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15

La tavola sembra essere uscita da una rivista di arredamento. Non ricordavo nemmeno di avere in casa dei candelabri. Dalla cucina fuoriesce un odore squisito. Mia madre spegne il forno e lo apre.
-e se è vegano?
Chiedo ridacchiando mentre lei osserva il pollo con le patate. La preoccupazione le distorce il volto. Non ci aveva assolutamente pensato. Mentre esco dalla cucina sento il campanello suonare. Okay, ci siamo. Il campanello suona e io non so se andare alla porta o aspettare in sala da pranzo o restare in cucina. Fosse per me ci rimarrei fino a fine serata. Ma temo che questo non sia possibile. Mi sistemo il vestito e mi verso l'acqua nel bicchiere. Devo sembrare totalmente rilassata e a mio agio, come sempre. Mia madre è andata ad aprire la porta. Sento distintamente la voce di mia sorella e del nostro ospite. Mi sistemo un ciocca di capelli dietro l'orecchio ed esco dalla cucina per dirigermi in salotto dove mio padre riempie già tre calici di vino. Lui è seduto al divano, sorride e sembra a suo agio. Mi sento strana, è una fastidiosissima sensazione alla bocca dello stomaco. Lui si alza per stringermi la mano. E io ricambio la stretta saldamente, sorrido e mi accomodo sulla poltrona.
-allora di cosa ti occupi?
gli chiede papà porgendogli il bicchiere. Non ho mai visto quella bottiglia in casa, l'avrà portata lui.
-ho ottenuto un posto da ricercatore all'università.
A mia madre iniziano a brillare gli occhi, riesco quasi a capire a cosa sta pensando dal sorriso che le si allarga sulla faccia.
-quindi hai un dottorato?
Lui annuisce e beve un altro sorso prima di rispondere.
-fisica teorica.
-molto interessante. Avevo suggerito a Maya di intraprendere degli studi scientifici ma non ne ha voluto sapere niente.
-la mia non è stata testardaggine ma consapevolezza del disaccordo tra me e la matematica.
-sei sempre andata bene!
-questo non significa che la matematica mi piaccia.
-del resto ha sempre avuto una predisposizione per la poesia, te ne ho parlato l'altro giorno. Ricordi?
Lui annuisce e mio padre prende nuovamente la bottiglia in mano per versarsi altro vino nel bicchiere.
-tu non bevi?
mi chiede l'ospite. Io arriccio il naso ma mia madre risponde prima che possa farlo io.
-no, Maya non beve. Non le piace.
Non posso far altro che abbassare lo sguardo imbarazzata. Non so se per il fatto che mia madre mi tratti come una bambina davanti agli estranei o semplicemente perché lui mi ha visto quella sera in quelle condizioni. Beh anche lui è in parte responsabile di quel che è successo. Lo vedo trattenere il sorriso partandosi nuovamente il bicchiere alle labbra.
-direi che possiamo accomodarci in sala da pranzo.
Esordisce mio padre alzandosi dalla sua poltrona. Nella sala da pranzo faccio il possibile per non sedermi al suo fianco o di fronte al lui. Ma essendo solamente cinque commensali e avendo mio padre già occupato un posto a capotavola, la cosa risulta difficile se non impossibile. Alla fine mi trovo seduta di fronte a lui. Mia sorella al suo fianco. Sembra aver perso l'uso della parola, è tutta la sera che non sfoggia la sua eloquente parlantina. Mi chiedo se stia bene. Mi alzo per andare a prendere le portate accompagnata da mia madre.
-hai visto? È pure intelligente.
Mi sussurra all'orecchio mentre lasciamo la stanza. Sbuffo e continuo a camminare cercando di ignorare i suoi commenti.

A fine serata so che non ama gli animali, ha una sorella mia coetanea e che i genitori possiedono una libreria. Strano a dirsi ma il tempo è passato più velocemente di quanto mi aspettassi. Ho prestato attenzione ad ogni sua parola. Cercato di comprendere se fosse sincero o meno, se ci fossero significati nascosti dietro le sue frasi. Non volevo perdermi neppure una virgola. È come guardare il tuo film preferito, cerchi di notare ogni minimo dettaglio, anche quello più insignificante.
Io e mia madre lo salutiamo sulla soglia di casa, sto per dire qualcosa (ancora incerta de augurargli la buonanotte o congedarmi con un semplice ciao) ma lui mi rivolge il più bello dei sorrisi
-guarda che l'offerta di leggere quei libri di poesia è ancora valida.
Annuisco e lo saluto con la mano, non riuscendo a pronunciare alcun suono. Chiusa la porta corro in camera mia. Spalanco la finestra e attendo che lui esca dal portone di casa mia, attraversi la strada e scompaia dietro la pesante porta in legno. Solo che lui si arresta poco prima di raggiungerla. Si volta e alzata lo sguardo sulla mia finestra. Nascosta dall'oscurità della mia stanza non riesco a capire se riesca a vedermi o meno. Poi alza il braccio e il mio cuore iniziata a martellarmi in petto come non mai, la testa a girarmi e le gambe a cedermi. Stringo il bordo del davanzale talmente forte che le nocche mi diventano bianche. Sono certa che sia l'unico modo per reggermi in piedi e non cadere a terra.

~SPAZIO PERSONALE~
Ciao, finalmente siamo arrivati a questa tanto attesa cena! Me la sono presa con comodo perché onestamente ero molto indecisa sul proseguimento della storia. Comunque, cosa ne pensate?
Okay non ho molto altro da dire quindi vi saluto.
Ricordatevi di sostenere la storia (se vi piace) commentando e accendendo tante belle stelle!

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