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La tensione che ci avvolge è densa e collosa, come l'umido in inverno, come quel freddo che ti penetra nelle ossa e non ti abbandona.
È inutile cercare di sfuggirgli, non puoi fare altro che lasciarti sopraffare, abbandonarti ad esso.

È così che mi sento in questo istante, intrappolata in un'immobilità che sembra non voler lasciar prendere il posto al movimento.
La frusta di Jared mi si è attorcigliata attorno alla caviglia, e da quel punto si spande una sensazione di paralisi che sta pian piano raggiungendo il resto del corpo.

Sebbene stretta in una morsa di dolore, cerco in tutti i modi di liberarmi utilizzando strattoni e finte, che purtroppo non sortiscono l'effetto sperato. Anzi, quella maledetta striscia di cuoio nero si stringe ancora di più, rischiando di farmi venire seri problemi circolatori.

Il ragazzo, dal canto suo, non sembra così in forma: riesco a vedere bene i muscoli in tensione, mentre cerca di smuovermi per farmi perdere l'equilibrio.
Attorno a noi, gli Avengers osservano la scena nel più assoluto silenzio, silenzio che viene interrotto solo dalle nostre urla, dai nostri respiri resi così corti dalla foga del combattimento.

Ho capito la strategia di Jared, probabilmente vuole approfittare del fatto che sono sull'orlo del baratro e farmi cadere.
È un po' stupido, però.
Posso volare tranquillamente e ribaltare la situazione a mio vantaggio, possibile che non se ne renda conto?

Simulo un mancamento e faccio due passi indietro, barcollo e mi lascio cadere nel vuoto trascinando il mio avversario con me, poi mi do' la spinta e riprendo quota.
Supero con un balzo l'inferriata che circonda il terrazzo e scendo in picchiata verso Jared, ancora attaccato all'estremità della frusta.
Conto di poterlo colpire mentre è stordito e senza forze sul pavimento, ma all'ultimo momento lui fa uno scarto di lato e rischio di distruggermi le nocche, dato che il cemento non è esattamente un materiale leggero.
Mi attacca alle spalle, silenzioso e agile, questa volta cercando di avvolgere la frusta attorno al mio collo.
È una lotta all'ultimo sangue, un gioco violento e pericoloso, che siamo costretti a giocare poiché sappiamo che i nemici con cui potremmo scontrarci non avrebbero pietà.

Per fortuna, questa è solo una simulazione.

- D'accordo, basta così. - asserisce il Capitano Rogers, staccandosi dalla fila ordinata che i Vendicatori avevano formato.

- Angelica, sei migliorata moltissimo..però dovresti dare maggiore priorità all'attacco. Hai una buona difesa, ma non sei abbastanza aggressiva. Jared,tu invece hai tutte le carte in regola per poter partecipare a una qualunque missione pericolosa.
Ma bada a non giocare sporco. -
borbotta, dandomi qualche pacca sulle spalle, mentre tossisco sonoramente.
Ho ancora il segno rosso della frusta sul collo! Mi ha quasi strangolata, altro che gioco sporco!

- Quello che non capisco è come faccia il ragazzo a espellere così tanta energia.. - mormora un dubbioso Thor avvicinandosi e continuando a fare supposizioni.
- Infatti, gli abbiamo dato una normalissima frusta.. - continua Steve, aggrottando le sopracciglia.

Tony ha l'aria tronfia di quello che tutto contento può finalmente dire "Ve l'avevo detto io!"
- Se mi ascoltaste.. - dice infatti, con malcelato orgoglio.
- Oh,smettila, che non lo sai neanche tu! - si lamenta Steve.

Jared evita gli sguardi di tutti e si allontana, imbarazzato. So quanto non gli piaccia essere al centro dell'attenzione.

Cerco timidamente di dire la mia.
- In effetti, io ho avuto una sorta di visione.. - comincio, un po' incerta.
Si girano verso di me confusi e un po' accigliati, ma disposti ad ascoltare le mie parole.
Anche Jared si volta verso di me.
- Di che diavolo stai parlando?! -

Non faccio in tempo a continuare che mi afferra. Ha la mano gelida, troppo fredda per essere quella di un normale essere umano.

Spalanco gli occhi spaventata e sento le forze venire meno, tanto che svengo seduta stante.
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È tutto lattiginoso e strano, come in un sogno. Faccio fatica a capire dove mi trovo, ma ecco che poi sento il calore del corpo di Tony.
Mi sta abbracciando, siamo in un letto che mi è estraneo.
Il suo respiro calmo e regolare mi tranquillizza. Mi sento protetta e sicura. Non può succedermi nulla.

Vorrei stringerlo anche io, accarezzare i suoi morbidi capelli, ma all'improvviso lo scenario cambia. Il letto scompare, la stanza sparisce.

Iron Man è fermo immobile nel cielo, impassibile, l'espressione dura e indecifrabile.

Io comincio una paurosa e terribile caduta, in un universo sconosciuto dove tutto è diverso e nuovo, non esiste fine a quel supplizio..
Cado,non ho appigli, cado ancora, urlo, piango, tendo le mani verso Tony, ma lui non si muove.

Il fondo non arriva mai; continuo a cadere, a gridare, a implorare affinché qualcuno mi salvi.
Poi quell'immenso spazio vuoto si popola: ecco Sasha, grondante di sangue, che con voce roca mi accusa di non averla salvata. Mi prende per mano, mi tira, non voglio guardarla, mi fa ribrezzo.

- Perchè mi hai lasciata morire? -

- Basta, ti prego, basta..! - serro gli occhi, terrorizzata.
La risata malsana di Loki riecheggia ovunque, così come la voce del Capitano.

- Non fidarti di Tony. -

Credevo di aver raggiunto il limite, di non poter piangere altre lacrime, invece ho nuovamente lo sguardo annebbiato e la gola secca.
In quell'incubo ritrovo Jared, irriconoscibile ed estremamente potente, circondato da aloni di energia.

Ed ecco la mia ex migliore amica, Halley. - Sei un fallimento, Stone. Combini solo guai. -

Iron Man è ormai lontanissimo, un puntino rosso a chissà quanti chilometri di distanza.

- Basta.. - supplico, scioccata.
E forse questa volta le mie preghiere vengono ascoltate.
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- Angelica! Angelica, mi senti? -

Voci lontane, soffuse, indistinte.
Ovattate, quasi innaturali.

Riapro gli occhi a fatica. - Dove sono..e cosa è successo? -
- Sei svenuta, cosa sia successo non lo sappiamo - conferma Clint - Non vorrei fare il guastafeste, ma abbiamo un piccolo problema. Anzi, più di uno.
Seguo il suo sguardo, per cercare di capire a cosa si riferisca, e poi li vedo: un elicottero nero con dei missili puntati contro di noi, e una ventina di uomini armati, tanto per cambiare.

- Ci sarà da divertirsi - borbotto contrariata, mentre mi risollevo grazie all'aiuto di Natasha e Clint.

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