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Quella settimana con Loki.. credo che non la dimenticherò mai.
Ha tentato di evadere svariate volte, mi ha imbrogliata, raggirata, spaventata nei peggiori modi possibili.
Mi ha ricattata, cercando di farsi liberare in cambio del mio nascosto passato.
Stranamente, l'unica persona con cui è riuscito ad andare d'accordo è proprio mia mamma.
Si è creata un'intesa molto particolare tra i due, è incredibile come si capiscano al volo.
Durante il giorno vengo disturbata in continuazione, lo stesso durante la notte, quando sono maggiormente vulnerabile, ovvero quando sogno.
Ho sempre saputo di possedere una sensibilità particolare, tuttavia questa mia capacità viene acuita dalla presenza del Jotun.
Mi inquieta.
Ogni notte sempre lo stesso incubo a tormentarmi, sempre lo stesso freddo scenario freddo e triste in cui rimango sola, senza amici, senza compagni, senza supporti.
"La tua colpa...è la tua stessa esistenza" sibila una voce maligna al mio orecchio.
Mi risveglio terrorizzata, con il cuore a mille e le lenzuola sudate, e nel buio nella mia stanzetta ( sì, l'abbiamo ristruttuarata) mi sembra di intravedere il ghigno sadico e demoniaco di Loki.
Ogni tanto le mie visioni sembrano così reali che mi sento le viscere contorcersi dal disgusto, come se dovessi vomitare. Altre volte mi capita di vedere Jared, sofferente e muto, incapace di esprimersi. Un gran senso di pena si impossessa di me e la quella voce crudele e graffiante mi confida che è tutta colpa mia.
Vorrei potermi svegliare, vorrei gridare..
Per fortuna tutte le mattine la sveglia è sempre pronta a svegliarmi al momento giusto. Così, anche oggi mi ritrovo a stringere freneticamente il cuscino tra le dita, la gola in fiamme e le guance bagnate. Sospiro, mi siedo sul letto e guardo il calendario appeso alla parete.
Mi asciugo in fretta il viso con il dorso della mano.
Non posso mostrarmi debole, non proprio oggi, il 12 maggio. E' la data che abbiamo fissato per la partenza.
Trasformare un'incursione in una gita d'istruzione è senz'altro il modo più semplice per risolvere il tutto, penso, mentre nel cambiarmi litigo con un maglioncino di cotone azzurro. Sono ancora assonnata, non riesco a connettere del tutto, infatti quando scendo le scale e noto la gran quantità di persone in salotto non do ci neanche tanto peso. Anzi, saluto con un caloroso "buongiorno" e sparisco in cucina per abbuffarmi.
Poi realizzo che in quella folla multicolore e chiacchierona presenzia anche Tony, e cerco di pettinarmi alla bell'e meglio, imbarazzatissima.
- Buongiorno bimba! Pronta per il viaggio? - Ecco, lo sapevo, sempre nei momenti meno opportuni. Inghiotto un biscotto alla velocità della luce e annuisco sperando di non apparire troppo idiota.
- Mi fa piacere.. Ora finisci pure di mangiare, e poi andiamo all'aeroporto, dove ci aspettano tutti gli altri. - Noto come lui sia di buon umore ma il resto del gruppo sembri..non esattamente divertito, ecco.
Steve sbuffa a più non posso, Bruce si torce le mani con fare pensoso, come se fosse in ansia per qualcosa, Clint non fa altro che lamentarsi e via dicendo.
Mi avvicino ai ragazzi per saperne di più; la risposta che ricevo è sorprendente.
- Ci toccherà viaggiare nella stiva. Peggio degli animali. E non è tutto.. ci nasconderanno nei bagagli da imbarcare... -
Sorrido divertita all'idea di un Hulk in valigia, però poi mi ritrovo a dar loro ragione. Anche io sarei di cattivo umore se ricevessi una notizia del genere.
Sommiamo al tutto la levataccia e una decina di ore di volo, e direi che il malumore è più che giustificato.
- Mi dispiace.. - sussurro. - Ah, non importa. Almeno Stark sta cominciando a comportarsi civilmente. È un bel passo avanti. -
commenta il Capitano con un sospiro.
Esprimo la mia approvazione con un cenno, come a dire "in effetti, hai ragione", poi Steve continua, a bassa voce.
- Sarò monotono, Angelica, ma ti prego: fa' attenzione. -
Il tono con cui me lo ha detto, lo sguardo così genuinamente preoccupato mi fanno arrossire un po'.
- Va bene.. - rispondo con incertezza.
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L'aeroporto è gremito di gente. È tutto così nuovo, così bello per me.
Guardo ogni cosa con una curiosità quasi infantile, Tony invece cammina spedito attraverso quelle sale immense senza curarsi della folla attorno a noi.
Che diva, eh.
La mia classe si dirige al gate sotto lo sguardo vigile dell'altra accompagnatrice, la professoressa di inglese.
Gli alunni più responsabili hanno ricevuto l'incarico di imbarcare le valige più voluminose.. che in realtà sono vuote.
Ai controlli non emergerà nulla di strano perché Loki ha reso invisibili tutti i nostri viaggiatori clandestini.
E parlando del Gigante di Ghiaccio, si può dire che egli stia vivendo un'esperienza che non dimenticherà facilmente.
Io e Tony lo abbiamo chiuso nello stesso bagaglio in cui abbiamo messo Thor, per cui ogni tanto si sentono spintoni, lamentele e lo schioccare di schiaffi provenire dalla valigia blu scuro, e mi scappa da ridere.
Al momento di separarci dalla valigia blu, tra l'altro, Tony si è piegato sul nastro trasportatore e ha borbottato:
- Tranquilli, ragazzi, da ora potrete limonare per un bel po' di tempo senza venir disturbati. -
E dopo questa epica affermazione, dinanzi alla quale non sono riuscita a frenare le risate, ci è stato concesso di salire sull'aereo.
Oh, che dire, si prospetta come un viaggio molto, molto interessante.
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