30
Diversamente da quello che mi aspettavo, Tony non si interrompe subito. Prolunga quel bacio timido fino a quando entrambi non abbiamo più fiato, si allontana di qualche centimetro solo per respirare e forse darmi il tempo di ambientarmi.
Si vede che sono confusa, ho il fiatone e le guance arrossate, il mio battito cardiaco è aumentato, ma è tutta apparenza. Se all'esterno sembro andare in crisi, all'interno si sta riaggiustando tutto. La tristezza sparisce, confinata in un angolo remoto del mio subconscio.
Il mio professore di matematica mi asciuga le lacrime facendo leggermente pressione sotto i miei occhi con le sue dita, cosa che mi fa arrossire ancora di più.
- Ho ferito i tuoi sentimenti.. ti chiedo scusa. - La sua voce è un continuo sussurro, mi fa venire i brividi. Chiudo gli occhi per poter annegare completamente in quelle parole mormorate in maniera così innocente che tuttavia risvegliano in me sensazioni sconosciute.
Così, senza preavviso, ecco di nuovo lo schiocco di un bacio, poi un altro, e un altro ancora..
Piano piano le crepe che sentivo frantumarmi il cuore si fermano, cominciano a rimarginarsi. Una sensazione di serenità lascia posto a quella di confusione, vuoto e disperazione.
- Che cosa ci fai qui? - chiedo, tra un bacio e l'altro e le farfalle nello stomaco. Un minimo di spiegazioni mi sembrano d'obbligo!
- Mmh, non potevo lasciare che la mia studentessa preferita desse gli esami senza di me, ti pare? -
- Aspetta, hai chiesto il trasferimento qui, in questa scuola?! - Non riesco a nascondere la mia sorpresa.
- Per te questo ed altro, cara la mia mocciosetta! -
Mi regala uno di quei suoi sorrisi stupendi, uno di quelli capaci di illuminare la più buia ed inesplorata delle caverne.
Si allontana maliziosamente dal mio viso, ma non ho nessuna intenzione di lasciarlo scappare così: mi alzo in piedi e gli getto le braccia al collo tentando goffamente di rispondere ai suoi baci. Non sarò nemmeno lontanamente al suo livello, però.. sto facendo del mio meglio, e va bene così, no?
Sento Tony ridacchiare appena, palesemente divertito. - Sei così tenera..- mormora. Abbasso lo sguardo, imbarazzata ma felice.
Sì, felice. Dopo così tanto tempo.. mi sembra un sogno. È tutto così reale, così perfetto.
Deve per forza esserci qualcosa che non va.
E infatti, in un improvviso momento di lucidità, mi torna alla mente quella serata di mesi fa, in cui avevo un Tony ubriaco fradicio tra le braccia, in cui avevo guardato impotente la tragedia di un amore sfiorito e maledetto consumarsi davanti ai miei occhi.
Tony e Pepper. La coppia modello. È ovvio che lui la ama ancora.
Che cosa sto facendo? Gli avevo promesso di renderlo felice e di donargli nuovamente la sua fama, la sua notorietà, e la sua fidanzata.
Non lo sto aiutando così.
Notando il repentino cambio di umore e d'espressione, l'ex miliardario cerca immediatamente di rincuorarmi. - Hey.. piccola.. che c'è? Sorridevi poco fa.. sono così terribile a baciare?! -
Il suo sottile sarcasmo non lo abbandona mai.
- Umh..no..è che..io..pensavo che.. -
- Cosa pensavi? - Sembra genuinamente curioso.
- Pensavo che..non provassi nulla..per me. - concludo con un filo di voce, impaurita più per la risposta che potrei ricevere piuttosto che per ciò che ho appena detto.
- E chi te lo ha detto questo? -
Accidenti a quegli occhi e a quel sorriso sexy.
La mia felicità è diventata incontenibile, è tanta, è troppa. D'accordo, non ha detto che mi ama né che ricambia ciò che provo per lui, ma è già qualcosa.
Pepper, devi scusarmi. Scusa il mio egoismo infantile.. ma il tuo ragazzo è davvero meraviglioso. E poi un po' di competizione in amore non ha mai fatto male a nessuno.
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Usciamo da scuola in silenzio, e quando varchiamo la soglia di quell'edificio così austero, ecco che Tony mi intima di fermarsi. - Che succede? - chiedo stupita. - Dammi la borsa, è pesante. Non mi va di farti affaticare..- - Ma ce la faccio! Oltretutto siamo in macchina..vero? -
- No, siamo a piedi. - E mi tende la mano. Lo guardo incerta, rossa come un pomodoro. - Hey, guarda che non mordo! - Continuo a fissare quella mano tesa senza però prendere una decisione. Poi, in un attimo di coraggio, la afferro cercando di apparire meno imbarazzata di quello che sono.
Così ci avviamo verso casa mia mano nella mano, come se fosse la cosa più naturale del mondo. La strada è abbastanza lunga, ma la cosa non mi dispiace, perché abbiamo tutto il tempo di chiarirci.
No, non penso che riuscirò a perdonarlo, però si sta impegnando a riparare ai suoi errori. È più che apprezzabile.
Sì, anche io gli ho chiesto scusa. Glielo dovevo, dopo tutto. Anche lui ha avuto i suoi problemi e non avrei dovuto aggredirlo.
No, anche se sta portando una borsa da donna non è ridicolo. Anzi, è molto galante.
E sì, gli ho promesso che da oggi mi sarei sempre sforzata di credergli e dargli fiducia.
- Lo so che potresti non capire subito, piccolina. Ma è necessario che tu ti fidi di me..ti prometto che questa volta non ti deluderò. Giuro. -
Lo guardo scettica. Ormai siamo giunti davanti al mio portone di casa.. il tempo stringe. - Non lo so.. -
Poi ripenso a quanto il lavoro di squadra mi abbia aiutato, a quanto Steve ci tenga.
- D'accordo, e va bene. - mi arrendo con un sorriso sul volto. Un sorriso sincero. Adesso sono veramente pronta a ricominciare.
- Tu sì che mi ascolti! La mia alunna preferita..anche se non arrivi alla sufficienza. - Ecco che ricomincia a prendermi in giro.
- Ah, e buon compleanno, mocciosetta!- esclama dopo avermi dato un bacio sulla fronte.
Io avvampo. -...è vero, oggi è il mio compleanno! Che stupida, devo essermelo dimenticata..- borbotto.
- Non mi sembra il caso di prendersela tanto per una sciocchezza simile, a tutti può capitare.. Ora vai su a riposarti, non vorrei che stando qui fuori ti venisse un raffreddore..e ricordati cosa ci siamo detti, mi raccomando! -
Annuisco e lo saluto con un cenno, per poi dargli le spalle e citofonare a mia madre, che data il mio ritardo si sarà preoccupata all'inverosimile e ora mi ritroverò la troupe di Chi L'Ha Visto in salotto.
Oddio, spero proprio di no.
Mentre richiudo la porta alle mie spalle do' un'ultima occhiata al mio professore di matematica che si sta allontanando e non posso fare a meno di sospirare..è stato gentilissimo, oggi..e poi tutti quei baci..
Il miglior regalo di compleanno di sempre.
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