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Capitolo 13

Don't you give up
I won't give up
Let me love you

📍Montreal, Canada
08/06/2019



Sono ferma immobile ormai da quasi tre minuti, e non riesco ancora a muovere nemmeno un muscolo. Sono totalmente impotente. Non riesco a fare nulla, all'infuori di rimanere lì impalata, a fissare Valentino che mi guarda schifato. 

Charles, capendo la situazione, ha interrotto ogni tipo di contatto fisico con me non appena ha sentito la voce di Valentino e ora se ne sta anche lui fermo immobile al mio fianco, come aspettando di proteggermi qualora si scatenasse un conflitto.

<<Sul serio?>>ripete, e sono proprio le sue parole a farmi sbloccare e a farmi riprendere potere di me stessa. Per prima cosa osservo i ragazzi che sono arrivati insieme a Valentino e mi stupisco di vedere Lewis Hamilton e altri ragazzi che non mi pare di conoscere. Al momento identificarli è l'ultimo dei miei pensieri.

<<Vale, giuro che potrò spiegarti ogni cosa, se solo tu mi ascolterai.>>dico, avvicinandomi a lui di un solo passo.

<<A me sembra di aver già visto abbastanza e non ho bisogno di spiegazioni. Ho già capito benissimo da solo.>>mi risponde, e il solo pensiero che possa perdere la fiducia nei miei confronti mi provoca una fitta al petto lancinante. Devo fare in modo che non succeda. Non posso permetterlo.

<<Niente è come sembra, Vale. Ti prego, lascia che ti spieghi tutto quanto in un luogo più appartato. Vieni in camera mia.>>gli propongo, muovendo un braccio nella direzione della mia camera, ove spero che Sofia non ci sia ancora.

Di tutti i presenti in questo momento (esclusi me e il pilota di MotoGP), l'unico a capire l'intera discussione è proprio il motivo scatenante della discussione stessa, mentre gli altri guardano prima me, poi Vale a seconda di chi prende parola e sembrano non capire molto. Forse è meglio così.

<<Bene, facciamo così. Ti ascolterò.>>afferma Valentino, dopo averci pensato un bel po' su. Ero sicura che avrebbe accettato, per questo ho tirato fuori il mio asso dalla manica.

<<Ragazzi, io vado. Ci vediamo domani al circuito.>>saluta Vale in inglese, mentre stringe la mano di ognuno dei ragazzi che sono arrivati insieme a lui. Io, intanto, ne approfitto per girarmi verso Charles e guardarlo in quei suoi meravigliosi occhi verdi.

<<Scusami. Non credevo che succedesse tutto questo. Chérie, perdonam...>>si scusa Charles, ma io lo interrompo immediatamente, rassicurandolo con poche ma efficaci parole:<<Sweetie, non è colpa tua. Non potevamo sapere che sarebbe arrivato. Risolverò tutto io. Ora stai tranquillo e pensa a riposarti per la gara di domani. Ti voglio carico e pretendo come minimo un podio.>>  

<<Contaci, chérie. Buonanotte, ci vediamo domani.>>mi saluta, prima di lasciarmi un delicato ma dolce bacio sulla fronte e darmi un veloce abbraccio, che io ricambio più affettuosamente di quanto sia io che lui ci aspettassimo. In questo momento sento di avere un disperato bisogno di confronto, di sentire il calore e la protezione del mio caro amico monegasco, che continua a stringermi a sé e ad accarezzarmi i capelli, come per calmarmi.

<<Notte sweetie. A domani.>>sussurro, con le lacrime agli occhi. Non so esattamente il motivo per cui sto per piangere, e sinceramente non so nemmeno se sono lacrime di gioia o di tristezza. Non ne ho idea.

Charles si divide da me e comincia a camminare verso la sua stanza, solo dopo avermi ancora rivolto un sorriso rassicurante, lasciandomi lì da sola in mezzo al corridoio.

Mi ricordo della presenza di Valentino solo quando lui mi si avvicina pericolosamente ed io, d'istinto, arretro, per paura che faccia qualche passo sbagliato e inaspettato, ma invece lui prosegue verso la porta della mia camera, degnandomi solo di un'occhiata torva, e si appoggia allo stipite.<<Vieni o no?>>

Io mi limito ad annuire e a seguire Valentino all'interno della mia camera. Per nostra fortuna Sofia non è ancora tornata dell'appuntamento con il suo cantante preferito, così ci permette di discutere a tu per tu, senza essere disturbati.

<<Dimmi, ti ascolto.>>mi incita Valentino, appoggiandosi alla porta, le braccia conserte. Prendo un grosso respiro, un po' per farmi coraggio e un po' per smaltire l'ansia.

<<Vale, niente è come pensi. Ammetto che voglio tanto bene a Charles, ma non c'è niente tra di noi. Te lo giuro. Baciarci è stato un errore di entrambi e lo capiamo. Ma non per questo rovineremo la nostra bellissima amicizia.>>

<<Certo, capisco. E allora perché vi siete baciati?>>domanda. Noto che sta cercando di mantenere la calma e questo mi fa molto piacere.

A quella domanda, mi viene d'istinto infervorarmi e, forse, reagire un po' male.<<Vale, io non devo darti spiegazioni. Non sei il mio ragazzo. Ti ho spiegato cosa c'è tra me e Charles solo perché ritenevo corretto che tu ricevessi delle spiegazioni, ma non c'è niente tra me e te. E non so se in futuro cambieranno le cose. Mi dispiace.>>

Valentino modifica subito la sua espressione, rimanendo scioccato e turbato allo stesso tempo dalle mie parole, che riflettendoci sono state un po' troppo dure nei suoi confronti. Non si merita questo. È un ragazzo troppo gentile, troppo carino per sentirsi dire delle parole del genere.
Ma ormai è troppo tardi. Le ho dette e non posso rimangiarmele.

<<Certo. Capisco. Devo rinunciare a riaverti. Non sarai mai più mia.>>mormora, abbassando la testa e annuendo per auto convincersi che sia davvero così. Ma questo non è quello che vogliamo. Né io, né lui.

D'un tratto, mentre sto rimuginando sul rapporto che c'è tra me e Valentino, sento un'improvvisa nausea, che mi costringe a precipitarmi dentro al bagno e a rimettere tutta la cena che ho appena mangiato in compagnia di Charles.

<<Cazzo, Fede. Che hai mangiato?>>mi chiede Vale, entrando in bagno e tirandomi in alto i capelli, di modo da non farmeli sporcare.

<<Non lo so Vale, sarà stato qualcosa di avariato. Ma sto bene, sto bene.>>dico, cercando di alzarmi. Mi metto in piedi e, prima di camminare, cerco di mantenere l'equilibrio per almeno cinque secondi, così da essere sicura di non cadere. 

Torno in camera e afferro il cellulare per chiamare Charles e chiedergli se anche il suo stomaco ha avuto la stessa reazione del mio al cibo che abbiamo ingerito durante la nostra cena, ma, non appena lo schermo diventa luminoso, ho un improvviso giramento di testa e finisco per sedermi sul letto, le mani sulle tempie e gli occhi chiusi.

<<Fede, cosa volevi fare con il telefono?>>mi chiede Vale, che fino ad ora è rimasto in disparte ad osservare la scena ed i miei movimenti.

<<Vale, so che ti costa tanto, ma ti prego, mi potresti andare a chiamare Charles? È nella 329.>>imploro, sollevando lo sguardo verso di lui solamente per aiutarmi con gli occhi affinché lui esaudisca la mia richiesta.

<<Certo, vado subito. Due minuti e te lo porto.>>mi informa, uscendo dalla camera con passi pesanti e la testa che si muove a destra e a sinistra. 

A giudicare dalla nausea che mi opprime lo stomaco, non credo di riuscire a resistere per tanto tempo da sola in questa stanza d'hotel. Per fortuna, poco tempo dopo, arriva Valentino seguito da Charles, che, dopo essersi richiuso la porta alle spalle, si fionda su di me e mi abbraccia affettuosamente, ma pur sempre senza farmi male. Per ora questo abbraccio mi basta. Mi sento già al sicuro. 

<<Chérie, tutto bene? Vale mi ha detto che avevi bisogno di me.>>dice Charles, evidentemente ignaro che la mia cena è appena andata giù per lo scarico del water. 

In questo momento, riflettendoci a mente molto più lucida rispetto a prima, stabilisco che è meglio non dire nulla a Charles del fatto che sono stata male, semplicemente per non farlo preoccupare ancora di più di quanto lo sia già visibilmente. Posso solo pregare che Valentino stia zitto e non dica nulla riguardo a pochi minuti fa, altrimenti non so come reagirò.

<<Sì, tutto bene. Volevo solo chiederti se domani mattina mi portavi tu al circuito o dovevo prendere un taxi.>>invento, cercando in tutti i modi di sembrare normale e credibile e di non fargli capire che sono appena stata male.

<<Io ho il briefing con il team alle otto e mezza, quindi se vuoi venire con me puoi, però devi alzarti alle otto come minimo, se non prima.>>

<<Okay, verrò con te. A domani sweetie.>>lo saluto, allungandomi in avanti ed alzandomi sulle punte per abbracciarlo.

<<A domani chérie. Ti passo a prendere in camera alle otto.>>
Il monegasco esce dalla mia stanza a passo svelto, solo dopo aver salutato e ringraziato Valentino, che ricambia con una stretta di mano e con un sorriso che, conoscendolo piuttosto bene, sono sicura che sia il più falso del suo repertorio.

<<Bene, io direi che posso togliere il disturbo. Ciao Fede. Buonanotte.>>dice Vale, avviandosi verso la porta.

<<Aspetta.>>
Mi accorgo di essere stata io a parlare solo quando vedo Valentino girarsi lentamente e guardarmi con le sopracciglia sollevate. Non so neanche io perché ho pronunciato quella parola, tuttavia sto cercando una possibile scusa per tentare di rimediare.

<<No, nulla. Buonanotte.>>dico semplicemente, lasciando il pilota Yamaha visibilmente in confusione. Tuttavia non mi pone altre domande e, abbassando la testa, apre la porta ed esce dalla mia stanza.

Neanche cinque minuti dopo sono già sdraiata sul letto, cambiata nel mio bel pigiama rosso, a rimuginare sul bacio che mi ha dato Charles e che io ho ingenuamente ricambiato. Potevo fare altrimenti? Certo. L'ho fatto? No. Me ne pento? Nel modo più assoluto.

Lo rifarei? Per altre mille volte.

Spazio autrice:

Sono tornata, finalmente, in diretta da Misano! Come state? Io benissimo, è tutto stupendo qui.

Ma vogliamo parlare delle qualifiche di ieri?
Allora (l'inizio alla Valentino Rossi è puramente casuale), in Moto3 mi aspettavo più una Q2 in stile Q3 di Monza in F1, però ci accontentiamo. Sono molto felice per la pole di Tatsu: era da tempo che se la meritava e finalmente l'ha ottenuta. A quanto pare quando ho incontrato Antonelli venerdì sera gli ho portato fortuna, dato che ieri si è qualificato sesto, e ne sono onorata ahahah. 

Ma ora direi di passare alla Moto2:
MA CHE POLE HA FATTO DIGGIA?! Cioè, io non realizzo neanche ora che stamattina Fabio scatterà dalla prima casella. È incredibile! Mi dispiace tanto per Pasini, che, a causa di un'incrinatura di una vertebra, la T12, e una lesione al coccige provocate da una caduta alla curva 10 delle Libere3, questo weekend non potrà correre. Che peccato, avrebbe saputo regalarci tante emozioni.

Ma ora direi di passare a loro: gli unici, gli incredibili, gli inimitabili piloti della...
CLASSE REGINA!
Allora, partiamo dal fatto che Marquez parte quinto ed è già un enorme vantaggio per noi che siamo abituati alle gare noiose in cui lui parte primo e, dopo una gara interamente dominata in solitaria, vince. Inoltre ci tenevo a fare i complimenti a Viñales che, sebbene non sia tra i miei piloti preferiti, è comunque un grande e merita questa pole. Speriamo (come sempre) in una rimonta del nostro Vale, che, a mio parere, quest'oggi può anche lottare per il podio insieme a tutti gli altri.

(Vale alle prove di partenza di ieri)

(I pilotini di Moto3 che conversano amabilmente nel bel mezzo della pista)

Okay, dovrei aver detto tutto in teoria. Anzi no, scherzavo. Vorrei ancora lasciare un piccolo commento sul casco di Vale in occasione dell'home gp.

Beh, si sa: Vale non ne sbaglia mai una in fatto di caschi. Questo casco, come tutti gli altri realizzati in onore dei gp d'Italia, è stupendo. Poi con le piadine, beh, lì è tutto un altro discorso. Mi ritrovo molto in questo casco, poiché io, Vale e il cibo siamo una cosa sola. Vale ed il cibo sono tipo i miei idoli. E non scherzo.

Bene, detto questo io vi lascio. È iniziato il warm up della MotoGP e voglio godermelo al meglio.
Mi raccomando: vi voglio carichi per tutte le gare! Se inquadrano il pubblico della Quercia vi saluterò, promesso😉. Vi voglio tanto bene♥️

Your Gonely46

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