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Epilogo

Era giunto il momento.

La luna piena stava per arrivare e noi eravamo tutti nella grotta di Posea.

Ero agitata, come mai lo ero stata prima. Non sapevo se avrebbe funzionato e non volevo ricevere una delusione simile. Essere umana stava cominciando a piacermi ma avevo bisogno di tornare ad essere una sirena.

Mi voltai per guardare Seth, Phoebe e Jordan che rimanevano in silenzio ad osservarmi, attendendo come me il momento giusto. Pensare che il giorno dopo ci saremmo ritrovati nello stesso punto per vedere se mi era tornata o meno la coda, mi faceva salire ancora di più l'ansia.

Phoebe mi sorrise come incoraggiamento e stessa cosa fece Jordan. Lei era tra le braccia di lui e pensai che, la cosa migliore che avessi fatto da umana, fosse quella di averli fatti conoscere. Seth, invece, mi scrutava semplicemente, perché sapevo che m'incoraggiava dentro di sé, ma allo stesso tempo aveva paura di quello che sarebbe accaduto per il nostro rapporto.

Non dissi nulla, semplicemente mi rigirai e vidi la luna avvicinarsi mano mano al cratere, il contorno che cominciava a farsi vedere. Mi tuffai, vedendo l'acqua come cominciare a bollire sotto l'effetto dei raggi lunari ed io sperai, quasi pregai, che mi ridesse la coda a tutti gli effetti. I capelli erano bagnati e si erano attaccati al collo e non feci nulla per liberarmene, rimasi solo a galla ad attendere che la luna finisse la sua magia.

E, quando terminò, la luna se ne stava andando così com'era arrivata, mentre io, invece, cercavo di uscire dall'acqua ma, all'improvviso, sentii i sensi mancarmi e svenni.

***

Era mattina ed eravamo di nuovo tutti e quattro insieme. Come la notte prima Phoebe, Jordan e Seth non osarono dire nulla, sapevano che era un momento che dovevo affrontare con me stessa ma loro erano accanto a me come sostegno. Li guardai, non sapendo bene cosa dire.

"Sappiate che, qualsiasi sarà la fine di questa storia, vi ringrazio per avermi sostenuta. Significa molto per me" dissi semplicemente, mentre Phoebe strinse la sua mano libera nella mia. Dall'altra parte avevo Seth che la stava stringendo forte o, forse, ero io a stritolargliela.

"Facciamo così" cominciò Jordan "noi tre andiamo a Posea. Se sarai tornata sirena, ci raggiungerai lì, se sarai rimasta una semplice umana ci manderai un messaggio. Ti avvisiamo noi quando arriviamo lì" annuii alla proposta del mio amico, che aveva capito che avevo troppa ansia addosso e che non riuscivo a fare alcun passo con i loro occhi puntati.

Per la prima volta mi sentii debole e insicura con me stessa, neanche quando ero stata male mi ero sentita in quel modo.

Mi guardai attorno, pensando che, alla fine, mi sarebbe mancato tutto quello. Avrei avuto ricordi di quella spiaggia, che mi aveva vista rifugiarmi lì, che era stata lo scenario dei miei baci con Seth, dei discorsi con Jordan, della mia tristezza.

Senza accorgermene, mi arrivò un messaggio da parte di Phoebe e capii che era arrivato il momento. Feci un respiro profondo e vidi che attorno a me non c'era nessuno. Mi avvicinai alla riva, i piedi nudi che toccavano la sabbia. Sentii il mare cominciare a bagnarli e dentro di me ebbi una sensazione nuova accendersi. In uno scatto, corsi dentro l'acqua e, quando questa mi arrivò alla vita, mi tuffai, tenendo gli occhi chiusi. Li aprii lentamente, guardandomi attorno nell'acqua salata, per poi notare una ciocca di capelli fluttuare. La osservai bene e sorrisi, vedendo che fosse argento. Non ci fu bisogno di guardare in basso e cominciai a muovermi, sentendo la stessa adrenalina di una volta.

La velocità sferzava il mio viso e tirava indietro i miei capelli, sorrisi felice, sfrecciando velocemente tra tutti gli scogli. Arrivai subito all'entrata della grotta, sapendo che i miei amici sarebbero stati lì ad attendere il verdetto finale. Entrai, rimanendo sul fondo, in modo che loro non mi potessero vedere. Allungai la mano e cominciai a manipolare l'acqua, come tanto amavo fare. Sentii Seth dire a Phoebe "Ma sei tu a farlo?" ma lei negava.

Nuotai lentamente verso la superficie, finché la mia testa non uscì dall'acqua. Vidi Phoebe portarsi una mano davanti alla bocca, gli occhi lucidi. Seth mi guardava scioccato, come se mi vedesse per la prima volta. Jordan fu l'unico a proferire parola.

"I tuoi capelli... e gli occhi... ce l'hai fatta" annuii felice, non essendo in grado di replicare altro. Sentii i miei occhi cambiare ed adorai la sensazione che davano. Seth si abbassò fino al mio livello, le sue pozze azzurre che osservavano ogni parte di me.

Sapevo che i miei erano azzurri, limpidi come l'acqua di Posea, un colore che lui non aveva mai visto nei miei occhi.

"Sei ancora più bella ora che sei completamente te stessa" mi porse una mano "Piacere Seth, un semplice ed umile umano" alzai gli occhi al cielo ma feci lo stesso.

"Piacere Selene, una sirena"

"Sono rimasto abbagliato dalla tua bellezza, ma ti prego, non dirlo alla mia ragazza, potrebbe minacciarti col suo meraviglioso canto" ridacchiai alle sue parole e lui mi porse le mani per farmi sedere sulla roccia.

Piano piano chiusi la mano a pugno, vedendo del vapore iniziare a crescere. In un attimo, tornai umana, vedendo che i miei capelli erano ancora argentati.

Mi sentivo finalmente me stessa.

Phoebe's pov

UN MESE DOPO

Era passato un mese da quando Selene era andata via e le cose cercavano di andare normalmente.

Si sentiva la sua mancanza, la sentivamo tutti. Era partita, ma aveva lasciato qualcosa ad ognuno di noi. A me aveva detto di essere più sicura di me, che avevo tanto da dare e che non mi dovevo lasciare calpestare; con Jordan si era raccomandata che io non stessi male, che fossi sempre felice e di tenere sott'occhio Seth, affermando che gli sarebbe mancato. Infondo era stato il suo primo amico e quasi mi emozionai a vedere la loro amicizia. A Seth, invece, aveva lasciato la sua collana, dicendo che avrebbe avuto un motivo per tornare. Lui la portava ancora, insieme alle parole che lei gli aveva detto: aveva imparato a provare nuovi sentimenti sulla Terra, ma lui era riuscito a farle sentire quello più forte, si era raccomandata di non fare niente con altre ragazze, perché non sarebbe bastato il canto delle sirene in una possibile prossima volta. Ed aveva aggiunto di mostrare il vero se stesso, perché era molto meglio della maschera che indossava.

Anche a me aveva lasciato una collana. Era semplice, aveva una conchiglia sopra, ma la custodivo gelosamente e mi rifiutavo di toglierla. A Jordan aveva lasciato una piccola scultura a forma di sirena, per ricordare che lui era stato colui che ci aveva aiutate di più.

Era andata a salutare anche Sheila, ringraziandola per averci aiutate. Era stata ben contenta di vedere che Selene avesse realizzato il suo desiderio.

Poi la guardammo tuffarsi ed andare via.

Era passato un mese e ci eravamo buttati a capofitto sui libri per poter passare l'ultimo anno. La sua mancanza si sentiva sempre, per esempio quando vedevo la casa più vuota del solito. Mi aveva lasciato i suoi vestiti, affermando che dovevo essere più sicura anche del mio aspetto estetico.

Era il giorno del diploma ed eravamo vestiti tutti di blu e giallo, i colori della scuola. La cerimonia era finita ed io mi ero allontanata dalla mia famiglia per poter andare da Seth e Jordan.

"Se ci fosse stata lei, sono sicuro che sarebbe stato diverso" disse Seth, toccando il ciondolo al suo collo.

Sospirai a quelle parole, chiedendomi cosa stesse facendo in quel momento e dove fosse.

"Dobbiamo pensare che adesso é felice" risposi, guardando entrambi.

"Infatti lo sono. E sappi Manson, che congelerò quella ragazzina in prima fila che ti stava mangiando con gli occhi" disse una voce dietro di noi.

Quando ci voltammo, trovammo proprio Selene che ci guardava a braccia conserte, il sorriso di sfida sulle sue labbra. Ero sicura che avessimo tutti la stessa faccia sorpresa, come se lei fosse un'allucinazione e non fosse realmente lì.

"Beh? Vi siete rimbecilliti in questo periodo?" sentii uno scatto accanto a me e vidi che Seth era corso e l'aveva presa in braccio, lasciandole subito un bacio, seguito da tanti altri.

Selene rise ed io mi voltai verso Jordan, gli occhi che erano cambiati di colore così come quelli della mia amica.

Erano un misto tra verde e azzurro, la felicità. La nostra.

Corsi anch'io verso di lei e la abbracciai di slancio. La strinsi a me, sentendo subito altre braccia che ci stringevano.

Non avevo mai provato la felicità completa. Quella che ti faceva sorridere così tanto, che ti faceva provare quasi dolore alle guance, che ti faceva scoppiare il cuore, gli occhi ti diventavano lucidi e non per tristezza. Ma, in quel momento, stavo vivendo quel tipo di felicità e non ero intenzionata a lasciarmelo scappare.

Lì, tra quella massa di braccia che mi avvolgevano il corpo, volevo che quel momento non finisse e mi ritenni fortunata ad avere persone come loro accanto a me.

L'amicizia era pura magia, ma, alla fine, tutta quella storia lo era stata.

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