31
Tony
Mi incammino verso casa a piedi, solo con i miei pensieri.
Sempre più stanco, sempre più confuso. Non credevo che sarei arrivato a tanto..
I complimenti non sono una novità, i baci nemmeno. Non dovrei sentirmi così strano. Non dovrei sentirmi colpevole. Sta andando tutto per il verso giusto, almeno per una volta.
Devo resistere ancora un po' e poi sarà tutto finito.. finalmente.
Avrò un po' di pace. Forse riuscirò a dormire sonni tranquilli.
Posso farcela. Devo farcela. E ce la farò. Non mollerò proprio adesso!
Mani in tasca, sguardo pensieroso, nella mia testa due volti di donne.
Una ha i capelli chiari, lisci, ha un sorriso solare e luminoso. È sempre di buon umore, una lavoratrice instancabile. La signorina Potts. La mia Pep.
L'altra ha i capelli castani e mossi, è più piccola di me, di parecchio. Ha i gli occhi color del cielo, sorride poco, ma ha così tanta bontà d'animo che ogni tanto mi chiedo se sia reale.
Una mocciosa, ecco cos'è. La mia mocciosetta.
Quella stupida è riuscita ad occupare i miei pensieri..come diavolo è possibile?! Io..non posso provare qualcosa per lei..non posso permettermelo. Anche se..
- Oh, ma che cacchio sto dicendo! Ho decisamente bisogno di whisky questa sera. Devo smettere di pensare a lei. È come se fossi già sbronzo senza nemmeno aver bevuto un goccio d'alcohol.. - borbotto infastidito.
Riprendo la mia lenta camminata verso casa, io e i miei pensieri, sperando che in un modo o nell'altro mi lascino in pace.
-----------------------------------------------------------
Angelica ~
Salgo le scale del mio condominio di corsa, tanto sono euforica.
Ho il fiato in gola ma non mi importa,l'unica cosa a cui riesca a pensare ora è lui, le sue labbra morbide, i suoi capelli e le sue parole di conforto, così dolci e reali.
Finalmente, così sincere.
Arrivata alla porta di casa faccio per infilare le chiavi nella toppa, ma uno strano rumore rende un po' più complicata questa semplice azione.
Più che rumore è baccano, e sono abbastanza sicura che provenga dal mio appartamento.
Mi metto ad ascoltare con un orecchio appoggiato al legno della porta, incuriosita, e attraverso la spessa parete (la porta è blindata, mia madre ha una terribile paura dei ladri) riesco a percepire una voce che mi sembra di conoscere e..una chitarra, ecco cos'è! I suoni appaiono molto distorti, ecco perchè non riuscivo a capire cosa fossero, prima.
Spinta dalla crescente curiosità, e un po' preoccupata,dato che mia madre non ama la musica e non aspettiamo ospiti, apro la porta con irruenza e come unico risultato ottengo di essere investita da una serie di note suonate a volume troppo alto e da una voce che canta su quelle note. A parte il chiasso tremendo, chiunque sia, è molto intonato.
- THEY SAID ALL TEENAGERS SCARE THE LIVING SHIT OUT OF ME
THEY COULD CARE LESS AS LONG AS SOMEONE'LL BLEED
SO DARKEN YOUR CLOTHES.. -
Ma io conosco questa canzone! Mi precipito di corsa in camera mia, da dove proviene la voce, e ci trovo il piccolo Jared di spalle, con una chitarra elettrica tra le mani.
- So darken your clothes, or strike a violent pose, maybe they'll leave you alone but not me! - concludo con un sorriso. Adoro i My Chemical Romance.
Jared sussulta, evidentemente non mi aveva sentito arrivare, e per poco non lascia cadere la chitarra. - Jared! Non sapevo che fossi così pieno di talento! È bello rivederti! - lo saluto con slancio e vado ad abbracciarlo più forte che posso. Sul suo viso compare un sorrisetto imbarazzato. - Emh..sì, anche per me. -
- Che ci fai qui? - continuo. - Buon compleanno... - mi risponde sempre più imbarazzato. Oh diamine è così carino quando arrossisce!
- Grazie! - Poi cala il silenzio al termine di quella conversazione un po' improbabile, e così mi offro di dargli una mano per staccare la chitarra dalla presa. Voglio rimanere un altro po' con lui, è così..misterioso.
Sulle prime tentenna, mi guarda con quei suoi grandi occhi celesti, ma dopo accetta, forse leggermente a malincuore. E mentre faccio per staccare la spina la sua mano sfiora la mia, dando vita ad una situazione a dir poco surreale.
È come se fossi in trance, il mio corpo è immobile, ma nel mio cervello si ricreano delle immagini.
Ricordi.
Ma non sono miei, bensì del ragazzino che ho accanto. Sono come visioni improvvise e che si susseguono a catena.
Un bambino dai capelli lunghi e scuri, vestito male, denutrito e pallido, che si aggira per i vicoli di New York con aria angosciata. L'aria gelida sferza la sua pelle chiarissima e lui trema, infreddolito. Ha una maglietta a maniche corte e dei pantaloni strappati..mi fa tanta pena, povero piccolo.
Poi la scena cambia: stesso ragazzino, un po' più grande. Ha davanti una "brillante" carriera di ladruncolo e piccolo malvivente, nella periferia della Grande Mela. Furtarelli e minacce sono la sua routine quotidiana.
Nella terza visione, lui che piange disperato. Delle onde di energia si sprigionano dal suo corpo, inspiegabilmente. Sono dei cadaveri, quelli intorno a lui..?
La voce di mamma mi riporta alla realtà. - Angelica! E anche tu ragazzo strano, è pronta la cena! Se non vi sbrigate, mangerò tutto io insieme a questi bei fusti, torta inclusa! -
Guardo Jared con apprensione, ma lui ha lo sguardo basso. Sospiro, decisa ad andare a fondo in quella questione più tardi, e lo tiro per un braccio in cucina, dove non mi aspetta solo mia madre, ma anche Steve, Bruce, Clint, Nat e Thor.
- Buon compleanno! -
Non ho parole. Sono i migliori supereoi dell'universo! Ho un tuffo al cuore quando noto l'evidente assenza di Iron Man, ma che dire, ha già fatto abbastanza per oggi.
Anche se, conoscendolo, potrebbe avere ancora qualcosa in serbo per me. Gli piacciono le sorprese in grande stile.
-----------------------------------------------------------
Dato che era il mio diciannovesimo compleanno, mia madre mi ha dato il permesso di alzare un po' il gomito.
Così ho imparato di non reggere l'alcohol, nemmeno un po'. Testimone di ciò è stato il mio sogno, a parer mio il più imbarazzante che abbia mai fatto.
Si sa, quando ormoni e alcohol collaborano il tuo subconscio tira fuori il peggio di se.
Indovinate un po', oggetto del sogno era Tony. Nella mia stanza. Comparso all'improvviso.
Aveva cominciato a sbottonarsi la camicia con una lentezza esasperante, mentre io cercavo di distogliere lo sguardo. Inutilmente.
Poi si era avvicinato, sempre di più, fino a quando non ci siamo trovati l'uno sull'altra, nel mio minuscolo letto. E mi aveva sussurrato le due parole che più desideravo sentire al mondo.
- Ti amo. -
Tutto quel che è successo dopo non è il caso di scriverlo..troppo imbarazzante.
-----------------------------------------------------------
-Beh, per lo meno era solo un sogno.. -
borbotto nel dormiveglia, ma riconosco un po' di rimpianto nella mia voce.
Ma quando apro gli occhi e mi trovo il braccio di Stark in faccia, inizio a pensare che forse proprio un sogno non era.
-----------------------------------------------------------
AUTHOR'S CORNER~
Bonjour! Come state? ^^
Io bene, sono un po' preoccupata per domani..odio i lunedì!
Comunque, avete sicuramente notato che ho separato i due punti di vista in questo capitolo: bene, probabilmente succederà solo in un altro capitolo. Quindi quando negli altri scriverò in prima persona, sarà solo Angelica a parlare. La fine di questo capitolo mi è venuta in un attimo di follia. E se siete delusi perché non sono entrata nei particolari..date tempo al tempo. ;p Piano piano ci stiamo avvicinando alla fine di questa storia..non so cosa pensare. èwé
Vi è piaciuto il capitolo 31? Spero di sì! Ci vediamo al prossimo..
Un abbraccio, la vostra gattina~
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro