo il modo? Ti sembra normale urlare così contro nostro padre? Lo sai cosa ha fatto lui per crescerci? Ha sempre lottato per insegnarci a vivere come si deve e tu lo ringrazi così? Rispondimi,altrimenti non uscirai più da questa camera" mi urla contro Matt. Non l'ho mai visto così arrabbiato con me e questo suo lato mi fa paura.
"Tu non sai perché ho reagito così" sussurro avendo timore di un'altra sua sfuriata.
"Si che lo so. So tutto e anche se non sono d'accordo non urlo in faccia a colui che mi ha messo al mondo" cerca di contenersi.
"Tu non sei obbligato. Se lei ottiene la custodia legale,al contrario tuo,sarò costretta".
Mi faccio sempre più piccola nel mio letto mentre stringo il cuscino al petto.
Sospira passandosi le mani sul volto e cercando di calmarsi si siede sul bordo del letto.
"Ti aiuterò io. Ma ora va da papà,chiedigli scusa e fagli capire che gli vuoi bene e che l'errore commesso prima non si ripeterà più" annuncia perentorio.
Mi si rallegra il cuore a sapere che c'è qualcuno dalla mia parte. Corro prima che Matt possa cambiare idea.
"Non dimentichi qualcosa?" chiede mentre sto per aprire la porta.
Mi volto e lo abbraccio.
"Grazie Matt!".
"Di niente nana!" lascia un bacio sulla mia fronte prima che possa ritrovarmi a correre giù per le scale.
Matt ha ragione. Il mio comportamento non é stato per niente maturo.
Mio padre è seduto sul divano con la testa fra le mani. Mi avvicino cauta.
Mi siedo di fianco a lui e appena si volta lo abbraccio con tutte le forze che ho in corpo.
"Scusa,scusami davvero Papà!".
"Oh tesoro! È tutta colpa mia..." lo sento singhiozzare in silenzio sulla mia spalla.
Prendo il suo viso tra le mani. Il mio uomo,come ho potuto dirgli quelle brutte parole?
"Ssht! Papà è stata colpa mia,tu hai fatto il tuo dovere,hai fatto la cosa giusta. Sei il papà migliore al mondo,non posso desiderare altro che te" gli asciugo le lacrime.
"Va bene amore,lasciamoci questa situazione alle spalle,ne riparleremo al dovuto momento. Okay?" chiede abbracciandomi.
"Sì,papà".
Matt scende le scale interrompendo il nostro momento.
"Allora andiamo a mangiare fuori?" chiede sorridente.
"Io veramente ho ordinato il sushi!" esclama mio padre.
Gli occhi miei e di Matt si illuminano.
Passiamo la serata spensieratamente e felicemente.
Riesco a non pensare all'arrivo improvviso di Harry e a ciò che stava per fare Zayn.
"Io proporrei una serata Karaoke" esclama Matt buttandosi sul divano.
Io e mio padre ci mettiamo a cantare e ballare senza ritegno e vergogna.
"Vai tesoro,diamoci dentro di twerk" esclama mio padre euforico cantando sulle note di 'work'.
Al che scoppio a ridere imitando i suoi passi.
"Okay,credo di aver visto abbastanza" Matt spegne lo stereo prima di dirigersi verso le scale.
"Buonanotte!" Esclama prima di salire le scale.
"In effetti è tardi tesoro,vado anche io,buonanotte!"mi congeda mio padre.
Io mi preparo una camomilla prima di raggiungere camera mia.
Appena entro trovo Matt sotto le coperte.
"Cosa ci fai in camera mia?".
"Volevo chiederti scusa per come ti ho trattata oggi. Non dovevo urlare in quel modo" annuncia.
Intanto metto il pigiama per poi raggiungerlo nel letto.
"Ti perdono" mi accoccolo al suo petto.
"Dimmi Brook,perché ieri sera sei voluta tornare a casa subito?".
"Perché non stavo bene,te l'ho detto".
"Brooklyn,non mentirmi".
Sospiro sapendo che prima o poi dovrò dirglielo.
"Ho visto Harry,è tornato in città. Pensavo fosse sparito dalla circolazione per sempre,pensavo fosse morto...".
Sento Matt imprecare sottovoce e aumentare la sua presa su di me.
"Cosa?" chiedo confusa.
"Niente bimba,dormi ora".
"No dimmi!".
"Piccolina,ne parleremo domani,hai bisogno di dormire ora" dal suo tono di voce so che non vuole continuare a parlare,quindi evito di insistere,lo farei solo arrabbiare.
"E smettila di trattarmi come una bambina" sussurro prima di addormentarmi tra le sue braccia.
***
* Mi sveglio notando che Matt non è più di fianco a me.
Mi preparo velocemente e raggiungo i due uomini in cucina.
Saluto velocemente mio padre e Matt.
Sono in ritardo,il professor Malik me la farà pagare.
Una volta a scuola mi affretto a raggiungere lo spogliatoio e mi cambio velocemente. Maledetto il giorno in cui ho scelto un liceo sportivo sentendo la folle idea di Matt e la sua fissazione per la palestra.
Sento la porta chiudersi a chiave.
Prima che possa infilare la maglietta e voltarmi a vedere chi sia, vengo afferrata dai fianchi e sbattuta contro il muro.
La prima cosa che vedo sono due occhi color nocciola screziati dall'oro;un ciuffo moro e un essere dalla bellezza mozzafiato.
Mi sorride,mentre io vado sempre più in panico.
Mette del nastro adesivo sulla mia bocca impedendomi di urlare. Ho paura.
Avvicina la sua bocca al mio orecchio.
"Questa possiamo anche non metterla" dice afferrando la mia maglia dalle mani e gettandola a terra.
Afferra i miei polsi bloccandomi le braccia sopra la testa.
"Non mi scappi più" la sua sua lingua si adagia sul mio orecchio.
I suoi baci umidi scendono dalla mascella al mio collo.
Provo a divincolarmi ma non ci riesco.
Sono terrorizzata.
Nessun'uomo mi ha mai toccata così.
Sento il gancetto slacciarsi e il reggiseno cadere a terra.
Mi sento nuda,perché in realtà lo sono.
Guarda il mio seno scoperto con ammirazione mentre cerco di coprirmi il più possibile.
Ho il respiro accelerato e le gambe bloccate dalla paura ma nonostante ciò continuo a divincolarmi.
"Sta ferma! Devi stare ferma se vuoi uscire ancora vergine da qui" minaccia tagliente.
Lo odio,mi fa schifo.
Calde lacrime di paura scendono dai miei occhi. Sono impotente,non riesco a reagire.
"Non piangere!" Mi guarda male.
I suoi occhi fanno accrescere la paura in me.
Vorrei urlare. Ma più mi divincolo e più la situazione sembra peggiorare.
Non rispondo,mi vergogno di ciò.
Piano piano la sua bocca sale fino a tornare sul mio collo e poi al mio orecchio.
"Come ti senti?" Chiede togliendomi il nastro dalla bocca.
Cerco di riprendere fiato.
"Come ti senti?" chiede nuovamente afferrando una mia natica tra le mani.
"Sporca,usata e violata" sussurro pianissimo.
Lo vedo sorridere cattivamente.
"Abituatici. Ti voglio in palestra tra cinque minuti vestita e in ordine. Ho voglia di vedere il tuo culo all'opera solo per me. Muoviti. Ah,questa è la prima e l'ultima volta che arrivi in ritardo".
Afferra il mio viso in una mano e preme le sue labbra sulle mie lasciandomi senza parole.
"Fanne parola con tuo fratello e ti sfonderò fino a farti camminare su una sedia a rotelle" esclama furioso prima di rubarmi prepotentemente un altro bacio.
Apre la porta e la chiude alle sue spalle.
Mi affretto a rivestirmi per poi accasciarmi sul pavimento.
Le sue parole erano false,lui indossa una maschera.
Mi sento distrutta. In lacrime. Non lo ha fatto veramente. Non voglio. NO,non posso accettarlo!*
N/A
Tan,tan,taaaaan.
Commentate e fatemi sapere💓
Aspettatevi molti colpi di scena nel prossimo capitolo.
-ZJMG✨
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