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R - Vincolo di sangue

16/04/2024

XVII

Dopo aver riportato le bambine e Mei al convento e aver assicurato Xavier al suo autobus, ero tornata da Arthur per raccontargli di quel pomeriggio passato assieme a Leonard nel castello di Sebastian. Il ricordo di quel bacio rubato mi faceva ancora rizzare la pelle.

Provai a descriverlo oggettivamente senza far uso del mio talento perché, come quello di Leonard, poteva essere influenzato dalle mie altalenanti emozioni - avrei potuto trasmettere involontariamente ad Arthur quella sensazione, l'imbarazzo... e quel fuoco caldo ma non scottante che mi ha assalito quando Lev mi ha baciato.

« Leonard era nervoso e stanco. Credeva che i francobolli portassero in Russia, ma erano dei falsi. Il testamento era nascosto dentro un mappamondo dipinto a mano. » spiegai aggrappandomi alla maniglia del tettuccio dell'auto.

« Erdapfel. » precisò seccato, « Quello non è un comune mappamondo. È il mappamondo. » o meglio il primo globo terrestre antecedente alla scoperta dell'America. La "mela terrestre" era più di un semplice tesoro della collezione di Sebastian, era parte di sè, dei suoi viaggi e della sua storia.

« Quello era l'originale. Qualche miserabile lo ha trafugato per mia madre dal Museo di Norimberga. » e lo guardai stranita.

« Che c'è? Mia madre ha sempre approfittato degli uomini. E lo ha fatto anche per fare un regalo a suo marito. »

Arthur sterzò bruscamente, schivando una lastra di ghiaccio sull'asfalto. Mi assicurai che la cintura fosse ben allacciata mentre sorpassava un camion suonando prepotentemente il clacson.

« Fiore. » ordinò. Tra le gambe incrociate reggevo un termos all'interno del quale Arthur aveva messo in infusione dei fiori secchi. In superficie c'erano petali di calendula, dente di leone, iris e lillà. Sul fondo alcuni pistilli, sepali e gambi. Nel mezzo, rimasugli di polline fluttuavano mostrando di tanto in tanto il proprio colore naturale. Frugai e pescai dal gambo una rosa rossa e lui la ingoiò per intero, spine comprese.

« Ehi... non puoi bere questa roba... non ti fa bene... » mi lamentai, aprii il finestrino e il vento freddo spazzò via quell'odore di sangue floreale.

« Stiamo andando in un club privato per soli vampiri e tu ti preoccupi del mio snack? » domandò irritato. Bevvi anch'io dal termos e l'essenza di fiori rese il sangue ancor più dolce.

Io e Arthur avevamo fatto squadra, o meglio, lo avevo persuaso a portarmi da Gènevieve, l'ultimo tassello mancante per capire il corso degli eventi che avevano indotto Lev a sballarsi.

« So che hai provato a trasformare Leonard. Me l'hanno detto le suore. » spalancò la bocca e intrecciò sulla punta della lingua due pistilli, sputando via una specie di origami.

« Ho provato a salvarlo! »

Il mio cuore prese a martellare incessantemente. Retare calma davanti a quel vampiro assetato mi aveva messo in seria difficoltà.

« A salvarlo da cosa, Renesmee? » ammaccò il volante e inarcò le sopracciglia gravemente, « Chi ti credi di essere? Non avremmo mai lasciato che Sebastian gli facesse del male, ma che gli desse una lezione - questo sì, ci puoi scommettere. E tu... ti sei messa in mezzo... hai fatto fare a mio padre un volo di una quindicina di metri senza battere ciglio. »

« L'ho salvato da tuo padre. Da te. Tu lo hai colpito più volte per cosa? Perché ha messo in discussione la tua sessualità? »

« No, cazzo. L'ha fatto di proposito. È un sadico, non provare a giustificarlo. Lui voleva rovinare la vita di chiunque avesse a tiro! Voleva essere visto e sentito. » e sputò per terra una spina grande quanto un fermaglio, « Io gliene avevo parlato, sapeva che ero... disorientato da quello che era successo con Nahuel... e conosce bene Sebastian. Nostro padre è vissuto in un'altra epoca. È giusto che sia intransigente su argomenti per lui controversi. » parlò piano e freddamente. Sembrava ci fosse un ventriloquo ad aprire e a chiudere la sua bocca perché la voce di Arthur era tutt'altro che normale: sottile, leggera e roca.

« Giustifichi tuo padre e non Leonard? Dopo che gli ha detto tutte quelle cose orribili. »

« Sebastian può usare dei modi violenti per raggiungere obiettivi più che condivisibili come il rispetto e la disciplina. Ma non si è mai permesso di fare del male a Leonard o alle persone a lui care. E non ha mai permesso che qualcuno gliene facesse. »

« A Volterra lo hanno torturato e tuo padre è rimasto lì a guardare. Io c'ero! » esclamai basita.

« A Volterra lo hanno giudicato colpevole all'interno di un tribunale che lui ha oltraggiato più volte. Gli hanno imposto una pena giusta, la pena capitale. Lo avrebbero decapitato e tu avresti fatto una fine molto peggiore. Ma ne siete usciti illesi e, dopo aver sfidato i Volturi, avete continuato a sfidare la morte. In entrambi i casi è sempre stato Sebastian a difendere entrambi dai Volturi e da voi stessi. Ed è merito suo se tu sei ancora qui a disprezzarlo o se Leonard ha potuto sbavarti dietro. », e rise di gusto mostrando le gengive insanguinate, « Cosa credi? Che i Volturi abbiano preso bene la sua guarigione o la tua intromissione? »

Arthur disse che nella casa del custode c'erano delle taglie non riscattate, una montagna di lavoro non portato a termine da Leonard. Tra questi documenti, ce n'era uno destinato a me e Leonard, indirizzato a noi "mortali immortali"- la stessa scritta che avevo visto a Volterra, incisa sulla porta della Sala degli Iniziati. C'era stata un'udienza alla quale avremmo dovuto presentarci mesi fa. Alla quale avrei dovuto dimostrare di aver portato a termine il mio compito, guarire il Cacciatore.

« E chi ha posticipato? Chi ha dato a Leonard il tempo per farsi dissanguare da te? Sebastian. »

« Non capisco... perché tuo padre si sarebbe preso la briga di nasconderci dai Volturi? Leonard stava bene, si era rimesso... »

« Leonard è una preda, adesso. La sua scia non è più quella di prima, ha il profumo degli umani. Accettare la sua nuova forma significa legittimare l'esistenza dei mezzosangue e giustificare il tuo intervento. Un indiscutibile tabù come l'omosessualità, la nudità e le bestemmie. »

« E io sarei un tabù? » rimasi sbigottita e le mie domande si fecero più insistenti « Allora, perché Aro mi ha affidato quella missione? Stai dicendo che non ha mai preso in considerazione la possibilità che riuscissi a guarire Leonard? È assurdo. »

« Ad Aro non è mai importato un fico secco di avere o no Leonard. Sì, mio fratello ha un talento invidiabile... tuttavia trovare l'escamotage per averti al servizio della corte dei Volturi è stato il vero scacco matto. »

Ci rimuginai su, ma non riuscii a trovare una soluzione a quel rompicapo, finché Arthur non disse:« Non ci arrivi? Sei un Guaritore. Hai preservato una specie in via d'estinzione. Sei automaticamente un nemico per quella dominante. Tu hai trovato la ricetta per l'immortalità dei mezzosangue. » mi strappò dalle mani il termos e tracannò l'intruglio.

« Per i Volturi, Leonard è insulso. Un soldato è sempre un soldato. Invece, tu sei una minaccia. Dei Guaritori sono rimaste soltanto leggende risalenti alle Guerre Persiane. Si sa solo che sono stati sterminati assieme ai mortali immortali che facevano nascere nell'Antica Grecia. Hai mai sentito parlare di semidei? Bene, è sinonimo di mezzosangue. »

« Ma Leonard è un Cacciatore, serve i Volturi da decenni. È abile in battaglia, è forte e scaltro e... » non riuscii a proseguire. Mi bloccai e osservai il volto corrucciato di Arthur che si faceva, vicolo dopo vicolo, sempre più convincente.

« Ed è la fotocopia esatta di Sebastian. È un loro servitore come tanti altri. » mi corresse svogliatamente, « Tu sei una mina vagante. Non sei effettivamente al loro servizio, ma hai delle conoscenze che loro non hanno. D'altronde, accettando la proposta dei Volturi, hai deciso deliberatamente di scegliere Leonard come tuo vincolo di sangue. Lui è ciò che ti vincola a Volterra. Ma Leonard non ha lo stesso vincolo con te. »

« Cosa significa? Leonard mi ha morso e io ho morso lui molto dopo il verdetto che ha ricevuto a Volterra. Non prima. »

« La tua ignoranza mi lascia senza parole. » borbottò tra sè e sè, « Io mordo te, tu mordi me? È così che funziona, Renesmee? »

« Sì... Leonard era in debito con me. Direi che siamo pari. »

« Il morso... lo scambio doppio... non è quello il problema. » concluse seriamente. Accese gli abbaglianti e il suo viso si illuminò di bianco.

« Tu hai firmato un contratto a Volterra servendoti del sangue di Leonard come inchiostro. Questo rende Leonard il tuo vincolo di sangue. In parole povere, è il tuo punto debole. È ciò per cui possono ricattarti. Se tu dovessi trasgredire le regole, prima di far fuori te darebbero in pasto mio fratello a quei cani della Guardia. » si stropicciò gli occhi e sussurrò, « Questo non vale per Leonard. Lui non è legato a te da nessun vincolo immortale. Lui, in quel tribunale, non ha versato neanche una goccia del tuo sangue. »

« Per questo motivo, quando ho deciso di accettare la proposta di Aro, Leonard ce l'aveva a morte con me? » e lui annuì.

Non avevo mai valutato questa prospettiva, questo lato della storia. Ho sempre creduto di essere debole e insignificante. Ho sempre pensato di valere meno di Leonard, di essergli inferiore. Io ero la vittima e lui il carnefice... ma l'altra faccia della medaglia? Era possibile che fossi io il nemico?

« Sei pericolosa anche per la nostra famiglia. Hai il potere di Leonard senza il suo dannato autocontrollo. Un tuo sguardo può falciarci la testa. » dopo una lunghissima apnea gracchiò la sua ritrosia: « Se ti arrabbi, puoi ucciderlo da un momento all'altro. »

« Non lo farei mai. Non me lo perdonerei mai. Volevo soltanto stare con lui... l'ho morso per aiutarlo... » e mi si spezzò la voce, « Starei con lui anche se fosse un vampiro. »

E Arthur ripetè con sguardo assente « Vampiro. » e rise malignamente..

« Sono sicura che tu avresti fatto lo stesso per lui. »

« No. » ribadì, « Non ho mai provato sete per mio fratello. » e mangiucchiò dei petali che gli erano rimasti incastrati sotto le unghie.

Parcheggiò l'auto a qualche isolato dall'ingresso del BM per non farsi vedere dai tirapiedi di Frank. Dopo quello che era successo, Arthur era stato bandito da quel locale.

Uscii di malavoglia dall'auto e lo seguii silenziosamente. Era notte fonda e nevicava a larghe falde. Arthur non accennava a rallentare, il suo passo era svelto e la neve gli si era attaccata sul cappotto e sui capelli senza che lui se ne accorgesse.

« Leonard non è la mia preda. » affermai convinta, ma Arthur non rispose. Eravamo arrivati a quel tacito accordo, a quell'alleanza soltanto perché aveva bisogno del mio aiuto e io del suo. Io avevo già letto le lettere e se ci fosse stato qualche indizio al BM avrei potuto aiutarlo. Si ripulì la bocca dal sangue floreale con la manica del cappotto. Aveva gli occhi iniettati di sangue e più ci addentravamo nelle stradine buie di Victoria, più vampiri si facevano avanti. C'era chi gli lanciava un'occhiata fugace e chi gli faceva un cenno di saluto. Ma in un modo o nell'altro tutti erano accomunati da un particolare: i loro occhi erano rossi fiammanti. I loro occhi dicevano "siamo carnivori".

« Metti le mani in tasca. » mi suggerì fulminandomi con lo sguardo, « E il cappuccio sulla fronte. » si fermò nell'area di sosta di fianco al BM per squadrarmi dalla testa ai piedi, finché non trovò un altro difetto. I miei polsi, le mie cicatrici, la mia punizione.

« È sangue secco quello? » chiese indicando il polso sinistro.

« È la mia punizione per quello che ho fatto. » risposi schiettamente. La dura e fredda verità fece colpo su Arthur. Si guardò attorno e mi nascose in una strada senza uscita, proprio difronte al retro del locale.

« Da quanto tempo va avanti? »

Va avanti da quando ho capito che non ho niente in questa vita. Non ho l'imprinting, non ho più Leonard...

« Da quando non c'è, non riesco a smettere di farlo. » sospirai, « Non riesco a smettere di strapparmi la pelle di dosso. » e Arthur si incupì.

« Non puoi entrare lì dentro conciata in questo modo. » e mi scoprì il braccio disgustato dai segni, mi allontanai digrignando i denti.

« Io devo sapere cosa gli è successo! » gridai e le lacrime mi rigarono il volto.

« Io devo saperlo. », dissi esausta, « Sto male. Mi manca in un modo che... è strano... mi manca come se lo conoscessi da sempre. Ma io Lev non lo conosco affatto. »

« Non so niente di Lev ma è la mia ossessione. È la mia medicina ed è la mia sindrome. Quando lo vedo, il mio cuore esplode, i miei sensi sono più che amplificati... e la sete mi corrode le ossa... e so che è sbagliato. Sto cercando di smettere, ma non riesco a smettere. » lo dissi così in fretta che dovetti riprendere fiato.

Mi mise una mano sulla spalla. Quel tocco non mi fece ritrarre, gli strati di lana separavano la sua mano fredda dalla mia spalla mite.

« Sono stato ingiusto. Andiamo. » fece un mezzo sorriso e mi tese la mano. Rimasi sbalordita e impulsivamente lo abbracciai.

« Cosa vuoi sapere? » mi chiese timidamente, « Su di lui... sì... cosa non conosci di Leonard? »

« Tu e lui siete molto legati, anche se non avete trascorso la vostra infanzia insieme. Come ci siete riusciti? »

Leonard era cresciuto a Leechtown per i primi quattro anni, la separazione dal fratello era stata presa dai genitori a seguito di un incidente. Alla nascita dei due gemelli, Leonard aveva strattonato il cuore di Arthur, tanto da provocargli un arresto cardiaco. Tutto ebbe luogo all'improvviso, i genitori si resero conto del potere di Leonard quando gli coprirono gli occhi e il cuore di Arthur riprese a battere. « Mia madre diceva che io e lui ci fissavamo il petto in un modo strano, quasi famelico. Quando ci separarono non lo ricordo. Ricordo di aver sempre provato un senso di vuoto, come se mi mancasse qualcosa. Lui mi disse che provò lo stesso. »

Ma il loro rapporto si era accresciuto negli anni della Guerra, avevano vissuto sin da piccoli esperienze diverse e questo portò entrambi a prendere strade diverse.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, c'era troppo fermento in Europa e restare in Canada sarebbe stato da « codardi », disse ridendosela. Raccontò che strinsero un « patto di sangue » prima di arruolarsi nei rispettivi schieramenti. I due gemelli si giurarono lealtà, « una lealtà che sarebbe andata oltre il più ostinato patriottismo. », versando il loro sangue sulle bandiere per cui avevano deciso di combattere.

« Conservo ancora quelle bandiere. Sulla Union Jack c'è il mio sangue. Sulla bandiera del Regno di Sardegna, quello di Leonard. », mi spiegò che poi quella stessa bandiera divenne il vessillo del Regno d'Italia.

« C'era la guerra. Io e lui volevamo scrivere la storia. Quando ci sarebbe ricapitato di prendere le armi e combattere al fianco dei mortali? »

Se si fossero incontrati sul campo di battaglia, sarebbero stati fedeli al loro accordo. « Avrebbe vinto il migliore, il più forte. O come ho imparato con il tempo, avrebbe vinto chi sapeva di poter vincere. »

Arthur aveva servito la sua patria, o almeno quella che credeva tale, la Gran Bretagna. Aveva prestato a lungo servizio per la marina e subito dopo nello Special Air Service e nel Long Range Desert Group. Da semplice cadetto, aveva fatto carriera come sottotenente, capitano di fregata fino al titolo di ammiraglio.

« Ero l'orgoglio dei miei genitori. Servivo con onore la patria di mio padre. Io ero dalla parte giusta. Ma Leonard no. Mio padre e mia madre erano convinti che lo facesse per il puro piacere di trasgredire le regole. Un giovane ribelle. »

« Quindi era un fascista? » domandai, sapendo che da Leonard potevo aspettarmi di tutto e che non dovevo meravigliarmi di niente.

« Leonard fa sempre delle scelte del cazzo quando si lascia trasportare. » dalla Compagnia della Morte prima al 10° Reggimento Arditi dell'Esercito Regio Italiano dopo, « Frequentava compagnie e aveva idee molto discutibili. Ad esempio, pagava l'imposta sul celibato anche se non gli spettava, e questo solo per dare il suo contributo all'Opera Nazionale Maternità e Infanzia. »

Ma era tutto sommato un « sano nazionalista, nonostante le pagine orrende del fascismo. », era un appassionato di strategia militare, ricognizioni, esplorazioni e compiti di avanguardia. Mentre Arthur aveva fatto di tutto per non combattere sulla terra ferma - paracadutismo, marina, aviazione - Leonard aveva fatto tutto l'opposto: aveva guidato camionette, carri armati e cacciacarri, al bisogno aveva fatto anche il fattorino pur di partecipare ed aveva anche preso parte al distaccamento dei telegrafisti. « Io ero pluridecorato e lui non aveva niente: non uno stemma, non una medaglia al valore. Avrebbe pulito anche i cessi per restare in trincea. »

« Perché avrebbe dovuto farlo? »

« Tu lo hai conosciuto adesso, nella sua versione peggiore: disinteressato, pazzo e maniaco del controllo. » rivelò cinicamente, « Ha sempre avuto un carattere suggestionabile. E in quel momento storico, c'era così tanta agitazione, così tanto fuoco che potè essere scosso da migliaia di stimoli diversi. Era la preda più ricercata e viveva clandestinamente nella patria dei vampiri, si faceva beffa di loro. Faceva parte dei perdenti, ma il suo plotone era l'unico a uscirne sempre illeso. E poi c'erano le lingue, le persone, le centinaia di persone che ha conosciuto... aveva sempre una parola da dire o da imparare... »

« Era la rarità e lui sapeva di essere unico. » e ammise, « Provavo invidia. Non avrei mai avuto il coraggio di fare le sue scelte. »

« Ma questo ha avuto un prezzo. Tutto ha un prezzo. Tutto ciò che lo ha turbato, lo ha reso progressivamente meno sensibile. E quello che abbiamo visto qualche giorno fa, è frutto di quello che è diventato: sconsiderato e violento. »

« Vorrei averlo conosciuto prima. » dissi distrattamente, « Ogni volta che mi avvicino, lui scappa via. Se la dà a gambe, come se ne avesse abbastanza. Ma c'è una parte di lui che ha ancora sete di vita... non so se mi spiego... e quando l'ho visto in quel casolare pendere con una corda al collo... non potevo crederci. Non riuscivo a credere che avesse pianificato il tutto così meticolosamente. »

Quando mi ero inflitta dolore, quando avevo provato a buttarmi giù dalla scogliera, io non avevo organizzato nulla. Ma lui, tutto quello che aveva fatto per distruggersi, lo aveva eseguito in modo scrupoloso.

« È colpa della passione. » borbottò.

« Le suore dicono che abbia una passione per la vita. E non passione come la intendiamo noi. Ma come la intendono loro. La passione dei santi, dei martiri o dei conquistatori... Quella della morte. »

« Lui è morto ad Amburgo con me. Lo ha fatto per sua scelta. Quella fu la prima di tante prime volte. »

« Lo ha fatto con te. Lo ha fatto con Nahuel. » proseguì pensieroso, « Lo ha sempre fatto per una suggestione più grande. »

E io rimasi esterrefatta, mi coprii la bocca nascondendo un singhiozzo. La mia sofferenza non valeva niente rispetto a quella di Lev.

« Non biasimarlo. Mio fratello non ha paura di morire. Leonard è terrorizzato dalla vita, dall'eternità. Ogni volta che c'è la sua vita di mezzo, sceglie sempre la fuga. La morte, la distanza, l'apatia sono mezzi attraverso i quali non provare nulla. » e il suo tono era piatto e il viso inespressivo, come se non avesse neanche aperto la bocca per dichiararsi assassino, « Voleva scappare anche stavolta. Io ero la sua via di fuga, me lo hai detto anche tu. Lo sapevo e non ho fatto niente per evitarlo. »

« Grazie, Arthur. » mi asciugai le lacrime, « Grazie davvero. »

« Posso raccontarti anch'io qualcosa su di lui. » dissi in fretta, prima che potessi rimangiarmi tutto.

« Posso spiegarti perché tengo a lui... ma potrebbe farti male. Potresti provare quello che ho provato io. »

Tentennò un attimo, « Che significa? »

« Potresti provare delle emozioni molto forti o del dolore fisico. » spolverò qualche fiocco di neve dalle spalle e poi borbottò: « Fa' pure. »

« Cercherò di non farti male. Promesso. »

Gli presi il viso tra le mani, raccontandogli tutto dall'inizio alla fine. Mi assicurai che a ogni parte della storia, la sua espressione restasse sempre la stessa e che gli occhi fossero velati dalla sorpresa e non dalla disperazione. Dissi ad Arthur tutto quello che non avevo mai avuto il coraggio di dire ad altri: da Jake al tramonto poi fino a Volterra, dalla discrasia al gioco dell'oca e poi quello che c'era stato tra me e Lev.

Disse, « Mi dispiace. Non potevo immaginare. »

Ispirazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Difensore_del_vincolo

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