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for narnia, for narnia- come on-

:prompt:

𝑏𝑢𝑔𝑠 :: 🍰

« mattsun scopre che makki, in fin dei conti, ha paura di qualcosa- »

―゛★ ―゛

issei, da bravo scansa fatiche qual'era, durante quello che ormai era un inoltrato pomeriggio d'estate, stava a crogiolarsi sotto i raggi ocra del sole pomeridiano nell'unica stanza quasi completamente libera di casa loro: sdraiato a pancia in su sul tatami, che non era ne troppo caldo ma nemmeno fresco come avrebbe voluto fosse stato, guardava con la testa sotto sopra verso il giardino esterno, la lunga anta scorrevole che dava direttamente sullo spazio aperto e verde dell'abitazione era completamente aperta. l'erbetta ben tagliata ondeggiava lentamente con il vento afoso estivo, che passava fra le fronde degli arbusti e smuoveva i rigogliosi fiori nelle testacce. un gatto - non il loro; non avevano animali perché hiro era allergico ma spesso e volentieri, quando passavano, dava qualche avanzo di pesce ai gatti dei vicini, grosse palle di pelo arancioni che si stiracchiavano sopra lo steccato di casa loro - ondeggiava la coda mentre aveva gli occhietti felini chiusi e il musetto arricciato. forse anche lui si stava godendo il sole pomeridiano. issei sorrise pigramente, un paio di farfalle giocavano a rincorrersi sopra le aiuole e poteva scorgere in lontananza dei gabbiani allontanarsi verso la costa del mare.
era proprio una bella giornata.
a un certo punto, quando matsukawa spostò le braccia sotto la testa come cuscino, sentì un ronzio. spalancando gli occhi un poco notò alla sua destra un insetto particolare.

"uh- un coleottero?"

issei si mise a sedere, senza mai staccare lo sguardo dall'insolito ospite che stava zampettando sul tatami verso l'uscita della grande finestra. a mattsun rivennero in mente i bei ricordi estivi di quando era un marmocchio con minimo tre cerotti per ginocchio: era uno sbadato cronico, si divertiva con un nonnulla e gli piaceva andare a caccia di insetti. forse era proprio per quello che aveva conosciuto il suo vecchio compagno di liceo, iwaizumi hajime, con cui all'età di 10 anni si era ripromesso di diventare biologo e studiare gli insetti. ridacchiò un poco, ora come ora quei tempi parevano lontani anni luce - e ad essere sinceri forse lo erano per davvero.
se non ricordava male, da bambino, si era fatto comprare dalla madre una teca portatile - come quella di hajime - per acchiappare le farfalle, le falene, le lucertole, qualche geco, coccinelle e coleotteri rinoceronte quando andava in esplorazione nel piccolo boschettodietro casa. insomma, qualsiasi bimbo dal carattere curioso e avventuroso avrebbe desiderato di poter tornare a casa e mostrare ai genitori i propri trofei di caccia.
ritornando al tempo presente, issei continuò a fissare incuriosito il piccolo coleottero che si era fermato sul bordo dell'uscio del pannello scorrevole. inclinò la testa, per osservare meglio; era da tanto che non ne vedeva uno, la sera di solito c'erano le cicale e le lucciole e di giorno più zanzare che atro - matsukawa odiava con tutto il suo essere quelle bastarde succhiasangue.
come un lampo, un'idea al quanto buffa gli attraversò la mente.
e se...
già sghignazzando fra sé e sé, si avvicinò di soppiatto al piccolo insetto nero, che pareva stesse lì indisturbato a godersi il venticello, e con una mossa veloce ma delicata lo prese con le dita ai lati della piccola corazza. subito il piccolo coleottero incominciò a muovere freneticamente le zampette all'aria, che però erano troppo corte per poter liberarsi dalla presa di mattsun. issei, tutto contento, si alzò completamente da per terra e con fare pomposo si addentrò dentro casa per raggiungere un certo rosa lentiginoso. sentendo il rumore di un ventilatore scovò subito la stanza in cui suo marito si era andato a cacciare: il salotto. nascondendo dietro la schiena la mano con il piccolo insetto, bussò sulla porta aperta dell'ambiente per attirare l'attenzione di makki, che stava seduto di fianco al davanzale della finestra. si era accomodato su una delle loro poltrone, con le gambe tirate su verso sé stesso, e leggeva tranquillamente uno degli ultimi romanzi che aveva ordinato online e che il corriere aveva recapitato qualche settimana prima. una ciotola di frutta tagliata a fette stava finita a metà sul piccolo tavolo da caffè della sala e le tende chiare si muovevano con il venticello che entrava dalla finestra sfessurata; i raggi di luce, che di tanto in tanto sparivano e riapparivano grazie ai movimenti delicati dei furin appesi alla finetra, accarezzavano il viso di makki mentre i suoi occhi correvano per le righe delle pagine stampate a caratteri piccoli neri. mattsun un po' si sentì in colpa nel disturbare l'altro quando finalmente aveva trovato un momento di pace e tranquillità dopo un'intera settimana di lavoro spacca schiena, ma volle comunque mettere in atto il piano che gli era saltato in testa non appena aveva addocchiato l'insetto dal dorso lucido e scuro. così, bussando per una seconda volta, osservò sorridente come il viso di hiro si girò, sorpreso, verso di lui, occhi vispi ancora persi nella lettura.

"no issei, te la tagli da solo l'anguria, ne abbiamo già parlato non sono la tua babysitter"

sbuffò come prima cosa hanamaki, mettendo un dito in mezzo alle pagine del suo romanzo per tenere il segno per poi puntare il libro con fare accusatorio verso il marito, che si limitò a ricambiare con un ghigno divertito.

"non ero venuto qui per questo motivo ma adesso mi sento offeso: nemmeno l'amore della mia vita sarebbe disposto a farmi il favore di evitare di farmi tagliare con quei coltelli affilati che abbiamo in cucina, wow, la mia esistenza è una bugia"

si portò la mano libera al petto, sopra al cuore, con un'espressione fintamente ferita. makki girò gli occhi, riaprendo le pagine bianche e fini del suo libro, tornando ad ignorare issei.

"cosa c'è?"

chiese il maggiore senza alzare lo sguardo verso il moro, che si stava avvicinando pericolosamente a un lato della sua seduta.

"volevo farti una sorpresa..."

"mmm - scosse la testa pigramente takahiro, un paio di ciocche si smossero grazie al venticello del ventilatore - e cosa mai potrà essere questa famosa sorpresa?"

sarcasticamente, come di solito si fa per parlare a un bambino innocente, chiese hiro, mentre issei si era finalmente fermato a qualche metro di distanza dalla poltrona.

"guarda"

makki, assentemente, registrò il movimento del braccio che fino a quel momento suo marito aveva tenuto nascosto - sì, lo aveva notato e di solito non annunciava mai nulla di buono - e il fatto che issei stesse aspettando eccitato che lui guardasse verso la famigerata sorpresa lo faceva sentire speciale, in qualche modo.
così, per cercare di non sembrare troppo scocciato o irritato - sia chiaro, non avrebbe mai potuto stancarsi di mattsun o dei suoi stupidi scherzi, per nulla al mondo, ma a volte avrebbe voluto più di una misera mezz'ora di silenzio - alzò per una seconda volta il capo solo per ritrovarsi all'altezza del palmo del moro, che stava tenendo qualcosa che stava sgambettando con poca forza, oramai rassegnato.
mai in vita sua issei aveva visto hiro alzarsi così velocemente e buttare il suo nuovo romanzo all'aria così bruscamente. un suono, acuto e poco mascolino a suo avviso, si sentì risuonare per tutta la stanza.

"toglimelo da davanti!!!"

makki, che aveva attraversato a lunghi passi il loro salotto in stile tradizionale, si era rifugiato dietro il ventilatore, opposto a issei, che intanto era rimasto sbigottito dalla reazione dell'altro.

"hiro... non mi vorrai dire che-"

"sì, non ho proprio una buona relazione con gli insetti, quindi ora se tu fossi così gentile da- iihhh!!"

issei, che stava incominciando lentamente ad assorbire l'informazione di cui era appena venuto al corrente, mosse in avanti il braccio della mano con cui teneva l'insettino e vide come, prima di finire la frase, hiro sobbalzò praticamente in aria.

"isseiii!!!!"

"oh mio dio- pffff-"

a quel punto matsukawa non ce la fece più: cercò in tutti modi di non piegarsi in due dal ridere, fallendo miseramente.

"isseiii!!!! non ridereee!!!"

urlò più forte makki, che stava incominciando ad arrabbiarsi seriamente. mattsun si limitò a tenersi la pancia per cercare di non far cadere il coleottero per terra - a quel punto hiro avrebbe potuto buttarsi dalla finestra - e gli balenò in testa il fatto che forse era meglio calmarsi... oppure no...
quando si riebbe un attimo, asciugandosi le piccole lacrime che gli si erano formate agli angoli degli occhi, riguardò verso il gatto terrorizzato quale sembrava takahiro, che stava ben attento a qualsiasi movimento di suo marito.
sposati da due anni e ancora issei non aveva scoperto questa cosa? beh, adesso sì sarebbe divertito un mondo-

"hiroo~"

"no, stammi lontano!!!"

con uno scatto, che rimandava indietro al ricordo dei tanti allenamenti infernali a cui si erano dovuti sottoporre ai tempi del liceo, quando ancora erano degli adolescenti iperattivi, hiro scappò dalla porta della sala, rischiando di scivolare con i fantasmini chiari sul parquet del corridoio.
issei lo rincorse, continuando a ridere come un deficiente.

"dai hirooo~ il signor maurice vuole solo diventare tuo amico"

"gli hai dato anche un nome?!!"

"ovvio - evitò quasi all'ultimo un mestolo che gli tirò l'altro, preso in fretta e furia quando erano entrati velocemente in cucina - non sono un insensibile come te"

gli urlò dietro, sorridendo all'espressione di orrore che si dipinse sui lineamenti di makki.

"e di tutti i nomi possibili - svoltò l'angolo del corridoio che portava alla stanza da dove prima era arrivato mattsun - hai scelto maurice?? maurice?!!!"

issei scoppiò in un'ennesima risata mentre perdeva di nuovo di vista il marito, che sbucando fuori era rientrato dalla porta anteriore che dava sul cucinino.
continuando a scappare per tutta la casa - che essendo una villa tradizionale non aveva ne scale ne altri piani - entrambi rimasero per una buona oretta a rincorrersi, issei quasi soffocando per il troppo ridere e hiro altamente terrorizzato e irritato.
doveva ricordarsi di dare fuoco al loro giardino se una cosa del genere sarebbe mai successa di nuovo.

―゛

« mmmmm hello i guess??? ho scritto questo cap prk le good vibes giravano e prk l'altro ieri nel mio giardino c'erano due coleotteri ahhha. sab tieni so che ti fa schifo qualsiasi tipo di animale/insetto ma spero sia divertente da leggere rip. inoltre grazie alla squad sono di ottimo umore, incredibile. ok bye bye. »

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