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12

Tutto questo è decisamente assurdo: io che odio la matematica costretta a dormire nel letto del mio professore..di matematica. Mai e poi mai avrei pensato che mi sarei trovata in una situazione del genere.

Guardo il letto che troneggia nella stanzetta quasi con timore, sento il cuore battermi forte. Prendo un respiro profondo e inizio a sciogliermi i capelli che erano stati trattenuti in una treccia per tutto il corso della giornata. Faccio per spogliarmi quando mi viene in mente un piccolissimo dettaglio..non ho portato il pigiama con me! E ora?!  Resto pensierosa con la maglietta in mano. Che fare?

L'orologio segna le 00.52, di chiamare mia madre non se ne parla. E poi cosa dovrei dirle, che sono scappata via con Tony Stark? Oh, avanti.. Non mi accorgo di star sprecando tempo prezioso a pormi tutte quelle domande fino a quando la porta alle mie spalle si apre all'improvviso cigolando.

- Tony non entrare!!- strillo dando la migliore interpretazione di una primadonna in menopausa.

Lui ovviamente ignora le mie parole, ed entra in camera proprio mentre finisco di rimettermi la maglietta in fretta e furia. -Non essere così isterica, mocciosetta..- sbuffa con un finto broncio. -Emh..Tony..non ho il pigiama..- mormoro a mezza voce. Tony non sembra scomporsi, apre un cassetto dell'armadio accanto al letto e mi allunga una sua camicia. -Questa dovrebbe andare bene, mi spiace solo che ti starà un po' larga.- Mi guarda e sorride. -Buona notte.-

Non sa quanto io adori i suoi sorrisi..

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Sono le 2 passate e io ancora faccio fatica ad addormentarmi. Dormicchio ogni tanto, ma non riesco veramente a cadere tra le braccia del dio del sonno, forse perchè sono tra le braccia di un dio della scienza. Gli accarezzo i capelli tremando, quasi avessi paura che scompaia da un momento all'altro. E' così sereno quando dorme, il volto è disteso e pacato. Trasmette una dolcezza contagiosa, capace di far sorridere senza che abbia un motivo particolare. Chiudo gli occhi e mi accoccolo ancora più vicina  a lui. -Vedo che ti piacciono i miei capelli..brutto non essere belli come me, vero?-

Allora era sveglio! Certo che è davvero incorreggibile!

Sorrido divertita. -E' proprio così, prof. Senti..posso farti una domanda?-  Nella mia voce si può avvertire un minimo di preoccupazione.

-Chiedi pure.- -Cosa hanno rubato giù in laboratorio?-

Tony non risponde subito. Inizio a credere che si sia riaddormentato, invece.. -Altri reattori A.R.C. Da quando Pepper mi ha lasciato ho avuto molti più attacchi di panico improvvisi, nessuna sicurezza, non so se il reattore attuale reggerà, la mia vita è in pericolo.-

-Che cosa?!-

Lo sento sospirare. -Ho bisogno di Pepper. Ogni giorno che passa diventa sempre più rischioso. Quelli erano gli ultimi..-

Mi si stringe il cuore. In un momento di coraggio improvviso gli prendo le mani e le stringo forte.

-E io ti aiuterò, Tony. E' una promessa.-

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Non so come, ma sono riuscita ad addormentarmi.

La sveglia inizia a suonare alle 6.30 precise, ma non passa neanche un secondo che smette all'improvviso. Tony, accanto a me, borbotta qualcosa, poi si alza senza tante storie. -Buon giorno..- mormora con la voce ancora impastata dal sonno. -Buon giorno- rispondo girandomi dall'altra parte. Non ho veramente voglia di alzarmi, ma l'irritante suoneria del mio cellulare mi costringe a farlo.

Mi alzo controvoglia per andare a prendere il telefonino messo in carica e guardo esterrefatta le 19 chiamate perse da mia madre.

Ok, ora sono nei guai.

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Incontro Jared in cucina con lo zaino in spalla e le occhiaie ancora più accentuate del solito.

-Andiamo?- Da come l'ha chiesto, sembra più un ordine che una domanda.

Annuisco confusa. -Ok..ma..dove?- -A scuola, no?- risponde Tony comparendo alle mie spalle. Nel giro di qualche minuto è riuscito a prepararsi ed ora è vestito di tutto punto. Ammirevole. -Non ti sei mai accorta che frequentate la stessa scuola?- Faccio cenno di no. Lo so, sono un disastro.

Tony sorridendo alza gli occhi al cielo e mi porge la mano. -Ora dai, andiamo, altrimenti arriveremo veramente in ritardo. E per un professore questo è disdicevole!-

Prendo la sua mano mentre l'ansia si impossessa di me: lui ha detto che ha problemi di cuore, ma di questo passo sarò io ad avere un infarto.

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Al termine delle lezioni il mio umore è pessimo.

-E' stata una delle peggiori giornate di scuola in assoluto.- penso sconsolata mentre attraverso il cortile a passi lenti. Gli altri studenti vociano, scherzano, ridono..io sono qui,da sola. Halley, l'amica di cui più mi fidavo, e' poco più avanti di me a braccetto con Jessica Benson, una delle ragazze più opportuniste, oche e insopportabili che conosca.

Quando sono entrata in classe dopo aver salutato Jared, Jessica era già in compagnia di Halley. Mi hanno preso in disparte e con un'insana curiosità mi hanno chiesto in che rapporti fossi esattamente con il professor Stark.

Mi hanno fatto vedere delle foto che ci ritraggono insieme, scattate da Jessica stessa il giorno in cui Tony mi aveva salvato in extremis in bagno e quando mi aveva trascinato in macchina con se'.

Le foto sono state viste da tutti a scuola..prima ero conosciuta solo come la secchiona sfigata.

Ora sono una sgualdrina. Una poco di buono.

Ridono tutti di me.

Trattengo le lacrime a stento e fisso il pavimento cercando di ignorare le risatine e le occhiate di tutti gli altri, ma non è semplice. Presa dallo sconforto accelero il passo per raggiungere il cancello al più presto, e vengo affiancata da Jared e Tony, un po' in disparte. Arrivata al cancello, però, sono costretta a fermarmi ed alzare gli occhi, visto che si è formata un po' di calca. Mi avvicino incuriosita e vedo quello che mai avrei immaginato di poter vedere: 6 persone in abiti civili, un cappello con la tesa calato per bene in testa accanto ad un furgoncino dai vetri oscurati.

Il battito del mio cuore accelera. Potrebbero essere chiunque, ma io so benissimo chi sono.

- Da quanto tempo, eh Tony?- esordisce l'uomo con la giacca di pelle e gli occhiali da sole.

Tony lo guarda infastidito. -Non mi sei mancato affatto, Capitano.-


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