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15. Selene

La Terra poteva avere il suo fascino dal mare, ma diventava noiosa.

Non sapevo cosa fare quando Phoebe andava a scuola, Le ricerche si stavano rivelando inutili, quindi aspettavamo la luna piena, non si poteva fare nulla.

Sbuffai, mentre stavo ad uno dei tavolini di un bar, intenta a mangiare alcuni pesciolini piccoli. Mi guardavo intorno, c'erano poche persone sedute ai tavolini, i ragazzi della mia 'età' erano a scuola, quindi meno 'divertimento'. Finito il mio piatto, mi diressi al bancone, chiedendo questa volta uno di calamari. Il mio sguardo finì distrattamente alla porta, da cui entrò una signora. Notai qualcosa di strano, così i miei occhi rifinirono su di lei.

Era poco più bassa di me, aveva i capelli castani e sembrava un'umana qualunque. Il problema arrivò quando si voltò nella mia direzione, facendomi venire un flash di lei, con i capelli rossi e la coda arancione. La vidi prendere il suo bicchiere e dirigersi verso l'uscita.

Lasciai i soldi alla cassa, dicendo velocemente al ragazzo dietro il bancone di tenersi la mia ordinazione, e mi affrettai ad uscire, individuando lei dove fosse. Notai che camminava poco più avanti di me, così la raggiunsi velocemente, fermandola senza nemmeno sapere cosa dirle. Il suo sguardo era interrogativo, mentre mi squadrava attentamente.

"Hai bisogno di qualcosa?" mi domandò con sguardo accigliato, mentre io non sapevo come risponderle.

"Lei non é della Terra" dissi, osservandola concentrata, mentre lei sembrava cominciare a ridacchiare nervosamente.

"Cosa stai dicendo? Hai preso qualche droga? Voi giovani" alzò gli occhi al cielo e mi superò.

Non me la sarei fatta scappare.

"L'ho vista. I suoi capelli erano rossi e la coda arancione" la informai, camminando vicino a lei velocemente, parlando a bassa voce.

"Senti, ragazza, ti stai sbagliando, sono impegnata. Devo andare" la guardai negli occhi, notando la determinazione dietro le sue parole. Non riuscivo ad ignorare le immagini che avevo visto, ma non potevo nemmeno passare per pazza.

"Mi scusi" mi tolsi dal suo passaggio, camminando velocemente, cercando di scappare da tutta quella situazione assurda che era ormai diventata la mia vita.

***

Ormai quel piccolo spazio di spiaggia in cui mi trovavo era quasi diventato mio. Non era molto affollato, non c'erano bambini che giocavano o ragazzi che si avvicinavano. Era un semplice posto solitario, in cui mi fermavo ad osservare le onde del mare scontrarsi verso la riva.

Non sapevo come tornare a casa, non sapevo da dove cominciare. Non sapevo nemmeno come mi ero cacciata in quella situazione, volevo soltanto aver ascoltato le mie compagne quella notte, così da essere con loro in quel momento.

Sentii ancora una volta delle gocce scendere dai miei occhi, attraversando le mie guance. Portai le mie mani a coprire la fonte di quelle, ascoltando il rumore del vento e del mare.

"La cosa che mi manca di più é nuotare" disse una voce che non riconobbi. Alzai lo sguardo, incontrando quello della signora di questa mattina, i suoi occhi non più duri, ma con una strana dolcezza e comprensione che prima non aveva.

Asciugai le mie guance, cercando di mostrarmi sicura per parlarle e magari mandarla via.

"Cosa vuole? Non aveva esplicitamente detto di essere lasciata in pace?"

La donna si sedette accanto a me, portando il suo sguardo alla mia vecchia casa.

"Sono esattamente 17 anni che non entro più nell'acqua del mare. Prima avevo delle compagne, una vita in gruppo, avevo un compito importante. Guardavo gli umani e desideravo essere una di loro" le sue parole mi fecero confondere, i miei occhi ormai su di lei. "Hai ragione. Avevo i capelli rossi e la mia coda era arancione. Proteggevo Posea, avevo dei poteri, nuotavo libera, spensierata tra i pesci, scattando da una parte all'altra. Ma non é mai stata la vita che volevo per me"

Allora non mi ero sbagliata. Lei era una sirena. Lo era stata ed in quel momento viveva sulla Terra. Stetti in silenzio, lasciandola parlare e raccontare la sua storia.

"Era un giorno soleggiato, nuotavo con le mie compagne, quando decisi di staccarmi dal gruppo per osservare gli umani. Mi avevano sempre affascinata, avevano ed hanno un modo diverso di vivere, te ne sarai accorta. Quel giorno, però, rimasi affascinata da un giovane. Faceva il bagnino e sembrava cordiale con tutti. Cominciai ad osservarlo ogni giorno, domandandomi cosa sarebbe successo se io fossi stata una di quelle ragazze che gli giravano sempre intorno, se avrebbe mai provato interesse per me. Capitò che, qualche settimana dopo, ci fu una tempesta. I bagnini chiesero di far uscire tutti dall'acqua, lo potevo capire dai loro gesti, ma una bambina era andata troppo in là per poter tornare da sola. Così lui si buttò e la andò a prendere. Rimasi pietrificata ad osservare la scena, lontana da loro per notarmi, ma abbastanza vicina da poterli raggiungere facilmente. Riuscì a salvarla, stava andando verso la riva, quando una grande onda lo travolse. Finì sott'acqua, tutti si erano andati a riparare, non si riusciva a vedere niente tra la pioggia forte e il vento. Mi mossi per prenderlo e riportarlo sulla terraferma, non notai che lui avesse socchiuso gli occhi, m'importava solo di salvarlo. Lo lasciai lì ed io tornai in acqua, con la costante preoccupazione di non aver fatto in tempo"

Mi morsi il labbro sentendo la sua storia, qualcosa di privato che veniva raccontato ad un'estranea. Sapevo, però, che lo stesse facendo per arrivare ad un fine.

"Dopo che si fu ripreso, cominciò ad avere delle teorie sulle sirene, qualcosa che non disse a nessuno perché sapeva che non lo avrebbero creduto. Arrivò a Posea e trovò il buco per arrivare alla pozza. Rimase lì, fino a quando qualcuno non si presentava con delle risposte per lui. Mi trovò. Io stavo dormendo, alle mie compagne non piaceva stare alla pozza troppo spesso, a loro piaceva più esplorare. Quando mi svegliai, credetti di star sognando, ma lui era reale. Io mi agitai, perché credevo che mi volesse catturare e vendere a qualche ricerca marina, ma non fece nulla di ciò. Si dimostrò gentile, mi ringraziò per avergli salvato la vita, dato che mi aveva vista. Passammo la giornata a parlare e lui si nascondeva alla minima ombra sott'acqua. Andò via, ma tornò il giorno dopo e quello dopo ancora. Ben presto c'innamorammo, lui non mi avrebbe mai chiesto di abbandonare la mia vita da sirena per stare con lui, ma io lo desideravo tantissimo. Volevo essere umana, camminare con lui, non essere costretta ad avere vincoli, vivere la mia vita in modo diverso. Così, quando arrivò la luna che toglie tutti i poteri, che ti fa rimanere umana a vita, ero lì nella pozza, pronta ad abbandonare tutto per lui. Ed eccomi qui"

"E com'é andata a finire?" le chiesi con un groppo in gola.

"Ci siamo sposati, abbiamo avuto una bellissima bambina, ma lui é morto due anni fa. Non tornerei mai indietro, mi farei ritrovare in quella pozza ogni singola volta, se questo deve significare vivere la vita che sto vivendo adesso" i suoi occhi erano sinceri, la sua determinazione mi portò ad apprezzarla ancora di più "Perché una sirena é qui con le gambe?"

Come lei aveva fatto con me, io le raccontai la mia storia, intrecciata a quella di Phoebe. Era attenta ad ogni parola, annuiva e non m'interruppe.

"Quindi tu vuoi un aiuto per tornare ad essere una sirena a tutti gli effetti?"

Annuii, notandola aprirsi in un piccolo sorriso.

"Avrai il mio aiuto"

***

Sapevo fosse l'ora di pranzo per Phoebe, la campanella era sicuramente appena suonata. Non mi preoccupai molto quando entrai nella scuola ed oltrepassai un'onda di studenti che mi spingeva per passare. Non mi fermai davanti ad un Seth che stava esplorando con la sua lingua la bocca di una ragazza, Disgustoso, tra parentesi. I miei piedi si bloccarono solo quando arrivai all'armadietto della bionda, intenta a ridere con Jordan di qualcosa.

"Selene, che ci fai qui?"

"Ho trovato un modo per avere indietro le nostre vite"

HOLAAA

So che é passato un bel po' di tempo, solo che sapete bene la scuola e la vita quanto siano difficili. Ad ogni modo, spero comunque che continuerete a leggere questa storia e a seguire gli aggiornamenti. 

Durante le vacanze natalizie vedrò di scrivere più capitoli e di essere più veloce. 

Voi cosa ne pensate di tutto ciò? 

Fatemelo sapere attraverso qualsiasi mezzo. 

Alla prossima, 

Kisses

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