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Capitolo 19

Promise me
You'll always be
Happy by my side
I promise to
Sing to you
When all the music dies

📍Tavullia, Italy
23/06/2019

Il film sta andando avanti ormai da più di un'ora, e sia io che Vale stiamo per crollare in un sonno profondo. Ma entrambi stiamo facendo di tutto pur di non cedere, semplicemente perché entrambi abbiamo dentro quella competitività che ci spinge a non addormentarci prima che lo faccia l'altra persona. Siamo fatti così, entrambi vogliamo e dobbiamo vincere tutte le sfide, anche le più inutili e banali come questa.

Mentre Vale mi accarezza lentamente la schiena ed io mi spingo di più verso l'incavo del suo collo, sul computer i protagonisti del film stanno litigando furiosamente, strillando anche troppo forte per i miei gusti.

<<Abbassi un po' per favore? Tutti questi strilli mi fanno venire il mal di testa.>>chiedo, alzando la testa per guardare negli occhi Valentino.

Lui annuisce e si allunga verso il pc per ridurre il volume, spostando di un po' anche me, dato che sono sdraiata su di lui.
<<Non dirmi che ti stai per addormentare>>mi schernisce il pilota Yamaha, sorridendomi e riprendendo ad accarezzarmi la schiena.

<<Assolutamente no. Piuttosto che cedere al sonno prima di te mi farei tagliare la testa.>>

<<Quanto sei competitiva.>>

<<Almeno quanto te>>ribatto, e subito dopo vengo scaraventata sul letto e mi ritrovo il mio ragazzo sopra di me che mi fa il solletico. Rido a crepapelle, non riesco più a fermarmi, e per Valentino è impossibile non unirsi a me. Le nostre sono risate genuine, felici davvero, di quelle che ti procurano le lacrime agli occhi e il mal di pancia, di quelle liberatorie e rilassanti.  

<<Basta...ti prego...>>riesco a dire tra le risate e i singhiozzi, e Vale, che probabilmente giudica la sua tortura nei miei confronti sufficiente, si arrende, e si getta al mio fianco sul letto.

<<Grazie per aver avuto pietà di me>>scherzo, girando la testa nella sua direzione e facendogli l'occhiolino.

<<In realtà avevo altri programmi.>>
E così dicendo si posiziona sopra di me e mi bacia con trasporto. Dati i miei riflessi, non vengo colta alla sprovvista e schiudo immediatamente le labbra per ricambiare il bacio, che non ha niente di puro. Ma è meraviglioso.

Quando gli tolgo la maglietta e ritorno a baciarlo gli sfugge un lamento, così approfondisco il bacio. Poco dopo anche la mia maglietta finisce a terra insieme alla sua, e noi continuano a baciarci sempre più intensamente. 

All'inizio la suoneria del mio cellulare è solo un suono lontano, ovattato, ma pian piano sembra avvicinarsi sempre di più, fino a quando diventa estremamente irritante. 

Sbuffo irritata e pronta a dirne quattro a chiunque mi stia chiamando a quest'ora della notte, e, afferrato di malavoglia il telefono dal comodino, rispondo senza nemmeno guardare chi sia.

<<Fede, ho interrotto qualcosa?>>
Alzo gli occhi al cielo nel sentire quella voce, e sbuffo nuovamente.
Sempre il solito rompiballe di Mig.

<<No no figurati.>>ribatto, stizzita, facendogli palesemente intendere la mia ironia.

<<Okay, scusate se vi ho interrotto mentre facevate le vostre cose, piccioncini. Sono fuori dalla tua porta da mezz'ora, ho dimenticato il mio caricabatterie nella tua stanza e il mio cellulare sta per morire. Mi apri per favore?>>

A quelle parole balzo giù dal letto e, dopo aver risposto ad Andrea che gli aprirò subito e dopo aver chiuso la chiamata, mi infilo in fretta e furia la maglietta, lanciando in faccia a Vale la sua. 

Quando apro la porta a Mig non ho idea delle condizioni in cui io sia, ma è facilmente intuibile dalla faccia del pilota di Moto3 e dal sorriso malizioso che si fa strada sul suo viso.

<<Non per sgridarvi ragazzi, ma vi sembra logico fare le vostre cose all'una? La gente normale dorme a quest'ora.>>dice Mig, oltrepassandomi per andare a prendere il suo caricatore sul mio comodino.

<<Perché tu sei sveglio allora?>>lo provoco.

<<Ti sembro una persona normale?>>

<<Effettivamente no>>
Vale si lascia sfuggire una risatina nel sentire le mie parole, per poi sdraiarsi sul letto e sistemare le mani sotto la nuca, sempre guardandomi.

<<Ragazzi io vi lascio, preferisco non assistere allo spettacolo che ho interrotto. Mi raccomando, non fate troppo rumore altrimenti svegliare anche gli altri. Buonanotte piccioncini.>>commenta Andrea, avviandosi verso la porta d'uscita con l'oggetto da lui cercato in mano. Ma, non appena arriva in prossimità della porta, qualcuno bussa da fuori.

<<Mi auguro che tu non c'entri nulla, Andrea.>>lo minaccio, fulminandolo con lo sguardo.

<<Giuro che questa volta non c'entro. Il mio telefono è morto appena dopo averti chiamata, e per tutta la mezz'ora prima sono sempre stato qui davanti in attesa che ti degnassi di venirmi ad aprire. Giuro, non c'entro nulla.>>tenta di scusarsi, e dal suo tono non posso non credergli. 

Con un sonoro sbuffo mi alzo dal letto dove mi ero precedentemente accomodata, e apro la porta: davanti a me mi ritrovo tutti (dal primo all'ultimo) i ragazzi, intenti a fissarmi con un'espressione che in questo momento non riesco a decifrare.
<<Ciao ragazzi, ditemi.>>

<<Fede, tutto bene?>>chiede Den, apparentemente preoccupato. Non so proprio che gli prenda: perché sono tutti radunati davanti alla mia porta alla bellezza dell'una di notte?

<<Certo, perché?>>

<<Pensavamo ti fosse successo qualcosa. Abbiamo sentito una voce maschile provenire dalla tua stanza, e non era quella di Vale.>>spiega Pecco, il quale, noto solo ora, si è portato anche Sofia, dato che stasera dormivano insieme proprio come me e Vale.

<<Certo, era la mia>>si intromette Mig, entrando nel campo visivo dei ragazzi. Mi volto lentamente e lo minaccio con lo sguardo di non aprire bocca, ma lui continua imperterrito.<<Sono venuto da Fede a prendere il caricatore per il mio telefono defunto e loro stavano...>>

Prima che possa terminare la frase gli tappo violentemente la bocca con la mia mano destra, e continuo il discorso al posto suo:<<Guardando un film. Era davvero spaventoso. Un thriller misto ad un horror. L'dea di guardarlo è stata di Vale ovviamente.>>

I ragazzi non sembrano convinti della mia risposta, infatti poco dopo Bez interviene:<<È inutile che cerchi scuse, abbiamo capito tutti cosa stavate facendo. Comunque, possiamo rimanere qui? Visto che ci avete svegliati, dovete farvi perdonare. Passiamo una serata tutti insieme, tanto la camera è grande e ormai è tardi per tornare a dormire.>>

Non rifletto molto sulla decisione da prendere o sulle risposte da dargli, perché il tono di Marco non ammette repliche negative.

<<E va bene. Entrate.>>acconsento, scostandomi dall'ingresso per lasciarli entrare. Poco dopo una massa di pilotini si riversa in modo disordinato nella mia stanza, iniziando a racimolare sedie che nemmeno io sapevo di avere per accomodarsi attorno al letto, che hanno gentilmente lasciato per me e Vale. Almeno quello.

Mi sdraio sul materasso accanto al pilota Yamaha, il quale mi circonda le spalle e mi tira verso di sé, per tenermi stretta in un'abbraccio.

<<Ma Fede, come puoi dare dimostrazioni d'affetto a Vale e non a noi? Guarda che ci offendiamo>>dice ad un tratto Balda, ma non capisco se stia scherzando o meno. Sono indecisa sulla risposta da dargli, se essere ironica oppure no, ma alla fine decido per la prima, anche perché non ho la minima voglia di litigare all'una di notte.

<<Correre al Ranch con voi è la più grande manifestazione d'affetto che io possa darvi.>>

I ragazzi, visibilmente soddisfatti e commossi dalla mia risposta, mi mandano ognuno un bacio volante, che io fingo di ricambiare. 

Sia chiaro, se fossimo in pieno giorno non avrei un comportamento del genere. Lo sto facendo solo perché è l'una di notte e non voglio altro che dormire, sebbene io sappia perfettamente che i ragazzi non se ne andranno prima dell'alba o addirittura più tardi.

<<Ragazzi non riesco più a tenere gli occhi aperti, vi devo abbandonare. Fate come se foste in camera vostra, ma non toccate la mia roba personale, altrimenti quando mi sveglio vi distruggo le moto. Buonanotte miei cari.>>dico, minacciandoli uno per uno con lo sguardo prima di appoggiare la testa sul petto di Vale e chiudere gli occhi sospirando.

Mentre pian piano mi addormento, o almeno cerco di farlo, sento i ragazzi parlottare tra loro, ma dopo pochi minuti nella stanza cala il silenzio. Nello stato di dormiveglia in cui sono, il mio cervello riesce solamente ad immaginare che siano andati a prendere qualcosa nelle loro stanze, pensiero che ovviamente non ha delle basi fondate e che non formulerei se fossi completamente sveglia, per ovvi motivi. 

Dopo pochi minuti dall'inizio di quel silenzio tombal,e che tuttora invade ancora la stanza, sento un oggetto morbido ma comunque doloroso atterrarmi sulla faccia, seguito da decine di altri suoi simili. Con un grugnito ed una smorfia mi alzo lentamente e, dopo essermi tolta tutti i cuscini dalla faccia e dal corpo, squadro uno per uno i ragazzi, intenti a ridere e scherzare con disinvoltura.

<<Chi di voi geni ha avuto questa brillante idea?>>sibilo, continuando a guardare ognuno di loro con lo stesso sguardo fulminante che ho negli occhi da quando mi hanno bruscamente svegliata. 

I ragazzi cominciano a scaricarsi la colpa l'uno sull'altro, come dei bambini quando rubano qualcosa ma non vogliono ammettere di essere stati loro. Con un sonoro sbuffo mi volto lentamente verso il mio ragazzo, al quale basta un mio sguardo per rivelarmi il colpevole.

<<Celestino Vietti>>affermo con tono autoritario, placando in un secondo i loro stupidi battibecchi e concentrando l'attenzione di tutti i presenti sul ragazzo che ho appena nominato, il quale sfodera un'espressione da cane bastonato per cercare di scusarsi.

<<Io glie l'avevo detto che non l'avrebbe presa bene. La conosco ormai.>mette in chiaro Sofia, estraendo il burro cacao dalla tasca destra della felpa gigante che indossa e applicandone un po' sulle labbra a sua detta screpolate ma in realtà perfette, come il resto del suo viso.

Non ha un solo punto nero o brufolo e sinceramente non so come faccia. Anzi, certo che lo so: è tutto merito delle maschere che si fa tutti i giorni, con un tempo di posa di almeno mezz'ora ognuna, e dei prodotti che applica sulla sua pelle. Io, ovviamente, con tutta questa sua skin care non ne voglio proprio avere a che fare, sebbene lei cerchi ogni singolo giorno di applicarmi quell'orrenda sostanza nera sulla faccia, oltretutto usando i motivi più bizzarri che le vengono in mente per corrompermi. Invano, logicamente.

<<S-scusami tanto Fede, non volevo farti arrabbiare. Era solo uno scherzo divertente che mi piaceva farti, tutto qui. Non pensavo te la prendessi così tanto. Se l'avessi saputo non l'avrei fatto, davvero. Scusami.>>si arrampica sugli specchi Cele, sebbene io abbia già capito che ogni sua parola non è assolutamente la verità. Tuttavia, per questa volta decido di lasciar scorrere, e gli regalo una risposta che nessuno dei presenti si aspettava.

<<Davvero pensavi che>>inizio, con un finto tono arrabbiato al quale non credo nemmeno io,<<mi sarei arrabbiata? Allora non hai capito proprio niente.>>termino, con tono scherzoso, tanto che mi scappa una risatina. Senza lasciare loro il tempo di rispondermi qualcosa, afferro i cuscini che mi hanno tirato addosso e glieli lancio a mia volta, con colpi tanto precisi da beccare ognuno di loro in pieno viso. Scoppio a ridere vedendoli confusi, non so se per la risposta che ho dato loro oppure per il fatto che io li abbia colpiti tutti con i cuscini. Probabilmente per entrambe.

Il primo a riprendersi da tutta quella confusione è Franky, che inizia a parlare con un tono misto tra lo scherzoso e il finto minaccioso che mi provoca una risata.<<Vuoi guerra? E guerra sia.>> Poco dopo un cuscino mi atterra sulla faccia, seguito da altri due, che deduco siano stati lanciati da Stef e Nicco, date le loro risate divertite. Raccolgo subito i tre oggetti per poi scagliarli uno contro Paso, uno contro Maro e l'altro contro Vale, ancora sdraiato al mio fianco.

Alla fine la notte la passiamo interamente così, a fare la lotta coi cuscini per aggiudicarsi l'attualmente tanto ambito premio di vincitore di questa guerra all'ultima cuscinata. Per la maggior parte del tempo siamo tutti contro tutti, ma talvolta due di noi si alleano contro una persona che, solitamente, li ha presi entrambi a cuscinate.

I cuscini smettono di volare per la stanza soltanto quando Sofia ci avvisa che, visto che sono ormai le cinque del mattino, da un momento all'altro il sole inizierà a sorgere. Quindi ci rechiamo tutti sul balcone della mia stanza, abbastanza grande da ospitare tutti senza stare troppo stretti, e ci mettiamo in contemplazione del cielo, che comincia a presentare qualche striscia meno scura rispetto al resto.

Appoggio la mia testa alla spalla di Vale, il quale mi cinge dolcemente la vita e mi tira a sé con delicatezza. Questo è uno dei pochi momenti romantici che ci concediamo io e Vale, ma ciò non vuol dire che non ci amiamo. Semplicemente siamo troppo orgogliosi per scioglierci frequentemente. Certo, non nego che capita (come per esempio ora), ma di rado.

Di solito io e Vale tendiamo ad essere meno romantici ma a dimostrarci con piccoli gesti il nostro amore, come per esempio lui mi porta in moto, oppure io gli compro il suo gusto di gelato preferito quando decidiamo di concedercelo.

Sono piccoli gesti quotidiani, piccole accortezze, che però per noi due sono più importanti di quanto non si pensi.

<<È splendido.>>commenta Nicolò, posizionandosi alla mia sinistra per cingermi le spalle col braccio. Attualmente non disdegno affatto tutte queste manifestazioni d'affetto sia da parte di Nico sia da parte di Vale, che continua a cingermi la vita. In fondo assistere all'alba deve essere obbligatoriamente un momento romantico che va vissuto con le persone a cui si vuole più bene e alle quali si è più legati. 

Man mano che passano i minuti, il cielo inizia a colorarsi sempre di più di rosso e di arancione, segno che il sole sta per fare il suo ingresso nel cielo. 

E' davvero uno scenario stupendo, a cui ho assistito pochissime volte nella mia vita. In questo momento ogni cosa appare maledettamente perfetta ai miei occhi, a partire dai due ragazzi di fianco a me fino ad arrivare a Sofia e Pecco che si stanno amorevolmente abbracciando di fronte allo spettacolo che ci offre stamane il cielo.

Percepisco che ognuno di noi è nella sua bolla di tranquillità, estraniato dal mondo, me compresa. All'infuori dei tocchi delicati di Nico e di Vale rispettivamente sulle spalle e sui fianchi non percepisco nient'altro. Mi concentro solo sul cielo e sullo splendore che va dipingendosi su di esso, esattamente come, prima di una gara, mi concentro solo su di essa.

Paradossalmente, non rimpiango per nulla la notte insonne che ho appena trascorso con i miei migliori amici. Non se alla fine il risultato è questo: assistere all'alba migliore del mondo con le persone migliori del mondo. 

Il sorgere del sole fa da sfondo a questo momento romantico per ognuno di noi, anche per quelli che non hanno le loro ragazze qui con loro. Tutti siamo meravigliati da quelle sfumature arancioni e rossastre presenti sul cielo, un po' realistiche e un po' immaginarie. 

Il resto del tempo che ci divide dalla comparsa totale del sole nel cielo lo passiamo a fantasticare ognuno su cose diverse, ognuno immerso nei propri pensieri, ognuno incantato da quello spettacolo che si staglia davanti ai nostri occhi, ognuno concentrato sui gesti affettuosi delle persone che ha accanto. 

Una sola cosa ci accomuna in questo magico momento: la tranquillità. Per una volta nella vita siamo tutti rilassati, senza pensieri o problemi negativi, senza preoccupazioni. A quelle ci penseremo dopo. 

Quando ormai il sole è sorto del tutto, rientriamo tutti nella stanza e ci accomodiamo nuovamente nei posti in cui eravamo prima dell'inizio della battaglia di cuscini, ancora un po' scossi ed emozionati per lo spettacolo a cui abbiamo appena assistito.

A rompere quel silenzio riflessivo è niente meno che la suoneria di un cellulare, che si rivela essere il mio solo quando tutti i presenti puntano il loro sguardo nella mia direzione. Mi sporgo lentamente verso il comodino per afferrare il dispositivo elettronico, mentre non posso fare a meno di chiedermi chi possa essere alle sei e mezza di mattina.

Dall'altro capo del telefono risponde una voce a me sconosciuta, che pronuncia le parole che ho sempre e solo sognato nei miei incubi e sempre sperato che non mi venissero mai dette.

<<Signorina Morati, volevo avvisarla che i suoi genitori sono stati coinvolti in un terribile incidente ed ora sono ricoverati in rianimazione all'ospedale CTO di Torino. Potrebbe gentilmente recarsi sul posto?>>

spazio autrice:

BOOM! 

Enorme colpo di scena per la nostra povera Fede. Aveva appena aggiustato ogni cosa nella sua vita, ed ora sta andando nuovamente tutto a rotoli. Vedremo come si risolverà questa situazione. 

Intanto, vorrei dirvi che sono molto felice di esser tornata qui su Wattpad con costanza, dopo tanto tempo di assenza. Mi mancava tutto qui, ma soprattutto mi mancavate voi❤. 

Purtroppo vi devo già lasciare, ho un botto di compiti per domani: stiamo facendo più cose ora di quante ne facevamo a scuola. Buona giornata a tutte!🥰

Your Gonely46💛

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