Epilogo
Non sono mai stata brava a lasciar andare.
Sono sempre stata quella che resta, quella che combatte, quella che aspetta, quella che soffre in silenzio, pur di non perdere qualcuno.
Sono sempre stata quella facile da illudere, brava a mentire soprattutto a sé stessa, ripetendosi che era tutto okay anche quando non riusciva più a respirare.
Non sono mai stata brava a lasciar andare, eppure sono stata io a fare un passo indietro. Per la prima volta nella mia vita, ho lasciato che la paura vincesse su tutto e me ne sono andata.
Per mesi e mesi sono passata dal sentirmi una codarda per questo al darmi una pacca sulla spalla, a dirmi "hai fatto bene", al piangere tutta la notte perché avevi qualcun altro al tuo fianco.
Qualcuno che non ero io. Dopo due settimane. Dopo mesi. Dopo un anno. Perché so quanto sia facile amarti e quanto tu sappia scioglierti per un po' di attenzioni. Ma ti ho amata anche per questo.
E l'amore spesso rende davvero stupidi e ciechi, ti fa dimenticare del dolore, della rabbia, della sofferenza. Ti fa idealizzare la persona che ami. E chiunque abbia parlato con me nell'ultimo anno e mezzo sa perfettamente quanto io ti abbia idealizzata.
"L'ha fatto solo perché stava male". "Non voleva sul serio, lei mi ama". "È stata anche colpa mia e dei miei traumi".
Perché se è vero che c'è stata gioia e amore, lo è anche che l'unica a dare, a impegnarsi, a lottare, a rischiare qualcosa sono stata io. Che ero così scontata, che il mio amore era così scontato, che ogni cosa, ogni gesto, ogni sacrificio era ovvio e dovuto.
Così come ora dai per scontato che il mio amore resti, che ti aspetterò, che avremo un futuro insieme. Così scontato che ad un "ti rivoglio nella mia vita", tu hai detto "non adesso". E giù a parlarmi della tua nuova frequentazione, come se non mi stessi spezzando il cuore.
Me l'hai spezzato già tante volte, il cuore. E, sinceramente, non mi frega un cazzo se penserai "beh, anche tu lo hai fatto", perché ogni singola fottuta volta la prima coltellata l'hai tirata tu. L'unica responsabilità che posso attribuirmi è quella di non essere riuscita sempre ad attutire il colpo in silenzio.
Io sono stanca di avere un cuore spezzato. Sono stanca di attaccarmi a te, al tuo amore che amore non è, al pensiero di un futuro insieme, perché le tue promesse, come sempre, non valgono niente.
Ma è colpa mia, non tua: devo imparare a ricordare che il tuo amore è solo a parole. Con le parole sei brava. Con i fatti no, almeno non con me. Solo con me. Forse è un'altra ragione per cui io sono speciale?
E sono arrabbiata. E sono delusa. Perché continuo a romanticizzare noi, la nostra storia, ogni dettaglio della nostra relazione, anche se la realtà è stata già abbastanza brutale da dimostrarmi il contrario.
Quindi mi fermo. Non ti aspetterò più. Non ti rincorrerò più. Non ti cercherò più. Stavolta imparerò davvero a non amarti.
Ti auguro il meglio. Ti auguro di essere felice. Ti auguro di trovare l'amore.
Io vedrò di fare lo stesso.
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