16° CAPITOLO
<< Abby, tesoro, prima o poi dovrai andare a scuola... non vorrai perderti questi ultimi giorni di scuola, visto che la prossima settimana incominciano le vacanze di Natale!>>, dice mia madre sedendosi sul bordo del mio letto. Io come risposta faccio un mugolio e mi giro dall'altra parte, facendo ancora finta di dormire. << Abigail, lo so che sei sveglia! Ormai è già due settimane che sei a casa da scuola, non puoi continuare a stare assente fino alla fine della scuola... e poi lo so che ogni pomeriggio, verso le 14:40, chiudi la stanza a chiave ed esci dalla finestra per andare a lavorare in quel bar>>, dice. Poi, vedendo che non do nessun segno di vita, mi propone: << Allora, facciamo un patto! Io ti lascio continuare a lavorare in quel bar se tu vai di nuovo a scuola già da oggi... o se no dovrai dire addio al tuo amato lavoro. Prendere o lasciare>>. Detto questo si avvia verso la porta. No, non posso rinunciare a quel lavoro, ormai mi sono affezionata troppo a Thomas e mi piace trascorrere la maggior parte dei pomeriggi a lavorare nel suo locale. Poi voglio aiutare mia madre a pagare almeno in parte le spese e senza quel lavoro non lo posso di certo fare! Quindi mi alzo di scatto dal letto e incomincio a scegliere dei vestiti decenti, intanto che mia madre mi dice: << Okay, adesso ti vado a fare la colazione... datti una mossa, sono le 7:30! Quando hai finito di prepararti ti devo mostrare una cosa... spero che ti piaccia>>. Io annuisco e faccio il più presto possibile, infatti dopo neanche dieci minuti sono pronta. Dopo essermi pettinata i capelli e aver preparato la cartella, mando un messaggio ad Alex chiedendogli se possiamo pranzare assieme. Poi esco dalla mia camera, mi dirigo in cucina e sento un profumo che mi fa venire l'acquolina in bocca. Entro in cucina e mi ritrovo sul piatto una bella porzione fumante di pancake con nutella. << Dai, vieni un attimo fuori, ti devo far vedere una cosa...>>, mi dice avvicinandosi a me e coprendomi gli occhi con le mani. Intanto che muoio dalla voglia di scoprire di cosa si tratta, mia madre apre la porta e mi toglie le mani dagli occhi. Rimango esterrefatta. Mi ha comprato un pick-up grigio scuro! Mi è proprio passato di mente che oggi è il mio compleanno e che finalmente compio 16 anni. Mi catapulto giù dalle scale del porticato ed ammiro la macchina... la mia macchina! << Tanti auguri tesoro! Spero che ti piaccia. Con questa macchina potremo andare anche in vacanza il prossimo anno. Poi quando prenderai la patente la potrai guidare, ma nel frattempo la userò io, visto che al momento non ho una macchina...>>, dice, dopo avermi raggiunta. Come un flash mi viene in mente il momento in cui pochi mesi fa abbiamo traslocato e fatto più di sette ore di viaggio per arrivare da dove prima abitavamo fino a qui. Il viaggio più lungo ed estenuante della mia vita. << Grazie mille! È bellissima!!!>> dico abbracciandola. <<Di niente, Abby... te lo meriti!>>, dice.
<< Ma avrai speso un occhio della testa...>>, le dico preoccupata. << Non ti preoccupare per questo perché... mi hanno accettata al lavoro!!!>>, mi dice sorridendo, dopo qualche attimo di pausa. << Wow, congratulazioni!>>, le dico abbracciandola e ringraziandola di nuovo per il magnifico regalo. Poi rientriamo entrambe in casa per fare colazione, intanto che io le faccio le domande sul suo nuovo lavoro. Dopo aver finito la colazione mi arriva un messaggio da parte di Alex in cui mi dice che gli farebbe molto piacere pranzare con me. Io sorrido alla sua risposta e metto il cellulare in cartella.
<< Ti sono piaciuti i pancake?>>, mi chiede mia madre, entrando in macchina al posto di guida. << Certo, erano squisiti! E comunque grazie per il passaggio... ti volevo avvisare che oggi a pranzo non ci sono, mangio con Alex>>, le dico, entrando anch'io nel pick-up. Lei mi sorride annuendo e fa partire la macchina. In quel preciso momento mi rendo conto che tra pochi minuti tutta questa felicità svanirà ed io sarò di nuovo derisa da tutti.
Saluto mia madre e scendo dalla macchina. Entro nel cancello della scuola e nessuno sembra che si sia accorto della mia presenza, quindi mi dirigo verso l'entrata della scuola e, dopo fatto un bel respiro profondo, entro. Diverse persone mi guardano come se fossi un alieno, certe fanno commenti sottovoce, ma io le ignoro dalla prima all'ultima e incomincio a salire le scale. Arrivata al secondo piano, visto che mancano dieci minuti prima dall'inizio della lezione, vado in bagno. Appena entro mi ritrovo faccia a faccia con Ashley, che dopo avermi guardato con un misto di compassione, tristezza e rabbia, fa una smorfia e se ne va in classe. Dopo aver dato uno sguardo al mio aspetto allo specchio, vado anch'io in classe e appena entro tutti mi guardano sorpresi. << Oh, è arrivata l'emarginata!>>, dice Skyler, suscitando un risolino da gran parte della classe. Resto per qualche secondo in piedi di fronte a tutti, come paralizzata. << Non ascoltarla Abby>>, mi dice Alex, appena entra in classe. Dopo aver sentito il suono della sua voce, mi tranquillizzo e vado imbarazzata al mio posto.
<< Che fai?>>, gli chiedo quando mette il suo zaino sul banco e si siede vicino a me.
<< Non vedi? Mi siedo vicino a te!>>, mi dice. << Forse è meglio se ti vai a sedere con Wade... non voglio che gli altri ti prendano in giro per colpa mia>>, gli dico abbassando lo sguardo. << Non dire cavolate. Io voglio stare qui con te e lo farò, di certo non mi farò influenzare da quei cervelli di scimmia seduti in questa classe. Comunque, cambiando discorso, questo è per te... tanti auguri Abby!>>, mi dice, dandomi una scatolina. Io lo guardo con sguardo interrogativo e la apro. È una bellissima catenina con incisa una lumaca carinissima.
<< Così ogni volta che la indosserai ti ricorderai di me!>>, mi dice, sorridendomi. All'improvviso mi sento stranamente commossa.
<< Oddio grazie mille, è stupenda!>>, gli dico, sentendomi all'improvviso stranamente commossa.
<< Aspetta, ma come fai a sapere che oggi è il mio compleanno?>>, gli chiedo confusa, subito dopo averlo abbracciato. Lui mi sorride e dice: << Me lo ha detto tua madre quando sabato sono venuta a casa tua...>>. Poi mi chiede: << Vuoi che te la metta?>>. Io annuisco, non riuscendo più a smettere di sorridere. Mi tengo i capelli di lato finché non me la mette, dicendo infine: << Voilà!>>. << Grazie! Comunque, quest'estate mi potresti dare delle lezioni di guida? Perché indovina un po' a chi hanno regalato la macchina per il suo compleanno?>>, dico tutta sorridente. << Wow, certo con molto piacere! Ma sappi che le mie magnifiche lezioni hanno un costo molto elevato... ma visto che sono per te, credo che ti posso fare un piccolo sconto>>, dice ridendo. << Oh, ma che generoso!>>, dico ridendo a mia volta. << Dai che scherzo!>>, dice. << Ah bene... se no potevo chiedere sempre a tuo fratello>>, lo provoco, facendo un sorrisino. << Ma che simpatica che sei! Ah, quasi mi scordavo di chiedertelo... sei pronta per recuperare la verifica di trigonometria e quella di storia?>>, mi chiede ed io annuisco, mentre prendo gli appunti di storia per dare una ripassata veloce bei pochi minuti che ci mancano, visto che la verifica è alla seconda ora.
<< Buongiorno ragazzi!>>, ci saluta la professoressa di arte sorridendo. Dopo aver dato un veloce sguardo a tutte le persone presenti, si sofferma su di me con uno sguardo pensieroso e dopo mi dice educatamente: << Abigail, non è che potresti uscire un attimo... ti dovrei parlare>>. Io annuisco, alzandomi dalla sedia. << Oh, qualcuno è nei guai!>>, dice Megan, seduta dietro di me, facendo un risatina. << Silenzio!>>, dice la prof con sguardo severo a Megan, che si zittisce all'istante. Io e la prof ci dirigiamo fuori dalla porta, e dopo averla chiusa alle nostre spalle, mi dice a bassa voce, nonostante il corridoio sia deserto: << Scusami Abigail se ti ho fatto uscire, ma non mi sentivo di dire davanti a tutti che sei chiamata in presidenza. Ho sentito che sei uscita da scuola senza chiedere il permesso tre venerdì fa. All'inizio non ci volevo proprio credere visto che sei una delle studentesse che ha i voti migliori in tutta la classe. Dimmi... è successo qualcosa? A me puoi dirlo...>>. << Mi dispiace molto per quello che ho fatto, solo che quel giorno mi sono successe un insieme di cose a dir poco sgradevoli, ma preferisco non raccontargliele, mi scusi>>, le dico, rivolgendole un sorriso imbarazzato. << Okay, non ti preoccupare... ora però dovresti andare in presidenza, vuoi che ti accompagni?>>, mi chiede ed io le rispondo subito: << No, la ringrazio, so dove si trova>>. Detto questo la prof di arte mi saluta ed io mi dirigo al piano inferiore per andare a scoprire quale sarà la mia punizione.
<< Buongiorno, lei deve essere la studentessa Abigail Clark>>, mi dice il preside Foster, facendo un cenno affinché io mi sieda. << Sì, sono io>>, gli dico, facendo un sorriso imbarazzato e mordendomi nervosa l'interno della guancia. << Allora... l'ho fatta richiamare in presidenza perché mi è giunta voce che tre venerdì fa è uscita da scuola senza avvisare nessuno e quindi senza un permesso, ciò che le sto dicendo le risulta?>>, mi chiede, scrutandomi con aria severa. << Sì>>, gli rispondo, abbassando lo sguardo. << Bene, per qualsiasi ragione lei abbia fatto ciò, spero che imparerà la lezione con la punizione di domani. Dovrà recarsi a scuola alle 14:30, in palestra, per un'ora e mezza>>, dice guardando una specie di agenda, e poi aggiunge: << E da quanto vedo non sarà da sola... c'è un'altra ragazza che frequenta i suoi stessi corsi che le farà compagnia. Ora può anche ritornare in classe, per questa volta se l'è cavata. Arrivederci e buona lezione>>. Detto questo lo saluto a mia volta e mi scuso, dicendo che non succederà più. Beh, mi poteva andare peggio, molto peggio, anche se la punizione la dovrebbe scontare qualcun altro, mi dico tra me e me. Salgo velocemente le scale e mi dirigo verso la mia classe. Poi entro in classe, subito dopo aver bussato alla porta e mi vado a sedere al mio posto. Noto una cosa che prima non avevo visto, ovvero che Ashley è seduta nella fila davanti con Wallace, un ragazzo molto alto e magro, con i capelli biondi e ricci. << Abby, dove sei stata?>>, mi chiede Alex preoccupato. << In presidenza... domani mi tocca ritornare a scuola alle 14:30, presumo che mi faranno fare una punizione>>, gli dico. Lui annuisce pensieroso e fa finta di continuare a prendere gli appunti su quello che dice la prof di arte.
<< Allora... dove andiamo a mangiare?>>, mi chiede Alex, mentre usciamo dalla scuola. << Non saprei, non conosco molti posti>>, gli dico, inciampando per colpa di uno stupido sassolino invisibile. Accidenti alla mia imbranataggine! << Per favore non ucciderti>>, dice ridendo. Mi sistemo una ciocca di capelli che mi è finita davanti agli occhi e gli chiedo: << Tu dove vorresti andare?>>. << Ti va bene se andiamo alla mia pizzeria preferita? Non ti preoccupare, ti assicuro che non te ne pentirai!>>, mi dice facendomi l'occhiolino. Io annuisco sentendomi avvampare il viso e subito dopo il mio cellulare squilla. Quindi lo prendo dalla tasca dello zaino e controllo chi mi chiama. È mia madre. Rispondo e lei si scusa per avermi disturbato e mi avvisa di non prendere impegni per domani sera, quando di punto in bianco finisce cade la linea. Stupido cellulare che non riesce a fare neanche una chiamata, dico tra me e me, maledicendolo mentalmente. << Chi era, il tuo spasimante?>>, mi chiede Alex. Io divento nuovamente rossa e per non farglielo vedere lo distraggo, dandogli un pugno sul braccio. << Ahia! Ma che violenta che sei>>, mi dice, massaggiandosi il braccio e poi mi chiede:
<< Ma oggi vai di nuovo a lavorare al bar?>>. << Sì, ci vado tutti i giorni a parte il venerdì, il sabato e la domenica... perché?>>, gli dico. << Ah okay. Perché volevo chiederti se volevi andare nella casa sull'albero, ma visto che devi lavorare... non è che potrei farti compagnia mentre lavori?>>, mi chiede speranzoso.
<< Ehm... va bene, ma credo che ti annoierai>>, gli dico.
<< Con te io non mi annoio mai, Abby>>, mi dice, facendomi diventare nuovamente rossa come un pomodoro.
<< Sono ritornata!>>, dico, appena entro a casa dopo aver lavorato al bar. Tutte le luci sono spente... non c'è nessuno. Poso la cartella sul divano e, dopo aver acceso la luce, entro in cucina e trovo un bigliettino con su scritto: "Scusa per il poco preavviso, ma il cellulare mi si è scaricato e quindi non ti ho potuta richiamare. Volevo avvisarti che questa sera dei colleghi di lavoro mi hanno invitata fuori a cena. Ti ho lasciato degli avanzi del pranzo nel frigorifero. Baci, ti voglio bene, la tua mamma". Okay... apro il frigorifero e trovo una porzione sufficiente di lasagna, quindi mentre si riscalda nel microonde, riempio un bicchiere di coca cola e accendo la televisione, controllando se ci sia qualcosa di decente da vedere. Dopo che il pezzo di lasagna si è riscaldato a sufficienza, prendo un piattino e una forchetta, e mi siedo sul divano, mentre guardo affascinata un film horror, che per di più non ho mai visto.
Lavo il piatto nel lavandino, intanto che mi scorrono davanti agli occhi i momenti più belli e divertenti che ho trascorso questo pomeriggio con Alex. Mi sembra quasi un sogno che una persona così gentile, divertente, dolce ed a dir poco straordinaria, voglia passare del tempo con me. Sembra tutto così surreale! Mi torna in mente una scena di lui che dice ad una cliente sulla settantina che stavo servendo: << Lei, signora, è molto fortunata ad essere servita da questa meravigliosa creatura che si trova di fronte. Ah, comunque ha fatto una buona decisione ad ordinare un panino, le assicuro che lei li fa divinamente... ne ho assaggiato uno poco fa!>>. Detto questo la signora ride sonoramente e dice ad alta voce: << Ma che bei fidanzatini che siete!>>. Io faccio un sorriso imbarazzato e prima che io possa ribadire qualcosa, Alex gli dice: << Mi dispiace deluderla ma non siamo fidanzati...>> e prosegue dicendo a bassa voce: << O almeno ancora per ora...>>. Io faccio finta di non aver sentito e mi dirigo dietro il banco per fare il panino alla cliente, con il cuore che batte a mille. Oppure un episodio che mi ha fatto morire dal ridere è stato quando, alla chiusura del bar, Thomas ed Alex si sono messi a cantare a squarciagola una canzone anni '80 trasmessa alla radio. A farmi ritornare al presente è la suoneria del mio cellulare. È un messaggio da parte di Alex che mi ringrazia del bel pomeriggio passato insieme e che mi augura la buona notte. Io rimango per un paio di minuti a fissare i messaggi che mi ha appena inviato. Successivamente gli auguro anchio la buona notte, spengo il cellulare e lo metto in carica sul comodino vicino al mio letto. Poi mi metto il pigiama e dopo essermi fatta una coda bassa, mi distendo sul mio letto e mi addormento all'istante.
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