21
Mi faccio strada nella spessa foschia e rabbrividisco; ci saranno almeno 20 gradi in meno rispetto a quelli che ci sono fuori!
Finalmente la nebbia si dirada e riesco a tenere gli occhi bene aperti.
La stanza in cui mi trovo è molto ben illuminata, troppo, oserei dire.
Le pareti sono bianche e lisce, ma di un bianco abbagliante, che mischiate alla luce dei faretti agli angoli, crea un riverbero mostruoso.
E in fondo alla stanza, in un'area che non riesco bene a definire, si staglia una silhouette scura, alta e piuttosto imponente. Le braccia sono incrociate sul petto, man mano che mi avvicino posso cogliere sempre meglio i dettagli, come la lunga tunica nera e verde, le gambe sottili, il viso smunto e l'espressione torva.
Finalmente ci troviamo faccia a faccia, lui che mi osserva con i suoi penetranti occhi azzurro-verdi, mi studia, mi mette in soggezione.
Avanzo di qualche passo ancora, ma vado a sbattere contro l'unica cosa che mi separa da Loki: una larga e spessa lastra di vetro infrangibile.
Le labbra del dio degli inganni si piegano in un sinistro sorriso.
-Mi avevano detto che era un maschio. Ma anche tu non sei poi così male per essere una midgardiana, ragazzina.-
Okay, questa era la cosa che meno mi aspettavo. Cosa significano queste sue prime parole? Ma non sto ad interrogarmi a lungo, perché sono rapita dal suono della sua voce.
E' calda e profonda, ma non è rassicurante. E' il tipo di voce che ti mette i brividi. Eppure, la ascolterei per ore.
Loki continua a studiarmi, camminando avanti e indietro, curioso.
Sono io che dovrei impormi su di lui, ma non mi sento a mio agio. Sono come paralizzata, mentre lui sembra divertirsi, mi sta osservando come un predatore osserva la sua preda.
-Che begli occhi che hai, ragazzina. Azzurri, come quelli di tua madre.-
Sbuffo, scocciata. Tutti a notare i miei stupidi occhi. Sì, sono azzurri. E allora? Però nell'affermazione di Loki c'è qualcosa che non mi torna.
Qualcosa che mi fa riflettere.
-Hey, come fai a saperlo? Come fai a sapere di mia madre?-
-Sapere cosa? Non eri tu quella voleva "imporsi", qui?- mi sfida con quel suo sorrisetto beffardo.
Ma è un telepate o cosa?! Di questo passo mi farà impazzire!
-C'eri anche tu a quel dannato party?- riesco a chiedergli cercando di sembrare agressiva.
-Forse sì, forse no. Credevi forse che avrei risposto solo perchè una vulvetta lamentosa come te mi ha posto una domanda?-
-Bada a come parli!- esclamo, infastidita. Un conto è Tony, un altro è questo tizio psicotico. Affascinante e sexy, ma psicotico.
-Altrimenti che mi fai?- chiede ancora Loki, sempre più divertito.
E' strano..è lui quello in prigione, però mi sento come se io fossi la vittima e lui l'aguzzino.
-Va bene- sospiro -parliamo di te allora. Perché sei prigioniero qui?-
-Thor.- risponde lui semplicemente.
-Un po' di tempo fa, ho cercato di impadronirmi nuovamente di Midgard. Ho preso il controllo dell'agente Barton, ho assediato villaggi e distrutto città..-
-Eri tu! Tutte quelle uccisioni seriali, questo autunno..eri tu..- faccio, senza parole. Non posso crederci.
-Ero io, sì. Poi però Thor ha rovinato tutto come al solito. E ora attendo di essere giustiziato.-
Lo guardo, un po' dispiaciuta. -Vuoi dire che ti uccideranno?-
-Sì, sono stato condannato a morte. Thor ha giurato che mi ucciderà con le sue stesse mani. A meno che non chieda perdono per ciò che ho fatto, ma non accadrà mai.-
Ripenso a Thor, che in questo momento starà giocando con Jared. A me sembrava che avesse nostalgia di suo fratello, non credo di essermi sbagliata. Questa faccenda non mi convince.
-E' una storia interessante, non è vero, Angelica Stone?-
Rimango allibita. Sento che il mio battito cardiaco accelera, anche se non ne conosco il motivo.
-Angelica Stone, 18 anni, ami scrivere. I tuoi genitori sono Cassandra Roche e Alfred Stone, un ex agente. So perfettamente che non è stato Thor a mandarti qui, ma Tony Stark, per il quale hai una cotta non ricambiata.-
Mi guarda trionfante, felice di avermi reso sgomenta e spaventata. I suoi movimenti al di là del vetro si limitano ad una camminata sinuosa e aggraziata, ma molto autoritaria, e ad alcuni sguardi intimidatori che mi lancia con malcelata soddisfazione.
Ma non per questo sembra meno spaventoso, anzi.
Mi fa venire i brividi.
Questo non è Loki, è Sherlock!
-Sai..sai delle cose anche a proposito di mio fratello?- chiedo con una voce infantile, molto tremante.
So che non dovrei piegarmi alla sua volontà; ma è praticamente impossibile. Vorrei continuare a interrogarlo come mi ha chiesto di fare Tony, ma sono stata soggiogata da lui e dal suo carisma.
-Il piccolo Aiden..oh, sì, conosco anche lui.-
-E' vivo?! Perché non è con noi? Dov'è adesso?- ormai non riesco più a controllare la mia voce. Mi sono messa ad urlare, ho perso il controllo, sono nel panico.
-Liberami, e ti darò le tue risposte. Aiutami ad uccidere Thor, rinnega gli Avengers, obbedisci a me e ti sarà data una posizione importante nel mio nuovo regno. Inginocchiati di fronte a me, giurami fedeltà, midgardiana, avrai salva la vita quando trionferò!-
I suoi occhi verdi bramano il potere, la sua voce è diventata possente e forte, la sua calma di facciata è stata soppiantata da quella aggressiva e folle violenza.
Indietreggio, spaventata. -No..- dico in un sussurro.
Sono a dir poco terrorizzata.
-E allora puoi dire addio al tuo prezioso passato, perché morirà con me! Fa' in modo che io non muoia, o mi porterò i tuoi segreti nel Valhalla!-
Il giovane dio esplode in una risata malefica e a dir poco inquietante, mentre io gli volto le spalle, con la paura che ancora mi fa battere forte il cuore. Questa breve ma intensa discussione non ha portato a buoni risultati, parlando di Tony.
Ma per quanto riguarda me..Mi stringo nelle spalle, con mille dubbi che mi si affollano in mente e la folle risata di Loki nelle orecchie.
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