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"Perché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi la passione"
L'alba arriva e io lo sto rileggendo per la terza volta. Mi perdo nelle parole di Apuleio. Immagino di essere la giovane Psiche che bacia e tocca il corpo di Amore nel buio della notte. Soffro e ho paura con lei quando lui, ustionato dall'olio della lampada e veduto scoperto il suo segreto, fugge dalla finestra. Gioisco e sorrido per la gioia nel leggere della sua immortalità e del loro amore eterno.
La sveglia suona e io rimango sotto le coperte. Il sole sale sempre più nel cielo e io rimango immersa nella lettura. Di tanto in tanto annuso le pagine. Sanno di buono, come lui. Mi alzo dal letto e mi avvicino alla finestra. Non piove più, è una bellissima giornata e l'aria profuma di fresco, come sempre dopo una pioggia abbondante. La finestra di fronte la mia è aperta. Vedo la bella dama. Ieri non sono riuscita a vederla. Avrei voluto ma in quel momento non mi importava. L'unica cosa che volevo vedere era lui, i suoi occhi, i suoi capelli, il suo volto.
E io voglio rivederlo. Mi vesto velocemente. Mi trucco e raccolgo i capelli in una coda alta. Non mi curo di fare collazione e sfreccio fuori casa. La strada è trafficata ma io corro comunque, pur rischiando di trovarmi sotto una macchina. Voglio parlargli del libro che mi ha regalato. Voglio vedere i suoi occhi verdi, voglio sussurrare al suo orecchio che è lui il mio Eros. Lo è ora e lo sarà sempre. Ma lui non risponde al citofono. Passano i secondi. Riprovo. Niente. Osservo l'orologio al mio polso. Sono le 9:00 mi metto a ridere per strada non curandomi dei passanti che mi guardano stupiti. È chiaro che non sia in casa a quest'ora. Se lavora all'università è lì che si trova in questo momento e a dire il vero è dove dovrei trovarmi anch'io. Risalendo le scale di casa mi sento un po' più pesante. Mi rendo conto della cretinata che stavo per fare. Ieri sono andata a casa sua sotto suo invito. C'è una bella differenza dal presentarsi sotto casa sua alle nove del mattino come una pazza. Mi siedo alla scrivania e tolgo tutti i libri. Davanti a me il vuoto. Mi devo promettere che ci andrò con calma. So che mi piace, è innegabile. Ne sono completamente consapevole. Ma lui è più grande di me, probabilmente mi vede come una ragazzina. Devo dimostrarmi matura. Devo essere alla sua altezza. Devo prendere tempo. Se Amore vuole, amore sarà. Faccio un bel respiro e giuro di essere paziente, di cercare di apparire al meglio davanti a lui e di non rovinare tutto come mio solito. Lo giuro!
Passo tutta la giornata a casa. Non riesco a concludere nulla oggi, ne nello studio ne con altro. Alle 20:30 Ania è già sotto casa mia. È la prima volta che è così puntuale.
In macchina regna il silenzio. Entrambe fremiamo dalla voglia di parlare.
-va bene, non c'è la faccio più. Potrei esplodere se mi trattengo un altro po'.
Inizio io.
-dai allora, inizia tu!
-c'è un ragazzo che mi piace!
Sbotto quelle parole velocemente, con il cuore in gola e gli occhi lucidi. Lei lancia un urletto.
-dai! Spara il nome! Lo conosco?
Dice parcheggiando l'auto davanti un locale.
-no, non penso proprio.
Entriamo nel locale e subito una calda atmosfera ci avvolge. Le pareti bianche fanno sembrare l'ambiente più grande di quello che è in realtà e i quadri appesi al muro raffigurano splendide città europee. C'è molta gente seduta ai tavoli. Non mi aspettavo così tanta confusione.
-anche io ti devo dire una cosa!
Strilla Ania prendendo un braccio e tirandomi verso se. Osservo l'ambiente intorno a me. Penso di perde dieci anni di vita quando noto Eros seduto su un degli sgabelli affianco al bancone. Beve una birra con un altro ragazzo. Che assurda coincidenza incontrarlo qui, sorrido tra me e me pensando che il nostro è destino. Lui mi guarda, alza la mano e sorride. Ricambio e mi incammino verso di lui.
Ma Ania mi supera. Ania si avvicina lui. Eros non guarda più me. Eros le accarezza dolcemente la guancia. Eros la bacia.
Sto bene. Sto bene. Sto bene.
Solo che mi viene da piangere. Solo che queste pareti sembrano venirmi addosso e stritolarmi. Solo che qui c'è davvero troppa gente e io ho bisogno di un po' d'aria fresca.
Davvero. Sto bene.
FINE PRIMA PARTE
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