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Mi guardo intorno, confusa.

Tony Stark? Ma stiamo scherzando?

Mi accorgo stupita che tutti mi stanno guardando come se fossi un alieno, compagno di banco obeso incluso.

Il professore rotea gli occhi e sbuffa, guardandomi come se fossi un'handicappata, poi comincia a fare lezione e vengo ignorata per due ore buone.

"Cosa sta succedendo?" Ho un forte mal di testa, colpa di quello stupido nome che non riesco a dimenticare.

"Il mio nome è Tony Stark.."

Grazie al cielo la campanella suona giusto in tempo e mi salva di questa agonia.

Della lezione di matematica non mi è rimasto nulla.

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Halley si avvicina al mio banco, allegra.

"Il nuovo prof sembra un tipo assolutamente fantastico!" dice con aria sognante.

"Mh.." Il mal di testa mi impedisce di formulare una qualunque frase sensata. Il fatto che qualche ora prima il "fantastico prof" le abbia quasi tranciato un piede sembra passato in secondo piano.

"Però è stato antipatico..farci fare la prima prova domani! E' solo il secondo giorno di scuola!

Mi risveglio dal mio coma mattuttino in preda al panico.

"Hai detto prova?! Intendi..una verifica di matematica?!"

Non le lascio neanche finire la frase che  corro via in corridoio, alla ricerca di quello psicopatico con gli occhiali.

Nel frattempo mi lascio andare a complicati ragionamenti filosofici, i quali si riassumono in questa farse "Nessuno può chiamarsi Tony Stark!" Cioè..di Tony Stark ce n'è uno solo e sono sicura che non esista! Anthony Stark..Iron Man...non è reale!

Il mal di testa torna alla carica e mi impedisce di concentrarmi sul mio obbiettivo, e cioè di raggiungere la sala professori in mezzo a quel marasma, tra il via vai degli studenti e il trambusto, la confusione provocati dal chiacchericcio di tutte quelle persone che mi guardano stupite mentre attraverso il corridoio alla velocità della luce.

Ed ecco che all'improvviso, senza rendermene conto, vado a sbattere contro qualcuno.

"Mi disp-""E' questa la ragione per cui non si dovrebbe correre in corridoio" Mi interrompe una voce in tono di rimprovero, una voce calda, protettiva e avvolgente.

Sollevo lo sguardo e.. "Cosa vuoi?" mi chiede quello che, palesemente, è il gemello omozigote di Tony Stark, e anche mio professore di matematica.

"Ecco..io.."  Ma cosa mi sta succedendo? Perchè all'improvviso sento la voce morirmi in gola, il battito cardiaco aumentare, le gambe cedere sotto il mio peso?

"Non ho tutta la mattina, bellezza" continua lui sbuffando. Sono combattuta tra la voglia di sciogliermi e quella di prenderlo a calci, e gli istinti violenti prendono il sopravvento.

"Non può farci fare la verifica domani, è troppo presto!" mi lamento a voce alta.

"E chi sei tu per dirmi cosa devo fare mocciosetta?!" Solo allora la verità universale mi si palesa in tutta la sua feroce realtà: i professori di matematica sono tutti uguali, spietati, sarcastici e malvagi allo stesso modo. Non importa se assomigliano a Tony Stark. Non importa se sono un caso disperato che ha tanto bisogno di aiuto, e naenche se è la seconda ora di lezione del primo giorno di scuola. "Lei è un mostro, professor Stark!" esclamo, a voce talmente alta da far girare verso di noi 3 quarti delle persone che abbiamo intorno.

Dal canto suo, lui mi guarda stupito, forse a causa della mia reazione esagerata, forse per il  fatto che l'abbia chiamato per nome, non saprei dire. Forse ha cercato di dire qualcosa, ma senza riuscirci, visto che io ho appena cominciato a correre in direzione della mia classe, con le lacrime che mi rigano il volto, perdendomi in un pianto silenzioso e incompreso

Che schifo di giornata.

Torno in classe con gli occhi bassi, mi siedo al mio banco e inizio a pregare affinchè sprofondi da sola in un abisso nero e profondo pieno di disperazione.

Odio la matematica.

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Tornata a casa mi accorgo che il mal di testa ha raggiunto dei livelli devastanti, tanto che a malapena mi reggo in piedi. Perfino mamma, che di solito prende i miei malori sotto gamba, sembra un po' preoccupata.

"Tesoro tutto bene?"  mi chiede con un po' di apprensione "non è che ti stai ammalando?"

Faccio segno di no con la testa, e vado a rannichiarmi sul divano con la coperta che mi copre fino alla fronte.

"Domani facciamo verifica di matematica" borbotto con voce funerea. "E il nuovo professore?" chiede mamma in tono atono.

"Assomiglia a Tony Stark" faccio con un mezzo sorriso, prima di sbadigliare.

La mia testa viene attraversata da una fitta dolorosissima.

"Allora, non sarà poi tanto male.." sussura mia madre, con un sospiro.








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