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~Cap.37

La maggior parte di voi mi ha chiesto adesso il capitolo, quindi eccolo!♡
Ci ho messo un po' per aggiornare perché l'ho fatto più lungo :3

~Cap.37

"Ama, ama follemente, ama più che puoi. E, se ti dicono che è peccato, ama il tuo peccato e sarai innocente."

-Romeo e Giulietta

P.O.V LORELAY

○ 19:45 ○

《Ho rovinato tutto, Brooklyn.》le raccontai, seduta sul materasso del mio letto, le gambe incrociate davanti a me e lo sguardo sul pavimento.
Ero consapevole di aver rovinato quel pomeriggio perfetto insieme al mio ragazzo, solo con qualche parola ero riuscita a mandare tutto a monte e a scappare via, il mio comportamento infantile aveva avuto ancora una volta la meglio e me n'ero resa conto solo dopo, solamente quando ero già arrivata al dormitorio.

《Smettila di sentirti in colpa, avete torto entrambi, Zayn dovrebbe darsi una calmata.》sbuffò, la ragazza dai lunghi capelli rossi, sistemando qualcosa dentro il suo armadio. Non sapevo neanche se avessi potuto fidarmi delle parole di Brooklyn, ma era l'unica persona lontana da Zayn con cui potevo sfogarmi. A volte l'Italia mi mancava proprio per questo, quella era casa mia, era in quel luogo che stavano i miei amici e tutte le persone di cui potevo fidarmi. Se loro mi fossero stati accanto le cose sarebbero andate in modo diverso.

O forse no. Alla fine, era a causa dei miei pensieri, delle mie convinzioni, che le cose non stavano andando bene, non riuscivo ancora ad accettare quello che era successo, non ero in grado di affrontare l'argomento e il modo in cui Zayn si era già affezionato all'idea mi faceva solo arrabbiare. Non aveva provato a capirmi, non si era messo neanche una volta nei miei panni, pensava che quelle poche parole che mi aveva detto un paio di giorni prima fossero state in grado di allontanare ogni mia paura o preoccupazione e non era così. Stavo solo provando a stare zitta e vivere una realtà che non era la mia, che non era la realtà che mi aspettavo di vivere in quel periodo della mia vita, solo perché lo vedevo felice, non volevo distruggere tutto, ma non ero in grado nemmeno di accettarlo.

《Non so cosa fare, Zayn è così felice, non lo avevo mai visto così e...non voglio togliergli questo, Brook.》sospirai, confessando tutto a Brooklyn, lei era la persona con cui parlavo di più in quel periodo. Avevo visto Zayn così felice, potrei giurare di non aver mai visto un sorriso come quello che era ultimamente dipinto sul suo viso, gli si leggeva in faccia che il suo più grande desiderio si era appena avverato, non sarei stata in grando di porre fine a tutto.

《E alla tua felicità, Lo? A quella ci hai pensato?》Brooklyn si voltò verso di me, i suoi occhi castani si legarono in fretta ai miei mentre la rossa si avvicinava leggermente a me, restando però in piedi.
Alla mia felicità? Sinceramente, stavo solo cercando di non fare l'egoista e di accettare la situazione per rendere felice il mio ragazzo.《È una cosa che dovete volere entrambi, Lorelay.》continuò, lei. Le sue parole erano solo servite a confondermi ulteriormente, non sapevo nemmeno cosa fare adesso, non sapevo chi avesse torto e chi ragione. Non potevo pensare alla mia felicità, perché facendo quello che mi sentivo avrei rovinato la vita di Zayn.

《Non so cosa fare.》scrollai le spalle, portando le mani tra i miei capelli biondi e tirandoli leggermente, mentre sentivo le lacrime riempire i miei occhi. Non volevo piangere ma, Dio, questa era la situazione più difficile in cui mi fossi mai trovata, e dire che avevo fantasticato su questo talmente tante volte... invece ora era un disastro.

《Tesoro, non piangere, tu non hai colpa, Zayn dovrebbe solo provare a capirti, invece non vuole farlo! Neanche io riuscirei ad avere un figlio adesso, è normale, sei ancora un'adolescente, Lo.》la ragazza di capelli lisci si avvicinò a me, prendendomi per mano e asciugando quelle poche lacrime che si stavano mostrando ai lati dei miei occhi, prima di condurmi proprio davanti al suo armadio. Non sapevo davvero cosa fare, in quel momento, avrei potuto fare di tutto, come non avrei potuto fare nulla. 《Per questa sera, verrai con me.》ridacchiò, scegliendo, tra i tanti vestiti, un paio di pantaloncini di pelle neri e un piccolo top dello stesso colore, porgendomeli insieme a delle scarpe dal tacco alto e spesso. Guardai la ragazza davanti a me per qualche secondo, Brooklyn mi aveva appena chiesto di andare con lei alla festa e, per quanto volessi divertirmi e dimenticare tutto quello che tormentava la mia mente, non potevo farlo.

《Non posso venire.》scossi la testa, sospirando pesantemente. Non mi piacevano nemmeno le feste! Sarei voluta andarci solo per liberare la mia testa, divertirmi, passare una serata da diciannovenne, solo con una grande voglia di vivere il momento, libera. Volevo dimostrare a me stessa che potevo, che la mia vista era ancora quella, ma non era così. 《Zayn non vuole...》mormorai, a voce bassa, giocando con una ciocca dei miei capelli.

《Cosa? Vuoi davvero farti controllare da lui?》quasi urlò, Brooklyn, ma non si trattava di controllo.
Zayn era sempre stato così, i suoi sembravano ordini ma sapevo che fossero solo consigli, il suo era un modo per esprimere la sua preoccupazione e, se anche avesse voluto controllarmi, lo avrebbe fatto per il mio bene. Ma non lo stava facendo e io non gli stavo "obbediendo", stavo solo accettando il suo pensiero, perché aveva ragione.

《No, Brook, ma ha ragione. Non potrei ballare, nè bere. Non mi divertirei.》ammisi, poggiando i vestiti - se così si potevano chiamare - che mi aveva dato, sul suo letto, avrei passato un'altra delle solite serate a studiare o a guardare una delle mie preferite commediografo americane. Avrei anche potuto chiamare Zayn, in realtà, non per scusarmi, adesso non sapevo neanche chi dei due avesse torto, solo per parlargli.

《Avanti, Lo, una birra non ti farà nulla. Staremo insieme, solo un'oretta, Zayn non se ne accorgerà nemmeno.》la rossa saltò letteralmente sul letto, facendomi sussultare. Una birra? Non sapevo se potermi fidare di Brooklyn, insomma, l'ultima volta che ero uscita con lei avevo trascorso una delle serate peggiori di sempre, ma dopo mi aveva spiegato tutto e si era fatta perdonare. Avrei potuto darle un'altra possibilità e Zayn non lo avrebbe mai saputo, sarebbe stata solo un'ora, per le dieci, massimo le undici, saremmo state al college.

《Solo una birra, perderemo poco tempo.》affermai, più per convincere me stessa che per dirlo a Brooklyn.

《Promesso, Lo!》mi saltò ancora una volta sopra, facendomi cadere sul letto, prima di ridacchiare insieme a me.

Sarebbe solo servito a distrarmi per un paio d'ore.

P.O.V ZAYN

○ 21:37 ○

Lorelay non mi aveva ancora chiamato e, in realtà, non lo aveva fatto neanche io. Mi aspettavo che mi cercasse già tempo fa, per parlare insieme della sua reazione tutt'altro che normale, di solito lo faceva sempre, ma non avevo avuto nessuna sua notizia.
Avrei dovuto preoccuparmi? Perché si, diamine, stavo iniziando a farlo, ora mi sentivo perfino in colpa, era tutta colpa della mia fottuta gelosia nei suoi confronti e della mia preoccupazione per lei. Per loro.

《È inutile che continui a camminare per la stanza, cuginetto, la colpa è solo tua.》Harry continuava a far rimbalzare quella pallina blu dal pavimento alla sua mano, da ormai dieci minuti e quel dannato rumore mi stava rendendo ancora più nervoso. Ero corso da lui poco tempo fa, raccontandogli quello che era successo con la mia ragazza, avevo davvero bisogno di un consiglio, nonostante l'unica cosa che avesse saputo dirmi Harry era stata che fosse tutta colpa mia.

《Mi stavo solo preoccupando per lei!》gli ripetei ancora, non avevano fatto altro che parlare di questo per un'intera ora, avevo cercato di spiegargli le mie ragioni ma sembrava non capirmi, era sempre dalla parte della biondina.

《Zayn, prova a vedere le cose dal suo punto di vista.》Harry sospirò, rassegnato, mi aveva ripetuto quelle stesse parole almeno una decina di volte. Guardai il movimento veloce della palla che teneva in mano mio cugino, sembrava ipnotizzarmi mentre la seguivo con lo sguardo.

《Non capisco cosa non vada, Harry, stiamo per diventare una famiglia e ci amiamo, sognavo questo da sempre e credevo lo facesse anche lei...》abbassai lo sguardo, a volte mi sembrava che Harry capisse Lorelay meglio quanto facessi io, sebbene trascorresse molto meno tempo con lei. Ma, Gesù, non c'era niente che andasse male, la nostra storia era stata complicata fin dall'inizio, adesso che le cose andavano nel migliore dei modi non poteva non accettarlo! Stavo per diventare padre, avere una bambina da Lorelay, per me non c'era niente che non andasse, mi sentivo felice come non ero mai stato.

《Magari non lo voleva adesso, Zayn. Dovrà lasciare il college, lo sai? Qualche mese prima e almeno sei mesi dopo il parto, per occuparsi del bambino, perderà un anno. Con un figlio, inoltre, non penso potrà realizzare il suo sogno di diventare giornalista.》confessò, Harry, i suoi occhi verdi incontrarono i miei per qualche istante, prima di continuare a giocare con quella fottuta palla blu. Beh, era normale che avremmo dovuto fare dei sacrifici, non era una cosa programmata, ma Harry esegerava. Sarei stato con Lorelay ogni secondo, non le avrei fatto mancare nulla, non sarebbe stata sola ad affrontare tutto questo. Era una grande responsabilità, ma eravamo insieme.

《Non ha bisogno del college, dopo la nascita di nostra figlia potrebbe venire subito a lavorare con me, in azienda.》ammisi, scrollando le spalle. Avevo detto moltissime volte a Lorelay che avrebbe potuto lavorare con me, era intelligente, preparata e poi l'azienda era mia e lei era la mia ragazza, avrei potuto assumerla quando voleva, ma non aveva mai accettato.

《Lo vedi? Non capisci un cazzo.》ringhiò, il riccio, tirando la palla con più violenza, che rimbalzò velocemente sulla sua mano. Harry mi faceva talmente salire i nervi quando si comportava in questo modo, Lorelay era la mia ragazza, la conoscevo meglio di chiunque altro.

《Provo a capirla, Harry, ma non ce la faccio, non posso. È nostra figlia.》mormorai, passandomi una mano tra i capelli neri. Non potevo comprenderla, un figlio era la cosa che desideravo di più, non immaginavo neanche di rifiutarlo.

《Vostra, appunto. È una cosa che dovete volere entrambi, Zayn, parlale.》mormorò, ancora, questa volta gli diedi ragione, una cosa che dovevo assolutamente fare era confrontarmi con la mia ragazza e, forse, anche mettermi nei suoi panni.

《Harry, vorresti...vorresti essere al mio posto?》gli chiesi, passandomi una mano tra i capelli e guardandolo negli occhi. Non capivo perché lui fosse tanto vicino alla mia ragazza, in questo situazione. Sembrava essere più vicino di quanto lo fossi io, si immedesimava nella situazione e non spettava a lui farlo.

《Intendi aspettare un figlio da Bonnie?》rispose, stranito, il suo sguardo incontrò il mio per poco tempo, prima di tornare sul suo stupido giocattolo.

《Intendo aspettare un figlio da Lorelay.》non c'erano molte motivazioni al suo comportamento, eccetto quella. Sapevo che in passato avesse provato qualcosa per lei, lo accettavo, era impossibile non innamorarsi di lei, ma non credevo che questo continuasse anche adesso! Lui era fidanzato, avrebbe dovuto avere già dimenticato Lorelay da tempo.
Alle mie parole, la palla colorata scappò dalle mani di Harry, rimbalzando un paio di volte e venendo, poi, fermata da un mobile.

《C-Che diavolo dici?》finalmente mi guardò, l'unica cosa che riuscii a percepire dai suoi occhi fu la paura, quasi il terrore. Terrore dei suoi stessi sentimenti, terrore di quell'amore sbagliato che ormai non riusciva più a nascondere.

《Non posso crederci..》mormorai, assottigliando lo sguardo, era davvero una cosa surreale, mio cugino e la mia ragazza. 《Sei ancora innamorato di lei!》alzai la voce, affermando ciò, non avevo più dubbi. Tutti quei consigli, quello che aveva fatto per noi, era causato solo dalla sua voglia di essere al mio posto.

《No.》deglutì, Harry, nel panico. Non poteva negare, ormai sarebbe stato inutile. Dio mio, tutte quelle volte in cui l'avevo scoperto a fissare Lorelay, non era affetto, voleva scoparsela!

《Sta zitto. È mia, è solamente mia.》ringhiai, ero fottutamente geloso di lei. 《Vado da lei.》dissi, un altro secondo in quella stanza e avrei spaccato la faccia ad Harry. Chiusi la porta davanti a me, il riccio non si mosse, non disse una parola.

Beh, Harry non era un ostacolo, lei era mia. E adesso avevo solo voglia di raggiungerla e abbracciarla.

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