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Sono ancora un po' stordita a causa dell'improvvisa perdita di sensi.
Non so come sia potuto succedere, deve avere avuto a che fare con il quattordicenne emo e le sue strane capacità.

Riesco a rialzarmi grazie all'aiuto di Nat; nonostante sembri una ragazza esile, ha una presa di ferro.
- Ce la fai? - Rispondo dopo qualche secondo,assorta nei miei pensieri.
- Sì..sì, suppongo di sì.. -

Non faccio neanche in tempo a riprendermi che mi ritrovo nella furia della battaglia.
Ecco gli uomini in nero, che sono senza ombra di dubbio gli stessi che hanno attaccato la città mesi fa, in quella terribile circostanza in cui Sasha, la mia migliore amica, ha perso la vita.

Dopo quell'avvenimento, tutto è cambiato: mi sono inasprita, ma sono anche diventata più forte, Tony ha cambiato atteggiamento, rendendosi più contrito, ma l'alone di mistero che lo circonda si è ispessito.
Mi è stato detto più volte di non fidarmi di Stark, ho dubitato di lui, effettivamente, ma ora che mi ha dimostrato di essere affidabile, non ho più dubbi.

Tuttavia, il mio istinto è ancora molto, molto scettico. Non so più se ascoltare il cuore o la mente..
Ovviamente, ha vinto l'amore.
Sono innamorata persa di Tony. Mi ha spezzato il cuore, e tutte le volte che parla di Pepper mi sento morire, eppure, non so come, il mio cuore non ha mai veramente smesso di amarlo.
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- Sta' giù! - obbedisco a quell'ordine e dopo essere riuscita a rotolare sotto una lamiera,osservo lo spettacolo rannicchiata.

C'è molta concitazione, un disordine febbrile, è il caos. I rumori cittadini delle auto, del chiacchiericcio dei pedoni sembrano essere del tutto scomparsi, da qui si sentono solo urla, grida, lamenti, per non parlare del terribile suono dei proiettili che fendono l'aria, del tonfo dei corpi dei feriti, o peggio, di quelli che muoiono, imbrattando di sangue il pavimento.

E poi c'è quel rumore terrificante delle pale dell'elicottero che ruotano a pochi metri d'altezza rispetto a noi.

I primi missili vengono sganciati, e si formano dei pericolosi crateri fumanti. Poco dopo, delle urla indistinte, di giovani.

Innocenti, inermi. Come Sasha.

- I civili! Non dobbiamo lasciare che vengano coinvolti! - esclama Capitan America dopo aver ripreso al volo il suo scudo.

Che dire, mi ha tolto le parole di bocca.

- Ci penso io, dopo tutto, è mio dovere, insegno qui. - ribatte Tony con una sorta di nonchalance, ma noto che ha guardato me prima di buttarsi a capofitto in quell'inferno fatto di fuoco ed esplosioni. Che cercasse la mia approvazione?
Dal mio piccolo rifugio di fortuna, continuo ad osservare la scena attonita: questa non è una messa in scena, non è finzione, è la realtà.

Una vera battaglia. La mia prima vera battaglia.

Così, dopo aver gettato lo sguardo in direzione di Jared, che ha raccolto non senza qualche intoppo la sua frusta, prendo una decisione avventata.
A denti stretti pronuncio queste poche, significative parole.

- Sasha, ti vendicherò. È una promessa. -

Poi abbandono quella precaria sicurezza che mi è rimasta, e mi getto nella mischia.
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Tony
Qui nei corridoi è il fuggi-fuggi generale. Non c'è da stupirsi, con il fuoco che ha incendiato quasi integralmente l'edificio e i missili che rischiano di uccidere centinaia di ragazzi in pochi minuti.
Mi fa impressione vedere la mia scuola così. Oddio, non che mi importasse poi molto insegnare.
Però, insomma, un po' mi ci ero affezionato.

- Hey! Ragazzi! Niente panico! Gli Avengers sono qui per voi! - La mia voce si distribuisce uniformemente in tutta la scuola. Sì, è stata un'idea vincente quella di inserirmi nel sistema di comunicazione di tutto il palazzo. Vorrei farmi gli applausi da solo, ma purtroppo ora sono un tantino occupato.

- Ma quello è Iron Man?! -
- Che ha detto? Avengers? - Beh, almeno mi ascoltano, i pivelli.

- Seguite le mie istruzioni e riuscirete a salvarvi tutti! Seguite me, o i miei compagni che verranno ad aiutarmi! - continuo, volando praticamente rasoterra mentre scandaglio le fondamenta per segnalare l'eventuale presenza di esplosivi.

Poi noto un particolare che mi incuriosisce, un uomo armato salire le scale dello scantinato.

- Capitan Ghiacciolo, i civili passano a te! Devo sistemare una..piccola faccenda.. - esclamo nel microfono che permette di sentirci anche a grande distanza.

"Una piccola faccenda personale" concludo tra me e me, mentre un sorrisetto non esattamente benevolo mi si disegna sul volto.
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Angelica
Steve sparisce improvvisamente usando come passaggio uno dei crateri aperti dai missili, e si cala nella scuola in fiamme.

Io sto dando il massimo, combatto schiena contro schiena insieme a Wanda, con la quale ho dato vita ad un'efficentissima strategia: lei ipnotizza i nostri avversari o li tramortisce, mentre io e Clint li finiamo.

Natasha, poco lontano, sta mettendo fuori gioco tutte i soldati che le si parano davanti, fino a quando, stanca e senza fiato, non si accorge che nessuno di essi è più in piedi.

Mi guardo intorno, guardinga; i brutti ceffi in nero sono a tutti a terra. Sembra che abbiamo vinto.

Ma proprio mentre sto per cantar vittoria, ecco che l'elicottero ricomincia a bombardare l'edificio a più non posso, rischiando anche di travolgere i superstiti e soprattutto noi, ancora sul tetto.

Jared è proprio di fronte al grosso mostro di metallo, incapace di muoversi, forse paralizzato dalla paura. Urlo il suo nome, ma non serve a nulla.

Vorrei corrergli incontro e tirarlo via, ma Natasha mi trattiene.
Proprio mentre temo che accada il peggio, le pale rallentano sempre di più e il veicolo espolde, mentre una figura maschile afferra Jared e lo trae in salvo.

Si volta verso di noi, e mi accorgo che ha un braccio metallico ed imbraccia un fucile da guerra. Ha i capelli lunghi e spettinati.

- Gli elicotteri mi portano alla mente brutti ricordi. - commenta, serafico.

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