La luce
Pov. Y/n
Oggi stavo a casa a non fare niente e come mi annoiavo decisi di fare i servizi.
Y/n: che bello, ho finito di fare i servizi.
Sento aprire la porta e noto mio padre che era mezzo ubriaco. Si diresse verso di me e mi iniziò a picchiare. Dopo un po' smise e si mosse per andare a prendere la frusta per picchiarmi. Nel mentre che lui stava in camera decisi di scappare, ma appena missi la mano sulla maniglia lui mi urlo e poi iniziò a dirigersi con passo svelto verso di me. Aprii velocemente la porta e scappai. Nel tragitto incontrai la toman.
Y/n: mikeyyy
Mikey: Y/n, cosa ti è successo.
Y/n: mio padre... mi vuole picchiare a sangue... io ho paura.
Mikey: vai da Ken-chin e aspettami.
Feci quello che mi ha chiesto e lui andò da mio padre e lo picchio. Sentimmo da lontano le sirene ma al posto di scappare, abbiamo raccontato tutto alla polizia.
Y/n: grazie Mikey, mi hai salvato. Mo vado a casa altrimenti mia mamma mi picchia.
Li salutai e mi diressi verso casa. Appena sono arrivata però mamma mi prese e mi iniziò a picchiare. Ma qualcuno la fermo era lui: Mitsuya.
Pov. Mitsuya
Mentre stavo seguendo y/n per verificare che tornasse salva e senza nessun graffio notai una cosa: la mamma di y/n la stava picchiando e voleva rinchiuderla nella cantina che persona tanto cattiva.
Entrai dalla porta che era ancora aperta e fermai la madre di y/n.
Mitsuya: come si permette di trattare così la sua figlia. Lei non se lo merita.
N/m: lei si che lo merita, ha fatto andare in prigione il padre. Poi chi sei tu per dirmi che devo fare con mia figlia.
Mitsuya: il suo amico.
Dopo un po' sono entrati degli agenti di polizia e portarono via la sua madre.
Mitsuya: tutto ok?
Y/n: si grazie. Mi fa un po' un male la guancia e la pancia.
Mitsuya: prendi la tua roba e andiamo a casa mia.
Fece quello che gli ho detto e ci dirigemmo verso casa mia.
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