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Sono nella confusione più totale.
Guardo Tony interdetta, cercando di capire se le sue parole siano vere o meno.
Dal momento che mi ha chiamato per nome, immagino sia serio, ma con uno come lui non si può mai sapere..
Vedendomi in difficoltà, ne approfitta per risultare convincente. Mi prende per mano e ripete -Ti prego..- guardandomi negli occhi.
Non so se fidarmi. Il mio istinto dice "assolutamente no", ma quegli occhioni scuri e imploranti..
-Cosa ci guadagnerei io? - chiedo, sospettosa. Sul suo viso compare un largo, luminoso sorriso.
-Bene, sapevo che avresti accettato!- -Hey, non ho ancora detto di sì!- esclamo esasperata. Questo qui è peggio di Loki in fatto di inganni, lasciatemelo dire.
-Beh, per esempio, potrei farti passare gli esami di Stato senza problemi. Sbaglio o tu e la matematica non vi piacete?- fa con un sorrisino innocente.
Non posso crederci. Sarebbe fantastico!!! Non dovrò passare le migliori ore della mia vita a studiare equazioni e roba complicata!
Inutile dire che non ci penso su a lungo e suggelliamo il nostro accordo con una forte stretta di mano.
-Bene- commenta Tony, ora visibilmente rilassato -perchè ora non ti eserciti un po'? Comincia a fare qualche equazione, io sono da te tra un minuto..- Sento la sua voce affievolirsi, dato che è sparito in corridoio -vado a farmi una doccia. Ah, ho corretto il tuo compito, puoi dargli un'occhiata.-
E dopo questa macabra esortazione chiude la porta del bagno con una forza tale da far tremare i vetri delle finestre.
Dico macabra perchè so già l'esito di quel compito. Avrò preso l'ennesima insufficienza..Senza farmi troppe illusioni, vado a "pescare" il foglio protocollo con il mio nome dal suo borsone. Ma non è tanto quello che mi interessa, quanto la valigetta che è stata abbandonata malamente lì accanto. La scritta "Stark Industries" a lettere cubitali è ben più invitante! Senza troppi scrupoli la apro, e trattengo il fiato, meravigliata.
Pezzi di quell'armatura che un sabato fa mi ha sottratto dalle grinfie di Pierre giacciono lì, del tutto incustodite. Mi lascio sopraffare dalla curiosità e infilo un guanto metallico alla mia mano.
Incredibile! Si adatta perfettamente!
Presa dall'entusiasmo tendo il braccio verso la finestra, che sotto i miei occhi attoniti va in frantumi,e subito dopo, ecco suonare l'antifurto di un automobile. -Oh..mio..Dio- sussurro. Meglio rimettere tutto a posto, penso.
-Cosa è successo?!- chiede il mio professore in tono allarmato. -Niente!- rispondo con la voce di un'ottava più acuta del solito. Non sono brava a mentire.
Per cercare di mettermi la coscienza a posto, mi dedico al compito di algebra. Seduta a quel tavolino infimo, rifletto su quanto la matematica sia odiosa fissando sconsolata quell'enorme 4 e mezzo scritto in rosso sul mio foglio.
Passano i minuti e io non faccio altro che sospirare, di Tony neanche l'ombra. -Tanto prima o poi avrei dovuto farlo..- mormoro mentre raccolgo una penna controvoglia. Mi appresto a svolgere una di quelle equazioni che ho sbagliato.
Una, due, tre volte. Niente, è arabo per me!
Sono sul punto di piangere quando sento finalmente dei passi dietro di me. -Era ora, sono passati secoli da quando..-
Le mie corde vocali si rifiutano di collaborare, forse a causa di ciò che vedono i miei occhi.
E' Tony, certo, ma..ecco..è in asciugamano e ha i capelli ancora bagnati, cosa che lo rende ancora più interessante.
-Cos'è che non sei riuscita a fare?-
La mia gola è così secca che non riesco ad emettere alcun suono.
-Va bene, devo venire io, ho capito..- dice non senza un pizzico di malizia. Si avvicina a me così tanto che posso sentire la sua pelle umida sulla mia schiena, il suo fiato sul collo, la sua voce tanto, troppo vicina alle mie orecchie.
Non riesco quasi neanche a respirare per quanto sono nervosa, dannazione!
Stark non sembra per niente intimorito dalla situazione, anzi. Prende la mia mano e con gentilezza la guida allo svolgimento corretto dell'esercizio. Il mio cuore batte così velocemente che temo mi stia per venire un infarto.
-Hai capito, adesso?- chiede gentilmente. Oh, se ha creduto che il mio cervello fosse ancora integro mentre spiegava, si sbaglia di grosso! Dopo aver ricevuto un flebile sì come risposta, annuisce soddisfatto e si sposta, permettendomi di prendere un profondo respiro..se non l'avesse fatto sarei morta per asfissia, ne sono certa!
Guarda l'orologio appeso alla parete con aria critica. -Oh, si è fatto tardi..- -Già- commento, più imbarazzata che mai -sarebbe il caso che andassi.- borbotto iniziando a raccattare le mie cose sparse in giro per la stanza. Tony osserva la scena piuttosto stupito -Sì, ma devo ancora dirti delle cose riguardo al nostro accordo e..- -Buon pomeriggio, professor Stark!- lo interrompo assai poco elegantemente infilando la porta di casa. Mi precipito giù dalle scale di corsa, in preda all'ansia e all'imbarazzo, il cuore in subbuglio..e il mio sguardo incrocia quello di un ragazzo che va nella direzione opposta alla mia. E' molto singolare, vestito di nero..e ha gli occhi color del cielo.
Esattamente come i miei.
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