CAPITOLO 42
CAPITOLO 42
Yun's POV
"Stai tranquilla, eccomi qua." sussurra Sehun avvolgendomi con le sue braccia.
Queste parole. Questa voce. Questo tono accogliente e rassicurante.
È davvero Sehun o è solamente frutto della mia immaginazione?
Non puó essere lui.
Sará arrabbiatissimo con me, in questo momento.
Sicuramente mi odia e non accetterá mai le mie spiegazioni se riusciró a dargliele.
Giro lentamente la testa tanto per togliermi la curiosità su chi mi sta abbracciando.
Ho gli occhi appannati anche se non sto piangendo, non capisco. Perchè va tutto male? Perchè non riesco a vederlo?
"Hun.." lo chiamo.
Ti prego, rispondimi. È questo ció che spero con tutta me stessa, ormai mi rimani solo tu per restare forte.
"Sí. Sono io, Sissy. Sono Sehun." sussurra con voce sofferente.
Ed è dalla sua S che capisco che è veramente lui. La sua pronuncia diversa da chiunque altro, la prima cosa che ho notato di lui.
Perchè è triste? Odio sentire la sua voce in questo modo, odio percepire le sue lacrime bagnarmi la spalla.
"S-Stupido! Perchè stai piangendo?" prendo a pugni il suo petto come se fosse il colpevole di tutto questo.
"Mi dispiace per aver frainteso. Perdonami, Sissy." mormora con la sua voce dolce, avvicinando il viso al mio per poi baciarmi.
Inizio a piangere anch'io.
Mi sono mancate le sue labbra anche se è solamente da ieri che non le sfioro. Senza di lui non sono Yun; ormai è entrato a far parte della vera me. Come se fossi un puzzle e lui il pezzo mancante.
Quella di oggi, è stata la mattinata piú lunga della mia vita per via della sua assenza. Alcune volte mi chiedo perchè il destino me l'ha fatto conoscere. Tempo fa ce l'avevo qualche rotella apposto, mentre ora mi sembra di cadere sempre di piú nel mondo delle nuvole ogni giorno che passa.
Prima ero totalmente inconsapevole su cosa fosse l'amore. Ora lo so. Lo so benissimo.
Amore è battito anormale del proprio cuore. Amore è vederlo per rendere la giornata completa. Amore è passare ogni tipo di situazione, buona o cattiva che sia, insieme. Amore è superare le difficoltà senza difficoltà. Amore è dimenticare tutto ció che si ha intorno, quando si é in sua compagnia.
Appena l'ultima definizione della parola amore mi passa per la testa, sussulto.
Mi alzo di scatto e Sehun fa lo stesso. Visto? Siamo sincronizzati.
"Tra poco arrivano. Vi prego, ragazzi. A-Aiutatemi." supplica la povera infermiera.
Pare che ci stia chiamando già da un bel po' di tempo, solo che nè io nè Sehun abbiamo sentito la sua voce.
"Andiamo" dice lui in tono serio, prendendo subito Leo in braccio e uscendo dall'infermeria.
Nel cortile ci imbattiamo con i soccorsi che fanno posizionare Leo in un lettino bianco che poi viene trascinato all'interno dell'ambulanza.
E riecco il panico che torna dentro di me. Mi fanno segno di entrare, Sehun è già dentro. Cosa ci fa lí quello stupido?
I miei piedi non vogliono piú fare passi, c'è un muro davanti a me che mi costringe a restare ferma, immobile.
Questo è un errore, non ci devo andare io. Non posso prendere il posto di RiAn, è lei la ragazza che dovrebbe esserci. È lei che deve stargli accanto, non io e nemmeno Sehun.
"Andiamo.." dice l'infermiera che prima si è occupata di Leo, poggiando le mani sulla mie spalle e guidandomi verso quel furgone bianco con le luci che fanno un dannato rumore. Perchè mi sta facendo entrare? Non posso..
Ad un certo punto, al rallentatore, incrocio gli occhi di RiAn. Le sarà già arrivato il brutto presentimento? Quello che le viene ogni volta che sta per succedere qualcosa di brutto?
Scusami se mi lascio trasportare dentro. Sbrigati. Ti prego, vieni. Leo ha bisogno di te. Solo di te.
~
[Torniamo in terza persona]
RiAn smette di camminare. C'è qualcosa che non va. Il cortile è troppo rumoroso, si è formato un caos pazzesco per colpa della folla di studenti che schiamazza per un motivo ancora sconosciuto.
"C'è un'ambulanza" osserva Minhyuk.
Quell'affermazione fa allamare RiAn che immediatamente si mette a fare le punte per scoprire cos'è successo.
Ed è cosí che la vede.
Vede Yun dallo sguardo preoccupato che entra nell'ambulanza e capisce anche che si tratta di un'azione contro la sua volontà, visto che viene spinta dall'infermiera della scuola.
'Sarà successo qualcosa a Sehun?' pensano sia lei che Minhyuk, ingrandendo gli occhi.
Solo lei riesce ad arrivarci, peró. O meglio, in qualche modo ci riesce.
Conosce fin troppo bene la sua migliore amica e sa che se ci fosse Sehun, lí dentro, Yun non avrebbe neanche esitato di entrare per stargli accanto, proprio come lei stessa avrebe fatto con Leo.
Il sol pensiero del suo pomodoro la fa sussultare e riflettere sugli accadimenti di stamattina.
Leo & Yun abbracciati.
Il silenzio di Yun.
Il bacio di Minhyuk.
Il menefreghismo totale di Leo che se n'è solamente andato.
Ma siamo sicuri che sia stato solo e soltanto menefreghismo?
Ci pensa un po' su, poggiando le dita sulle tempie. Cerca di ricordare ogni particolare, prima non si è accorta di niente: era troppo presa dal comportamento di Leo.
Compare un flashback dentro la sua testa.
<<REWIND<< (Zhoumi saranghae)
Minhyuk la bacia, all'inizio con insistenza ma appena si accorge che lei non si tira indietro continua a farlo dolcemente. Dopo un po', interrompe quell'immenso bacio per abbracciarla e stringerla forte a sè. Vuole farle capire di esserci sempre e comunque, qualsiasi cosa succeda non sarà mai sola. Quando cadrá, se lo fará, lui sarà sempre pronto a prenderla per ritirarla sú. Una sottospecie di angelo protettore.
In quel preciso istante, RiAn, si accorge della presenza di Leo nella soglia della porta della caffetteria.
Sussulta, ma non fa niente per migliorare la situazione.
Ha una strana faccia, indecifrabile. Peró non è la sua faccia fredda da ragazzo antipatico che non sorride mai. C'è qualcosa in lui che lo rende diverso dal solito. Forse un po' di dolore leggermente visibile nei suoi occhi, forse la sua pancia imprigionata dalle sue braccia, forse la sua schiena un po' curva per nascondere qualc...
>>FORWARD>>
Il cuore di RiAn comincia a battere in modo brusco, per niente piacevole. Per colpa di esso fa persino fatica a respirare.
Ora è tutto chiaro o almeno, lo è per lei.
"L-LEO!" urla, iniziando a rincorrere l'ambulanza che è appena partita ad alta velocità.
Continua cosí, non riuscendo peró a raggiungerla.
Intanto, nell'ambulanza, nessuno si accorge di essere inseguiti da qualcuno, tutti sono preoccupati per il povero Leo che non apre piú gli occhi.
"Leo.. L-Leo per favore apri gli occhi.. svegliati!" continua a ripetere l'infermiera, scuotendolo il più possibile. Anche a lei è salito il panico, ormai.
Yun è pietrificata. Guarda Leo senza forze, con uno sguardo altrettanto assente, perso nel vuoto. Sehun fa di tutto per confortarla ma non ci riesce. In fondo la situazione è straziante anche per lui.
Le prende la mano; le uniche cose che gli restano da fare sono sperare che non succeda niente di grave e, come sempre, vegliare sulla sua Sissy.
Adesso avranno fatto circa 7 km.
A RiAn non importa delle sue gambe che non ce la fanno piú, tanto meno del suo corpo che non ha piú voglia di reagire.
Ogni persona al volante che la vede correre in mezzo alla strada, frena bruscamente nonostante la distanza della propria auto sia davvero ampia.
'Questa scena l'ho già vissuta' pensa lei, senza accorgersi di star lacrimando. L'aria che le arriva in faccia serve ad asciugarle qualche lacrima, ma non ce n'é abbastanza per tutte quelle che finiscono sulla sua maglietta.
Senza il bisogno di una profonda riflessione, si ricorda di quel sogno. Quel sogno orribile in cui non è riuscita a raggiungere l'ambulanza di Leo, svenendo per strada dopo aver sentito il suono di un clackson a lei vicinissimo.
'Non devo commettere lo stesso errore.' dice a se stessa con una determinatezza che altri non hanno.
Per fortuna, riesce a non perder d'occhio l'ambulanza che ad un certo punto si ferma ed accosta davanti ad un ospedale.
Lei, invece, non ha nessuna intenzione di fermarsi fino a quando non vedrá Leo da vicino.
Non respira quasi piú, ma non fa niente. Lui è il suo traguardo, non puó iniziare qualcosa senza finire.
Un imprevisto, peró, la costringe a fermarsi inciampando. Una buca, una maledetta buca sull'asfalto della strada. Dov'è il segnale lavori in corso quando serve?
Prepara le sue ginocchia al dolore, ad essere presto sbucciate ma mai troppo da non riuscire piú a correre.
Solo che non succede niente di tutto ció. Nel bel mezzo della caduta, Minhyuk le prende la mano e la tira verso di sè, salvandola.
'Ci saró sempre per te. Come una guida. Come un eroe.
Come un amico.' trasmettono i suoi occhi.
RiAn riesce a trovare mezzo secondo per un sorriso di ringraziamento e poi riinizia a correre. Non si sarebbe mai aspettata di avere Minhyuk al suo fianco. Ne è profondamente grata, peró non ha tempo per dimostrarlo.
"Ti amo, Sang RiAn." dice lui, ansimando ed osservandola mentre si allontana. Non ha fatto tutta questa strada per niente, finalmente l'ha realizzato.
..
RiAn va subito alla reception.
"S-Scusi.. d-dove hanno portato il ragazzo che è arrivato p-poco fa.." cerca di dire anche se non riesce più a far uscire la sua voce. Pare sia sparita assieme all'ambulanza.
"Leo?" chiede la receptionist, alzando lo sguardo da una tabella.
RiAn annuisce, respirando anormalmente per recuperare il fiato.
"Stanza 102, da quella parte" dice la receptionist, indicandole un corridoio in fondo alla sala d'attesa. Dal movimento della sua mano, RiAn capisce che deve sbrigarsi. Annuisce nuovamente per ringraziare e fa dei passi veloci.
La prima porta che vede è della stanza n 80. Su ogni porta c'è una piccola parte di vetro in cui si possono vedere i pazienti all'interno.
Durante il tragitto, infatti, vede di tutto.
A partire da una bambina dalla gamba ingessata fino ad arrivare ad un uomo in coma.
Si copre gli occhi, non ce la fa a sopportare tutto questo. Pare che ad ogni numero di stanza, peggiori man mano la condizione dei pazienti.
'Perchè non trovo ancora la stanza di Leo?' pensa distrutta.
Ogni passo che fa è accompagnato da un sospiro di frustazione. Capire cosa sta succedendo è davvero difficile per lei che è sempre stata all'oscuro di tutto.
Ad un certo punto, riesce a vedere la 102º con la coda degli occhi. Smette di camminare.
Poggia, tremando, la mano sulla maniglia di quella porta. Stranamente è l'unica ad avere il vetro appannato, perció chi è fuori non puó avere nessuno spoiler su cosa sta succedendo al suo interno.
Fa un respiro profondo per darsi il coraggio di affrontare le situazione e poi abbassa la maniglia.
Il problema è che la porta è bloccata.
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