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"Conobbi Alfred quando entrambi andavamo al liceo. Era un ragazzo brillante, aveva degli ottimi voti, e forse per questo era emarginato dal resto dei ragazzi della nostra classe. Lo consideravano un genio. In effetti lo era. Ma proprio a causa della sua genialità era ritenuto un tipo strano e dal quale stare alla larga, invece io lo adoravo.
Era un tipo interessante sotto molti aspetti, nonostante la reputazione infatti era un giovane molto affascinante, alto, gentile, molto cordiale. Ricordo ancora i suoi occhi verdi, i suoi capelli biondo cenere.."
Sbuffo dimostrando tutto il mio interessamento. -Sì mamma, grazie per tutto questo romanticismo ma sai..non potresti andare al sodo?-
Le mie parole vengono ignorate del tutto.
"Ricordo di quella volta quando al nostro primo appuntamento mi ha.."
- Mamma, per favore. -
Questa volta è lei ad alzare gli occhi al cielo. - D'accordo, d'accordo! Eravamo una bella coppia, ma non sospettavo che avesse due facce. Poco dopo aver scoperto che aspettavo te infatti.. -
Sento la sua voce incrinarsi. - Questo lo so, non c'è bisogno che me lo ricordi. Sono cresciuta senza mio padre.- Forse sono stata troppo brusca..
- Scusa, non volevo. Davvero..credo..sai, che manchi anche a me..- mormoro facendo appello a tutte le mie forze per non mettermi a piangere, cosa che malauguratamente mia madre sta già facendo.
- E' sparito e..non si è più fatto sentire.. credo si sia gettato a capofitto nel lavoro.. all'estero..-
- Clint ha detto che papà lavorava per lo S.H.I.E.L.D - sentenzio senza giri di parole.
- E' la verità. - risponde mamma affranta. Sono delusa, non ero mai stata a conoscenza di questo dettaglio. Sento la rabbia ribollirmi dentro. - Perchè non me l'hai mai detto? -
La risposta non mi arriverà mai a giudicare dai singhiozzi disperati di mia madre.
Dopo qualche minuto di silenzio, borbotto. -Comunque quello che hai detto non è vero. Io ricordo di quando papà veniva a farci visita.- Non do il tempo a mamma di proferire alcuna parola, ormai sono infervorata. - Avevo circa 4 anni! Tu eri felice, papà era con noi, abitavamo insieme.. -
Ripercorro con il pensiero quei ricordi lontani, ma mai dimenticati, di una infantile e genuina felicità.
Mamma rialza la testa e mi guarda stupita. Ha gli occhi cerchiati di nero un po' per la stanchezza, un po' per il trucco sbavato, e sembra esterrefatta. - Non pensavo te ne ricordassi.. - mi dice per poi abbracciarmi goffamente. Mi lascio abbracciare, confusa. C'è un altro particolare che ho omesso nella fretta. Un'altra persona importante della mia infanzia, scomparsa da tempo.
Il mio fratellino.
Perchè mamma non si ricorda di lui?
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Il morale di casa Stone rimane rasoterra. Finisco di bere la mia tazza di the verde che avevo preparato sperando che mi calmasse, ma non ha avuto i risultati sperati. Quella calma irreale viene interrotta dal suono del campanello. Sapevo di trovarmi nell'occhio del ciclone..chissà cosa mi aspetta adesso!
Vado ad aprire e chi trovo? Tony in tutta la sua eleganza e magnificenza. E anche lui come me sembra di pessimo umore. Perfetto.
- Ciao.. - borbotto.
- Steve vuole vederti.- Pronuncia queste parole con apatia, senza il minimo entusiasmo.
- Cosa? Perchè? L'ho appena visto! - Vengo trascinata via senza nemmeno essere ascoltata.
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Un quarto d'ora più tardi sono di nuovo nell'atrio del quartiere generale dello S.H.I.E.L.D.
Tony tamburella nervosamente con le dita sul bancone di una segretaria, come se aspettasse ansiosamente qualcosa o qualcuno.
Dopo pochi minuti di attesa vediamo arrivare il capitano Rogers. Lo saluto cordialmente con un gesto e un sorriso; tutta l'ansia e il malumore sembrano diminuire mano a mano che Steve si avvicina.
-Bene, devo andare ora.- taglia corto Tony, ci volta le spalle e con un sonoro sospiro. Certo che si comporta in modo davvero strano..
Anche Steve guarda scettico Iron Man allontanarsi a passi svelti. - Tony, torna qui! - urla - dobbiamo decidere delle cose insieme! -
- Ma fai un po' quello che ti pare, Mister Muscolo! - è la "gentile" risposta che ci arriva poco prima che l'uomo in giacca e cravatta sparisca dalla nostra visuale.
Sono sempre più confusa. Che abbiano litigato? Steve scuote la testa e sospira, poi mi porge il braccio. - Andiamo, signorina? -
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Dopo essere giunti in una palestra completa di varie attrezzatura non impiego molto tempo a capire il perchè della mia presenza qui. - Volete che mi alleni qui con voi? - esclamo incredula.
Steve sorride. -Esatto. Dal momento che sei entrata in contatto con Stark e quindi con lo S.H.I.E.L.D potresti trovarti in situazioni molto pericolose. E non te lo nascondo, non mi fido fi lui. E neanche tu dovresti.- Queste parole così ambigue mi scalfiscono un po'. -Oh..- -Io e l'agente Romanoff ci prenderemo cura di te durante queste sessioni di allenamento intensivo..- Natasha interrompe di lanciare coltelli contro il suo bersaglio e mi fa un cenno di saluto - tutti i giovedì.-
- Ma io giovedì ho ripetizioni con..Tony..- Finisco la frase sussurrando. Ora credo di capire perchè fosse così infastidito! Il dubbio che sia geloso si impossessa di me facendomi arrossire impercettibilmente.
- Signorina?- la voce di Steve mi riporta alla realtà. - Oh scusa! Mi sono distratta un attimo!-
- Vedi di non farlo più, allora. Qui si fa sul serio.- Il tono di voce della Vedova Nera non ammette repliche.
- Cominceremo con il corpo a corpo - continua Steve puntando i suoi occhi azzurri nei miei - prova a colpirmi!-
Sarà molto impegnativo..
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Tre quarti d'ora dopo, sudata e ansimante, finisco il mio primo allenamento. Mi faccio una doccia veloce, metto il cambio nel nuovo borsone che mi ha regalato Natasha e vado a salutare i miei fantastici allenatori. - A giovedì, allora!- mi sussurra Steve all'orecchio e prima di congedarmi mi bacia sulla guancia.
Imbarazzata e con il cuore pesante, esco in fretta dall'edificio ed eccomi catapultata nel caos cittadino. Cerco di non pensare troppo all'accaduto, e mi concentro sulle persone che ho vicine, per distrarmi un po'. C'è una giovane donna che attira la mia attenzione: ha i capelli ramati legati in una coda ordinata, un vestito sobrio ma molto carino, blu scuro, cammina con aria sicura. Dopo pochi minuti mi rendo conto di sapere chi è, anche se non l'ho ancora vista in faccia.
Si tratta di Pepper Potts, e senza pensarci troppo, quasi senza accorgermene, inizio a seguirla.
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