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45

Buio, è ancora tutto buio. Riesco a malapena a distinguere i contorni del luogo in cui mi trovo. Una stanza, forse? Non riesco a capire. 

Non so quanto tempo sia passato da quando sono stata assalita.

Poggio i palmi delle mani per terra, sul suolo polveroso e sporco, per cercare di alzarmi in piedi. Una fitta al fianco mi costringe a rimanere scomodamente seduta lì, stordita. Un mal di testa inimmaginabile mi attraversa il cranio da parte a parte, come se avessi una mitragliatrice puntata alla tempia e non cessasse mai di fare fuoco.

Tremante, sfioro la nuca con le dita, e le porto al naso dato che non vedo nulla, in quell'oscurità spaventosa, e percepisco chiaramente l'odore e il sapore metallico del sangue.

La paura si impossessa di me, sono di nuovo da sola.. Poi cerco di sconfiggere i pensieri negativi, io mi fido di Tony. Mi fido di lui, devo stare tranquilla. Tornerà per me.

Girandomi verso destra riesco a vedere un po' di luce, finalmente.. Luci e ombre giocano in quello stanzino del terrore, gli spari giungono ovattati alle mie orecchie, deduco che i muri debbano essere abbastanza spessi, e se i miei occhi non mi ingannano, quelle che mi separano dalla parete di fronte a me sono sbarre, pesanti e corrose dal tempo. - E' una cella, allora.. - mormoro. E sembra anche piuttosto vecchia, sollevando la testa posso distinguere con facilità le volte e i sostegni orizzontali di un capannone, come uno di quelli che ho visto dall'oblò dell'aereo.

- Buono spirito di osservazione, ragazza mia. - Una voce rauca e cavernosa mi fa girare verso la zona più buia e cupa della cella, che evidentemente è più grande di quanto credessi.

- Ti aspettavo -

- Chi sei? - chiedo, la voce malferma, mentre qualcosa comincia a muoversi verso di me. Ho i brividi.

La voce senza corpo continua a parlare, un po' in tedesco, un po' in inglese, emettendo rantoli disgustosi. Poi la sento sempre più vicina, e man mano indietreggio, la paura e la nausea che riprendono a far presa sul mio stomaco.

E alla fine riesco a vederlo: quel che resta di un uomo, un ammasso di carne martoriata. Chino, gobbo, curvo per il gran numero di ferite che ha sulla schiena. Lo posso dire con sicurezza perchè il camice bianco che indossa è rosso scarlatto nella parte anteriore, e ci sono molti tagli.

Infine, quello che mi fa sussultare è il viso. Solleva lo sguardo e per un attimo il mondo si ferma all'improvviso: occhi verdi come la foresta vergine, capelli color sabbia, lisci ma ben dritti sul capo, a causa del taglio radicale. Porta degli occhiali scheggiati, le lenti sono quasi inesistenti. E più scopro dettagli che si ricollegano tragicamente all'immagine che ho di mio padre, più forte si fa l'impulso di piangere.

E' vivo. Mio padre è vivo, l'ho sempre saputo. Ho immaginato e fantasticato per anni sul momento in cui ci saremmo incontrati.. e non avrei mai pensato che sarebbe andata così.

- Papà.. - sussurro, in balia delle mie stesse emozioni. Mi fa pietà, vorrei abbracciarlo, ma allo stesso tempo mi disgusta..dopo quello che ha fatto..

Resto immobile, tremo così tanto che temo di non riuscire a stare ferma, cerco di distogliere lo sguardo, ma non ci riesco.

-  E così sei in trappola anche tu.. - rantola di nuovo, con un sorriso folle.

- Non sono in trappola - ribatto, frastornata - Tony verrà a salvarmi, ne sono sicura. -

La reazione di papà mi lascia interdetta, scoppia a ridere, prima piano, poi sempre più forte, senza riuscire a controllarsi, emettendo una sorta di strano ululato. Comincia a tossire e si porta le mani al collo per cercare di fermare quello scroscio malsano di tosse, e riprende a ridere, soffocando quasi nella sua stessa saliva.

Ha lo sguardo vuoto, è impazzito, senza dubbio. Lo osservo terrorizzata mentre torna sul fondo della stanza, come una creatura abissale che torna sul fondo dell'oceano, indisturbata, dopo aver seminato il panico in superficie.

Il silenzio torna a dominare il posto, eccetto che per gli schiamazzi dei soldati e le esplosioni sul campo di battaglia al di fuori del capannone. Mi siedo nuovamente, fiduciosa che prima o poi qualcuno venga a soccorrermi. Sono ancora debole, non riuscirei ad evadere.

Ed ecco che qualcuno emerge dal buio, nella parte che da sull'esterno; ne distinguo chiaramente i passi,  e il cuore accelera ad ogni passo che sento, perchè so che potrebbe essere Tony. Quando finalmente ci troviamo faccia a faccia, mi lascio andare ad un sospiro di sollievo.

Si tratta di Iron Man, l'armatura ha dei colori così brillanti che non ho potuto non notarla. Nel momento stesso in cui si toglie la maschera e i suoi occhi incontrano i miei, provo un senso di smarrimento. All'improvviso provo un gran freddo, non più conforto. Lo sguardo così tenero, comprensivo di cui mi sono innamorata..non è più lo stesso. E' pieno di diffidenza, come le prime volte che ci siamo visti.

- ....? -

Non pronuncia una sola parola, nulla, continua a guardarmi.  E poi inizia a urlare, a sbraitare, parole di odio, frasi piene di rancore. Ha un braccio puntato contro le sbarre, ma non vuole salvarmi. Sembra avere cattive intenzioni. Le lacrime che sono riuscita a trattenere fino ad ora mi scendono copiosamente lungo le guance, senza che io faccia nulla per fermarle.

"Perchè? Cosa sta succendendo?" penso, ferita. Sono troppo stanca per comprendere, troppo stanca per reagire.

- ...E sai perchè sei finita qui?! - urla, ancora, fuori di se'.

Sento mio padre lasciarsi andare ad un'altra risata isterica. - Lo hai voluto tu, Stark. Sei tu il grande architetto, non è così? -

Tony ignora infastidito il commento, mentre io crollo sulle mie ginocchia. - No..dimmi che non è vero.. non.. -

- Sì, sono stato io. Ti ho mentito fin dall'inizio. Tutte le cose che ci siamo detti, tutti i baci che ci siamo scambiati.. Era un'unica, grande bugia. - sussurra tra i denti, mentre un sorriso maligno gli si allarga sul viso - Questa è la mia vendetta. -

Non ho parole. Non riesco a muovermi, non riesco a muovere un singolo muscolo. Respirare è diventato doloroso, ho i polmoni in fiamme. Mi sta crollando il mondo addosso..Ho pensato di aver già superato l'inferno, ma non era nulla, rispetto a questo.

Questa è la fine.

Sto piangendo così tanto che non riesco più a pensare ad altro, non riesco a guardarmi intorno, non riesco a stare in piedi. E' un unico grande dolore che si espande dalla testa ai piedi, e mi corrode l'anima.

- Perché?! PERCHE'? COSA TI HO FATTO PER MERITARMI QUESTO?! -

Lui si avvicina alle sbarre e mi costringe a sollevare la testa. Ha in mano un documento dell' H.Y.D.R.A che attesta la mia presenza tra le sue fila. C'è tutta la mia vita, su quel pezzo di carta. C'è scritto che sono stata io ad aver organizzato il rapimento di Pepper.

Guardo Tony, gli occhi rossi e gonfi, la voce spezzata - Non crederai a questa sciocchezza..vero? - domando debolmente. - Tuo padre è lì con te, no? - mi accusa, pieno di risentimento. - Mi basta come prova. -

Ogni parola è una coltellata. Più ripenso a ciò che è successo e più mi sembra di morire dentro. Il primo giorno di scuola..Le ripetizioni, i primi batticuori, le scenate di gelosia..e poi Sasha, e i baci, i "ti amo" sussurrati quasi con vergogna.. "Io mi sono innamorata di te, Tony"

Era tutta un'illusione, allora. Tony Stark è davvero un mostro. Mi rialzo a fatica, mentre lo guardo andarsene, inghiottito dalla stessa oscurità che si porta nel cuore, e lascio che il dolore anneghi e annienti tutti i sentimenti positivi che provo nei suoi confronti. Lascio che la rabbia, la frustrazione, la delusione prendano il sopravvento, e in un impeto d'ira faccio esplodere la cella.

- Non ti perdonerò mai. E se vuoi la guerra, guerra avrai. -
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AUTHOR'S CORNER
Non ve lo aspettavate, vero? :D
...umh, plot-twist!
No, non siete autorizzati a insultarmi nei commenti, non mi sono sbagliata, la storia prosegue così. uwu
A proposito di commenti, spero che ne lasciate parecchi, vorrei un po' di incoraggiamento visto che ho quasi finito questa storia chilometrica.. lel

Dal momento che ora sono in vacanza, sono sicura che aggiornerò con più frequenza, con grande gioia degli astanti..

Fatevi sentire, mi raccomando! Ci rivediamo nel prossimo capitolo.
Un abbraccio forte, la vostra gattina~

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