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Capitolo 15

We were such a mess
But wasn't it the best?
Thought it was done
But I guess it's never really over

📍Montreal, Canada
09/06/2019


Non appena vediamo nel monitor che le prime tre macchine tagliano il traguardo, io e Sofia cominciamo a saltare di gioia, data la seconda posizione del pilota tedesco della Ferrari e la terza posizione conquistata dal pilota più giovane della Rossa. 

Certo, è davvero un peccato che Vettel abbia perso la prima posizione a causa di cinque secondi di penalità inflittigli, ma comunque il secondo posto è comunque un bel risultato, specie se sommato al terzo del monegasco.

Insieme al resto del team (a cui Charles ci ha presentate in seguito al briefing), sfrecciamo di corsa verso il parco chiuso e ci posizioniamo in seconda fila, dietro agli uomini più importanti del team, come Mattia, il team principal, tutti gli ingegneri e tutte le più alte cariche del reparto di meccanica. 

Non appena le due macchine rosse si parcheggiano nello spazio a loro riservato, i piloti, dopo aver tolto il volante, scendono dalle rispettive monoposto e corrono ad abbracciare il team. Una volta che Charles ha salutato tutti gli uomini posizionati davanti a noi, nella prima fila resta solo più Mattia, mentre gli altri si spostano per farci passare.

Non appena incontro gli occhi verdi del monegasco, mi viene istintivo abbracciarlo forte, mentre lui mi fa appoggiare la testa tra il suo casco e la sua spalla.

<<Bravo Charles. Sei stato grande.>>gli sussurro, e percepisco che mi ha sentito quando mi stringe ancora più forte a sé.

<<Ti voglio bene chérie .>>dice, con la voce attutita dal casco.

<<Ti voglio bene anch'io sweetie. Dai, vai ad abbracciare il resto del team, ti chiamano.>>lo avviso, udendo già i mormorii delle persone al mio fianco che attendono che il loro pilota venga a stringergli la mano.

Charles mi lascia andare e, osservando il suo volto per la maggior parte coperto dal casco, riesco a notare un sorriso che spunta sulle sue labbra. Salutata anche Sofia, il monegasco prosegue con il resto del team, mentre io e la mia migliore amica ci allontaniamo da quella marea di gente per raggiungere un luogo più tranquillo in cui potersi muovere liberamente senza dare gomitate a nessuno.

<<Fede, non trovo più il mio cellulare. Faccio un salto nel box a cercarlo. Tu aspettami qui.>>mi dice ad un tratto Sofia, interrompendo il flusso di pensieri che sta correndo impetuoso nella mia mente.

<<Okay. Io ti aspetto qui.>>
Guardo Sofia allontanarsi a passo svelto, poi, evidentemente in imbarazzo, scelgo la strada più semplice per non sembrare una stupida che non sa nemmeno da che parte andare: guardare il cellulare. Estraggo il dispositivo dalla tasca e, dopo averlo sbloccato, leggo rapidamente tutte le nuove notifiche di Instagram, rispondendo a qualche messaggio di complimenti da parte dei miei straordinari fans.

<<Ciao Fede.>>
Il mio cuore manca un battito nel sentire quella voce tanto famigliare quanto "pericolosa", mentre anche le mie gambe cominciano a tremare insieme al resto del corpo.

<<Ciao.>>rispondo, cercando di non sembrare agitata o in imbarazzo e di mascherare ogni emozione che sto provando in questo momento. Vale sfoggia uno dei suoi irresistibili sorrisi, e, mentre mi sfiora la mano e successivamente me la prende, scopro con orrore che anch'io ho il suo stesso sorriso dipinto in volto.

Merda.
Ricordandomi improvvisamente della notte che ho passato a riflettere su di noi, il cuore perde un battito, per poi ricominciare a correre come se stessi facendo una maratona.

Forse è davvero arrivato il momento di dire a Vale i miei pensieri, le mie idee, senza ricorrere all'uso della solita frase:"Non sono pronta".
Forse questa volta sono davvero pronta.
Forse questa volta non ho più dubbi sul mio amore per lui.
Forse questa volta sono anche disposta a riallacciare i rapporti con lui.
Forse ora sono perfino disposta a rimettermi con lui.

Con un impeto di decisione, stringo più forte la mano dell'uomo che mi sta di fronte (solamente per darmi coraggio) e pronuncio le parole che forse entrambi aspettavamo da un anno ormai.
<<Dobbiamo parlare.>>

Valentino annuisce, per poi stringermi forte a lui, come se avesse davvero bisogno di un mio abbraccio che plachi la tensione tra di noi. E devo ammettere che neanche a me dispiace questo contatto molto ravvicinato.

<<A Charles non dispiacerà se usiamo il suo stanzino per parlare.>>sentenzio, trascinando il pilota Yamaha verso il box Ferrari dove, in modo totalmente inaspettato per il mio cervello confuso, trovo tutti i membri del team Ferrari intenti a festeggiare il secondo ed il terzo posto. Non faccio caso a nessuno e corro direttamente verso Charles, occupato a mettere a posto i guanti ed il casco.

<<Sweetie>>lo chiamo, per attirare la sua attenzione, che, come previsto, viene catturata dalla mia persona.

<<Chérie, ciao, non ti aspettavo qui. Ciao anche a te Valentino.>>il monegasco ci saluta entrambi con un sorriso, per poi finire l'opera che aveva lasciato incompiuta per vedere chi l'aveva chiamato e ritornare a parlarci.

<<Sweetie, avremmo bisogno di un favore. Possiamo usare il tuo stanzino per una mezz'oretta? Tranquillo, non dobbiamo fare quello che pensi tu. Dobbiamo solo mettere un po' in chiaro la situazione tra di noi.>>chiedo, girandomi anche verso Valentino per ottenere la sua approvazione.

<<Ma certo, con piacere. È tutto vostro. A dopo.>>afferma Charles, con un enorme sorriso che gli illumina tutto il volto.

Senza mai mollare la sua mano, ricambio il sorriso del pilota Ferrari e trascino Vale nello stanzino posto dietro al box, nel quale sono stata stamattina con Charles prima della gara.

<<Allora, di cosa volevi parlarmi?>>mi domanda Vale, appoggiandosi con la schiena al muro e rilassando le spalle.

<<Di noi. O meglio, della nostra situazione. Vorrei chiarirlo una volta per tutte.>>mormoro, con ancora un briciolo di sicurezza.

<<Bene. Ti ascolto.>>afferma, incrociando le braccia ma non con fare arrabbiato.

Prendo un enorme respiro, che mi dà un po' più di sicurezza, poi, con voce tremante e insicura, inizio a parlare.
<<Innanzitutto ci tengo a specificare che ti amo, Vale. Ti amo dalla prima volta in cui ti ho incontrato di persona, quel giorno, all'aeroporto, quando ti sono pure saltata in braccio per la gioia. Ti amo e ti ho amato per ogni singolo istante da un anno a questa parte, anche se non te l'ho mai detto e dimostrato appieno. Ti amo e non voglio perderti per nessun motivo al mondo. Molto probabilmente tu sarai stanco dei "no" che ti ho sempre dato come risposta quando mi proponevi di ricominciare. E so di essere infinitamente egoista, ma io ti rivoglio al mio fianco Vale. Mi manchi come l'aria. Non ce la faccio più senza di te. Ti prego, puoi perdonarmi?>>

Vale fa un passo verso di me, facendo combaciare i nostri corpi e riaccendendo quel solito fuoco dentro di me che non si spegnerà fino a quando non ci allontaneremo l'uno dall'altra.
<<Fede, ti amo tanto anche io. E non sei tu l'egoista, ma io, che ho sempre insistito per riprovarci, per darci un'altra possibilità, non capendo che tu avevi bisogno di tempo riflettere, di spazio. Ma ora non conta: siamo qua e niente potrà più dividerci.
Io sono più che disposto a perdonarti e spero che anche tu lo sia nei miei confronti.>>

A quelle magiche parole, non riesco a trattenermi e faccio scontrare con impeto le mie labbra con le sue, riaccendendo la scintilla d'amore che dominava durante la nostra relazione. È una sensazione stupenda poter finalmente baciare il mio uomo, il mio campione, l'unico in grado di regalarmi queste meravigliose emozioni che difficilmente scorderò.
Mi mancava.

<<Baciarti è ancora più bello di quanto lo fosse un anno fa.>>mi sussurra Valentino a fior di labbra, ed io non posso fare a meno di sorridere e sentirmi pervadere da una sensazione di estremo conforto e protezione.

Mi sento di nuovo a casa, esattamente come un anno fa.
<<Ti amo tanto Vale, lo sai?>>

<<Lo so principessa. E ti amo tantissimo anch'io.>>
Interrompo il contatto fisico con Valentino solamente per sorridergli e riafferrargli la mano, come se mi desse più sicurezza.

<<Forse è meglio se torno da Lewis. Mi starà cercando.>>dice Valentino, lasciando di colpo la mia mano. Vedendo la mia espressione mutare, però, mi rivolge un sorriso amorevole e mo si avvicina, per poi prendermi il viso tra le mani e schioccarmi un tenero bacio sulla fronte. <<Ci vediamo stasera in hotel. Ti amo principessa.>>

<<Ti amo anch'io. Ci vediamo stasera.>>
Dopo esserci salutati con un frettoloso (ma allo stesso tempo dolce) bacio a stampo, prendiamo due direzioni diverse: lui esce dallo stanzino dalla porta sul retro, mentre io rientro nel box per fare due chiacchiere con Charles e chiarire tutto anche con lui.

Tuttavia i miei piani mutano non appena lo vedo al centro del box, sorridente, nel bel mezzo dei festeggiamenti per il podio delle Ferrari. Forse è meglio se gli parlo dopo. Rifletto. Ora lasciamolo festeggiare in pace.

Getto una rapida occhiata all'ambiente circostante e, una volta notata la figura di Sofia appoggiata al muro e occupata a guardare il cellulare, mi dirigo a passo svelto verso di lei.
<<Ehi.>>

<<Oh Signore, tu mi vuoi morta. Mi hai fatto prendere un infarto.>>strilla con una voce che, sebbene molto alta e acuta, non riesce a coprire le urla dei membri del team Ferrari, attualmente nel cuore dei festeggiamenti.

<<Scusa, non volevo. Vedo che hai trovato il cellulare. Dov'era?>>domando, facendo un gesto con la mano per accennare al dispositivo che ha in mano.

<<Era appoggiato al bancone di lavoro dei meccanici. Per fortuna Seb l'ha trovato e me l'ha restituito. Dovrebbero farlo santo quel ragazzo.>>risponde, alludendo a Sebastian Vettel che, in questo momento, è pizzicato tra decine di meccanici che lo sballonzolano a destra e a manca per fargli i complimenti.
Quanto lo capisco...

All'improvviso da quell'ammasso di gente sbuca niente meno che Charles Leclerc, che, dopo aver stretto la mano ad un meccanico del team, viene verso di noi con visibile gioia.<<Ciao chérie. Già finita la chiacchierata?>>

<<Sì, tutto risolto. Ci siamo rimessi insieme.>>
A quelle parole Charles sembra rattristarsi un po', ma cerca subito di mascherarlo con un sorriso più largo che può.<<Davvero? Che bello.>>

Il monegasco abbassa lo sguardo, evidentemente in imbarazzo, per poi rialzarlo e prendere un grosso respiro calmante. <<A proposito di questo...io e te dovremmo parlare.>>

Scuoto la testa con forse eccessiva veemenza, ma Charles continua ad essere confuso, quindi decido di spiegare il mio intento a parole.<<No Charles. Ora goditi la festa, ne parliamo stasera. Oggi è il tuo giorno ed io non mi permetterò di rovinartelo. Vai tranquillo. Ne parliamo stasera, giuro. Ora vai a divertirti.>>

Il monegasco, tuttavia sia visibilmente insoddisfatto, mi si avvicina e mi stringe a sé, facendomi appoggiare la testa nell'incavo tra la sua spalla, ancora ricoperta dalla tuta, ed il suo collo. <<Grazie, chérie. Tu est très speciale.>>

<<Toi aussi. Allez, va t'amuser. On se voit à l'hôtel ce soir. Au revoir, mon cher Charles.>> (Anche tu. Dai, vai a divertirti. Ci vediamo stasera in hotel. Arrivederci, mio caro Charles) rispondo, con una nota di ironia nell'ultima frase che provoca una leggera risatine nel mio interlocutore.

<<On se voit ce soir. À tout à l'heure, ma chérie.>>
<<À bientôt.>>saluto, per poi prendere per mano Sofia e trascinarla letteralmente fuori dal box.

<<Possibile che devo sempre essere l'ultima a sapere le tue cose?>>mi rimprovera, fermandosi sul posto e incrociando le braccia al petto con fare minaccioso.

Merda.
Non le ho detto che mi sono rimessa con Vale. Ora sì che sono guai.

<<Ehm, ecco, vedi. Il fatto è che...>>comincio, ma percepisco che lei è troppo arrabbiata per permettermi di inventare una scusa credibile, quindi faccio una pausa, che lei coglie al volo per proseguire con le sue parole:<<Il fatto è che ultimamente non mi dici mai nulla. Ti sei rimessa con Vale vero?>>

Abbasso la testa con un senso di colpa che mi invade in tutta la mia persona ed annuisco quasi impercettibilmente. Poi però rialzo immediatamente la testa ed incateno i miei occhi in quelli della mia migliore amica, per affrontarla con il modo migliore che ho. Nella guerra di sguardi ho sempre vinto e vinco sempre io. È il mio asso nella manica.

<<Lo sapevo. Senti Fede, lo sai che a me puoi dire tutto. Sono la tua migliore amica fin dai tempi dell'asilo. Io e te abbiamo condiviso praticamente tutto e abbiamo affrontato molto più di mille ostacoli insieme, ma ce l'abbiamo sempre fatta. E ora se siamo qui, è perché l'abbiamo fatto insieme. Quindi non vedo perché devi nascondermi le cose.>>spiega, molto più calma e meno acida rispetto a quanto era prima.

1 a 0 per me.

<<Sai che non ti chiederò mai scusa e non ti dirò mai che mi dispiace (anche se sai benissimo che è vero), perché non è nella mia indole, però credo che io te dobbiamo assolutamente passare un pomeriggio a fare quattro chiacchiere tra donne. E non vedo perché non farlo oggi stesso. Tanto abbiamo ancora tre ore da passare prima della cena.>>

Sofia si avvicina impetuosamente e mi abbraccia con tale forza da farmi indietreggiare leggermente, ma con tale affetto da farmi ricambiare istantaneamente.
<<Ti voglio bene Fede.>>

<<Anch'io.>>

Sofia si stacca da me e mi guarda con occhi strani, come se stesse tramando qualcosa.
<<Ice girl si è sciolta. I miracoli esistono.>>esclama dopo un po', ricevendosi una pacca sul braccio unita alle nostre risate che risuonano come una sola.

<<Dai andiamo, ho un po' di cosette da raccontarti.>>affermo, prendendola sotto braccio mentre ci avviamo verso l'uscita del circuito, sempre ridendo; ormai non si sa più per cosa ridiamo, ma continuiamo a farlo per i successivi minuti, anche quando saliamo sul taxi da lei chiamato.

Questa è quella che io definisco amicizia. Vera, sincera, pura. E soprattutto indistruttibile.

Spazio autrice:

Lo so, lo so. Pensavate fossi morta e avessi lasciato la storia incompleta. MA per vostra (s)fortuna sono ancora qui, a pubblicare un altro capitolo.

In realtà avrei tipo quaranta pagine di storia da studiare, però mi sono detta: dai, finisco il capitolo, lo pubblico e poi studio. Peccato che ormai è passata un'ora e mezza da quando ho concretizzato questa "geniale" idea, e sono riuscita a pubblicare questa parte soltanto ora.
Conseguenza: ora ho tutta storia da studiare. Non credo di farcela...

Anywaaay, ringrazio come sempre tutte voi e ci sentiamo nel prossimo capitolo! 

Un bacio grande, grandissimo

Your Gonely46♥️

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