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3 - Fuga

Il campo di battaglia era un ammasso di desolazione e morte, e nonostante fosse uno scenario fin troppo familiare per Antheo, per la prima volta gli pesava vedere tutti quei corpi innocenti per terra. Tutti quei discorsi sul sangue sacro, sul non doverlo sprecare e conservarlo, e poi il terreno quasi se lo beveva. Erano tutte bugie, insulse bugie che gli si parlavano davanti come se il Nottetempo le stesse facendo volare via. Avevano seguito le prediche di Lord Voldemort come oro colato per poi scoprire che a lui serviva solo quanta più forza possibile per ottenere pieni poteri e tenerseli per sé.

Giganti, maghi, creature magiche e armature incantate si scagliavano ad ogni angolo libero, creando caos e pericoli per ogni persona che si trovasse lì a tiro. Antheo stava facendo i salti mortali per evitare che la mamma raggiungesse l'Oscuro Signore rischiando la sua stessa vita e per raggiungere il papà che si era ritrovato in mezzo al campo indifeso e ferito.

"È un inferno qui!" gridò a Rodolphus appena gli fu vicino, e mettendosi schiena contro schiena riuscirono a liberare un varco per fuggire da lì in mezzo. Dovettero fare uno sforzo titanico per impedire a Bellatrix di lanciarsi di nuovo in battaglia.
Da lontano poterono intravedere Lord Voldemort cadere in battaglia e in un attimo poterono quasi percepire il terreno cedere.

"È finita... cosa facciamo?!" chiese Rodolphus sorreggendo Bellatrix che sanguinava pericolosamente. Antheo si guardò intorno, cercando un punto di fuga. Aveva ora lui un compito importante come erede, e decise di portarlo a termine. Si lanciò nel campo di battaglia e con un potente schiantesimo colpì il terreno provocando un'onda d'urto che allontanò le rispettive schiere verso il proprio lato.

"Zio! Vai via con mio padre e mia madre!" gridò a Rabastan indicando i genitori che erano lontani da tutto il casino.

Rabastan lo guardò sconvolto temendo di averlo capito: Antheo avrebbe attirato a sé tutti i nemici permettendo a quanti più Mangiamorte possibili di scappare. Alla fine il dovere che avrebbe dovuto compiere Lord Voldemort lo avrebbe fatto lui, avrebbe protetto i suoi seguaci, che lo avevano sostenuto. Rabastan non poteva credere che Antheo potesse rinunciare alla sua stessa vita per gli altri, anche per i codardi come suo zio Lucius a cui aveva procurato una nuova bacchetta, persino gli incapaci come Avery.

Gli si parò davanti la differenza tra un boss e un leader: Voldemort non aveva esitato a mandare al macello i suoi seguaci, bruciandoli lui stesso in caso di fallimento, Antheo invece ne avrebbe salvati quanti più possibile pur di non lasciare altre famiglie orfane e vedove.

Bellatrix prese ad urlare implorando il figlio di tornare indietro, di non spingersi troppo oltre, mentre le onde d'urto che gli schiantesimi provocavano impedivano alla sua voce di raggiungere le orecchie di Antheo. Cercò di liberarsi dalla presa di Rodolphus imprecando e maledicendolo, accusandolo di non voler salvare il sangue del suo sangue, di essere un debole davanti ad una scena del genere.

Antheo poté sentire l'urlo strozzato di Bellatrix che lo chiamava, non evocava il suo padrone, ma suo figlio, il figlio a cui aveva dedicato la sua vita. Voleva rassicurarla ma non si voltò, se lo avesse fatto non sarebbe riuscito a compiere il suo dovere, sarebbe corso dalla mamma e avrebbe messo in pericolo tutti.

Bellatrix si accasciò al terreno, le ferite erano gravi e sentiva le forze venirle meno, ma voleva raggiungere Antheo per non perderlo, sta volta, per davvero, per sempre. "Lasciami tu!" disse a Rodolphus che la tratteneva "Non puoi lasciarlo lì a morire!"
"Bella non andare!" Rodolphus la prese e la guardò negli occhi "Lo so che è dura, anche per me, ma devi fidarti di lui! In fondo lo abbiamo preparato a questo!"

"Mamma vai con loro! Béatrice si prenderà cura di te, scappa con papà, zio Rabastan e Alex, andate via da qui!!" urlò Antheo "Io li terrò più lontano possibile da tutti, vivete la vostra vita che ancora deve andare avanti"

Un altro schiantesimo colpì una torre che bloccò il passaggio da dove si trovavano i Mangiamorte, videro il ragazzo farsi largo tra il fumo, la polvere, schiantare qualcuno per attirare l'attenzione su di sé e facendo muovere le file per raggiungerlo, cercò di andare più in alto possibile nel castello di Hogwarts, lasciando che tutti lo vedessero, e se non lo notavano lanciava un qualsiasi incantesimo o maledizione per portare gli sguardi su di sé.

"Anche in questo momento" disse Rodolphus tra sé e sé "Riesci sempre a mettere chi ami al primo posto" e osservò rassegnato quella nube di polvere che gli fece perdere di vista definitivamente il figlio.

"Andiamo" disse al fratello "Non avremo molto tempo, non credo che tutti seguiranno Antheo"

Si smaterializzarono, Bellatrix era sempre più debole e anche il respiro iniziò ad affievolirsi. Rodolphus le intimò di resistere per Antheo, per non rendere vano il suo gesto. Raggiunsero il maniero dove Alexandra e Béatrice erano ad attendere con Orion e Egan e vedendo quella scena rimasero sconvolte.

Alexandra si buttò tra le braccia di Rodolphus, almeno era vivo anche se ferito, mentre Béatrice era intenta a fermare le emorragie di Bellatrix che non riusciva più a muovere nemmeno un muscolo. Rabastan raccolse quante più risorse possibili per permettere a tutti i presenti una fuga adeguata, raccontò alle ragazze cosa fosse successo e del gesto nobile e folle di Antheo, trattenendosi dal piangere e dal raggiungerlo ovunque esso fosse.
Rodolphus prese con sé Alexandra e Orion, si smaterializzarono in Francia, lontani dagli Auror e da chiunque potesse nuocergli.

"Rodolphus... Ma che ne sarà di Antheo?" chiese preoccupata Alexandra, temendo di perdere anche lui come aveva perso Regulus e Barty.
Rodolphus la guardò, la strinse a sé in modo protettivo e le diede un delicato bacio: "Io mi fido di mio figlio, l'ho preparato per questo"

Qualunque cosa fosse accaduta, sarebbero rimasti insieme e uniti contro i nemici, avrebbero fatto il possibile per non farsi portare via anche quel pezzo di felicità che gli si stava concedendo, Antheo avrebbe tenuto tutti i nemici lontani, mentre loro si sarebbero rifatti una vita dove nessuno poteva trovarli.

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