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Gli Avengers, attoniti, mi cercano con lo sguardo, preoccupati per come potrei reagire, ma non mi trovano.

Sono già fuggita in balia delle mie emozioni e delle mie lacrime.

Cerco disperatamente un po' d'aria fresca e un buon riparo dagli occhi indiscreti, dove possa piangere in pace.
Non è una cosa semplice da fare, dato che il corridoio è pieno zeppo di persone che si precipitano da una parte all'altra, come formiche in un formicaio.
Trattenendo a stento i singhiozzi mi trascino fuori e solo a quel punto scoppio a piangere, senza più curarmi di nessuno.

È troppo anche per me.

La mia vita sembrava un fenomeno da baraccone ben prima che tutto questo succedesse, ma questa è davvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La mia precaria situazione sentimentale ancora non bastava..no, adesso anche questo.

Mi copro goffamente con il gomito, cerco di frenare i singulti senza alcun risultato, mi vergogno di me stessa per frignare così, ma è più forte di me.
I miei ricordi di infanzia sono una bugia?
Mio padre non può essere un assassino. Non può odiarmi, non può voler uccidermi.

Non gode di molta stima ai miei occhi,ma ho sempre segretamente sperato in una riconciliazione, in un lieto fine.

Come ho potuto illudermi così tanto?
Come ho fatto ad ingannarmi in questo modo?

Mia madre, evidentemente, ha fatto bene a rassegnarsi quando ancora era in tempo.

Chissà quanto ha sofferto, povera mamma.
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Continuo a piangere, sola, imbarazzata, le persone cominciato a gravitarmi attorno per poi, dopo una rapida occhiata, lasciarmi senza aver detto una parola.

Vedo il mio team con la coda dell'occhio,da sotto il gomito bagnato di lacrime, e un lampo di stupore misto a spavento mi attraversa lo sguardo all'improvviso quando vedo Tony avvicinarsi.

Mi sento vulnerabile e debole.

Gli altri restano sullo sfondo e mi guardano preoccupati, imbarazzati, probabilmente confusi, visto che l'inattesa notizia non ha sconvolto solo me.
È stato un duro colpo per tutti, scoprire che il criminale dietro a tutti i delitti di cui siamo stati spettatori fosse un collega di lavoro, un alleato, un amico, un padre.

Non so ancora come comportarmi nei confronti di Tony. C'è molta ambiguità nel nostro rapporto. Nonostante questo sono consapevole che i miei sentimenti sono vivi e che il mio cuore batte per lui.

È inutile combattere contro un innamoramento.

È una battaglia persa in partenza.
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- Mi dispiace tanto. So cosa significa avere un brutto rapporto con il proprio padre, sai.. mi dispiace perché non meriti tutte queste sofferenze. Sei una ragazza meravigliosa, credimi..-

La voce di Tony, dolce ed autoritaria, mi fa rabbrividire. È vicina, calda e avvolgente.

- Siamo molto simili, io e te. Più di quanto tu possa immaginare. Non sopporto di vederti in questo stato, è tremendo vederti così..non devi piangere, ci sono io qui con te. E qualunque sfida tu debba affrontare, ricordati, non sarai da sola. Ci sarò io con te. E ci sarò sempre. -

Fa una pausa e sospira, sembra affaticato. Credo gli sia costato parecchio pronunciare quelle parole e rievocare il passato.

Ma gliene sono grata..Il mio pianto non si interrompe, anzi, diventa più incontrollato quando sento le sue mani accarezzarmi la schiena, il suo petto contro il mio, il suo respiro sul collo...
- Sono qui con te, vinceremo anche questa battaglia, insieme. -

Mi strofino gli occhi e lascio che le mie labbra tremanti si distendano in un timido e debole sorriso. - Va bene. -

- Questo è lo spirito, mocciosetta! - Sorride di rimando e mi solleva il mento, per poi guardare nel profondo dei miei occhi, e mi bacia gentilmente sulle labbra, senza badare al gruppo di supereroi che ci stanno guardando con gli occhi sgranati.

Steve tossicchia imbarazzato, rovinando il mio momento magico dato che Tony si interrompe immediatamente.

- Da quando..? - Il Capitano è visibilmente confuso.

- Uh, non ve lo avevo detto che Angelica è la mia ragazza? - Tony e le sue uscite assolutamente fuori luogo!

A quel punto mi viene un infarto. Divento rossissima in faccia, balbetto, rischio un attacco di iperventilazione.
E non sono io quella che soffre di cuore...

- Beh, nemmeno la diretta interessata sembra molto a suo agio -  commenta Natasha, le braccia incrociate sul petto e lo sguardo critico.

Punto gli occhi sul pavimento, intenzionata a non avere contatti visivi con nessuno, e borbotto.

- Quindi ora che facciamo? Mio padre è un terrorista. - concludo senza mezzi termini.

- Andiamo a dargli una bella lezione. - propone Tony con il suo solito fare arrogante.

- Questa volta sono costretto a darti ragione! - esclama Steve stringendo i pugni. - Questa storia è durata decisamente troppo a lungo. -

Annuisco, decisa.

- Andiamo a regolare questo conto. -

- Però.. - Clint sembra dubbioso - Non sappiamo ancora dove si trovi.. -

- C'è ancora un interrogatorio da finire, ricordi? - Steve ha improvvisamente ripreso le redini della situazione.
- Avanti, torniamo dentro. Angelica, te la senti? -

Faccio cenno di sì e mi incammino con il resto del gruppo verso l'entrata del grattacielo, il braccio di Tony che mi circonda le spalle.
Prendo un respiro profondo e mi preparo a combattere contro i miei demoni.
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