2. Incontentabile di pericolo
Incontentabile di pericolo
Mattheo
'Odio queste cicatrici perché mi fanno sentire diverso, posso nasconderle da tutti ma non da
me stesso'
Y/n mi ha appena intimato di tacere, e questo non giova affatto alla reputazione di cattivo ragazzo che nel tempo mi sono costruito. Anzi, in realtà non ho dovuto costruirmi proprio niente. É sempre stato il mio cognome a precedermi. Riddle.
Gli sguardi di puro terrore della gente intorno a me, ed il peso delle follie di mio padre sulle spalle a marchiarmi, peggio del segno nero sul mio avambraccio, reso invisibile da strati di magia, che a volte sembra ancora bruciare come la prima volta.
A volte essere me è estenuate, mi sento come soffocare dai miei doveri per non deludere le aspettative della gente ma soprattutto le sue, di Voldemort.
"Perché hai un'eredità da mantenere, Mattheo.
La mia."
Continua a ripetermi, le due parole che non smettono di bombardarmi la mente, dando per scontato che io voglia tutto questo.
Ma la verità è che a volte vorrei solo essere un normale adolescente, poter ridere con i miei amici ed abbattere il muro invisibile tra me e la gente che mi circonda.
A volte vorrei solo non essere temuto, ma riuscire a saper provare quei famosi sentimenti.
Sento come di non aver mai avuto un'infanzia, mi hanno fatto diventare adulto troppo in fretta ed io non ero, e probabilmente non sono, mai stato pronto a certe responsabilità.
Così tante volte sin da piccolo guardavo Jacob, lui sorrideva, aveva amici, era felice. Portava a casa le sue ragazze e sapeva farle stare bene, sapeva amarle.
Ed io ero invidioso, sono sempre stato invidioso di lui, di tutti i sentimenti che riusciva a provare, di tutto ciò che aveva più di me.
E con il tempo questa invidia è cresciuta un me, trasformandosi in qualcosa di più grande, in rancore ed indifferenza.
Ma poi sento le dita sottili e calde di y/n afferrare le mie per guidarmi in cortile -dopo aver fatto cadere un primino- anche se non sono proprio sicuro della meta a dirla tutta, fatto sta che mi fa dimenticare ogni cosa.
Mi ha appena zittito per la seconda volta, e questo non è affatto dignitoso per un Riddle che si rispetti, cosa che ovviamente io sono. Ora dovrei risponderle a dovere ed alzare la voce, perché nessuno zittisce me, ma quando mi guardo intorno e mi rendo conto che nessuno ci osserva rilasso le spalle, non mi piace fare il duro con lei.
Lei è l'unica ragazza ingrando di farmi provare qualcosa di diverso dall'indifferenza.
Con lei mi diverto, mi diverto sul serio.
Mi diverte stuzzicarla ed importunarla, perché adoro vedere il suo sguardo da bambina imbronciato, i suoi grandi occhi magnetici e scintillanti ridotti in minuscole fessure che sembrano come pietrificarmi ed i capelli ricci che le ricadono sul viso senza preoccuparsi di starsene al loro posto.
Non ha bisogno di nascondersi dietro una maschera, come io sono costretto a fare la maggior parte del tempo.
E mi sento un codardo.
Lei è l'unica ragazza in grado di resistermi, di tenermi testa nonostante la reputazione di ragazzo poco raccomandabile, è l'unica a cui piace provare il brivido di spingersi oltre le apparenze, di provare l'adrenalina che so scorrerle nel sangue quando mi sfida, nonostante le conseguenze. E so che a lei piace, lei è innamorata del rischio, dell'imprevedibilità, proprio come me, e questo ci rende simili, ma è anche l'unica ad avere la terribile curiosità di guardarmi dentro per cercare di scoprire cosa c'è davvero in me. Nonostante questo mi spaventi e non poco.
So che per lei non sono la classica avventura di una notte, una scopata e via.
Perché sarebbe troppo semplice, e lei ama le sfide tanto quando me.
E probabilmente è vero quello che si dice su di me, sono proprio quel tipo di ragazzo, ma con lei no. Perché lei è diversa, oserei quasi unica.
Ed è l'unica ad attirarmi proprio per questo.
E non so perché, davvero. Tutto ciò è nuovo per me, ma quello che so è che mi fa stare bene, e fanculo tutto il resto. Perché so già che fin quando non mi brucerò non imparerò, e fino a prova contraria sto ancora perfettamente.
Ma tutto questo, mi spaventa da morire, a me che ho visto e fatto le peggiori torture, che ho sfidato chiunque e che ho visto con gli occhi la morte, fa paura il sortilegio che la strega mi sta facendo.
Mi spaventa non riuscire a controllare le mie mosse, il formicolio che il mio stomaco assume ogni volta che mi sta vicino e l'adrenalina che mi scorre nel sangue ogni volta che penso a lei.
Perché ultimamente nemmeno la mia mente mi aiuta, non facendo altro che proiettate immagini del suo sorriso radioso, delle sue labbra così belle e carnose, la vita stretta e tutte le sue curve che vorrei tanto percorrere con le mani.
E la odio per questo.
La odio perché so che è l'unica che sarebbe in grado di lasciar scivolare la mia corazza.
La odio perché mi sta distraendo e rendendo debole. La odio perché sa come fare.
Io che non mi sono mai fermato davanti a nulla, neppure agli occhi supplicanti della gente di fronte alle scintille verdi sfoderate dalla mia bacchetta per conto di mio padre.
Tremo al solo pensiero di lui se lo venisse a sapere.
D'imporovviso però mi lasciò sfuggire un imprecazione quando sbatto la testa a qualcosa di duro riuscendo a dimenticarmi per un attimo, perfino come mi chiamo, accorgendomi di essere da tutt'altra parte, non sentendo i raggi del sole stordirmi la mente, ma l'aria gelida dei sotterranei che comunque basta a farmi rabbrividire.
«Idiota!
Possibile che non ce la fai a fare nulla senza di me?» ridacchia y/n sbeffeggiandomi ed entrando in sala comune.
«Quando la smetterai di darti così tante arie brutta stronza?» continuo a camminare standole dietro massaggiandomi le tempie «Menomale che avresti dovuto guidarmi»
«Ringraziami Riddle, ringraziarmi di non averti fatto rotolare giù dalle scale...ma non sono così stronza come te, mi sono sentita già fin troppo perfida ad averti schiantato a lezione, direi che per oggi può bastare così, non trovi?» ride, il tono sarcastico e lo sguardo altezzoso puntato nel mio. Un'altra delle cose a cui non so resisterle, nonostante mi faccia venire così tanta voglia di sbatterla al muro (in tutti i sensi).
«Lurida stronza, brava, ridi delle mie sciagure.
E poi aspetta un attimo» ci metto un istante a realizzare «che cazzo ci facciamo qui?»
«Oh ma buongiorno!
Ce ne hai messo di tempo ad accorgertene» se la ride per l'ennesima volta, e cerco di metterci tutta la mia buona volontà per non darle un morso sulle labbra e farla stare zitta «te le dico e te lo ripeterò, già sei una causa persa di tuo, le canne non fanno altro che peggiorare la situazione.
Ma contento tu...»
«Ti preoccupi per me, Snape?» sghignazzo afferrandola dal polso avvicinandola a me.
«Ti piacerebbe Riddle.
Ma ti ho già detto che non devi toccarmi» ringhia allontanandosi da me con uno strattone «Semplicemente mi preoccupo per la mia incolumità mentale, sai, la tua è già andata a farsi fottere, ma la mia no, e dovrò prendermene cura visto che mi stai sempre appiccicato, o la follia non è contagiosa?»
«Che cazzo hai detto?» domando, il tono rude nella mia voce «Avanti ripetilo»
«Sei uno psicopatico» sta al mio gioco puntando gli occhi penetranti nei miei, a dimostrare di tenermi testa «Hai capito bene, psicopatico, perché non lo sei?
Mi hai praticamente fatto fare una figura di merda davanti a tutti mostrando le mie cazzo di mutande perfino al professore.
Fanculo!»
«Capisco...mi terrai il muso per sempre ora?
Ti sto addirittura lasciando vantare del fatto che tu mi abbia battuta» cerco di ironizzare perché di fronte i suoi occhi messi in risalto dal mascara non posso arrabbiarmi sul serio, nonostante ciò sia una scintilla in grado di far esplodere la rabbia che c'è in me.
«Stupido» sbuffa «no che non capisci, il tuo quoziente intellettivo è troppo basso, e mandato a puttane da tutta l'erba che ti fumi»
«Taci Snape, credo che dovresti provarla.
Sei così stressata, pensavo che quelle mutande fossero la dimostrazione che avessi una vita sessualmente attiva, anche senza Malfoy, e invece...»
Rido scompigliandomi i capelli ricci, ma a quanto pare lei non fa lo stesso.
«Sei così invadente porca puttana!
Tu che cazzo ne sai della mia vita sessuale, sentiamo?» mi intima rabbiosa, gli occhi scuri che emanano scintille «E poi smettila di nominare Draco»
«Draco?
Ancora dietro il tuo ex, Snape?» ridacchio sorpassandola «Deludente»
«Chiudi quella dannata bocca coglione, tu non sai un bel niente di me, né tantomeno delle mie relazioni»
«Ehi, non ti scaldare» la prendo in giro, il fare strafottente «Ed ora dimmi perché cazzo siamo qui che del tuo ex del cazzo me ne sbatto altamente»
«Ex del cazzo? Se sei stato tu ad iniziare il discorso...poi dici di essere sano di mente.
Sul serio Mattheo, dovresti farti vedere»
«Ora basta» mi volto di scatto verso di lei e la faccio indietreggiare per spaventarla, perché se c'è una cosa che odio è quando mi mancano di rispetto in questo modo chiamandomi pazzo quando non sanno un bel niente di me, queste cinque lettere che bastano a provocare il mio lato aggressivo «Dimmi che cazzo ci facciamo qui e smettila di mancarmi di rispetto, sono stato chiaro?»
Ho un serio problema nel gestire i miei cambi d'umore che probabilmente risale a tutti i miei traumi infantili, e non ne vado fiero.
Detesto farmi dominare dalla rabbia, non riuscire a gestirla, mi fa sentire così debole, così insignificante.
Sento la sua mano posarsi sul mio petto facendo pressione, come a chiedermi di indietreggiare e lasciarla passare «Patetico...come vuoi che ti risponda, si mio signore?
O potresti eccitarti troppo?»
«Vaffanculo» sibilo sputando come veleno lettera per lettera, specialmente perché a quella vicinanza sento il cuore iniziarmi a battere forte, e non posso permetterle di sopraffarmi così, di farmi questo.
Non può rendermi debole cazzo.
«Ho semplicemente bisogno della mia giacca, fuori fa piuttosto freddo, ora puoi perfavore lasciarmi?» dice iniziando a calmarsi e ad assumere un tono più gentile ed adulante.
«Brava, non potevi dirmelo prima?» faccio lasciandola.
La vedo sbuffare portandosi le mani al collo per sistemarsi la cravatta verde-argento e tiro un respiro profondo, immaginandomi tutti gli insulti rivolti al sottoscritto che le stiano passando per la testa «Ti avrei dato la mia senza perdere tutto questo tempo»
Mi fissa incredula per qualche istante squadrandomi dall'alto al basso quasi non credendo alle mie parole, prima di tornare in lei:«Sei stato tu a farmi perdere tempo.
E comunque sia, non voglio assolutamente niente da te, Riddle» sputa acida per poi di dileguarsi sulle scale raggiungendo il suo dormitorio. Le vado dietro ma mi blocca intimandomi di rimanere lì perché tanto farà presto.
Mi poggio ad una colonna nell'attesa, ma nemmeno due minuti dopo vengo urtato da qualcuno «Porca puttana, sta un po' attento» mi lamento sbuffando.
Niente meno che Draco Malfoy esce dalla sua stanza, faticando perfino a non inciampare sui suoi stessi piedi, e trovo davvero difficile stabilire chi tra i due sia messo peggio, anche se lui a differenza di me, sempre più spesso si riduce così per l'alcol.
Ormai lo sa tutta la scuola, e si sa, ad Hogwarts più una cosa deve rimanere segreta, più la vengono a sapere anche i quadri appesi ai muri.
Ha i capelli biondi più incasinati che mai, alcuni ciuffi gli ricadono sugli occhi grigi ma non se ne cura, preso dal cercare di non cadere a terra e fulminarmi con lo sguardo.
Ci lanciamo sguardi di puro veleno per un paio di secondi che a me sembrano eterni, gli occhi che emanano scintille, prima che la voce soave di y/n ci interrompa mandandosi tranquillamente i capelli dietro le spalle, canticchiando.
Y/N
Mi infilo la giacca di pelle al volo mandandomi i capelli ricci dietro le spalle saltando sui gradini mentalmente pronta a godermi un po' di sano relax. Ho fatto solamente la prima ora e già sono stanca. Ed è solo colpa di Mattheo e delle sue fatture stendententi.
Infondo diciamocelo, è sempre colpa di Mattheo Riddle.
Ma decido saggiamente di ignorare i miei impulsi omicidi perché per oggi mi sono già innervosita troppo, vorrei solo pensare a divertirmi ed ubriacarmi possibilmente, per sentire la mente leggera, sperando che Blaise corregga il succo di zucca in qualcosa di forte.
«Andiamo» mi fiondo su di lui dandogli appositamente una spallata, anche se non si muove di una virgola, ma per il puro piacere di provocarlo. Solo che non mi fulmina con lo sguardo -come solitamente farebbe- perché sta già fulminando qualcun'altro.
Punto lo sguardo nella sua direzione e quasi non riesco a credere ai miei occhi quando mi ritrovo faccia a faccia con Draco sdraiato comodamente sul divano verde scuro, i piedi sul tavolino in vetro, lo sguardo perso e una bottiglia di vodka alle labbra.
Vedo i suoi lineamenti messi in risalto dalla luce verdastra del lago nero che filtra dalle finestre, contrarsi e farsi più duri non appena realizza che quella che Mattheo aspettava fossi proprio io.
«Andiamo?
Y/n da quando esci con questo?» Il suo sguardo glaciale che sembra come penetrarmi.
«È una lunga storia Draco, te la racconterò ma non ora, ci aspettano in cortile, vuoi venire?» gli sorrido avvicinandomi «Mi stavo giusto chiedendo dove fossi finito perché oggi a lezione non c'eri»
Gli accarezzo una guancia con la mano perché non ci metto così tanto a capire quanto stia male, non l'ha presa bene quando ci siamo lasciati, ma non ne potevo più. Non avevamo più lo stesso rapporto di prima, i litigi erano sempre più frequenti ed era inutile continuare a stare assieme in maniera forzata. C'erano troppe cose che non riuscivo a capire di lui, e non avevo bisogno di più problemi di quanti io già non ne avessi «Allora?»
«Stai zitta, cazzo» urla allontanandosi bruscamente da me «Voglio stare solo, e tu non puoi andare in giro con questo»
il cuore che mi batte all'impazzata difronte il suo sguardo freddo e tagliente.
«Fanculo Malfoy, non state più insieme, smettila di dirle cosa fare e mancarle di rispetto in questo modo» Mattheo alza la voce prima di attirarmi a se capendo che Draco sia in uno dei suoi momenti, ovvero uno di quelli in cui diventa intrattabile, uno di quelli in cui vorrei trovarmi ovunque tranne che di fronte a lui.
Mi ha raccontato tutti i suoi problemi con suo padre, ma almeno lui un padre c'è l'ha, e non può fare così ogni volta, sfogarsi sugli altri, perché la vita va avanti, ed io l'ho fatto.
A me non piace piangermi addosso, eppure anche io ho i miei punti deboli, le mie debolezze, tutti le abbiamo. E mi sono stancata di corrergli dietro, non reggendo il suo passo.
«Riddle non immischiarti.
E tu, y/n, porca puttana devi ascoltarmi»
Sento il suo sguardo perso bruciare su di me mentre mi scruta dall'alto al basso, soffermandosi sulle braccia del riccio strette attorno a me, ed in un'altra occasione lo avrei preso ripetutamente a schiaffi, ma è anche per questo che ho lasciato Draco, a volte ho seriamente paura di lui, quando perde il controllo di se stesso, tipo ora.
E per la prima volta dopo mesi, Mattheo mi sta facendo realmente sentire al sicuro.
«Va a farti una sega Malfoy, ed evapora.
Ti sei mai accorto che l'aria che respiri diventa incredibilmente tossica quando ci sei tu?»
«Riddle, le sembra il linguaggio adeguato?
Stavo prendendo gli ultimi ingredienti per la pozione dilatante nel mio magazzino privato ed ho sentito delle urla, ho fatto bene a venire a controllare...il mio intuito non si sbagli mai»
il naso adunco di mio padre sbuca sulla porta della sala comune, qualche barattolo contenente roba viscida tra le mani e lo sguardo tagliente e deluso su di me «Mi aspetto una spiegazione valida per aver saltato la scuola, soprattutto da te y/n, e bevuto anziché stare a lezione signor Malfoy.
Le sembra il comportamento adeguato?»
Sono fottuta, veramente fottuta.
Le uniche parole che il mio cervello in questo momento è in grado di elaborare sono due: "Porca Morgana" e dallo sguardo scioccato di mio padre suppongo di non averlo solo pensato ma di aver solo peggiorato la situazione.
Bella merda, stupida me.
Jacob
Le dita magiche della mia ragazza si intrecciano nei miei capelli tirandoli leggermente in modo da non lasciarmi andare, -pur sapendo che non abbia nessuna voglia di farlo- mentre la sua lingua si muove abile nella mia bocca non riuscendosi a staccare, nonostante il sottofondo delle voci isteriche, e gli spintoni degli studenti a cui nel bel mezzo del corridoio siamo d'intralcio, ma non me ne curo.
Le stringo la vita stretta tra le mani godendomi l'istante beandomi dei suoi baci intensi senza essere disturbato da quell'idiota di Blaise, che continua a lamentarsi del mio eccessivo sentimentalismo e della mia patetica nostalgia quando devo separarmi da Luna per cambiare aula, non contando che lui avrebbe fatto esattamente lo stesso se Odeya non fosse stata in Serpeverde come lui.
Ipocrita.
Ma sono Jacob Nawaro, e non sarei Jacob Nawaro se il mondo mi lasciasse salutare a dovere la mia ragazza prima di affrontare una dura, durissima lezione di trasfigurazione avanzata con la McGranitt ed i Grifonschifo -come li ha soprannominati Malfoy.
Sento il mio nome pronunciato quasi in un sussurro da una voce così bassa e flebile da riuscire perfettamente ad essere ignorata, almeno fin quando non mi sento tirare la giacca della divisa ripetutamente, ed io odio il contatto fisico, quindi, sono costretto a voltarmi separandomi dalle labbra di Luna da cui non sono mai stato così dipendente.
«S-scusami, s-sei tu Jacob Nawaro?» balbetta il ragazzino di Tassorosso palesemente in imbarazzo, con gli occhi verdi puntati sul soffitto, poi sulle sue orribili scarpe, ed infine sul muro alle mie spalle, pur di non incrociare i miei, e a meno che nell'acqua viola di y/n non ci fosse la polisucco con dei capelli unti di suo padre, non credo di far così paura.
«Si, sono io...hai bisogno di qualcosa?
Sai...sarei piuttosto occupato altrimenti» ghigno scherzosamente ammiccando alla mia ragazza, che al contrario mi da una gomitata sorridendo ed alludendo al bamboccio, in modo da farlo continuare.
«Mi dispiace signore, ma-»
«Signore?» dico stranito, inarcando un sopracciglio ed iniziando seriamente a preoccuparmi di assomigliare a Piton, altrimenti perché chiamerebbe me, signore?
Voglio dire, il mio aspetto é avvolto da un non so che di misterioso, ma io sono solo io.
E se io non fossi io, non credo che la mia ragazza mi starebbe ficcando la lingua in gola ora.
Credo.
«Sei sicuro di star cercando me?»
«Si signore...è lei il fratello di Mattheo Riddle?»
E poi capisco tutto...chi potrebbe terrorizzare i suoi primini-trirapiedi se non il mio fratellastro psicopatico?
«Fratellastro» ci tengo a precisare, mentre le mani di Luna mi stringono a lei facendomi dimenticare perfino cosa dovevo dire «ehm...sì, chiamami semplicemente Jacob, e non darmi del lei, Mattheo è fuori di testa.
Che cosa vuole ora?»
«Ha detto che aspettano te e Luna al Lago Nero, e di non far domande»
«Aspettano? Chi aspettano?» sbuffo «Sarà sicuramente uno dei suoi scherzi di cattivo gusto, lasciamolo perdere» sbuffo rivolgendomi più a me stesso che a Luna, perché da brava corvonero qual'é dubito mi avrebbe assecondato saltando anche una sola lezione.
«Lui e la sua ragazza, signore, ehm...Jacob» annuisce sicuro con l'aria di uno che non vede l'ora di svignarsela il più lontano possibile, magari in Alaska, e di farsi anche azzannare da un orso polare piuttosto che aver di nuovo a che fare con Mattheo.
«La sua ragazza?
Impossibile, lui non ha una ragazza» ribadisco sicuro.
«Jacob,» mi richiama Luna «non ho visto nemmeno gli altri, e se Odeya sta con Blaise...»
«Potrebbe essere con y/n, cazzo» concludo per lei, cercando risposta nel Tassorosso, che però sta già correndo il più lontano possibile da noi.
«Questo cambia tutto ma chére» cerco di usare il tono più suadente possibile per cercare di comprarmela, sapendo quanto si attratta dal francese «ti va una bella gita al Lago?»
«Jacob!» Si altera dandomi una pacca sul braccio, gli occhi azzurri serrati e messi in risalto dal trucco che emanano tutto il suo disappunto «Ho lezione ora, lo sai e-»
«Sh» la zittisco sovrastando io suono della campanella tenendola stretta a me per non farla scappare in classe mettendole un pollice sulle labbra.
«Seguimi e poi farò tutto quello che vuoi, e no, non sto parlando del pomeriggio in biblioteca, ma se vuoi possiamo includere le manette del tuo giallo preferito»
E dalla scintilla maliziosa che il suo sguardo ha assunto credo proprio che mi seguirà.
Y/N
Trovo che il mondo sia ingiusto.
Ti alzi una mattina scoprendo che il tuo professore di pozioni è tuo padre, per poi scoprire a tue spese che non solo non ti regalerà la sufficienza, non ti coprirà nei momenti di bisogno con gli altri professori e non ti spiffererà la prossima traccia del test della sua materia, ma ti metterà anche in punizione con il tuo peggior nemico, nonché anche il suo di alunno peggiore e studente meno raccomandabile di tutta Hogwarts, niente meno che Mattheo Riddle, non credendo -o meglio- non provando nemmeno a credere alle tue interpretazioni degne di Oscar in recitazione, e sbattendoti a pulire vasi da notte in infermeria, uscendosene con una frase del tipo "dovresti ringraziami che vi ho trovati io"
Ma grazie al cazzo.
E se ha riservato questo trattamento di 'favore' a me, figuriamoci cosa toccherà a Draco, con una bottiglia di alcol assolutamente vietato dal regolamento della scuola (che ci terrei a precisare nessuno ha letto, ma credo sia scontato)
E si, mi sto preoccupando sul serio, perché infondo sarà sempre una parte di me, e non potrò mai far a meno di tenerci a lui. Nonostante i suoi difetti.
Nonostante tutto.
Ma credevo che in quanto padre della sua bambina avrebbe fatto qualcosa di spiacevole anche a Mattheo, trovandomi soffocata dalle sue braccia.
E sarebbe stato decisamente meglio, a dirla tutta.
«Riddle, ancora lei?
È la terza volta questa settimana, e no, non le rimetterò di nuovo a posto il naso...le avevo detto di smetterla con le risse» sbuffa la voce isterica di Madama Chips indaffarata risvegliandomi dai miei pensieri, il grembiule bianco che svolazza ad ogni suo movimento.
«Terza volta?» chiedo curiosa inarcando un sopracciglio, perché ripensandoci è davvero strano che io mi sia persa una rissa con tutti quei bei ragazzi muscolosi che ti regalano la visuale paradisiaca delle loro spalle imponenti, contratte, messe in risalto dallo sforzo, così come quelle braccia possenti lasciate scoperte dalle maniche arrotolate della camicia, che emanano sex appeal da tutti i pori.
E no, non parlo assolutamente di Mattheo nel caso ve lo stesse chiedendo.
«Ti spiegherò più tardi se proprio ti interessa» sibila fugace prima di sorpassarmi e rivolgere la sua totale attenzione a Madama Chips, entrando in infermeria «Madama Chips, che piacere vederla, so che non è lo stesso per lei, ma perlomeno non ho niente di rotto,» come no, a parte la testa- penso «sono in punizione» conclude poggiandosi ad una colonna con nonchalance, le mani nelle tasche ad accentuare il suo fare annoiato.
«Siamo» ci tengo a precisare raggiungendolo, pestandogli un piede di proposito, per la sua scarsa considerazione nei miei confronti.
La vedo sbuffare porgendo uno strano intruglio ad un ragazzino disteso con la testa fasciata «quante volte dovrò ripetere ai miei colleghi che l'ultima cosa di cui ho bisogno siete voi ragazzini tra i piedi?
I miei vasi da notte brillano più delle geniali idee di Piton che continua a mandarvi in punizione da me oramai, e lei, Riddle, è capace di terrorizzare i miei pazienti con un solo sguardo, non vede?»
Non posso far a meno di farmi sfuggire una risatina, cosa che non passa inosservata all'infermiera «signorina Snape, cosa può aver combinato una brava studentessa come lei?»
«Se è stata messa in punizione tanto innocente non sarà.
A volte, anzi molto spesso, l'apparenza inganna, vero Snape?» ghigna lui provocandomi.
Sento il sangue ribollirmi nelle vene, lanciandogli uno sguardo ardente di sfida, è incredibile l'effetto che ha su di me, come riesce a farmi perdere il controllo costantemente con solo una delle sue battutine del cazzo. Sa l'effetto che ha su di me, e lo fa sentire potente, alimentando l'irrefrenabile bisogno di stuzzicarmi e ronzarmi sempre intorno per puro divertimento.
Lo odio per questo, ma allo stesso tempo fa sentire importante e fiera anche me, perché sono una delle poche ragazze a tenergli testa qui ad Hogwarts, sa che non sono una delle tante, come io so che neppure lui lo è.
E magari è stupido, anzi, togliamo il magari, ma mi ha sempre affascinato tutto ciò che è diverso, fuori dagli schemi e misterioso, tutte caratteristiche che lui ha.
Sono cresciuta senza una figura paterna che mi insegnasse a guardare oltre, ad imparare dai miei errori e a crescere e questo inevitabilmente mi ha segnata per tutta la vita.
Mia madre continuava a non farmelo pesare, a trattarmi come una ragazzina qualunque, quando io non lo ero. E mi ha fatto stancare di vivere standomene tranquilla, mi ha fatto scocciare della normalità in cui mi ha calato, ed in cui mi sentivo fuori posto, scaturendo in me quella voglia matta di esplodere, scoppiare e distinguermi.
Di provare il brivido del proibito, e del rischio, solo per il bisogno di provare l'adrenalina che in tanti anni non ho mai pensato esistesse.
Ed è incredibile come in questi ultimi anni tutto sia cambiato così tanto, come io sia cambiata.
Incontentabile di pericolo.
E con lui posso, con lui riesco finalmente a liberarmi di tutto perché mi fa sentire diversa, mi fa sentire speciale. Che è quello di cui io ho bisogno, anche rischiando di mostrarmi fragile.
Gli sbagli di mia madre mi hanno tenuto nascosto un padre, e di conseguenza ho sempre cercato anche io, nei ragazzi con cui sono stata quel senso di protezione che pensando ad un padre mi veniva in mente, ma il tempo e le esperienze mi hanno portato a crescere tanto e a capire che io non ho bisogno di nessuno, tanto meno di un ragazzo che mi dica cosa fare, di un concentrato di ulteriori problemi, perché come mi ha insegnato mamma, sono una giovane donna indipendente.
Ma quando guardo lui però, tutto il mio di concentrato di problemi e paranoie sembra pesare meno, perché è esattamente così che lui si sente, e sembra come se in ogni minimo insulto voglia farmelo capire, quasi come se lui capisse le mie necessità aiutandomi a buttar fuori il fuoco ardente che ho dentro.
Ed io rispondo alle sue provocazioni e alle sue idee folli perché è l'unico modo per liberarmi dalla prigione che mi sono costruita, ed insulto dopo insulto mi piace vederlo lasciarsi andare, vederlo abbattere un pezzo del suo muro invisibile che ha innalzato tra lui e la gente, perché muoio dalla curiosità di scoprire cosa c'è alla fine del tunnel.
E lo so, tutto questo è strano, è completamente da pazzi e fuori luogo, ma è proprio questo a renderlo stupendo.
«Sono tutto tranne che innocente Riddle, e lo sai» sibilo a denti stretti sfiorando il lobo del suo orecchio in punta di piedi, Madama Chips nel frattempo è corsa da un paziente a cui doveva rimettere a posto le articolazioni della gamba, reputando inutili i commenti del signor Riddle «ma sai anche che questo deve rimanere tra di noi»
«Certo che lo so, ma sei tu a dover sapere che non faccio mai quello che mi dicono, sono imprevedibile e mi piace esserlo» ridacchia leccandosi il labbro inferiore «ed è uno dei tanti motivi per cui piaccio anche a te»
«Tu piacere a me?
Cazzo, sarà davvero forte la merda che ti fumi, complimenti allo spacciatore»
Avanza verso di me con il suo solito fare saccente, sapendo di quanto io non aspettassi altro «Puoi anche far finta che ti piaccia, tanto sappiamo entrambi che non è così»
«Mi fai venire così tanta voglia di spaccarti la faccia, sai anche questo, vero?»
«Come no» ride, il labbro spaccato a renderlo ancora più attraente di quanto già non lo fosse.
Oh Merlino santissimo che sto dicendo?
«E meglio che non ti dica di cosa mi fai venire voglia tu, però» si affretta a concludere con fare malizioso prima di prendere le adeguate misure di sicurezza da me e la mia mano spasmodica che altrimenti gli avrebbe regalato il ricordo bruciante delle mie dita sulla guancia.
«Riddle, quando la smetterà di infastidire tutti, eh? La sbatterei fuori a calci se solo non dovessi esservi da esempio, e la useresti come scusa per tornare da me» lo rimprovera Madama Chips agitando la bacchetta per fasciare la gamba del ragazzo di prima, ma riferendosi non solo a me, ma anche alla ragazza stesa nel letto accanto al suo, che non appena sente lo sguardo di Mattheo sul suo pantaloncino del pigiama striminzito arrossisce, ma cazzi suoi se si veste in questo modo, e sono più che sicura che si stia godendo la scenetta, perché non capita di certo tutti i giorni che Mattheo Riddle ti regali la sua attenzione guardandoti il culo, peccato che lui possa guardare solo il mio di culo, cosa che fa anche quando sa di ricevere un cambio uno schiantesimo.
E va bene così.
E no, non lo dico perché sono gelosa, ma tutti sanno che il mio è migliore perfino di quello di Blaise e di Draco, rassodati dagli anni di Quiddich. E si, posso affermarlo con sicurezza perché li ho schiaffeggiati.
Sbuffo incrociando le braccia sotto al seno sperando che lui lo noti, ma quando lo vedo impassibile decido di intervenire.
«Hei coglione» lo richiamo mettendomi di fronte a lui, scuotendolo, le mani sulle sue spalle muscolose che non vedevo l'ora di toccare, cosa che che lo porta istantaneamente a puntare lo sguardo nel mio «che facciamo?»
«Intanto ti levi...sai, mi stai coprendo la visuale» si lamenta portandomi una mano sulla vita facendomi inciampare sulle sue gambe per poi cadere sul letto su cui lui si era seduto.
«Che problemi hai Riddle?
Ti stai rammollendo per caso?
A questo punto Jacob avrà già raggiunto gli altri, e noi dobbiamo uscire al più presto di qui se non vuoi che pensino che tu mi abbia rapita e ammazzata.
Lo sai, la tua reputazione ti precede» dico appendendomi al suo braccio cercando di guadagnarmi la sua attenzione, non di certo perché avevo voglia toccare quei muscoli che sembrano quasi far esplodere la camicia aderente che indossa.
«Rapita e ammazzata?»
Vedo gli angoli della sua bocca scattare all'insù, in un sorriso beffardo «Però...la mia fama da cattivo ragazzo non passa certo inosservata vedo. E tu, non ti reputi in pericolo stando così vicina a me?»
«Ti conosco, so quanto tu voglia diventare un super cattivo che aspira a dominare il mondo, ma fai paura solo ai primini e ai Tassorosso» lo sbeffeggio colpendogli una spalla, mossa assolutamente sbagliata perché se la prende più del necessario andando effettivamente a dimostrarmi che non è così.
In un istante mi ritrovo caricata sulla sua spalla come un sacco di patate, la testa in giù e la visuale niente male del suo culo sodo, messo in risalto dal jeans strappati che ci sono costati la bellezza di cinque fottuti punti, perché non in regola con l'uniforme scolastica, ed in tasca quello che riconosco essere un pacco di sigarette.
Ma sapete che vi dico? Sono i punti meglio persi della mia vita, dopo i venticinque che la McGranitt mi ha tolto quella volta in cui ho steso Draco in corridoio al quinto anno.
«Cristo santo Mattheo! Sei completamente fuori di testa, mettimi giù!»
«Ti farò vedere io chi fa paura solo ai Tassorosso»
***
«....ma vi sembra il modo?
Sul serio signori, ma quanti anni avete?
Sette?»
Madama Chips é una di quelle adorabili signore, all'apparenza buone e tenere, che ti fanno complimenti e ti regalano caramelle, per poi rivelarsi un diavolo vestito di rosa, nonché la classica vicina decrepita e antiquata che scopri bucarti tutti i palloni nel raggio di cento metri dalla sua porta.
È successo tutto così velocemente, Mattheo ha continuato ad infastidirmi non mettendomi giù, ma ha toccato il fondo quando mi ha strizzato il sedere, sulla sua spalla e tutti i miei buoni propositi sono andarti a fanculo, così come il nostro piano, ho iniziato a schiaffeggiargli il suo di culo per fami mettere giù, ma a lui non sembrava dispiacere affatto, uscendosene con una frase del tipo:"so che ti piace il mio culo, ma non ti sembra di star esagerando ora?
Vuoi che ricambi il favore?"
Come se non lo avesse già fatto, e così ho iniziato a dimenarmi nonostante i suoi tentativi inutili di tenermi ferma, e siamo caduti dritti dritti a terra come due idioti, fortunatamente era lui a stare sotto, fatto sta che il nostro piano di scappare se ne era andato ufficialmente a puttane.
«Ora andate! Muoversi!» conclude ringhiando, ignara che dopo quel 'sette' abbia perso il filo del discorso.
Sposto gli occhi da Mattheo, che sembra confuso quanto me, se non di più, al vassoio di intrugli a cui Madama Chips sta indicando...a quanto pare mi toccherà farle da assistente, ma almeno lo psicopatico sarà fuori dai piedi per un po'.
«Cosa accidenti ci fate lì impalati?
Snape mi passi la pozione per l'influenza.
In fretta per favore, e lei Riddle, si dia una mossa, ho bisogno del rifornimento completo di quelle per far ricrescere le ossa entro oggi...la prossima settimana ci sarà la partita di Quidditch e mi urge necessariamente tutta la scorta, si sa come vanno a finire tutte le partite!
In fin dei conti la sua presenza non è solo un male, avevo giusto bisogno di due braccia possenti, ora vada in magazzino, e guai se la becco a bighellonare invece di lavorare, sono stata chiara?»
«Chiarissima madame» cantilena in tono mellifluo, stirando le labbra in un sorriso più falso della Umbridge.
Fottuto leccaculo.
«E menomale che dovevo pulire vasi da notte...questo è sfruttamento minorile» borbotta tra se e se allentando il nodo alla sua cravatta ed arrotolando le maniche della sua camicia fin sopra i gomiti, che contribuiscono a dargli quell'aria da cattivo ragazzo che lo rende tanto eccitante.
Porca puttana y/n, concentrati!
È solo Mattheo, nonché tuo nemico da sempre.
È solo Mattheo.
Non puoi permettere a lui di distruggere la tua dignità.
Decido di intervenire per dimostrare qualcosa più a me stessa che a lui intralciandogli la strada ed afferrando la sua cravatta verde-argento allacciata male per catturare il suo sguardo: «Sfruttamento minorile...» rido «come no, sei maggiorenne.
Ma mi lusinga quando ti preoccupi per me, amore»
Lo vedo mordersi e leccarsi un labbro trovando le parole giuste per contrastare ma Madama Chips mi richiama «SNAPE, LA POZIONE PER L'INFLUENZA HO DETTO!»
"Ma se non so nemmeno che cazzo é la pozione per l'influenza" vorrei rispondere, ma mi limito a mordermi l'interno guancia perché per oggi la mia dannata lingua mi ha già creato fin troppi problemi.
«Non se la prenda, é troppo impegnata a consumare me per dare attenzione a qualcun'altro...sa, faccio questo effetto alle ragazze» inizia Mattheo allontanandosi da me con uno strattone e dirigendosi verso la porta «Ma ricorda, purtroppo non sono solo tuo» ammicca rivolgendomi un sorriso malizioso ed un dito medio prima di fare la sua uscita teatrale.
Sarà una lunga, lunghissima punizione.
Mattheo
Sollevo la pesante cassa di pozioni turchesi ordinate da Madama Chips, stando ben attento a dove metto i piedi, e spero con tutto me stesso che quella sul pavimento sia acqua, e non altro.
Se non fosse stato per i duri allenamenti di Quidditch di quell'idiota di Malfoy probabilmente mi sarei già spaccato la schiena, ma decido di non perdermi in chiacchiere, la puzza di putrido e muffa decomposta mi sta invadendo le narici, e non voglio altro che uscire di qui.
Sto per richiudermi la pesante porta del magazzino alle spalle quando sento qualcosa perdere dal soffitto, alzo lo sguardo ed una goccia d'acqua mi finisce negli occhi. Colto di sorpresa sobbalzo lasciando cadere la scorta di pozioni che si frantuma in milioni di pezzi.
Ma porca di quella grandissima puttana, perché Merlino mi odia?
Beh, guardando il lato positivo però, almeno ho constatato che quella sul pavimento che mi è appena schizzata sui jeans è effettivamente acqua e non piscio di animali morti. Anche se suppongo quest'acqua provenga dal Lago nero, e di conseguenza conterrà comunque sostanze urinali della Piovra gigante.
L'ennesima giornata di merda.
***
Sono fradicio, un misto d'acqua putrida e sudore, e per giunta a mani vuote, non posso fare a meno di chiedermi se possa andare peggio di così.
Entro il infermeria il più velocemente possibile sperando che la vecchia non mi noti.
Il mio sguardo cade subito su un paio di capelli ricci e lunghi, per non dire sulla gonna svolazzante della divisa di y/n che sta rivelando più del dovuto in quella posizione, ma non me ne curo...dopotutto ci sono solo io a guardarle le mutande.
Si raddrizza porgendo il vassoio d'argento con cioccolata e bende a Madama Chips continuando a fissare con disgusto la ragazza di cui mi era caduto l'occhio sul culo. E non posso far altro che montarmi la testa sorridendo tra me e me quando mi viene la malsana idea di reputarla gelosa.
Ma probabilmente sono solo io che sogno in grande.
Purtroppo pantaloncino-a-pois-striminzito mi nota e lancia un gridolino, che porta le altre due ad accorgersi di me, stupendo.
«Peccato, sei tornato così presto?» sbuffa y/n con quell'aria innocente che stona terribilmente con il sorriso beffardo che gli increspa le labbra.
«Sta zitta.
Scommetto che hai contato perfino i secondi che ti hanno separata da me»
«Riddle,» inizia a scrutarmi Madama Chips con fare sospettoso «e quello che le ho detto di prendere?»
«Io l'ho sempre detto che è un incompetentemente» se la ride Snape.
«Basta perfavore, non si stanca mai di parlare signorina?
Vi comportate come marmocchi di sette anni» alza gli occhi al cielo l'infermiera, e non posso fare a meno di ridacchiare.
«Ce l'ha già detto...ehm, scusi.
Sto zitta.»
«Comunque, ho cercato, ma non ho trovato nulla di simile alle boccette turchesi che lei mi ha detto, madame» mento senza eccessivi sforzi, ormai dopo tutte le volte in cui sono sato costretto a farlo è una delle cose che mi riesce meglio ed ormai lo faccio quasi costantemente, in automatico.
«Cosa?
È impossibile signor Riddle, dovevano essere lì. Cos'ha combinato?»
«Assolutamente nulla, anche se la maggior parte delle volte lo è, non è sempre colpa mia» sbuffo con fare ovvio.
«Il professor Piton mi ha giurato di averne preparate a volontà, è strano, troppo strano...fatemi andare a controllare visto che ci siete voi qui.
Signorina Snape, lascio il comando a lei, se Smith si sveglia le dia un po' di cioccolato, lo farà sicuramente sentire meglio» dice passandole fugace una barretta dalla carta viola appena estratta dalla tasca del grembiule per poi rivolgersi a me con fare minaccioso puntandomi un dito contro «e tu mascalzone, se scopro che stai mentendo te la vedrai con me!»
Esce dalla stanza lanciandomi un ultimo sguardo accusatorio e se mio padre non mi avesse insegnato per anni la pratica dell'occlumanzia starei davvero pensando possa essere una legilimens, fatto sta che sono proprio fottuto.
«Sentito coglione? Sei sotto il mio comando ora, quindi perché non mi dici che hai fatto?
Hai un aspetto terribile...più del solito voglio dire»
«Perché non chiudi quella bocca e impari a farti i cazzi tuoi?» sputo acido, con i nervi alle stelle, e non mi dispiace più di tanto quando la vedo stringere i pugni invocando la calma, o più probabilmente insulti rivolti alla mia meravigliosa persona.
«Cosa faccio o non faccio non ti riguarda Riddle, e vorrei ricordarti ancora una volta che non prendo ordini da te»
«Sei così fastidiosa»
«Bene, allora continuo»
Sbuffo cercando di ignorarla, ed approfitto dell'assenza di Madama Chips per sfilarmi la camicia bagnata che nel frattempo si è incollata al mio corpo iniziando a darmi prurito.
Improvvisamente sento lo sguardo di pantaloncini-a-pois-striminziti bruciare su di me, attrarla come se fossi il magnete della sua calamita, ma principalmente sui miei pettorali, sulle mie cicatrici. Immagino che le interessino ben poco ma a me da terribilmente fastidio, perché al contrario di quello che in molti possano pensare rappresentano una delle mie più grandi debolezze, una parte del mio passato che vorrei solo dimenticare, cancellare, seppur mi ha reso la persona forte che sono ora, ma non posso.
Odio quando la gente si spinge oltre, quando riesce solo a percepire lontanamente i miei punti deboli diventando in un certo senso invadente, invadendomi. Guardando non più me, ma la mia anima ed i segreti che mi porto dentro.
Y/n ci sta mettendo tutta la sua buona volontà per rimanere impassibile e guardare altrove, ma detto sinceramente le lascerei guardare anche la parte più nuda di me se soltanto me lo chiedesse.
Y/N
Vedo Mattheo iniziare a sbottonarsi la camicia, lentamente in un modo quasi straziante, e conoscendolo so che lo sta facendo apposta, sa l'effetto che ha sulle ragazze e gli piace fare impazzire la gente.
Non vedevo l'ora di guardare cosa c'era sotto quelle camicie aderenti indossate contro voglia e giacche di pelle, che rivelavano tanto ma che allo stesso tempo ti lasciavano con la curiosità in bocca. Ma mai avrei pensato di potermi godere questa visuale paradisiaca.
Gli addominali scolpiti ed i muscoli delle braccia imperlati di sudore che sembrano come brillare sotto i raggi del sole che filtrano dalla finestra coperta dalle tende.
E tutte quelle cicatrici e tagli che lo rendono diverso dagli altri, lo rendono qualcosa di reale, autentico. Un uomo che ha vissuto a pieno la sua vita, il pericolo, e che non fa altro che aumentare in me quella irrefrenabile voglia di scoprire tutto ciò che ha dentro.
Ecco cos'è veramente attraente per me.
Muoio dalla voglia di stare a sentire come se l'è procurate, ma non vorrei apparire troppo invadente e poi dubito che si aprirebbe realmente con me.
Mi hanno sempre attirato le fiamme dell'inferno, e non posso negarlo, ma se questo è il paradiso vorrà dire che da oggi (forse) inizierò a comportarmi bene, partendo dall'iniziare a distogliere lo sguardo dal suo profilo perfetto, i suoi ricci più incasinati che mai, le labbra piene ed il naso dritto leggermente all'insù, caratterizzato dal perenne taglio ancora sanguinante, conseguenza della sua ultima rissa, perché non ci tengo a sembrare una ragazzina in preda ad una crisi ormonale che si bagna le mutandine per la prima volta, nonostante le mie guance che sembrano come andare a fuoco.
Spero con tutta me stessa non lo noti e mi allontano da lui.
Fortunatamente in mio soccorso arriva lo sbadiglio di Smith, il Serpeverde brufoloso del secondo anno che da oggi dovrò ricordarmi di far entrare nelle mie grazie. Gli sorrido aprendo la carta di cioccolato viola e porgendogliene un pezzo.
Ora è lui ad arrossire, e trovo davvero difficile stabilire chi tra noi somigli meno ad un peperone.
«Hei, è vero che oggi hai battuto Riddle a duello e che ha avuto un erezione?» mi domanda euforico il ragazzino con la testa fasciata accanto al letto del Serpeverde.
Rido annuendo con la testa, recuperando tutta la mia spavalderia «Sentito Riddle?
Ti fai sbeffeggiare anche dai primi i ora»
«Andiamo, farò tredici anni la prossima settimana!» sbuffa, sormontato dalla voce ancora impastata dal sonno del Serpeverde, che mugola qualcosa simile ad un: «A me non sarebbe passata così facilmente con te accanto»
«Fino a prova contraria questa è una fottuta infermieria, non un centro di ricovero per vecchie malate terminali a cui piace il gossip!» si altera Mattheo venendomi incontro, ed afferrandomi un polso con forza per attirarmi più vicino a lui «Fanculo, mi sono rotto il cazzo di stare qui.
Dobbiamo andarcene. Subito.» si sbriga a concludere marcando l'ultima parola, il tono serio nella voce.
«Merlino Riddle, Madama Chips aveva ragione...terrorizzi i suoi pazienti con un solo sguardo» ridacchio riuscendo nel mio intento di farlo incazzare ancora di più.
«Ce la fai a starmi a sentire per un solo instante?
Se torna e mi trova ancora qui sarò nella merda fino al collo, capisci?»
«Ma questo è stupendo, così la smetterai di rompermi le ovaie ogni tre secondi finalmente, spero ti avveleni con uno dei suoi intrugli a questo punto»
«Bastarda.
Aspetta...sei un fottutissimo genio, mi è venuta un'idea»
«E tu un fottutissimo incoerente bipolare, ma questo lo sai già-» riesco a stento di finire la frase che mi interrompe: «Un intruglio cazzo.
La pozione per far crescere le ossa. Ho letto che se ingerita senza articolazioni rotte può deformare o far crescere parti del corpo indesiderate, non è meraviglioso?» sghignazza aspettandosi una risposta da me, che continuo a non seguire i suoi ragionamenti contorti, l'euforia che cresce nel bagliore dei suoi occhi.
«Okay Riddle, mi fa ufficialmente paura ora.
Vuoi avvelenare tutti e scappare? Perché sai, un omicidio di massa non mi sembra una buona idea...»
«Non ci credo» alza gli occhi al cielo sbattendosi una mano in faccia «ma almeno ora hai capito chi è il peggiore tra i due, non voglio concorrenza.
Vorrei ricordare al tuo cervellino bacato che la porta è aperta, non abbiamo bisogno di ammazzare nessuno. Ma visto che è lì, sola e incustodita, perché non sfruttare l'occasione e vendicarsi di tuo padre che ti ha lasciata in punizione con me?» ammicca nella mia direzione con fare divertito.
«Sei completamente fuori di testa?
Cioè, sapevo che lo fossi ma è pur sempre mio padre!» ringhio sferrandogli un pugno su una spalla, che a quanto pare fa più male a me che ai suoi muscoli d'acciaio.
«Andiamo, non dirmi che non ti piacerebbe, farò tutto io, l'effetto svanirà dopo qualche ora, nel peggiore dei casi finirà in infermeria e salteremo l'ora doppia di pozioni, ci saranno vantaggi per tutti...non puoi rifiutare.»
«Hai una cattiva influenza su di me, ma se la metti così...» annuncio ricambiando la sua occhiatina maliziosa «Sbrigati, prendila e andiamo, distraggo gli altri»
«Così mi piaci» ridacchia affrettandosi a raggiungere furtivamente il comodino.
«Sbagliato. Io ti piaccio sempre» gli faccio notare, sfoderando la bacchetta dal mantello «Non stai dimenticando qualcosa?»
E dopo il suo sguardo confuso, mi affretto a sbuffare e lanciare un incantesimo sulla sua camicia sgualcita abbandonata al bordo di una brandina, per asciugarla.
«Sei un fottutissimo mago, razza di cretino!»
Odeya
Ho sempre pensato che Jacob si facesse troppi problemi, sin dal primo anno di Beauxbatons, quando non riusciva a dormire se prima non aveva fatto -o meglio, copiato- tutti i compiti del giorno dopo nonostante i professori non li controllassero e veniva da me aspettandosi che io al contrario invece, li avessi svolti.
Siamo sempre stati una frana in effetti, ma perlomeno eravamo una frana insieme.
E fa ridere, che in sei anni le cose non siano cambiate di una virgola, con la differenza che ora le sue preoccupazioni non sono più per i compiti delle materie che ha sotto (ovvero tre su quattro) ma di suo fratello.
La mano sublime di Blaise aveva appena iniziato ad infilarsi al di sotto delle mie mutandine che Jacob-uragano-di-pessimismo-e-pensieri-negativi è piombato in cortile iniziando le sue lamentele aventi come protagonista suo fratello e y/n.
Ed è strano, davvero strano, che nemmeno Luna abbia tentato di farlo stare zitto.
Fortunatamente smette con le sue paranoie quando finalmente suo fratello e quella screanzata della mia migliore amica si decidono ad onorarci della loro presenza.
Li vedo ridere lanciandosi sguardi languidi e d'intesa quasi come se il mondo attorno a loro scomparisse di fronte ai loro occhi. ((((Perché Mattheo Riddle è un vero bastardo, non lo nego, ma non trovo persona con cui y/n sarebbe più al sicuro se non lui.)))
Sembrano aver corso, sono sfiniti, i respiri affannosi, la camicia di Mattheo è sbottonata, le fronti imperlate di sudore ed i capelli ricci di entrambi che ormai sembrano avere vita propria.
La situazione è abbastanza fraintendibile, e a quanto pare dal sorriso tanto beffardo quanto malizioso di Blaise non sono l'unica a pensarlo.
«Cazzo ragazzi, se non vi conoscessi potrei quasi pensare che abbiate scopato» Sghignazza guadagnandosi un occhiataccia di Jacob, cosa che comunque conoscendo la determinazione della mia migliore amica che riesce sempre ad ottenere quello che vuole e il suo sogno poco casto di stanotte, non escluderei.
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Hei, rieccomi!
Cosa ne pensate di questa introduzione di più punti di vista?
Vi è piaciuta l'entrata in scena di Jacob e Odeya se pur un minimo?
Mi sarebbe piaciuto che avessero più spazio in Possessive, essendo personaggi interessanti, quindi ho deciso di volerlo fare io.
Personalmente mi è piaciuto molto scriverle ma aspetto anche la vostra opinione così da potermi regolare per il prossimo capitolo.
Mi farebbe piacere se lasciaste una stellina come supporto, un bacio! <33
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