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CAPITOLO 45

CAPITOLO 45

"Saró io a dirle la verità." dice, ad un tratto, Minhyuk.

Questo ragazzo è colui che appare nel momento del bisogno, quando meno te l'aspetti o quando sei convinto che tutto vada da male in peggio.

Yun e Sehun sussultano. Credevano di essere soli, eppure era lí e c'è sempre stato per RiAn.

"E allora che aspetti? Parla!" dice quest'ultima rivolgendogli uno sguardo sconvolto, pieno di rancore e malinconia. Non le importa niente dei presenti, a meno che uno di loro non sia Leo.

Minhyuk fa dei passi per avvicinarsi.
Come è riuscito a dirlo a Yun, cosí ci riuscirà anche con RiAn. Tutto ció che gli serve è il coraggio ed a lui non manca affatto.

"Prima siediti" dice in tono severo, poggiando entrambi le mani sulle sue spalle per costringerla a sedersi.

Lei stringe i denti, ma non si lascia piú condizionare dalla perdita di autocontrollo.
Solo le lacrime rimangono a fare di testa loro. Hanno ripreso a scendere, a bagnare il suo tenero volto triste ed abbattuto.

Minhyuk gliele asciuga e lei lascia fare, sempre con quello sguardo agghiacciante in attesa di ció che deve dire.

"Non piangere." continua lui, usando il medesimo tono severo e freddo. Il fatto è che non riuscirà mai a dirle la verità di questo passo.

"Non ci riesco" risponde lei, cercando di trattenere le lacrime inutilmente. Vuole dimostrare di essere forte perchè molto spesso le persone che piangono si rivelano deboli.
Si sbaglia su questo, le persone più valorose del mondo piangono e lo fanno anche ogni giorno nel caso fosse necessario.

"Non sopporto vederti così!" urla lui, tirandola verso di sè ed abbracciandola.

Sehun e Yun ingrandiscono gli occhi per il suo gesto inaspettato. Lei vorrebbe intromettersi, ma lui la ferma perchè capisce che il suo amico non ha cattive intenzioni.

"Stupido. Dimmi cos'ha Leo. Per favore" dice RiAn, tirando su col naso mentre gli massacra il petto di pugni.

Lui fa un respiro profondo, un altro ed un altro ancora.
Perchè con RiAn è tutto diverso?
Perchè la persona che si ama rende tutto più bello, ma allo stesso tempo più difficile?

..

"Leo ha una malattia al cuore." mormora, dopo aver fatto passare un silenzio che sembrava interminabile.

L'ha detto, c'è riuscito. Minhyuk non si arrende mai.
È quel tipo di persona che riesce a fare qualsiasi cosa senza tirarsi indietro. Tutte le sofferenze ed ingiustizie che ha dovuto subire in un'età così giovane lo hanno reso tale. Forte, ma debole.

Quella frase è stata l'unico tassello mancante per completare quel che c'è dentro la testa di RiAn e Sehun, che prima ne erano inconsapevoli.
Quelle parole tristi ma vere, sono la spiegazione di tutti gli avvenimenti che RiAn ha incontrato nei giorni precedenti. Il perchè di tutto.
Leo glielo nascondeva facendo il meglio possibile, ecco perchè non se n'è mai accorta.
Aveva dei dubbi, questo sí; ma una promessa che si sono fatti all'inizio diceva di non dubitare mai dell'altro e che entrambi si sarebbero sempre e comunque detti la verità.

"N-Non è vero." dice con voce tremolante.
Non riesce a crederci, non vuole crederci. È una bugia. Cerca di convincere se stessa che è tutta una finta. Leo non puó non aver mantenuto la promessa.

"Non è vero.." ripete, mentre ricorda l'immagine del suo mignolo legato a quello di Leo.
Le sue azioni, peró, la smentiscono. Evita lo sguardo di Minhyuk perchè sa che non vedrà mai degli occhi bugiardi, bensí la sincerità che trasmettono.

Voglio che tu sappia..

..che veglieró sempre su di te, qualunque cosa accada.

È questo ció che c'è nella sua testa in questo momento. Sono le parole di Leo, la sua voce, che si ripetono all'infinito.
Solo ora ne capisce il vero significato.

Davanti ai suoi occhi compare la stupida RiAn che a quella frase rispose:
"Perchè all'improvviso fai lo sdolcinato?"
e si arrabbia con se stessa, chiedendosi come ha fatto a non capirlo prima e ad essere stata un'insensibile del genere.

Menomale che era Leo quello freddo, senza cuore, apatico e distaccato.
Si poggia una mano sul petto, le manca l'aria.
Decide di sedersi, mettere le gambe a v ed abbracciarle. Continuerà a piangere in questo modo, non se ne vergogna piú. Solo questo puó permettersi visto che non ha l'autorizzazione di raggiungere Leo.
I singhiozzi si fanno numerosi e sempre piú rumorosi.

"RiAn.." esce dalle labbra di Yun che in questo momento non vorrebbe far altro che correre da lei per consolarla.
Sehun glielo impedisce un'altra volta, tenendola stretta a sè. È cosa da egoisti, ma ha bisogno di lei. Ció che ha scoperto ha sconvolto pure lui.

Non era molto evidente, ma ci teneva a Leo. Era un amico.

~

[Leo's House]

"Christmas is back again wae tto gyeoul gaeureun gyeou neomgyeonneunde.."

Eunsoo sta canticchiando allegramente mentre prepara la merenda per suo figlio. È quasi terminato l'orario scolastico quindi dovrebbe arrivare presto, stanco ed affamato.
Quando finisce, inizia a mettere apposto i piatti dalla lavastoviglie. C'è sempre qualcosa da fare in questa casa.

*DRIIIING*

All'improvviso, il telefono di casa squilla.
Che strano, di solito non chiama mai nessuno da lí. È abituata a parlare tantissimo tempo con Kahi, ma col cellulare.

"Pronto?" dice, poggiando la cornetta sull'orecchio.

"Signora Eunsoo. Deve venire subito, Leo è in grave condizioni." riconosce immediatamente quella voce. Non è la prima volta che la sente.

Il suo cuore comincia a battere furiosamente, il panico sale e per questo motivo lascia cadere a terra il piatto che aveva in mano. Lo osserva frantumarsi in numerosi pezzettini, ma non si preoccupa di ripulire.
Esce subito di casa mettendosi le prime scarpe che le capitano più veloci da indossare e corre per arrivare alla sua macchina.

Parte a tutta velocità.
Key e Yoogeun la osservano dalla finestra. Deve essere successo qualcosa.

Solo in mezzo al traffico, si ricorda di non aver neanche chiesto dove si trova suo figlio. Per fortuna, l'infermiera della scuola, oltre ad informarla dei fatti, le ha mandato un messaggio con tutte le indicazioni:
•Ospedale
•Indirizzo
•Stanza di Leo

Tira un sospiro di sollievo e cerca di mantenere la calma per arrivare lí senza creare danni.

~

Dopo venti minuti di trepidazione, arriva finalmente all'ospedale.
Non perde tempo fermandosi alla reception, ma cammina dritta per la sua strada. Il messaggio dell'infermiera è stato piú che chiaro.

"Eunsoo-Ah" qualcuno la ferma prendendole il braccio. Non è una voce sconosciuta, è qualcuno che conosce da tanto tempo.

Per un momento dimentica tutto ció che le sta attorno e si volta lentamente per scoprire se ció che pensa é la realtà.

"C-ChungHee?" chiede balbettando, sbalordita da quel che vedono i suoi stessi occhi.

Son Chung Hee, all'epoca il suo migliore amico.
Non lo vede da più di dieci anni, ma è rimasto sempre uguale. Dalla voce all'aspetto.
Frequentavano insieme elementari, medie e superiori. Solo all'università scelsero facoltà diverse. Lui prese scienza, mentre lei inizió un lavoro part-time conoscendo poi il suo attuale marito.

"Eunsoo-Ah.. Sei proprio tu." dice lui, sorridendo.

Lei sorride, ma non per molto. Leo è piú importante di chiunque altro.

"Scusami, ma devo andare." dice, rivolgendogli le spalle e ricominciando la corsa.

ChungHee rimane impalato a guardarla. Ha sempre avuto migliaia di domande destinate al giorno in cui si sarebbero incontrati nuovamente. E per migliaia, intende tante tante.

Come stai?
Ti sono mancato?
Come va con tuo marito?
E Leo?
Sta guarendo?
Hanno giá trovato una cura?

Questi sono alcuni esempi.
È strano che l'unica cosa che è riuscito a dirle è stata "Eunsoo-Ah.. Sei proprio tu".
Non pensava che sarebbe bastato tornare in ospedale per incontrarla. È successo tutto cosí velocemente.

Si gratta la nuca e dopo essersi accorto che la sagoma di Eunsoo non è ancora sparita del tutto, decide di seguirla.

Qualcuno, peró, blocca il suo cammino. O meglio dire, RiAn.

Percepisce la sua presenza appena passa davanti alla sala d'attesa. Quella ragazza triste, indifesa e depressa che probabilmente Eunsoo non ha neanche notato. È normale, era troppo preoccupata per Leo.

Entra nella sala d'attesa. Ha uno strano affetto nei confronti di quella ragazza, come se la conoscesse da tanto tempo. Uno dei ragazzi in piedi lo maledice subito con lo sguardo, motivo per cui si ritrova ad alzare le mani.

"Cosa vuoi?" chiede il ragazzo, ovvero Minhyuk, in tono freddo. È infastidito da tutto il personale di questo ospedale e dato che ChungHee è vestito simile a loro, pensa che ne faccia parte.
Non gli è affatto piaciuto il modo in cui hanno trattato RiAn. A prescindere da quell'infermiera che in parole povere l'ha avvelenata soltanto per azzittirla.

"Che ha?" chiede ChungHee evidentemente preoccupato, indicando la povera RiAn. Non ha mai visto un'aura così triste in tutta la sua vita, è una brutta cosa. È contagiosa.
Immagina che nessuno possa riuscire a sorridere in questa stanza per via della presenza di una ragazza così triste, ci mette una mano sul fuoco.

Che non è uno di quei tanti infermieri, lo si capisce dalla sua faccia.

"Lei chi è?" chiede Minhyuk, placando il suo tono di poco fa. Ha capito che l'uomo che ha davanti non ha la cera adatta per far parte di quel tipo di società che i suoi occhi si rifiutano di vedere positivamente.

"Sono lo scienziato Son Chung Hee. Lieto di conoscerla." si presenta amichevolmente ChungHee, dandogli la mano.
Nonostante abbia solamente un ragazzino davanti, utilizza lo stesso il formale. Fa cosí per dimostrare di non essere una cattiva persona.

RiAn alza la testa. Ha gli occhi piú gonfi di prima, ma la curiosità è piú forte di lei.

"Scienziato? Cosa ci fa uno scienziato all'ospedale?" chiede.

ChungHee fa una breve pausa prima di risponderle. Anche lui si chiede la stessa cosa. Più che altro, se è la cosa giusta stare qui.

"Io.." mormora.

Il suo improvviso ammutolimento cattura l'attenzione di Minhyuk, Sehun e Yun.

"Lei?" fa Yun, aspettando il continuo.

"Ho intenzione di presentare il mio primo esperimento." dice ChungHee, guardando il vuoto. Ha lavorato sodo prima di arrivare a questo giorno, ci sono voluti anni ed anni. Molte volte si è pentito della scelta di vita che ha fatto, chiedendosi se ne valga la pena, peró non si è mai tirato indietro ed ha continuato la strada che ha preso. Proprio come Minhyuk e RiAn, solo che loro in tempi più ristretti.

RiAn annuisce. Questo scienziato ha qualcosa di particolare. Forse perchè è il primo che vede, non le è mai capitato di incontrarne uno.

"Se è cosí, buona fortuna." dice Minhyuk facendo un piccolo sorriso. Non conosce bene il mestiere di scienziato, perció non sa cosa fanno in generale; ma viste le sue condizioni capisce che un po' di incoraggiamento gli serve eccome. Sembra troppo timoroso, uno che non crede in se stesso malgrado sia a conoscenza delle proprie capacità.

"Grazie." dice lo scienziato, facendo un inchino di ringraziamento. Trova sorprendente il veloce cambiamento d'atteggiamento di questo ragazzo.

Un attimo dopo si ricorda di una cosa: il motivo per il quale è entrato qui dentro.

"RiAn.. cos'hai?" chiede alla ragazza che è tornata chiusa in se stessa.

"Eh? C-Come fa a sapere il mio nome?" chiede lei, sgranando istantaneamente gli occhi. I sospetti su quello scienziato sconosciuto iniziano a darle pressione. E se fosse una cattiva persona?

"L'ho letto lí.." dice lo scienziato, indicando il tesserino che ha nell'uniforme.

"Ah.. n-non è niente. Stia tranquillo." risponde RiAn, rimangiandosi ció che pensava poco fa.

"È impossibile. Si vede benissimo che.." lo scienziato smette di parlare perchè vede gli occhi della ragazza riempirsi di una cosa: speranza.

Segue la direzione del suo sguardo e vede un'infermiera in piedi sulla soglia della porta.

"Sí, ora potete entrare."

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