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6. Phoebe

La professoressa Atkins continuava a parlare di funzioni riguardanti la matematica, ma, in realtà, io non la stavo ascoltando. In meno di cinque giorni la mia vita era diventata troppo frenetica ed io avevo paura di ciò che ero ormai.

Dovevo stare continuamente attenta, dovevo evitare molte cose e, lo dovevo ammettere, avevo un'incredibile voglia di pesce.

Continuavo a guardare fuori dalla finestra, fino a quando non sentii qualcuno picchiettarmi il braccio. Mi voltai, trovandomi davanti Jordan, i suoi occhi chiari mi scrutavano attentamente e sperai che i miei non fossero cambiati di colore.

"Stai bene? Ti vedo pensierosa" mi domandò, accigliandosi e facendomi riprendere dai miei pensieri.

"Sì, uhm, stai tranquillo. La matematica a volte mi annoia" guardai il mio banco, con tutte le cose in disordine, mentre il suo era molto ordinato.

"Allora, come vi siete conosciute tu e Selene?" quasi mi strozzai alla sua domanda, posta con un tono di voce basso, dato che la professoressa stava spiegando. "Ieri ti stava cercando, però credo che non sapesse il tuo nome" cosa mi dovevo inventare?

"Lei viene dal.. dal.. dal Canada" oh mio Dio "È qui per uno di quegli scambi.. sai, lei viene qui, sta per un po', studia da noi, poi va via. Perché? T'interessa?" avevo parlato velocemente, tanto che temevo che lui non mi avesse capita. Che poi, cosa gli vado a chiedere? Se gli piace? Sotterratemi.

"Piacermi? Oh no, non mi piace. Per carità, é bellissima, solo che.. non é lei che m'interessa" mormorò incerto, guardandomi negli occhi.

Stavo per aprire bocca, incantata dai suoi così chiari, quando la voce della professoressa mi fece sobbalzare. Per fortuna che anche gli altri erano distratti.

***

Quando avevo bisogno di pensare, andavo in spiaggia e passeggiavo tanto, pensando a ciò che mi assillava di più in quel momento.

Ed in quel momento stavo facendo esattamente in questo modo.

Sentivo le urla e le risate dei bambini che si rincorrevano, nonostante fosse quasi tardo pomeriggio. Alcuni ombrelloni erano ancora aperti ed una cosa che apprezzavo, era che qui c'era sempre il sole e quasi non sapevamo cosa fosse la neve. Capitava che a volte piovesse, ma accadeva meno di dieci volte l'anno.

Continuavo a camminare tranquilla, fino a quando non sentii delle urla spaventate. Mi voltai di scatto, vedendo una mamma raggiungere la riva mentre il servizio di salvataggio si muoveva freneticamente. Al largo, c'era una bambina che era andata troppo oltre, finendo quasi per affogare per la forza delle onde marittime.

Forse fu per impulso, ma mi gettai in acqua, facendo così comparire la mia coda verde smeraldo. Trattenevo il respiro e non riuscivo a muovermi, sentendomi di star per affondare. Pensai a come potevano nuotare le sirene, sarebbero sicuramente morte trattenendo il fiato. Erano una specie di pesci, quindi potevano rimanere sott'acqua a lungo. Liberai il respiro, facendo uscire tante bolle dalla mia bocca, cominciando poi a nuotare normalmente. Con uno scatto della coda, mi ritrovai a sfrecciare velocemente, arrivando subito dalla bambina che cercava di chiedere aiuto.

Tornai in superficie per poterla aiutare, mentre lei stette in silenzio, osservando attentamente la mia coda.

"Cosa sei? Una sirena?" doveva avere più o meno sei anni, non era tanto un pericolo.

"Io ora ti aiuto, ma la mia coda deve rimanere un segreto, okay?" dissi velocemente, mostrandole il mignolo che fece subito intrecciare al suo annuendo.

La portai più verso la riva, attenta a non farmi vedere da qualcuno, salutando poi la bambina e tornando sott'acqua. Portai le braccia davanti ai miei occhi, facendo muovere il mio corpo per nuotare. Mi guardai intorno, notando la vastità dell'oceano che si trovava davanti a me, tutto da esplorare. Così, per la prima volta, scacciai la mia paura e cominciai a nuotare, scattando veloce tra tutti i tipi di pesci e piante.

Mi fermai un attimo per andare in superficie, notando subito la grandissima distanza che mi separava dalla costa. Ci avevo davvero messo così poco tempo per arrivare fin qui? Mi girai dall'altra parte, vedendo invece la vicinanza all'isola Posea.

Continuai a nuotare, sentendomi, per la prima volta nella mia vita, libera e non giudicata. Ero nell'oceano a nuotare con una coda, cosa che nessuno crederebbe possibile, ma mi sentivo finalmente libera. Mi sentivo come se appartenessi all'acqua, come se fosse destino che io dovessi diventare una sirena.

Ben presto intravidi una cavità in cui entrai, ritrovandomi subito in un cratere naturale. L'acqua brillava e le pareti rocciose davano un senso di sicurezza al luogo. Mi avvicinai al bordo, appoggiandomi e trovando su quel poco di sabbia, delle scritte.

C'era il nome di Selene e di altre due, pensai alle sue amiche, e lì accanto, una collana. Mi ricordai della chiacchierata con lei, in cui mi diceva che era tornata indietro perché aveva dimenticato la sua collana.

La presi tra le mani, trovando una piccola conchiglia come ciondolo. Me l'avvolsi al braccio come bracciale, in modo da non perderla durante il ritorno. Decisi di tornare, non volendo fare troppo tardi e non volendo lasciare sola Selene.

Stavo cominciando ad amare la sensazione di essere una sirena, in fondo, non era del tutto negativa come esperienza. Era qualcosa di alternativo, qualcosa in cui potevo rifugiarmi. Volevo staccare per un po'? Scappavo dalla terraferma per rifugiarmi nell'acqua.

Una volta aver raggiunto la spiaggia, cercai un posto sicuro in cui nessuno mi avrebbe vista per ritrasformarmi. Asciugai completamente la mia coda, alzandomi da terra e ritornando a casa. Quando arrivai, trovai Selene intenta a mangiare il pesce che avevamo comprato prima che andassi via. La salutai, mentre lei finiva di ingoiare.

"Dov'eri? Sei stata un bel po' di tempo via" mi domandò, aggrottando le sopracciglia.

"Ho fatto una nuotata" risposi semplicemente, credendo che la chiacchierata sarebbe finita lì.

"Cosa? Mi avevi detto che non ti volevi avvicinare all'acqua del mare. Ti ha vista qualcuno? Sei stata attenta? Se ti scoprono, diventi un esperimento da laboratorio" cercai di calmarla, ma stava entrando da sola in panico.

"Selene, calmati, sono entrata in acqua perché ho aiutato una bambina che stava affogando. È stato un impulso. Non mi ha vista nessuno e, tranquilla, non diventerò un esperimento da laboratorio. Starò attenta. Entrambe dobbiamo stare attente" le lanciai un'occhiata, mentre lei alzò le spalle.

"Io sono normalissima" esclamò non curante, tornando a mangiare il suo pesce. Presi una scatoletta di tonno, qualcosa che prima consideravo disgustoso, ma di cui adesso avevo voglia.

"Certo. Bevi acqua con dentro tutta la boccetta di sale, mangi solo pesce, guardi qualsiasi cosa in modo strano. Prima o poi ti crederanno strana e cominceranno a pensare che tu abbia qualcosa"

Selene sbuffò, quando mi ricordai di una cosa. Diede attenzione al suo cibo, piuttosto che pensare ai miei movimenti, quindi staccai la collana dal mio braccio, per poi avvicinarmi a lei e mettergliela attorno al collo. Le sue mani andarono subito su quest'ultimo, trovandoci la collana. Sorrise felice, abbracciandomi di slancio.

Mi meravigliai del suo gesto, dato che sembrava un pezzo di ghiaccio tutto il tempo.

"Dove l'hai trovata?" mi chiese con un sorriso felice.

"Sono arrivata a Posea e l'ho trovata al bordo della piscinetta"

Ad un tratto tornò con lo stesso sguardo di quando l'ho conosciuta, freddo e pieno di giudizi.

"Beh grazie. Non credere che da questo momento diventeremo amiche" scossi la testa, nascondendo un sorriso che forse l'avrebbe irritata.

Eravamo nella stessa storia, nella stessa situazione, ci saremmo dovute fare forza a vicenda.

Sarebbe stato inevitabile diventare amiche, con o senza il suo volere.

HOLAAAA

Finalmente puntuale e aggiorno in diretta dalla spiaggia!

Phoebe è entrata in acqua, ha fatto la bella sirenetta, per poi tornare di nuovo normale, trovando anche la collana di Selene.

Abbiamo visto un brevissimo lato dolce di Selene, dato il gesto della biondina. Perché Selene non vuole essere un po' più gentile con Phoebe? Pregiudizi da sirena? Forse, chi lo sa.

Votate e commentate, mi raccomando.

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Alla prossima,
Kisses

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