Capitolo 22
Quando Cat balzò fuori dal Buco Nero, restò terribilmente sorpresa da ciò che vide.
In base alla mappa, si sarebbe aspettata di ritrovarsi in mezzo ad una città caotica e affollata, non in una brughiera desolata, senza traccia di vita per chilometri e chilometri.
E invece, erano piombati direttamente al centro di un'enorme vallata verde, coperta di nebbia fitta.
Accanto a lei, Misty si guardava intorno, le mani sui fianchi.
《Dove siamo finiti?》le chiese, recuperando lo zaino caduto per terra e avvicinandosi all'amica.
《Non ne ho idea... in teoria, dovevamo arrivare vicino alla città di Edimburgo》rispose lei, osservando attentamente il panorama circostante.
《Ma non vedo assolutamente nessuna traccia di civiltà qui intorno! È totalmente deserto...》
Le ragazze videro Haylees, già in piedi, osservare il paesaggio completamente desolato della vallata in cui si trovavano, la lunga coda di capelli neri che le volteggiava oltre le spalle. Il Buco Nero dietro di loro sputò fuori Ashton, prima di richiudersi con un sibilo; il giovane si affiancò alle compagne, perplesso.
《Non ha detto nulla?》 sussurrò a Cat, incredulo. La ragazza scosse la testa, limitandosi a restare in silenzio. Haylees Brown le pareva sempre di più un'automa, incapace di provare reali emozioni umane, senza neanche un briciolo di compassione. Forse, però, nella situazione in cui si trovavano poteva andare bene una del genere. La ragazza si fece coraggio e si avvicinò alla Creatrice di Tenebre, osservando il paesaggio come faceva lei.
《È strano, non trovi?》buttò lì, quasi per caso. Haylees sembrò non ascoltarla, e si limitò ad estrarre dallo zaino un foglio ripiegato, che si rivelò essere una copia della mappa.
Misty e Ashton, da dietro le spalle di Cat, esaminavano il sottile contorno inchiostrato del territorio e il pallino nero, nell'angolo più lontano del foglio, che indicava Edimburgo. 《Intendevo che è strano il fatto che non ci troviamo in città, non trovi?》 azzardò di nuovo Cat, spiazzata dal fatto che Haylees l'avesse totalmente ignorata.
《È questo il posto giusto e adesso tacete, fatemi lavorare》 sbottò infine la Creatrice di Tenebre, fulminandoli tutti con lo sguardo. Cat, Misty e Ashton si guardarono, sorpresi. Quella ragazza li avrebbe forse lasciati fuori dai giochi?
《Anche noi facciamo parte della squadra. Cosa dovremmo fare, guardarti in silenzio?》chiese Ashton, stizzito.
Haylees alzò lo sguardo dalla mappa e lo fissò, sprezzante.
《Potrebbe essere una valida idea, ora che mi ci fai pensare》
《È ingiusto!》intervenne Cat.
《Hanno ragione! Il signor Wost ha fatto partecipare anche noi alla missione!》le fece eco Misty.
La ragazza richiuse la mappa e li guardò uno per uno, le braccia incrociate.
《Già, sono consapevole di questa pessima idea, ma il comando della squadra è mio, quindi anche le decisioni le prenderò io. E, adesso, lasciatemi lavorare》
Ashton stava per ribattere, ma Cat lo fermò.
《Lascia stare》gli sussurrò, stringendogli il braccio.
Il ragazzo fissò Haylees con odio, ma rinunciò a ribattere.
《Così va meglio》 commentò la ragazza, spalancando di nuovo la mappa davanti a sé.
Quando la mandarono a chiamare, Rebecca ebbe un brutto presentimento.
Suo fratello e le altre erano partiti quella mattina, impossibile che fosssero loro notizie. Forse erano già stati trovati morti, magari il nemico aveva teso loro un'attacco...
Becca si massaggiò le tempie, cercando di scacciare via quelle immagini raccapriccianti. Doveva essere di sicuro una seduta per discutere dei nuovi equilibri che si erano creati all'indomani dell'attacco al Castello Rosso, le strategie da adottare, le nuove leggi da approvare...
Lei non aveva nessun incarico governativo, ricopriva unicamente il ruolo di Primo Creatore nella sua Società, nulla di rilevante per l'ordine creato dal Consiglio, né tantomeno in grado di partecipare ad una delle sue sedute, così segrete e misteriose.
La ragazza avanzò lentamente per il corridoio, dopo essersi riposata un po', appoggiata ad un muro. Aveva iniziato ad andare in giro con le stampelle, notevole miglioramento dopo la sedia a rotelle; significava godere di un po' di libertà, ma a prezzo di un grande sforzo.
La porta a due ante della Sala del Consiglio le si parò di fronte quasi subito anticipata, però, da una grande massa di persone, accalcate all'esterno della stanza.
Erano i più diversi, giovani e anziani, ma gridavano tutti le medesime frasi.
《Fateci entrare!》
《Dateci delle risposte!》
《Vogliamo sapere chi ci ha attaccato!》
Confusa, Rebecca si rifugiò in un angolo del corridoio, temendo che la folla potesse travolgerla.
In quel momento venne di corsa un uomo grassoccio, con la fronte stempiata imperlata di sudore.
Era George Smith.
《Rebecca! Per fortuna sei qui, ho mandato delle persone a cercarti》
《Signor Smith! Sì, ho ricevuto ma... cosa sta succedendo? Chi sono queste persone?》
Il Capo dei Creatori di Luce estrasse un grosso fazzoletto dalla tasca, sotto il mantello dorato che rappresentava la sua carica. Se lo passò sul volto, continuando a parlare.
《Sono Creatori come me e te, mia cara. Vogliono risposte, e devo dire che hanno ragione. Il mondo è nel caos, bambina! Nessuno sa cosa fare e tutti vogliono sapere... ma vieni, vieni pure. Entriamo, ci staranno sicuramente aspettando》
Detto ciò l'uomo le mise un braccio attorno alle spalle e la condusse in mezzo alla folla, gridando e sgomitando per riuscire a passare.
Dopo un po' di ressa, insulti e spintoni, finalmente George Smith riuscì a spalancare la porta, aiutò Rebecca ad entrare e si infilò dentro, chiudendo la Sala alle urla delle persone.
La Sala era spaventosamente vuota, fatta eccezione per il tavolo del Consiglio, in cui sedevano Ned Wost e Monika Worren, immersi in un silenzio decisamente imbarazzato.
Il nuovo Capo dei Creatori si riscosse nel vederli, tirando un sospiro di sollievo.
《Smith! Finalmente! Credevamo che la folla ti avesse divorato!》
《Oh no, Ned, anche se devo dire che non si sarebbero tirati indietro, se avessero potuto!》
Monika Worren puntò gli occhi su Rebecca, sorridendo stancamente.
《Sei in via di guarigione finalmente! Me ne rallegro》
《Sì, per fortuna! Sto molto meglio, grazie per essersi interessata》rispose Becca, arrossendo. Ned Wost puntò gli occhi su di lei, con un sorriso misterioso.
《Ah, abbiamo anche la giovane e promettente Rebecca Bate! Si sieda pure qui, non abbia timore》disse, indicando una delle sedie vuote, accanto a lui. Rebecca lo guardò, dubbiosa.
《Ma... sono seggi riservati ai membri del Consiglio!》
《Se i membri del Consiglio sono assenti diventano semplici sedie, non trova? Si sieda pure senza problemi》
Perlessa, Becca si avvicinò lentamente e si sedette, proprio nella postazione destinata ad Amber Heist, al Capo dei Creatori di Fuoco. La fiamma scolpita nello schienale le rese praticamente impossibile appoggiarvi le spalle.
Anche George Smith si accomodò sul suo scranno, socchiudendo per un attimo gli occhi, evidentemente sollevato dal fatto di non trovarsi più all'esterno.
《Hai rinvenuto i documenti che ti avevo chiesto di cercare?》domandò Ned Wost, voltandosi verso di lui.
《Li ho cercati personalmente》
《E allora?》incalzó, osservandolo attentamente con occhi scintillanti.
Il Capo dei Creatori di Luce si asciugó di nuovo la fronte prima di parlare.
《Ecco... erano molto vecchi, davvero molto. Decisamente molto importanti per tutti noi...》
《Arriva al dunque》sbottó Ned Wost, la mascella contratta.
《Credo che il nostro amico stia tentando di dire che non si trovano》si intromise Monika Worren, con un sorriso.
George Smith le sorrise, riconoscente.
《Oh, grazie Monika! Non avrei potuto dirlo meglio》
Ned Wost aggrottó le sopracciglia e appoggiò il mento sulle mani, in silenzio.
Becca si sorprese nel non vederlo urlare e sbraitare come si era aspettata.
George Smith recuperó subito la serietà, e parlò di nuovo.
《Ovviamente non sono andati perduti. Solo che non sono qui.
Vengono conservati al Castello Rosso》
《Capisco...》
《È per la loro grande importanza, per il fatto che sono così antichi》aggiunse, gesticolando animatamente come se stesse tenendo un discorso.
《Lo so, me ne rendo conto》
《E anche perché la storia parla chiaro. Gli avvenimenti narrati avvennero lì, è più che giusto che siano rimasti a Ellidaey》rimarcó la Creatrice di Acqua.
《Il problema è che non abbiamo abbastanza tempo. Stanno passando i giorni, cari colleghi. Passano, e non abbiamo ancora una benché minima idea di ciò che stia succedendo. E di dove sia il nostro Capo》disse Ned Wost, rialzando la testa.
《La gente non si calmerá, vogliono sapere quanto noi》aggiunse Becca, sovrappensiero.
I tre Consiglieri si voltarono a guardarla, e la ragazza si pentí subito di aver parlato.
《Cosa pensi sia più giusto fare, Rebecca Bate?》le chiese Monika Worren, scrutandola con i suoi profondi occhi blu.
《C-credo che, finché non sapremo i risultati della spedizione di ricerca, conviene tenerci su un'altro fronte. Magari indagando sugli avvenimenti trascorsi nei mesi precedenti l'attacco》
Ned Wost la guardò fisso, quasi tentasse di leggerle la mente.
Becca tenne alto lo sguardo, nonostante l'incredibile istinto di abbassare la testa.
Non voleva mostrarsi debole, ma davanti a quell'uomo non era cosa facile.
《Intendi l'aggresione a Nancy Shelbourd, non è vero?》
La ragazza non fu così sorpresa dal fatto che avesse capito.
Era pur sempre Ned Wost, Capo dei Creatori di Tenebre e uno dei migliori guerrieri esistenti.
Impressionante, ma prevedibile.
《Credo che nessun Creatore comune avrebbe attaccato una donna umana, almeno apparentemente, senza un reale motivo. Nancy Shelbourd è una Creatrice》
《Una Creatrice che non ricorda di esserlo》
《E perché mai nessuno si ricorda di lei? Perché il nome suo e di suo marito non ha una storia?》incalzó Becca, sempre più convinta.
《Nessuno li conosce, ma è impossibile che non si abbiano informazioni su parenti o altro》
Ned Wost le sorrise, compiaciuto.
《È una buona pista, cara signorina Bate. Ma dubito che ricollegare gli eventi di Creatori non registrati possa giovare in qualche modo la nostra indagine》
《Credo che ci sia un nesso, deve esserci》ribatté la ragazza, decisa.
《E se ci fosse come faresti a scoprirlo? A chi chiederesti, visto che nessuno li conosce?》
Rebecca si illuminò, e sorrise lentamente.
《Chiederò alla diretta interessata. Parlerò a Nancy Shelbourd》
《Se ti riuscirà, ovviamente. Dovrei proprio fare qualche ricerca per tenerti impegnata, mia cara. Ora però dovrai lasciarci, ci sono cose che dobbiamo ancora decidere》ribatté Ned Wost, congedandola come avrebbe fatto con una bambina.
Poco male, a Becca non interessava.
Ora sapeva cosa fare.
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