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Quando ero piccola mi capitava spesso di fare un sogno ricorrente. Mi trovavo in una strada buia. Era notte e nel cielo neanche una stella. Affianco a me c'era un bambino. Aveva uno strano aspetto. Forse era una marionetta. In fondo alla strada un uomo con una grossa gobba, spessi occhiali scuri e lunghe gambe. Mi chiamava. <come conosce il mio nome?> <non devi seguirlo> mi ammoniva la marionetta. <è solo un vecchio signore> gli rispondevo prima di correre incontro all'uomo vestito di nero. Io correvo, correvo. Poi tutto diventava buio e io mi trovavo distesa sul freddo pavimento di un capannone. Ero prigioniera e credevo di essere sola. Osservavo la marionetta fuori dalla finestra e da uno dei vetri rotti bisbigliava <non ti preoccupare, ti libero io> e un istante dopo io ero fuori, nella fredda e buia strana e lui lì dentro. E mentre io mi preoccupavo per la sua sorte, lui tra le mani di quell'uomo sembrava aver già perso la vita. Gli occhi sgranati, la bocca cucita...
Mi chiedo perché questo sogno sia tornato a farmi visita dopo tutti quest'anni.
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