Accettazione
E la storia si ripete, ancora una volta.
Forse è scritto nel destino che sia così,
sentirmi responsabile per le emozioni
delle persone che ho intorno, che amo,
affinché nulla possa farle soffrire.
È inevitabile per quelle come me,
per quelle che tacciono e ingoiano
le emozioni negative, fagocitandole
e rigettandole quando diventa troppo.
Tu hai finto. Io ho finto. Pessime attrici,
alla fine eravamo vetri trasparenti
che fingevano essere muri di pietra.
L'importante è comunicare.
Enorme bugia, abominevole, come se
ci si capisca usando lingue differenti.
Abbiamo comunicato, almeno all'inizio.
Cristo, comunicare era l'unica cosa che
potevamo fare con i kilometri tra di noi.
Ma non ci siamo mai comprese.
Era più comodo così, potevamo sognare
di essere un noi, di essere stabili.
Perché non lo eravamo, stabili, affatto.
Omettavamo così tanto che quel poco
che riuscivamo a dire ci distruggeva.
Ci siamo distrutte a vicenda: questa
è l'unica cosa su cui concordiamo.
E mi ferisce che tu pensi che io abbia
smesso di lottare per noi proprio ora,
dopo tutto quello che ti è successo,
dopo tutto quello che mi è successo.
Ma non voglio rivangare il passato,
sto cercando di andare avanti davvero.
E mi ferisce che tu sia arrabbiata con me
e che ti appelli alle uniche volte in cui
mi sono sforzata di non fingere per non
lasciarci schiacciare dalle nostre bugie.
Ma lo accetto. Lo accetto e vado avanti.
Così come accetto il tuo non capire
per quali motivi io me ne sia andata,
per cosa le promesse sono state infrante,
perché non voglio più lottare per noi.
Parliamo lingue differenti, non potremo
mai comprenderci davvero e va bene.
Va bene, sul serio, va bene. Lo accetto.
Ma non accetto che ancora non veda
quale immagine di te abbia dipinto
nella mia memoria subdola e letale.
Questo non lo accetto.
Questo mi uccide.
Io non rimpiango niente, rifarei tutto.
Non rinnego di averti amata, affatto.
Non mi pento di averti dato il cuore.
Non potrei mai farlo. Mai.
Ma accetto che tu legga nelle mie parole
quello che vorresti che ti dicessi a voce,
quello che ti fa più comodo per odiarmi
e rendere più sopportabile il dolore
che ti sta devastando il cuore e la mente.
Lo accetto: è quello che sto imparando
a fare per sopravvivere a tutto questo.
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