2 - Aria di rivolte
Era incredibile come padre e figlio fossero diventati tanto simili. Nonostante Antheo avesse comunque una nota di lineamenti dai Black, vederlo accanto a Rodolphus si capiva chiaramente per quale motivo stessero iniziando a confonderli l'uno con l'altro. Antheo era praticamente uguale al padre alla sua età. Sedevano vicini e mantenevano la stessa postura, con lo stesso sguardo pensieroso.
Purtroppo Antheo da un po'di tempo assisteva a quelle riunioni in modo insofferente e molto a disagio. L'Oscuro Signore aveva iniziato a trattarlo diversamente: essendo il suo erede tutti si aspettavano un comportamento quasi paterno come aveva sempre tenuto, invece da qualche riunione sembravano cane e gatto pronti a punzecchiarsi a vicenda. Non mancavano le frecciatine e gli sguardi di sfida, e Bellatrix si ritrovava sempre a calmare i due prendendo spesso e volentieri le parti del suo padrone. A quelle prese di posizione Antheo ne restava visibilmente ferito e nervoso, tanto da mollare a metà la seduta e rifugiandosi tra i corridoi.
Quando le riunioni finivano e i Mangiamorte si riunivano in gruppi per stabilire attacchi e ruoli, Antheo se ne stava seduto in una poltrona in disparte, aspettando che fosse la madre a venire da lui per coccolarlo, quando era sempre stato lui a strusciarsi sulla sua gonna per ricevere affetto. Non rispondeva alle carezze e lasciava che lei gli restasse appiccicata tutto il tempo, come una bambina che si sentiva in colpa.
Rodolphus aveva notato l'atteggiamento ribelle del figlio e iniziò a preoccuparsi davvero. Sfidare Lord Voldemort pubblicamente davanti a tutti gli altri Mangiamorte era forse la cosa più folle che qualcuno potesse fare, eppure era proprio quello che stava facendo Antheo. Temette seriamente che potesse commettere qualche pazzia.
Alla fine di ogni riunione, cercava con lo sguardo Alexandra, comunicando con gli occhi la sua preoccupazione e percependo in lei gli stessi pensieri. Una paura comune si era fatta largo era loro: Rodolphus non aveva ancora avuto modo di parlare ad Antheo della sua relazione con Alexandra, non aveva mai trovato il momento adatto, ma sembrava che quel momento non potesse mai arrivare. Antheo era irraggiungibile, con la madre sempre appresso che impediva ogni contatto estraneo.
"Povero il mio testardo nipote" sospirò Rabastan "Non ho il coraggio di immaginare dove possa arrivare". Alexandra lo guardò con curiosità e preoccupazione, Antheo stava chiaramente dando i numeri e nessuno aveva il coraggio di capire il motivo. Una spiegazione possibile poteva essere che il suo ruolo attuale non gli bastava più, che voleva ottenere i privilegi che l'erede di Lord Voldemort doveva avere, questo era quello che avevano ormai pensato tutti, ma lei conosceva il suo amico e sapeva che non era mai stato bramoso di potere.
Orion si dimenò per raggiungere a gattoni il ragazzo, vederlo lo rendeva sempre felice dopo sette mesi in cui erano stati uniti. Rabastan sorrise: "Sembra proprio che il piccolo Crouch voglia fare come il padre, vuoi andare a consolare Antheo? Ce la fai?" gli accarezzò una guancia con il dito.
Orion scivolò dalle braccia della madre e iniziò a gattonare verso Antheo sotto gli occhi dei due adulti, fino a che non videro Antheo guardarlo apparentemente con indifferenza per poi scattare verso di lui in un modo cge allarmò tutti. Greyback gli stava alitando in faccia un secondo dopo. Non avrebbe mai permesso che uno schifo della società come quello potesse toccare Orion, non se lo sarebbe mai perdonato come ancora non aveva smaltito il fallimentare tentativo di salvare Barty, non avrebbe fatto lo stesso errore.
Alexandra corse spaventata a recuperare il figlio, che per lo spavento era scoppiato a piangere. Antheo guardò in cagnesco il lupo mannaro: "Sparisci"
"E dovrei ignorare una piccola preda tanto invitante?"
"Provaci soltanto e ti stacco tutti i denti con cui lo hai toccato!" Antheo aveva peso in mano la bacchetta ed era a un passo dal tirare un'anatema. Bellatrix corse verso di lui sentendolo urlare cercando di calmarlo.
E quello non fu l'unico episodio: ce ne furono anche di più critici, dove Antheo si rivolgeva in modo svogliato e nervoso a Bellatrix come se la sola presenza gli desse fastidio.
Era decisamente un comportamento anomalo che veniva accentuato nel momento in cui Bellatrix faceva le moine all'Oscuro Signore oppure se ne usciva con qualche battuta sarcastica nei confronti di Béatrice piuttosto che Alessio. Lei non aveva accettato di buon grado l'unione tra Antheo e Béatrice essendo una Avery, e si divertiva a tormentare Alessio perché faceva la parte del giocattolo in mano ad Alecto.
Alexandra cercava di non ascoltare anche le frecciatine rivolte a lei e Rodolphus, si sostenevano a vicenda e restavano uniti nel loro amore, lei poteva dire tutto quello che voleva; ma era proprio in quei momenti che scattava la rabbia del figlio, e quando succedeva la vedevano corrergli dietro per coccolarlo.
Fatto sta che tutti i Mangiamorte assistettero più e più volte a dei teatrini pietosi tra madre e figlio che si urlavano e coccolavano, e nessuno riuscì a trovare una spiegazione valida.
Durante una riunione in particolare, Lord Voldemort fece un'osservazioneche parve più una battuta sarcastica su Antheo: "Al nostro giovane guerriero i rapporti familiari danno alla testa, che gli competino o meno" ottenere un Antheo più teso di una corda di violino alzarsi e usciranno dalla sala sbattendo la porta.
Dopo quanto successo, Alexandra aveva tentato più volte di aprire un discorso per capire se il problema fosse la sua relazione con Rodolphus, sapendo quanto il ragazzo fosse unito con il padre voleva cercare di tranquillizzarlo, di fargli capire che non era niente di male, ma ogni volta Bellatrix si parava tra loro prendendo il figlio sotto la sua ala.
Ma il momento della verità non tardò ad arrivare. Qualche settimana dopo, Alexandra trovò Antheo in piedi davanti alla sua porta con un viso più scuro di un buco nero. Era arrabbiato, stanco, scocciato... tutta una serie di emozioni negative.
"Mi spiace essermi presentato così, ma mi serve una persona accanto e sei l'unica a cui ho pensato" disse guardando un punto vuoto.
Alexandra lo fece entrare sorridendo, era felice di sapere di essere la prima scelta nel cuore di Antheo, ma sentiva un leggero timore per quello che Antheo avrebbe potuto dire con quella faccia scura. E se appena dentro avesse fatto una scenata? Se le avesse urlato contro come aveva fatto con Greyback e con altri? Forse Rodolphus gli aveva detto qualcosa su di loro e lui non ne voleva sapere? Le avrebbe inoltrato di non provarci più?
"Ti vedo molto teso, è successo qualcosa a casa?"
"Qualcosa? Di tutto è successo" Antheo dovette fare un grande sforzo per non prendere a pugni i muri "Ad alcune persone a quanto pare piace intromettersi in cose che non le riguardano minimamente"
"A cosa ti riferisci?"
"Lo prende in giro Alex! È convinto di poter fare quello che vuole senza che nessuno dica o faccia niente! Io non sono stupido"
"Di chi parli?"
"Di Lui, l'Oscuro Signore. Ha fatto tutto quello che ha fatto solo perché? Per prendere il posto di mio padre Alex, vuole sostituirsi a lui e mia madre è d'accordo!" Antheo diede un colpo al cuscino del divano, anche se fu un rumore lieve, fece sussultare lo stesso Alexandra.
"Che cosa vuol dire?"
"Vuol dire che mio dare per lui era solo un mezzo per avere quello che voleva senza il minimo sforzo! Tutti quei discorsi su quanto era fedele, valoroso e poi alle sue spalle pensa di potergli allontanare il figlio, io non ci sto, se questo era il suo scopo mi chiamo fuori all'istante!"
Le urla di Antheo svegliarono Orion che si era addormentato, e il pianto fece calmare in un secondo il ragazzo piantandogli un forte senso di colpa. Alexandra lo tranquillizzò e andò a recuperare il figlio, che appena vide Antheo gli mostrò un enorme sorriso.
"Era per questo che eri così nervoso quindi"
"Si vedeva tanto?"
Alexandra gli sorrise comprensiva, era sollevata nel sapere che non era la causa del malessere del suo amico e le dispiaceva vederlo deluso dalle aspettative che aveva avuto da bambino. Accarezzò una guancia e vide il ragazzo chiudere gli occhi e accogliere quel gesto. Lo vide rilassarsi.
Antheo prese in braccio Orion, che con le manine gli solleticava il mento, forse cercando la barba che aveva Rodolphus. Vedere gli occhioni del piccolo gli fece perdere tutta la tensione che aveva, beata creatura era Orion, che ancora non poteva rendersi conto di niente.
"Sei arrabbiato con tua madre?" chiese Alexandra mettendosi accanto.
"No... non potrei mai, è mia madre, in fondo ha fatto un eccellente lavoro. È che non posso credere che non veda quanto questa cosa sia malata"
"L'amore rende cechi Antheo, lo sai"
"Sì ma... la crudeltà invece sa sempre come muoversi"
"Sai che quello che stai facendo è rischioso? Sfidare pubblicamente il padrone, è folle, è pericoloso"
Antheo la guardò con quegli occhi sicuri e orgogliosi: "Non preoccuparti, non rischio niente. Non è così stupido da privarsi del suo erede" portò lo sguardo verso il Marchio Nero, non gli importava se potesse sentirlo o meno "Ci ha messo più di vent'anni per istruirmi, ed ora che Potter è così vicino non ha tempo per rifare tutto il lavoro"
Rimase per un po' con loro, aveva bisogno di disintossicarsi da tutta quella tensione, e prima di andarsene, guardò la sua amica: "Non devi nascondere il tuo amore per mio padre quando ci sono io. Non lo avevo mai visto tanto felice" per poi abbracciarla e sussurrare un: "Grazie per esserci sempre, e per sopportarmi. Meriti tutta la felicità di questo mondo, non perderla"
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