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4. Phoebe

Mi sentivo molto in colpa per Selene. Insomma, per il mio essere ingenua, lei aveva perso la sua coda e le sue amiche erano andate via. Mi sentivo in dovere di aiutarla e la ospitai a casa mia. Io, ormai, dovevo accettare la mia nuova condizione e lei la sua. Ci dovevamo soltanto aiutare a vicenda.

Arrivammo a casa mia e lei si guardò intorno spaesata. Quando entrò, osservò tutto accigliata, cercando di capire l'utilizzo di ciò che c'era intorno a noi.

Andò verso il divano e lo toccò, scoprendone la morbidezza.

"Sulle sedie e sul divano ti puoi sedere. Sono una specie di scoglio per noi umani" mi diressi in cucina e presi il thé freddo che avevamo io e mio fratello nel frigorifero. Presi dei bicchieri e portai tutto sul tavolino davanti al divano.

Selene guardò con aria strana il contenuto del bicchiere ed io mi affrettai a spiegarle.

"È the freddo. È alla pesca e noi usiamo berlo quando invitiamo qualcuno o semplicemente quando ci pare" assaggiò con aria accigliata la bevanda e subito fece un verso di disapprovazione.

"È così.. dolce. Non hai dell'acqua salata e magari qualcosa che riguardi il pesce?" mi domandò ed io mi ridiressi in cucina a prendere un bicchiere d'acqua, aggiungendo molto sale, per farla sembrare acqua marina, ed aprii una scatoletta di tonno. Portai il tutto da lei che mi ringraziò subito dopo aver assaggiato. La guardai pazientemente, attendendo che finisse il tutto.

"Anche a te, prima o poi, verrà questa voglia di pesce" disse, mettendo in bocca l'ultimo boccone di tonno e finendo di bere l'acqua. "Come ti ho già detto, non voglio farti del male perché mi hai rubato la coda, ma sei l'unica che possa aiutarmi e credimi, di solito non chiedo aiuto" mormorò velocemente. Io, semplicemente, annuii.

"Lo so e lo capisco. Quella sera mi era stata tesa una trappola, diciamo. C'é questo ragazzo che m'infastidisce ma che mi piace, che aveva fatto una scommessa con i suoi amici per vedere se io avrei mai abboccato. Io l'ho fatto e lui mi ha portata lontano dalla riva, verso la foresta. Poi mi ha lasciata ed io sono caduta in una cavità, per poi scivolare in quella specie di piscina. Da lì non ricordo nulla"

Selene sorseggiò l'acqua, annuendo alle mie parole.

"Dovrò capire come vivere qui" mormorò, persa nei suoi pensieri. Forse stava pensando alla sua famiglia. La vidi scuotere la testa, per poi rivolgere il suo sguardo a me "Vediamo un modo per controllare questi poteri. Ora ti spiegherò come funzionano le cose"

Si alzò in piedi, portando me a fare la stessa cosa. Prese il bicchiere con la'acqua rimanente e lo mise al centro del tavolo.

"Ti farò fare degli esercizi pratici, alla teoria penseremo dopo. Mi potrai fare tutte le domande che vuoi, basta che non diventi troppo curiosa. Prima troviamo un modo per far tornare tutto come prima, meglio é"

Io annuii in accordo alle sue parole. Si mise al mio fianco, allontanandomi di più dal tavolo.

"Ascolta bene le mie parole, ma resta concentrata. Prendi un respiro profondo e allunga la mano. Guarda attentamente l'acqua. Non il bicchiere, l'acqua" feci come mi aveva detto, allungando il braccio e stendendo la mano. Ero ipnotizzata dall'acqua, attenta a ciò che poteva fare. "Ora pensa a ciò che vuoi che l'acqua diventi. Vuoi creare una bolla? Pensa ad una bolla. Vuoi un serpente d'acqua? Lo crei. La vuoi semplicemente sollevare? Lo fai" rimasi concentrata, pensando ad una serie di bolle d'acqua. Ruotai leggermente la mano, esattamente come stamattina. Non succedeva nulla. Quando iniziai a perdere le speranze, ecco che due bolle, una dietro l'altra, cominciarono ad uscire dal bicchiere, venendo verso di noi. Mano mano che si avvicinavano, piegavo il braccio, per poi vederle muoversi davanti a me. "Niente male. Apprendi in fretta. Ora riportale nel bicchiere" nel mio momento di deconcentrazione, le bolle erano cadute a terra, bagnando le mie gambe.

"Oh no" gemetti, cadendo subito dopo a terra. Quando riaprii gli occhi per l'impatto con il pavimento, vidi Selene con i suoi spalancati che mi guardavano.

"La tua coda é verde smeraldo" mormorò ad alta voce "È veramente molto bella. La mia era sul viola chiaro" provò, per errore, ad allungare la mano e a chiuderla lentamente a pugno. Un gesto involontario che non funzionò, così mi apprestai a farlo io. Dopo qualche minuto, mi tornarono le gambe al posto della coda.

Vidi lo sguardo di Selene perso nel vuoto, sicuramente ricordando i suoi momenti da sirena. Mi avvicinai a lei, accarezzandole un braccio delicatamente. Sussultò al tocco e si allontanò leggermente, guardandomi in un misto tra triste ed arrabbiato.

"Ce la faremo, okay? Ti farò internare in questo mondo, ma presto tu riavrai la tua coda. Dobbiamo solo capire come"

"Come farò ad internarmi? Questo mondo, per me, é una tortura. Tutto così diverso, nuovo da imparare, non credo di potercela fare. Non ho nessuno, se non te. Sono così arrabbiata"

"T'insegnerò io le cose che riguardano la Terra. Sono sicura che alla fine avrai l'imbarazzo della scelta se tornare ad essere completamente una sirena o rimanere qui" annuì poco convinta.

Andai nella mia stanza e presi i miei risparmi, decisa ad andare in giro con Selene per farle vedere la realtà fuori e per comprare insieme le cose che avrebbe indossato.

Tornai in soggiorno, trovandola nello stesso punto di prima, mentre si guardava intorno.

"Andiamo? Ti porto a fare shopping"

"A fare cosa?" mi domandò, guardandomi stranita.

"È una cosa che facciamo noi umani quando vogliamo andare a comprare dei vestiti o delle cose in generale che ci servono o che potrebbero servirci"

Uscimmo di casa, avviandoci verso la via di negozi che si trovava in città.

***

Avevamo passato le ultime due ore a girare negozi ed avevo capito che io e lei eravamo abbastanza diverse in fatto di gusti. Lo si poteva notare dal fatto che avesse bocciato quasi tutti i capi d'abbigliamento che le proponessi, optando per abiti più audaci e che io non mi sentivo sicura ad indossare.

"Una sirena pretende di essere bella e di essere ammirata. Un giorno avrai bisogno anche tu di questi vestiti" aveva detto.

Le avevo mostrato i diversi modelli di vestiti, dalle gonne, ai jeans, alle camicie e così via. Si poteva ben notare la differenza tra noi due: oltre ad aspetto diverso, lei con i suoi capelli scuri, io biondi, i caratteri erano l'opposto. Era sfacciata e non aveva peli sulla lingua, rispondeva tranquillamente e diceva qualsiasi cosa le venisse in mente. Alcuni ragazzi prima l'avevano guardata troppo a lungo, così lei aveva risposto loro acidamente. Poi c'era la questione dello stile: il suo più originale, da vera ragazza, mentre il mio era qualcosa di più protettivo, con maglie larghe e felpe.

In quel momento eravamo al bar, io bevendo un frullato con pesca e kiwi, lei quello alla fragola, volendo andare sul sicuro perché non conosceva gli altri gusti. Aveva preso anche un pezzo di torta al cioccolato e non la smetteva di dire quanto fosse buona.

"Ecco, questa é una delle cose per cui sarei anche disposta a rimanere qui" mormorò ancora, facendomi sorridere. In fondo non era così male. Mi ero divertita quel pomeriggio con lei, cosa che non accadeva quasi mai perché rimanevo sempre chiusa dentro. Vedeva le persone e commentava la cosa più banale o strana che lei notava in loro.

Aveva paura degli animali, non abituata a vederne e a convivere solo con pesci.

"Comunque non sei così male, Phoebe" mi disse, mentre inforchettava un altro pezzo di torta. "Però ora non credere che saremo amiche per la pelle. Comunque è strano mangiare e bere qualcosa di così dolce dopo anni di salato" alzai le mani, trattenendo un piccolo sorriso.

"Mai detto questo" oltre le sue spalle, vidi Seth con un suo amico. Non volevo che mi notasse, sennò avrebbe cominciato a prendermi in giro e ci sarei stata male poi, domandandomi il perché non gli piacessi.

Mi nascosi dietro Selene, che mi guardò in modo strano.

"Cosa stai facendo?" mi domandò con le sopracciglia aggrottate. "Perché i tuoi occhi stanno diventando gialli? Di cosa hai paura?" maledii i miei occhi, ma lei si accorse da chi mi stessi nascondendo solo seguendo il mio sguardo. Alternò più volte lo sguardo, mentre io mantenevo la testa bassa, alzandola solo per vedere la situazione.

"Ehi Jordan" sentii ad un certo punto. Capii che fosse la voce di Selene, quando rialzai lo sguardo e mi trovai i due ragazzi davanti. Deglutii, notando gli occhi azzurri di Seth posarsi su Selene. Lei non gli prestava attenzione, ma lui scannerizzava attentamente il suo corpo. Sentii un groppo in gola e quasi non udii le parole delle persone davanti a me.

"Phoebe, conosci Jordan?" chiese la sirena, girai la testa, trovandomi un ragazzo alto, non quanto Seth ma comunque alto, con dei capelli castani alzati in un ciuffo e gli occhi azzurri. Non color del ghiaccio, semplicemente color del cielo. Mi sorrise gentilmente, offrendomi la mano.

"Piacere Jordan" aveva l'aria amichevole e gentile, che t'ispirava fiducia e sicurezza.

"Phoebe piacere" porsi anch'io la mia mano, sorridendogli e ricambiando la stretta.

Nel frattempo sentii la voce di Selene in sottofondo alla nostra piccola conversazione.

"Non mi aspettavo di rincontrarti così presto" fece Seth, sorridendo maliziosamente alla ragazza. Questa alzò gli occhi al cielo, portando il suo sguardo scuro sulla figura del ragazzo.

"Speravo di non vederti più dopo l'immensa gentilezza dell'altro giorno"

"Ma se ti ho salvata" rispose confuso Seth, osservando attentamente la figura annoiata di Selene.

"Me la sarei potuta cavare benissimo da sola"

"Non farebbe male ringraziarmi. Potrai anche fare la dura, ma cederai, cara Selene"

Sapevo cosa volessero dire quelle parole. Perché se Seth s'impuntava su una cosa, era quella. Mi ero meravigliata che per tutto quel tempo vicino a noi, non mi avesse preso in giro.

Provava un interesse verso Selene. E non ne fui affatto felice di accorgermene.

HOLAAA

7 minuti dalla mezzanotte di un nuovo giorno, ma stavo rileggendo per eventuali errori. 

Non so voi cosa ne pensate, io non ho nesaun piano per questa storia, come andrà okay,  però sarebbe bello leggere dei vostri commenti a riguardo. 

Selene e Phoebe sono molto diverse tra loro, ma sarà proprio questa differenza che le renderà unite.

Ora mi dileguo, perché sono abbastanza stanca per il mare.

Alla prossima,
Kisses

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