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Il bar non era molto affollato quel pomeriggio. Era giunto il weekend, e la gente, soprattutto i giovani stavano in spiaggia. Questo gli rendeva tutto più facile e veloce. Si avvicinò alla prima presa di corrente disponibile e ci attaccó il suo cellulare.
Come era stato preannunciato, avevano staccato la corrente elettrica a casa dopo l'ennesimo avviso di pagamento. Erano tre giorni che erano senza corrente e il suo cellulare era morto durante il secondo giorno. Suo fratello aveva trovato un lavoro, il salario era poco, ma risparmiando qualcosa potevano riavere la luce e mangiare, e sarebbe stato più facile per loro se anche lui fosse riuscito a trovare qualcosa. E lui era veramente disposto a fare qualsiasi cosa.
Si strofina una mano sul viso e si sforzò con tutte le sue forze di non piangere, ma era impossibile. La sua era una situazione di merda.
Ebbe un colpo quando sentí una mano poggiarsi sulla sua schiena. Si volta verso la ragazza che stava leggermente piegata su di lui.
-Stai bene?-chiese in inglese la ragazza e facendo gesti.
-Io... Non parlo inglese.-disse lui e dal suo sguardo lei capisce quello che ha detto e che non stava bene. Lo si poteva capire da come era rigido il suo corpo e i suoi occhi lucidi.
Gli sorrise, alzò l'altra mano occupato da un bicchiere di thè freddo e lo appoggiò sul tavolo a cui era seduto lui e poi se ne andò. Lui era confuso, non capiva perché avesse lasciato lì il suo bicchiere.
-É per te.-disse il barista rivolto verso di lui.-Ti ha visto e mi ha chiesto un bicchiere. Ha già pagato lei.
Era non poco sorpreso, insomma non lo conosceva perché pagargli un bicchiere di thè? Sembrava così disperato?
Prese esitante il bicchiere e buttò giù tutto il contenuto. Il bene che si sentí dopo non lo potete capire.
Il bar iniziò a riempirsi verso sera, controlló il suo cellulare che era carico il 78%. Staccò la spina e se ne andò. A casa era tutto silenzioso, non c'era nessuno, a parte sua nonna che stava dormendo. La sua coperta era caduta, forse per via dei suoi movimenti. Lui lo raccolse e la coprì e poi fece per salire di sopra.
-Hai passato un bel pomeriggio?-gli chiese la voce di sua nonna, che non stava dormendo come credeva.
-Si.-rispose lui con un filo di voce.-Ho anche caricato il cellulare.
-Ne sono felice.
Riprese a salire, sentendosi sempre più vuoto.
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