4° CAPITOLO
Apro gli occhi e sbadiglio. Dall'altra parte cè Alex, che, scoperto alla flagrante, chiude velocemente gli occhi. Da quanto tempo mi sta guardando? << Lo so che non stai dormendo! Mi stavi per caso fissando?>>, gli chiedo ridendo. Lui apre gli occhi, si alza e dice: << Cavolo, sono stato scoperto con le mani nel sacco! Che cosa te lo fa pensare che ti stavo fissando?>>.
<< Perché guardavi nella mia direzione?!>>, gli rispondo ovvia, sedendomi.
<< Accidenti...>>, dice sottovoce. Poi per cambiare argomento, mi chiede, dando un'occhiata al cellulare: << Ma tu non hai fame? Forse è meglio se ci avviamo per fare colazione... sono già le 9:38>>. << Okay...>>, rispondo, incominciando a piegare la coperta.
<< Tu che cosa vuoi? Offro io!>>, mi chiede Alex, quando entriamo al bar vicino a casa mia. Mai rifiutare delle proposte così vantaggiose, mi dico tra me e me. << Una brioche e dell'acqua, grazie>>, rispondo, sorridendogli. Io, intanto che Alex ordina la colazione, prendo posto ad un tavolo. Dopo pochi minuti Alex mi raggiunge e si siede di fronte a me. << Allora, questa notte hai dormito bene, vero? Ho sentito che russavi...>>, mi dice, al che ridiamo entrambi. << Non è vero!!! Sei tu che russavi, mica io!>>, dico, rincominciando a ridere. << Sì, certo...>>, mi dice, fingendo di essersi offeso. In quel mentre arriva il barista con la colazione.
<< Allora ci vediamo presto...>>, dice Alex, sorridendomi. << Sì, a lunedì!>>, dico, ricambiando il sorriso. Alex si avvicina a me, mi guarda negli occhi e mi dà un bacio sulla guancia. Poi mi guarda di nuovo, scende le scale del portico di casa mia, mi saluta con la mano e piano piano si allontana. Io rimango lì immobile, quasi paralizzata da quel gesto così inaspettato ed in un certo senso romantico.
Entro a casa e trovo la casa in completo disordine con numerose lattine di birra lasciate sul pavimento e mia madre svenuta a terra. Facendo un sospiro, prendo mia madre per i piedi, la trascino fino alla sua camera e la metto con tutte le mie forze sul suo letto. Successivamente vado in salotto ed incomincio a buttare tutte le lattine ed a pulire il pavimento con uno straccio leggermente bagnato.
Ben ritornata alla vita reale, Abigail, dico a me stessa.
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