L - Epistolario
Pubblicato il 24/12/2023
I
Se vedo Sebastian lo prendo a pugni. Ma se lo faccio, lo accontento. Se... se lo facessi rispetterei il suo testamento... obbedirei come un animale obbedisce al suo padrone...
Non devo essere ciò che vuole, non per forza. Devo ricercare la ragione, il motivo che lo ha spinto a darmi quest'incarico... un motivo ci sarà, no?
Caccia XXI, 15 luglio 1820.
Monastero di Santa Caterina, Palermo, Regno delle due Sicilie.
Basileus, l'estate ha portato con sè violenti fuochi d'insurrezione anche tra i vampiri meridionali. Il riconoscimento dello stato di diritto ha arrecato scandalo al nostro regno. Nei vostri sospetti c'era il vero, i nostri fratelli si sono macchiati d'ignominia. L'assalto del Monastero di Santa Caterina ha avuto luogo alle 02:07 ad opera di farabutti blasonati con il nostro stemma; tra questi, quattro vampiri e dieci umani, tutti plebei senza talento. Al mio arrivo, 03:16, la caccia si è conclusa con la soppressione delle bestie.
Cadute 57 donne, di queste suore, anziane vedove, fanciulle destinate alle nozze, orfane e figlie di nobili e cavalieri. Superstite, Sr. Maddalena Marino, 47 anni, unica ad aver accettato di servirLa in cambio del veleno. Ritrovata imbavagliata e legata con vesti e voti strappati a forza, promette servitù e obbedienza, benché priva di poteri e spoglia di castità.
In attesa di una Vostra disamina.
Servus, Sebastian Edgar Winslear.
6 agosto 1820.
Palazzo dei Priori, Volterra, Granducato di Toscana.
Cacciatore, l'incompatibilità tra proselitismo e religione fa sì che questa bizzarra creatura non possa essere accolta tra le nostre mura.
Potete rivendicarne diritto di possesso.
Basileus Aro.
Diritto di possesso?! Ha rivendicato il possesso di Maddalena come se fosse una preda o una schiava.
13 marzo 1822, Real Casa dell'Annunziata, Napoli, Regno delle due Sicilie.
Suor Maddalena, confido nella buona sorte: avervi ritrovata renderebbe un favore a Nostro Signore. Alla nostra corte è giunto un medico che si nutre stabilmente di linfa animale, la sua qualità di vita è invariata e la sua anima non è da meno dell'umana sostanza. Mi sono preso la libertà di parlargli di voi, della vostra devozione e del vostro conflitto interiore tra vita e morte. Il suo nome è Carlisle Cullen, inglese di nazionalità, ha seguito studi regolari su medicamenti umani e disumani presso istituti d'ogni regno. Oggidì, presta servizio per il pontifex Pio VII in Roma. In amicizia, ho domandato di prendere a cuore la vostra causa.
Non ho prole da far cullare alla ruota, ma un modesto omaggio per la vostra vocazione, avvolto nel velo che oggi vi restituisco. Non rinunci ai voti per l'eternità, ma si spinga verso l'impossibile: abbia fede per l'eternità.
S. E. Winslear.
« Cullen?! Cullen! Sono ovunque. Cristo santo... stramaledetta America... » e mandai giù l'ultimo goccio di lucidità rimasto nel fondo del bicchiere.
Schioccai le dita alla cameriera di turno, un'insulsa umana sculettante: « Un altro giro, hottie. »
Raccolse i bicchieri con disgusto, provò a portar via quello che le sembrò carta straccia ma la freddai: « È italiano, non è spazzatura. »
« Quello era il tuo ultimo girone dei dannati. Qui abbiamo delle regole per quelli come te. »
Al Bloody Mary Tavern i mezzosangue possono bere un massimo di tre giri, ognuno dei quali composto da otto shot oppure da quattro cocktail a scelta. Il limite alla vendita di alcolici è dovuto agli effetti collaterali: la sbronza è permessa, la frenesia no.
Ma il girone dei dannati era l'unico ad essere centellinato e il numero di shot per andare dritti all'inferno era di quattro. La vendita consentita solo ai più robusti. Era un nightclub elegante dopotutto. Niente vomito, il marmo non si pulisce da solo.
Avevo superato il limite, ma ero ancora troppo sveglio, troppo lucido per non concedermene un altro.
« Senti, non sai con chi hai a che fare. Quindi, vedi di portarmi qualcosa di decente se no smonto questa baracca. »
« Sì, come no. » borbottò sorridendo, prese uno strofinaccio e ripulì il tavolo dalle mie cicche.
« Chiedi a Gènevieve. Dalle questo e riportalo qui. » e irritata prese l'orologio e lo infilò nella tasca sul retro dei suoi mini shorts. Avevo affidato il mio vecchio orologio alle chiappe perfettamente circolari di un'umana dalla parrucca blu e con gli occhi all'ingiù... che fine del cazzo per il mio Audemars Piguet.
27 ottobre 1830, Real Monasterio de San Jerónimo de Cotalba, Valencia, Regno di Spagna.
Caro Sir Winslear, vi scrivo da terra straniera con un indugio che voi non avreste meritato. Considerate queste, le mie prime parole, parimenti a quelle di un infante. Questa è la prima lettera che scrivo di mio pugno e, dopo averla affidata con letizia alla vecchia procaccia del paese, vi sarà gioia nella mia non-morte appena giunta a destinazione.
Sono nata povera d'udito ma non di spirito, di scarsa intelligenza e dalla voce rantolante. Considerate questa scabrosa prosa quel che è, un esercizio di lingua e di scrittura... apprezzatene l'essenza come un grazie senza giustificazioni.
Quella notte, avrei desiderato ringraziarvi con amabili parole, ma la mia lingua è sempre stata muta fino ad ora. Prima dell'incursione la mia bocca deformava dialetto e salmi, dopo la morte ho imparato a leggere e a scrivere in greco, latino e volgare e, con il tempo, a praticare il toscano di cui fate uso.
L'incontro con il medico ha avuto l'esito sperato, mi ha istruito alla nutrizione animale e alle vostre leggi. La vostra missiva mi ha restituito speranza, mi auguro che il reame dei Borbone possa fare lo stesso con la mia fede. Riservo il futuro nella Divina Volontà, prego per coloro che ho incontrato, siano eterni o di passaggio.
Benedicat vobis Dominus et custodiat vobis.
Maddalena A. M.
18 maggio 1855, Nizza, Repubblica di Francia.
Sir Winslear, mi addolora confessarle d'essermi sporcata di un crimine. Ho posto la stessa domanda che lei ha rivolto a una mia consorella, afflitta da un incurabile male: "Consacreresti il tuo Dio per l'eternità in terra?". In tal guisa, Suor Carmelita Navarro è diventata la mia compagna di viaggio e di preghiera. Siamo dirette verso Stone, al Dominican Sisters of the English Congregation of St. Catherine of Siena, ma pronte a pagare per il reato commesso.
Maddalena A. M.
« Fattelo bastare. »
Janie mi sbattè in faccia il bicchierino verde e con una mano spazzò via la cenere per sedersi sul bordo del tavolo, proprio davanti a me. Che agonia! Che sciagurata agonia...
« Cos'è? Uno sputo di vodka e sangue? Dov'è l'assenzio? Chiamami Nicolas, gli insegno io a fare il suo lavoro. »
« E non chiamarmi più in quel modo. È passato quel tempo, Leonard. » picchettò le unghie smaltate sul tavolo in metallo, « Per te, sono Mrs. Gènevieve Thompson. »
« Ma te ne freghi delle formalità quando ti fotto di fronte allo specchio, sul Kirman... e ti chiamo Janie e tu ti ecciti... stringi le gambe e... »
Lei battè le ciglia lunghe e piene, sorrise e distolse lo sguardo ignorandomi. Schiaffeggiai il tavolo facendo svolazzare le lettere sulle sue gambe.
« Peut-on passer les préliminaires et faire l'échange? » domandò maliziosa. Le scivolò la spallina dell'abito. Se la sistemò riportandola dall'avambraccio alla spalla, « Torna a casa, Leonard. Sei ubriaco. », ne seguii il percorso ricordando quante volte aveva sofferto il solletico delle mie labbra in quel punto. Il vestito argentato le aderiva alla pelle canna da zucchero come se facesse parte di lei, come se quella fosse la sua vera pelle...
« Je sais, et tu es... magnifique, Janie. » mi allungai sulle sue ginocchia ma lei si ritrasse e divertita
fece scorrere la catenella del mio orologio tra le dita. La stoffa era così elasticizzata che le sue rotondità esplodevano assottigliando il tessuto... così fine da mostrare anche i capezzoli... era ambra che scintillava nei LED e le sue cosce erano avvolte, adagiate... davanti a me e io...
« Non qui. Lo sai. »
« So solo che non puoi fare a meno della mia compagnia. Anche adesso. » ma fui tradito da un singhiozzo e lei rise disprezzante del mio essere alticcio. I suoi occhi fecero un giro di ricognizione, analizzò le mosse del marito e rispose togliendomi la sigaretta dalle labbra e spegnendola sul legno: « Devi aver ben chiaro che il tuo passatempo, per me è intrattenimento. E un intrattenimento vale meno di un passatempo. »
Si alzò, scivolò verso una panca in pelle tre tavoli più distante, e sperai di essere la tappezzeria di quel sedile, la sua morbida imbottitura... ma con così poco alcol la trasmutazione non ebbe effetto. Blyad!
« Le bruciature sul tavolo le aggiungo al tuo conto. Usa il posacenere. »
7 agosto 1855, San Pietroburgo, Impero Russo.
Suor Maddalena, la compagnia non è mai delitto se non è fonte di scandalo. Godere dei favori di una donna è un percorso irto di ostacoli, nondimeno m'azzardo ad accaparrarmi anche il vostro.
Anni or sono, mi sono scontrato con un essere di natura mortale e immortale, assetato e affamato, vivo e morto... dall'indescrivibile terrenità. È di gelido sguardo e tocco, la chiamano "fanciulla di neve" per il talento di congelare con gli occhi, sebbene possegga un cuore caldo di linfa vitale. D'inverno vive alle spese di uomini mortali e immortali facoltosi, d'estate trascina via orfani dalla carità cristiana. Peregrina di beateri e beghinaggi, è stata avvistata ad Anversa, a Cambrai e a Norwich, intenta ad adescare bambini di tutte le età.
Vi prego di informarmi qualora ne aveste notizia.
S. E. Winslear.
La corrispondenza tra Suor Maddalena e Sebastian era stata annuale e sintetica; dalle origini della sua creazione a quella delle consorelle il loro rapporto era rimasto costante nel tempo.
Maddalena era nata muta ed era stata fatta bottino di guerra, e poi da Sebastian seguace fedele. Carmelita si era ammalata di cancro e sarebbe morta a trent'anni se non fosse stato per Maddalena. Ma... Mary Jane, lei non aveva colpe, lei non lo aveva scelto.
26 settembre 1872, Dominican Sisters of the English Congregation of St. Catherine of Siena, Stone, Regno di Gran Bretagna e Irlanda.
Sir, conscia che questa richiesta dimostri il mio errare nell'umana schiavitù alle passioni... non c'è altro alcuno a cui rivolgere la mia supplica. Una novizia originaria del West Yorkshire, Mary Jane Berrycloth, fino a qualche mese fa ricolma di grazia e vita, si è lasciata sedurre dalla morte. Ha tentato il suicidio e, nel sottrarla a Nostro Signore, le ho fatto dono della mia natura malgrado fosse nolente.
La rivelazione della ragione mi ha mosso a penitenza e a darne notifica alla Corona Italiana, non per giudizio ma per avvertimento. Sono consapevole del vostro ruolo, ma mi chiedo se l'apostolo Matteo avesse compreso a pieno le beatitudini annunziate da Gesù alla folla della Galilea: "Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati."
E se la giustizia di Dio potesse essere amministrata da uomini prescelti? Se quei beati foste voi, o chi come voi, crede nell'ordine delle cose e ha il dono di sovvertire le empietà del mondo... il veleno mi ha tolto l'appetito da tempo, ma non l'arsura...
Il 4 aprile Mary Jane ha ingerito una mistura di cicuta e arsenico, dopo essere stata oggetto di deprecabili attenzioni. Ho trovato il suo corpo chino sull'altare: gli occhi azzurro cielo erano bianco nuvola... e la bocca viola non di lillà ma di palude... ho provato a rianimarla... ho provato più e più volte... e più la scoprivo, più capivo che la sua carne liliale era stata corrotta.
Dopo mesi, mi ha confessato di atroci sevizie da parte di uomini che professano l'amore della Madre Chiesa. Costoro sono ancora liberi di rubare altre vergini devote al Signore, mentre Mary Jane vive nel dubbio di aver peccato.
I nomi annessi a questa lettera sono di mortali, ma ritengo che cacciare il male non abbia natura.
Maddalena A.M.
« Come ti chiami? »
« No name, no number. »
« Ascolta, questi sono 100$. Se mi trovi... » sussurrai più piano.
La ragazza mi guardò con sospetto, prese la banconota marrone, la esaminò in controluce valutandone l'importo stampigliato, poi la stese sul tavolo e strizzò l'occhio per analizzare il luccichio della filigrana trasparente.
Poco dopo la verifica tattile dello spessore, mormorò « Per questi posso fare un'eccezione, biondino. », e piegò in quattro Robert Borden che si ritrovò a sonnecchiare nella scollatura di un corsetto a rete.
« Sono Molly. »
Le strattonai il polso tanto da farle incurvare la schiena, « Scrivimi il tuo nome, quello vero. Se mi porterai qualcosa di così forte da stendermi, ti ripagherò. Qualsiasi cifra ti venga in mente. », la liberai e lei si accarezzò l'osso indolenzito.
« Qualsiasi? »
Molly si sedette accavallando le gambe sul tavolino sul quale ero seduto, e l'epistolario di Sebastian fu zittito da un sedere canadese. Estrassi un assegno, fingendomi credibile, convincente e soprattutto affidabile: « Lo vedi questo? È in bianco. È tuo se ci riesci. »
Tirò fuori le unghie smaltate di verde e si presentò « Paisley Gosselin. 10.000$. », il prezzo era stato pattuito senza troppa fatica.
« Allora, Paisley, facciamo una scommessa. Se mi fai perdere i sensi avrai i tuoi centesimi... se la perderai, dovrai ripagarmi per il tempo perso. Bloodpay... affare fatto? »
« Non faccio bloodplay, se vuoi un servizietto in rosso chiedi a Kate. »
« Mon chérie, ti sembro il tipo? » replicai dandomi il tono di uno ancora sobrio: « Ti chiedo un pagamento in liquidi. Scegli tu la provenienza, se da te o dalla cantina del Bloody Mary. »
Lei annuì e un sorriso sghembo le si stampò in volto.
3 dicembre 1872, Leechtown, Canada.
Sorella, ho provveduto personalmente al problema di Sr. Mary Jane.
Nell'ultimo decennio, ho fondato una comunità di vampiri in armonia con i mortali nelle colonie britanniche del Nuovo Mondo. Ove mai agognaste nuova dimora, sarei onorato di scortarvi e riverirvi della mia protezione.
Presenti i miei ossequi alle vostre consorelle.
S. E. Winslear.
Assaggiai il long drink, tracannandolo tutto d'un sorso.
« Ti sembro stupido? Sherry e sangue coagulato? » e le scatarrai addosso veleno e parte del suo contenuto.
« Mi sarei aspettato altro assenzio, rum, un mix di tutto quello che avete ma... questo... » mi ripulii la bocca e con un gesto la cacciai via.
« Hai infastidito una mia shot girl? » domandò Nick, invitando Molly-Paisley a darsi una ripulita.
« O è stata la tua shot girl a infastidire me. A portarmi qualcosa di scadente e a volermi fregare... » biascicai raccattando le lettere.
Nick si grattò il tatuaggio maori che percorreva circolarmente l'orecchio e la tempia di destra e, rassegnato, trascinò uno sgabello al mio fianco. Si coprì con una mano la bocca per bisbigliarmi: « Maestro, devo buttarti fuori? »
« Ho chiesto alla tua lucciola qualcosa di forte ed ecco il risultato! » mi lamentai indicando il bicchiere mezzo vuoto.
Portai il busto in avanti per farmi vedere dagli sposi felici, Gènevieve e Frank, e sbraitai sopra la disco music: « Janie! Insegni alle tue shot girl come fottermi? Tu... »
Mi tappò la bocca e incollò i suoi occhi dorati su di me.
« Non farti notare. Questa non è serata. » e mi spiegò cosa stava succedendo, « Lo vedi? Quel tavolo, quello vicino l'uscita. Quelli fanno parte del clan di Bangkok. Sono qui perché vogliono esportare l'idea di Franklin in Thailandia. », indicò una lunga tavola con una decina di vampiri stranieri, tutti con un bicchiere di sangue tra le mani e mazzette legate a rotoli di nastro elastico che sporgevano dalle tasche delle giacche.
« Che idea del cazzo, investire quattrini in un club per soli vampiri... cosa si inventerà adesso? Lo striptease ematico? »
« Lui è un businessman. Tu sei un beau cave che sbava dietro sua moglie. Ogni volta che ti vedo qui, mi chiedo perché ti faccia entrare. Insomma, il Canada è pieno zeppo di vampire club e tu vieni sempre nel solito posto. » mormorò tra sè e sè lucidando una grande boccale da birra.
« Perché me lo devono. Loro figlio è mio allievo, lo mollano al convento per spassarsela. » e quando alzò un sopracciglio, non soddisfatto della mia risposta, ammisi: « Questo è l'unico senza apartheid. Non vi fanno schifo i bastardi come me. »
Prese il bicchiere imputato della mia rabbia, trattenne il liquido in bocca e poi lo sputò.
« Certo, Frank era uno schiavo un tempo. Però dovresti vederlo quando dà ordini... gli manca il baffo da nazi! »
Gli rubai il bicchiere di mano e, anche se ne ero disgustato, lo buttai giù.
« Questa è tutta colpa della Francia! Se Napoleone non avesse abolito la schiavitù Franklin sarebbe morto e sepolto in una piantagione di foglie di tabacco in Alabama. »
Nicolas scoppiò in una fragorosa risata che coprì parzialmente le mie lamentele.
« Quindi, Gènevieve ti ha lasciato a causa di Napoleone? »
« Che c'è da ridere? Siamo gli unici due bianchi qui dentro, dopo Molly-Paisley. » mi tirò su e mi trascinò via dal tavolino vista coppietta felice.
« Meglio tenerti d'occhio. Non voglio perdere il posto. »
Raccattai i fogli, accartocciandoli dentro al cappotto. Sebastian poteva essere letto soltanto in stato di ebrezza e non avevo di certo voglia di dimenticarmi del motivo della mia sbronza.
« Il convento è un ricettacolo di meticci provenienti da mezzo mondo e tu sei razzista? »
« Lo sai che il suo vero nome è Jenane? È magrebina, ma ha il cuore nero come la sua pelle... è economica e poco allevata, come un mehari maroki... »
« Come un cosa? »
« Un cammello! »
« L'ho sempre detto. Quando sei ubriaco sei davvero te stesso, nel bene o nel male. »
« Sai cos'è questo? Reverse racism. Sono troppo ariano per Gènevieve... ha preferito un rozzo selvaggio, uno di quei cannibali assassinati da Robinson Crusoe... hic... hic... »
« Ti invidio. La mia ultima sbornia risale a una ventina di anni fa. »
« Nick... questo è il fardello dell'Uomo bianco! »
Barcollai, facendo sbandare la corretta andatura di Nick che mi suggerì di non provocare l'uomo nero.
Note:
« Peut-on passer les préliminaires et faire l'échange? »: « Possiamo evitare le smancerie e parlare di cose serie?»
« Je sais, et tu es... magnifique, Janie. »: « Lo so, e tu sei... bellissima, Janie. »
beau cave: idioma del dialetto francese del Quebec per indicare un "idiota totale"
mehari maroki: un tipo di dromedario da corsa, termine utilizzato in senso dispregiativo.
Reverse racism: letteralmente "razzismo inverso" o "razzismo al contrario" dove la maggioranza culturalmente predominante viene discriminata da una o più minoranze etniche.
Ispirazione:
Il fardello dell'uomo bianco, Poesia di Rudyard Kipling
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