1, All'insegna della "quotidianità"
18 Settembre
Massaggio stancamente le tempie, eseguendo un movimento circolare, mentre ad occhi serrati assaporo il silenzio della Biblioteca, i cui unici suoni sono rappresentati dal rumore delle pagine che vengono girate e il graffiare delle piume sui rotoli di pergamena.
E ovviamente deve sempre esserci un gruppetto di Grifondoro che trova divertente ridacchiare sguaiatamente mentre le restanti persone vogliono soltanto completare i loro compiti o rilassarsi leggendo.
Devo mordermi con forza il labbro inferiore per reprimere l'insana voglia di chiudere di scatto il tomo di Storia della Magia e scagliarlo nella loro direzione, proprio sulla parete alle loro spalle.
Respiro profondamente e il mio vicino sospira rumorosamente.
Qualcuno lo schianti o lo affetti con una spada di bronzo celeste.
La maratona di Percy Jackson purtroppo ha i suoi effetti collaterali.
Apro gli occhi di scatto e rispondo all'occhiata fulminante che mi sta rivolgendo perché sono stanca dei continui sbuffi e occhiatacce con cui mi ha bersagliato dall'esatto momento in cui ho avuto la malaugurata idea di sedermi qui.
Sostengo lo sguardo scuro, crepitante di irritazione con una sicurezza che normalmente non avrei, ma che adesso la stanchezza e l'esasperazione mi hanno portato ad indossare.
Quando con eccessiva gestualità indica il libro poggiato sul tavolo, non riesco a non inarcare un sopracciglio sarcasticamente ed indicare con la sua stessa enfasi la distesa di libri di cui sono circondata.
Voglio proprio vedere cos'ha da dire adesso.
Come immaginavo abbassa lo sguardo sconfitto e torna a rivolgere l'attenzione al libro di Aritmanzia, mentre stringe con forza i pugni, probabilmente immaginando di colpirmi con un bolide.
Una smorfia poco convinta mi piega le labbra quando torno ad osservare lo spazio davanti a me e trovo il gruppetto rosso-oro intento ad osservarmi con sorrisi divertiti e molto poco rassicuranti.
Cosa avranno da guardare quelli?
Esasperata e imbarazzata da quelle attenzioni non volute, decido che ho lavorato abbastanza per questo pomeriggio e mi affretto a raccogliere ogni singolo libro che ho abilmente disseminato per la tavolata, prima di rivolgere un'ultima occhiata di sfida al vicino Serpeverde e dileguarmi in fretta verso il calduccio e soprattutto il rassicurante silenzio della Sala Comune.
I corridoi sono stranamente calmi e vuoti e sto davvero pensando che riuscirò a raggiungere la torre senza incontrare particolari fastidi e soprattutto persone fastidiose, quando il mio naso si scontra contro un petto solido.
Arriccio il naso per il dolore e non riesco a trattenere un gemito sommesso, mentre la mano del ragazzo con il quale mi sono scontrata corre al mento e alza il mio viso verso l'alto, a controllare che il naso sia apposto.
Deglutisco nervosamente quando dopo aver sbattutto ripetutamente le ciglia a causa della forte luce che illumina il corridoio, mi ritrovo a fissare gli occhi azzurri di Louis.
<< Tutto bene? >> domanda preoccupato, scandagliando il mio viso ormai scarlatto alla ricerca di segni che possano giustificare il mio prolungato silenzio.
<< Mmmh si si tutto bene >>. Almeno evita di incantarti guardando i suoi occhi!
<< Oh vuoi che ti dia una mano con la borsa? >> e senza neanche attendere la mia risposta si china in avanti afferrando saldamente la tracolla e cominciando a camminare a qualche passo di distanza.
Senza più il peso della borsa sulle spalle, stiracchio le braccia sopra la testa e mi ritrovo a sospirare sollevata quando avverto dei piccoli scrocchi in zona spalle.
Trattenendomi a stento dal mettermi a saltellare, raggiungo Louis in due falcate e concentro tutta la mia attenzione sul sorriso pacifico che mi sta rivolgendo.
<< Mi dispiace di non averti potuto aiutare con il tema di Trasfigurazione, ma dovevo organizzare le selezioni perché quest'anno ci sono un sacco di candidati. Pensa che siamo solo a metà Settembre e mi sono già ritrovato con una lista di nomi che potrebbe ricoprire l'intera superficie del mio letto! Sono talmente tanti che sospetto ci siano infiltrati delle altre case.
Ah e sarai ben felice di sapere che adesso, proprio sul fondo, c'è un nome scritto con una calligrafia chiara e perfettamente leggibile che corrisponde a quello di Maysilee Goldstein.>>
Mentre io faccio per immobilizzarmi per la sorpresa, rischiando quindi di incastrarmi nello scalino ballerino del terzo piano, Louis mi afferra con decisione i fianchi e come se pesassi quanto una di quelle piume di cui andiamo golosi entrambi, mi solleva e mi deposita in salvo sulle scale, raggiungendomi un secondo dopo ed annullando così la breve soddisfazione di essere più alta di lui.
Lascia ciondolare le lunghe braccia vicino ai fianchi mentre con un sorriso di sfida, gli occhi che mi osservano decisi, attende la mia reazione.
Deglutisce nervosamente quando piego la testa di lato ed esibisco una smorfia poco convinta riflettendo sulle sue parole.
Non sono arrabbiata in realtà, solo non so esattamente come reagire.
Da un lato vorrei ringraziarlo per aver fatto qualcosa che io stessa avrei voluto fare, ma che troppo spaventata di essere derisa, non ho fatto, mentre dall'altro ho una voglia matta di tirargli uno scappellotto per il modo in cui si è impicciato di una situazione che non lo riguardava.
<< Perché l'hai fatto Louis? Stava a me decidere >> si muove a disagio da un piede all'altro ma non abbassa lo sguardo neanche per un secondo, mantenendo il contatto visivo come ogni volta che vuole dirti qualcosa in faccia e non vuole tergiversare.
<< Perché non l'avresti mai fatto da sola e so quanto questa non-decisione ti avrebbe ossessionato, costellando i tuoi pensieri di tanti "se.." perciò puoi anche avercela con me, ma non puoi negare che io abbia perfettamente ragione. >>
Detesto questo suo modo quasi strafottente e sicuro di sé cui ho l'onore di essere l'unica vittima.
Lo sguardo di sfida che mi rivolge mi riporta alla mente il pomeriggio estivo di tre anni fa che mi vide trionfare in maniera plateale contro quello che tuttora considero una delle persone più irritanti di questa scuola.
Mio padre, mio fratello ed io stavamo giocando nel minuscolo giardino di casa, magicamente incantato perchè non fosse visibile agli occhi dei babbani, mentre mamma se ne stava a bordo campo pronta ad intervenire in caso d'infortunio.
Essendo una specie di allenamento si trattava semplicemente di passarci la pluffa ed evitare che il terzo riuscisse ad afferrarla.
Una specie di melina in sostanza.
Per i primi dieci minuti non era successo niente di rilevante, almeno fino a che non era arrivato uno degli amici di mio fratello: Nicholas Holliday.
Un vero coglione a parer mio.
Comunque, sorvolando sul reciproco affetto che ci lega, vorrei concentrarmi su ciò che quell'idiota osò rispondere quando mio fratello gli chiese se voleva sostituire papà :" Io e te contro quella nanerottola? Non facevamo prima a giocare contro uno gnomo?"
Ora, già io sono molto suscettibile se si nomina la mia non proprio alta statura, se poi l'idiota in questione arriva a sminuire le mie abilità, per quanto mai affinate o collaudate, di Quidditch non c'è altra spiegazione se non che il tizio non vede l'ora di essere preso a calci in culo.
Anche mio fratello sembrava aver capito ciò che mi passava per la testa perché dopo aver ghignato nella mia direzione aveva invitato l'amico a provare se ciò che diceva era vero, trasformando il gioco in una sorta di uno contro uno, in cui io cercavo di fare centro nei pali improvvisati e lui doveva occuparsi di proteggerli.
Risultato?
Feci centro per ben 5 volte e alla fine, nell'euforia non ero riuscita ad evitare di scagliare la pluffa sul suo bel nasino.
Ancora oggi quando mi vede si fa livido di rabbia e porta la mano a proteggere il naso.
Un sorriso fiero e divertito mi piega le labbra e tornando al presente mi ritrovo Louis che se la ride tutto soddisfatto di se stesso.
Alle volte è semplicemente irritante con il suo modo di capire ciò che mi passa per la testa e il conseguente tentativo di scoprire di cosa si tratta. In questi casi finisco per preferirgli Scorpius, perché almeno lui, se capisce che qualcosa mi rende disattenta o triste, si limita ad abbracciarmi senza costringermi a dire niente, mentre Louis crede che io debba sfogarmi e che quindi dire ad alta voce ciò che mi preoccupa o fa star male sia un ottimo rimedio.
Non voglio tuttavia regalargli alcun tipo di soddisfazione quindi gli rifilo un'ultima occhiataccia prima di riprendere a camminare e continuare il discorso da dove ci eravamo interrotti prima che si parlasse di Quidditch.
<< Allora me la daresti una mano in Trasfigurazione? Sono stata venti minuti a fissare il vuoto sperando come ogni volta di avere un'illuminazione e riuscire finalmente a concludere in maniera decente il mio tema! >> Louis sfoggia un sorriso divertito mentre procede spedito su per la scalinata per poi rispondere convinto alla mia proposta.
Affiancandolo nuovamente mi perdo nella contemplazione del suo viso, partendo dai capelli lisci e biondi che gli sfiorano la fronte ricadendogli davanti agli occhi azzurri, per finire alla piccola cicatrice che gli decora il mento.
Quella stessa cicatrice che un Louis di 8 anni si è procurato deciso a salire su una scopa senza cadere e battere così il record del cugino James che ci era riuscito a 9 anni.
La stessa spericolatezza che aveva procurato una lieve crisi di nervi a Fleur Delacour visto che si era conclusa con la distruzione di un costoso soprammobile, nonché regalo di nozze.
Questa piccola temerarietà sottolinea il carattere talvolta spericolato di Louis, il quale viene messo in mostra soprattutto durante la partite di Quidditch e che finisce per essere oscurato dall'aura di compostezza e diligenza che generalmente lo circonda.
Il rumore di passi che si muovono frenetici nella nostra direzione mi fa sobbalzare e non riesco a trattenere un verso di sorpresa quando, per proteggermi dalle persone che ci sono appena sfrecciate alle spalle, Louis mi sposta al suo fianco.
L'urlo belluino che sento, e che riesco facilmente ad associare alla voce della soave Roxanne Weasley costringe Louis a scostarmi con gentilezza prima di raggiungere i cugini con fare esasperato.
Negli ultimi passi che lo separano dal gruppo, Roxanne fa in tempo a lanciarsi su Fred e James, placcandoli con sorprendente forza e violenza, solo per far finire tutti e tre belli distesi a terra in un groviglio di braccia e gambe, oltre che urli e parolacce.
Louis rassegnato al suo ruolo di pacere sospira e li raggiunge procedendo a balzi di due a due.
Sospirando faccio un passo avanti proprio nell'esatto momento in cui Louis viene fulminato dallo sguardo terrificante di Roxanne, e sebbene mi venga da ridere, mi ritrovo a sobbalzare quando senza preavviso una mano minuta si poggia delicamente sulla mia spalla destra facendomi venire un colpo.
Con la mano sul petto mi volto per scoprire, e magari maledire, chi ha osato farmi fare un salto del genere, e con sorpresa mi accorgo che quel qualcuno è identico alla mia simpatica migliore amica Prefetto.
Quest'ultima mi rivolge un'occhiata ammonitrice che sottintende "non dire niente" per andare poi ad indicare la spilla luccicante che tiene appuntata sul petto a mo' di spiegazione.
Subito dopo inarca le spalle e con le labbra strette in una linea sottile si muove silenziosamente verso il gruppetto.
I suoi occhi azzurri sono incredibilmente inquietanti e rabbiosi perciò spero che non si faccia coinvolgere in una rissa alla babbana. Conoscendola se sarebbe pure capace.
<< Cosa sta succedendo qui? >> Tutti i presenti sobbalzano colti di sorpresa, la voce di lei studiatamente lenta e calma.
Il primo a riprendersi è Weasley, schiacciato dal peso della sorella in zona reni, che con la sua innata faccia tosta, unita ad una buona dose di masochismo acuto se ne esce con << Prefetto Corner! Scommetto che vorrebbe esserci lei spalmata sul sottoscritto >>.
Mi porto in fretta una manica della divisa al volto, nel tentativo di bloccare sul nascere la risata che mi è appena salita alla gola, prima che Aria si volti e con il solo sguardo mi trasfiguri in un cuscino.
Il riferimento alla mia pigrizia è puramente casuale.
Il piede di Aria ticchetta rumorosamente sul pavimento di pietra, mentre lei tenta di nascondere il sorrisetto che le è salito alle labbra, scostandosi i capelli biondo chiaro dal viso.
<< Ah! Ti ho vista ridere! Non puoi resistere alla mia bellezza eh? >> La voce di Fred trasuda sicurezza, e sebbene non possa vederlo in faccia sono certa che stia ammiccando.
La mia amica alza gli occhi al cielo e svia la domanda concentrandosi su Louis, ancora in piedi al suo fianco, con un sopracciglio inarcato.
Il ragazzo sentendosi osservato volta lo sguardo nella sua direzione e scuote la testa sconsolato commentando << ah non guardare me, io stavo parlando con May quando questi tre per poco non ci travolgono. >>
Lei annuisce come si fosse aspettata una spiegazione simile e torna quindi ad osservare corrucciata il gruppo ai suoi piedi.
<< Fred comincia a sfoggiare quel sex-appeal di cui blateri tanto e vediamo se riesci a convincere la tua ragazza a non punirci >> esclama la voce soffocata di James, che visto l'affanno deve avere il peso della cugina in zona polmoni.
Mi sfugge una risata al vedere il sopracciglio di Aria inarcarsi con fare ironico e già mi aspetto si metta a ghignare da un momento all'altro.
<< Il tuo sex-appeal Fred? E dimmi, lo tenevi nascosto ai nostri appuntamenti? >> chiede ironica mentre si accuccia vicino al ragazzo e si sporge in avanti per sentire la sua risposta.
James scoppia a ridere con molto poco tatto mentre Roxanne alza un cinque in direzione di Aria, aspettando che lei lo ricambi.
Fred borbotta qualcosa circa " parenti ingrati e ragazze antipatiche" prima di alzare la voce e rispondere con fare molto infantile << allora non aspettarti il bacio della buonanotte stasera >>.
Aria scoppia ridere mentre si alza con eleganza e volta loro le spalle ribattendo << come se non fossi tu a chiedermelo ogni sera! Ah 10 punti in meno per Grifondoro Weasley, la tua sfacciatagine è molto irritante >>.
Non ci vuole molto perchè Fred ribatta oltraggiato << ehi perchè a loro non togli i punti? James ha avuto l'idea dello scherzo e Roxy ci ha stesi al suolo! Io sono soltanto una vittima innocente della loro discussione! >>
Roxanne sbuffa sonoramente e rivolge gli occhi nocciola al volto del fratello mentre con evidente sarcasmo commenta << innocente vittima certo come no! Infatti non eri tu che urlavi come un ossesso " su Roxanne, su Roxanne!" >>
Silenzio è tutto ciò che ottiene in risposta e credo proprio che stia per passare alle maniere forti, quando con sorpresa mia e dei presenti, si alza, pulendo la gonna dai residui di polvere, e soprattutto da quella sostanza viscida che la ricopre da capo a piedi.
<< Sei fortunato che debba incontrarmi con Soph, altrimenti ti avrei già conciato per le feste >>.
James, che si sta mettendo a sedere, alza di scatto la testa rischiando di colpire il cugino che sta facendo altrettanto.
<< Ecco come si chiamava! Sophie! Grazie Roxy adesso so come parlarle di nuovo! >>
La voce di James trasuda felicità e sicurezza eppure Roxanne non sembra molto bendisposta nei suoi confronti, perché si volta verso di lui ad una velocità sorprendente e con gli occhi assottigliati a due fessure avvicina il viso a quello del cugino puntandogli l'indice contro.
<< Osa anche soltanto farle del male e giuro che le sgridate di zia Ginny ti sembreranno nuvole e cioccorane a confronto a ciò che ti farò.
Comunque se vuoi posso vedere se riesco a mettere una buona parola. >>
Il cambio di voce e di espressione è talmente improvviso che stento a credere a ciò a cui ho appena assistito.
Ma si sa, il gene lunatico è intrinseco nella loro grande famiglia.
Senza attendere alcuna risposta si incammina per le scale e sparisce dal mio campo visivo.
Mentre James se ne sta immobile a fissare il vuoto, probabilmente pensando a ciò che Roxanne potrebbe fargli, Fred si alza e raggiunge Aria, appoggiata con noncuranza alla balaustra.
Il ragazzo sorride ammiccante mentre allunga le braccia e le circonda la vita avvicinandola a sé.
Avvicina la bocca al suo orecchio sussurandole qualcosa, e Aria non riesce a trattenere un sorriso prima di prendendolo per mano e allontanarsi verso il mondo delle coppie.
Chissà se farà mai ritorno.
Quasi mi prende un altro colpo quando tornando a guardare davanti a me mi ritrovo Louis a qualche passo di distanza intento a fissarmi.
<< Perché mi stai fissando? >> gli domando veloce muovendomi a disagio per non incrociare i suoi occhi azzurri.
<< Io...niente..cioè sei cambiata molto da quando ci siamo conosciuti >> osserva facendo spallucce e sorridendo un po' imbarazzato, mentre gli occhi guardano altrove per non incrociare i miei.
<< Mi sarei preoccuapata del contrario, visto che quando ci siamo conosciuti avevamo 11 anni >>.
<< Mmmh...Sbaglio o tu avevi fissato con Malfoy alle 5 e mezza? >>
<< Oh Merlino! Ti prego dimmi che sono ancora le 5, ti prego! >> esclamo nel panico più totale.
<< Spiacente sono quasi le 6 >>.
Spalanco gli occhi mentre mi affretto a voltargli le spalle e ad esclamare << lascia pure la borsa nella sala comune! >>
Ringrazio che sia Domenica pomeriggio e che quindi il numero delle persone che gironzolano per la scuola sia notevolmente ridotto, perché altrimenti ne avrei già travolte quattro o cinque invece delle due che ho praticamente steso.
Arrivata in prossimità del Salone d'Ingresso, mi affretto a scendere la stretta scala a chiocciola che mi condurrà nei sotterranei.
Proprio vicino al punto da cui si accede alla sala comune verde-argento trovo il mio migliore amico appoggiato con le spalle al muro e le braccia incrociate al petto. Con lui c'è anche il suo inseparabile compare, ovvero Albus.
<< Scusa Scorpius, ma sono stata coinvolta in uno scontro e ho perso la cognizione del tempo! Ciao Albus >>.
Istantaneamente Scorpius si da una spinta con il piede che tiene poggiato al muro e in sole due falcate mi raggiunge prendendomi il volto tra le mani.
Scruta attento ogni centimentro del mio viso poi con espressione perplessa afferma << strano, io non vedo nessun tipo di livido. >>
Scoppio a ridere senza ritegno, con ancora le sue mani a tenermi il volto, ma non reggendo ulteriormente il suo sguardo preoccupato e smarrito, replico << ci credo che non vedi lividi, non ho mica partecipato allo scontro, io ho solo assistito! Ti pare che una ragazzina timorosa come me si faceva coinvolgere in uno scontro alla babbana? >>
Si lascia sfuggire un sospiro sollevato, per poi spostarsi di qualche centimetro ed indossare la sua espressione da Purosangue oltraggiato.
<< Quindi mi stai dicendo che non c'è niente per giustificare il tuo ritardo >>.
Lo vedo combattuto, indeciso se continuare con questa farsa del ragazzino offeso mantenendo il tipico broncio made in Malfoy oppure lasciare spazio al sorriso che già gli illumina i penetranti occhi grigi.
Ed è uno spettacolo quando finalmente sorride.
Quello Scorpius che sorride raramente, che parla poco e se lo fa, soltanto a monosillabi, adesso non è altro che un ricordo.
Un ricordo appartenente ai primi anni ad Hogwarts e che a partire dal quarto anno è stato poco a poco rimpiazzato da un ragazzo più sorridente e pronto a scherzare, sebbene ancora molto riservato ed esitante.
Uno delle cose che più mi piace di lui è il suo lato Corvonero, quando fa il saccente e si permette di dirmi che il movimento del mio polso non è eseguito nel modo adeguato.
Adoro anche il suo lato Tassorosso, quella piccola parte di sé che rivela soltanto con gli amici più stretti e sua madre.
Immagino come sarebbe se lui si dimostrasse un po' più coraggioso, magari soltanto un po' perché non vorrei dover dire al Signor Malfoy che suo figlio si è gettato tra le braccia del nemico.
E mi piace anche il modo in cui si preoccupa per me, infischiandose degli sguardi che potrebbe aver puntati addosso.
Adoro il modo in cui mi stringe a sé quando l'unica cosa che vorrei fare è lasciarmi cadere e abbandonarmi alle lacrime che premono per uscire.
Amo il modo in cui, affondando il viso nei miei capelli sussurra "ti voglio bene" prima di addormentarsi le sere di Natale.
E forse adoro anche il suo modo iper-protettivo di mostrarmi che tiene a me, tanto da fulminare qualunque ragazzo abbia l'ardire di posare lo sguardo sulle mie gambe nude le poche volte in cui partecipo ad un ballo.
Perché lui è il mio migliore amico e non m'importa che gli altri ci credano una coppia, non m'importa che le persone continuino a scommettere sulla nostra relazione segreta, non m'importa neanche delle ragazzine che mi inceneriscono con la sguardo tutte le volte che metto piede nella Sala Grande, perché io e lui ridiamo di ciò che si vocifera per la scuola, perché noi udiamo poco o niente quando siamo in compagnia l'uno dell'altro.
Ed è stato così fino a qualche mese fa, quando mi sono resa conto di ciò che la sola presenza di Louis era in grado di procurarmi, quello sfarfallio alla bocca dello stomaco che non ne voleva sapere di lasciarmi in pace.
Non riuscivo a non sentirmi persa sapendo che avrei dovuto affrontare questa nuova fase della mia vita da sola.
Non si trattava di avere paura dei sentimenti in sé quanto del fatto di essere la sola a provarli.
Nel caso di Louis si tratta di un sentimento unilaterale in cui sembravo e sembro tuttora, l'unica a soffrire.
Non solo ho dovuto incassare il colpo di essere cotta del ragazzo 1/8 Veela che mi suggeriva le risposte alle interrogazioni di Trasfigurazione, ho anche dovuto affrontare le prime emozioni, quei battiti accelerati che proprio non riuscivo a spiegarmi, quel balbettio che mi prendeva ogni volta che incrociavo il suo sguardo, quel rossore che da sempre mi portavo dietro e che si era intensificato in sua presenza, quel dolore al centro del petto quando lo vedevo ridere con un'altra.
Non poteva capire Scorpius, cercava disperatamente di riuscirci ma lo leggevo nel suo sguardo che non ne era in grado.
Il giorno in cui il mio cuore si è spezzato in mille pezzi alla vista di Louis che chiedeva a Jodie di essere la sua ragazza, avevo capito che ero sfinita di tenermi tutto dentro, ed era allora che avevo cercato lo sguardo del mio migliore amico, trovandolo inchiodato sul viso lentigginoso di Rose.
Lei rideva scuotendo i lunghi capelli ricci come per ribadire l'assurdità di ciò che aveva appena sentito, gli occhi azzurri socchiusi e luccicanti per il gran ridere.
E l'avevo capito in quell'istante che Scorpius mi aveva raggiunto, tornando a camminare al mio fianco come aveva sempre fatto dalla tenera età di 11 anni.
Avevamo ripreso il viaggio assieme, sostenendoci l'uno l'altro, ascoltando e talvolta rispettando i silenzi dell'altro.
Sono passati mesi da allora, e adesso mi capita di soffermarmi con più attenzione sul modo in cui Scorpius la segue con lo sguardo, sul modo in cui si illumina alla sua sola presenza.
Lo vedo nei suoi gesti impazienti, nei suoi occhi grigi che cercano frenetici la capigliatura selvaggia di Rose e capisco che a differenza di me, lui può sperare di conquistare il cuore della mia amica. Perché lo vedo, e forse se fosse più attento se ne accorgerebbe anche lui, che Rose lo segue con lo sguardo, arrivando addirittura ad arrossire quando si accorge di essere osservata da lui.
<< Che vi prende? >> È la voce di Albus a riscuotere entrambi, e ci accorgiamo di essere rimasti a fissarci negli occhi mentre i pensieri ci affollavano la mente.
Albus sembra intuire che dobbiamo parlare in privato e tenta di defilarsi in fretta lasciando prima una pacca sulla spalla di Scorpius come segno di incoraggiamento, e poi spostandosi nella mia direzione.
Non riesco a trattenere un piccolo sorriso intenerito mentre i suoi occhi verdi mi fissano dubbiosi, neanche dovesse baciare suo fratello James.
<< Non mordo sai? >> mi lascio sfuggire provocandogli ancora più imbarazzo tanto da vederlo muoversi a disagio da un piede all'altro, per poi rivolgere uno sguardo d'aiuto all'amico.
Proprio mentre Scorpius alza gli occhi al cielo in risposta, l'angolo destra della bocca piegato verso l'alto, io poggio delicamente le labbra sulla guancia del Serpeverde e la sua reazione non si fa attendere.
Gli zigomi si colorano di rosa e lui rifugge il mio sguardo divertito, incassando la testa nelle spalle e affrettandosi verso le scale dopo aver mugugnato un basso << ci vediamo in Sala Grande Scorpius >>.
Scorpius ed io ci scambiamo uno sguardo d'intesa e scuotiamo la testa con fare rassegnato.
Mentre gli ultimi passi di Albus si allontanano fino a scomparire, il silenzio ci circonda e io faccio un passo avanti allargando un poco le braccia attendendo che lui mi stringa a sé.
Poggio la testa contro la sua spalla mentre lui inizia a parlare << non ce la faccio a vederti così ogni volta, non posso farlo evanescere? >>
Mi lascio sfuggire una risatina poco convinta commentando << sarebbe più facile cancellare i miei ricordi...secondo te cambierebbe qualcosa? >>
La sua presa attorno ai miei fianchi si fa più salda mentre con decisione alza il mio mento di modo da guardarmi dritto negli occhi.
<< Non pensarci nemmeno okay? Non risolveresti niente, torneresti sempre da lui >>.
Sospiro a mezza voce e cerco di abbassare il capo ma lui non allenta la presa e con sguardo severo aggiunge << promettimelo. Promettimi che non arriveresti a tanto, non per quel Weasley tinto. >>
I suoi occhi grigi sono incatenati ai miei e dopo aver atteso una risposta che non arriva, apre la bocca per aggiungere qualche parola, gli occhi che mi guardano preoccupati.
<< Te lo prometto. >>
Mi scruta attento, accertandosi che io abbia detto la verità e poi sospira sollevato.
<< Tu che mi dici? Come va con Rosie? >> gli domando curiosa e ho la soddisfazione di vederlo arrossire mentre evita il mio sguardo.
<< Sei una piccola serpe sai? Io ti consolo e tu tiri fuori Rose. Sleale da parte tua >>.
<< Sono una quasi testurbante ricordi? L'animo di serpe vive dentro di me >>.
<< E come dimenticarlo? Non facevano che indicarti i primi giorni! E con Rose va...bhe va. >>
Notando una piccola esitazione sul finale, lo guardo con un sopracciglio inarcato interrogativamente aspettando che prosegua la frase.
<< Io..ehm okay le ho parlato qualche giorno fa...>>
Mi sfugge un verso di sorpresa e gli do un leggero colpetto sul braccio mentre esclamo << e quando avevi intenzione di dirmelo razza di serpeverde da quattro soldi! Sono così felice per te!
Che cosa vi siete detti? Rose non ti ha fulminato vero? Ti prego dimmi che non le hai chiesto se i suoi capelli erano soffici come sembravano! >> Lo supplico con lo sguardo, osservando la sua espressione esterrefatta alla mia fiumana di domande.
<< Io..no! Ma per chi mi hai preso?! Perché avrei dovuto chiederle se ha i capelli soffici?! E no non mi ha fulminato..cioè almeno credo. Oddio e se l'ha fatto e non me ne sono reso conto? >> La sua espressione impanicata mi fa ridacchiare, ma non sentendomi molto d'aiuto mi affretto a rassicurarlo << Rosie fulmina gran parte dei ragazzi con lo sguardo, se non lo fa è anormale..perciò prosegui pure. >>
Esita un attimo, cercando un'ulteriore rassicurazione nel mio sguardo e poi riprende il discorso << eravamo in Biblioteca e sai che lei lavora lì come aiutante no? Ecco le ho chiesto se poteva consigliarmi un libro d'avventura. Dovevi vedere la sua faccia sconvolta quando le ho detto che andava bene sia magico che babbano.
In effetti credo che questa frase abbia destato un certo interesse in lei, perché l'ho trovata a spiarmi tra gli scaffali, le volte in cui sono tornato in Biblioteca. >>
Scorpius sorride soddisfatto tra se e se, ed io non riesco a trattenere un sorriso in risposta vedendo la felicità che gli illumina gli occhi grigi.
<< Comunque riguardo ai capelli, me lo hanno chiesto parecchie delle tue fan, perciò pensavo fosse una sorta di domanda topic o simile. Ah e anche perché hai blaterato qualcosa a riguardo mentre dormivi. E si so che lavora lì, ti ricordo che ci passo gran parte del tempo in quel luogo e per di più Rose è una mia cara amica, a chi credi racconti ciò che le succede?
Anche se a ben pensarci questo non me lo ha detto....forse ha paura che io ti dica qualcosa...vedrò d'indagare. Io ho cercato di dirle che eri diverso da tuo padre e anche Albus ha tentato, ma Rosie ha ereditato la testardaggine dal padre quindi non c'è stato verso di farle capire che sotto la facciata da Serpeverde, sei un'adorabile Corvonero, con sbalzi d'umore Tassorossiani! >>
Scoppiamo a ridere contemporaneamente e lui poggia le mani sulle mie spalle, gli occhi incatenati a miei.
L'aria si è fatta più seria adesso.
<< Proseguiamo insieme vero? >>
<< Non ti libererai di me così facilmente mio caro Scorpius! >>
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