Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

10. Overdose di acquaviola

Overdose di acquaviola


La persona giusta non si rincorre perché ha il nostro stesso passo quando il resto del mondo scorre.
-Poeta della serra

Luna

L'aria umida del Lago Nero mi solletica il viso, passo la mano sul telo blu su cui sono seduta, lisciandone le pieghe. Jacob è sdraiato con la testa sulle mie gambe, si sistema in testa il cappuccio della felpa che esce dalla giacca che indossa, le guance arrossate dal freddo ed una sigaretta tra le labbra.
Ormai questo è il nostro posto.

Non sta facendo nulla ma è così bello che per un attimo riesco a lasciarmi distrarre spostando gli occhi dalle pagine.

Non avrei mai potuto immaginare che un ragazzo avrebbe potuto farmi stare così bene.

Sono consapevole di non essere la classica ragazza, mi sono sempre sentita definire strana, stravagante, diversa, tutti aggettivi che mi calzano a pennello ma non in senso negativo.

Mi piace sentirmi unica, controvento, odierei dover fingere di essere tutto ciò che la gente definisce normale. Mio padre mi ha cresciuta con una mentalità tutta sua, insegnandomi a non vergognarmi mai di ciò che mi rende me stessa, autentica. E ne sono fiera.

Si, ho degli occhiali per vedere i gorgosprizzi a cui nessuno crede, mi piace leggere i libri al rovescio, sono in grado di vedere creature invisibili perché mia madre è morta davanti i miei occhi quando ero piccola, indosso collane fatte con i tappi di burrobirra e sono convinta che le cose che perdiamo trovano sempre il motivo per ritornare da noi.
Per me questo è essere normale, qualunque cosa essere normale voglia dire.

Tuttavia a volte sono ancora qui a chiedermi perché il mio ragazzo abbia scelto proprio me.

Mi fa sentire così perfettamente giusta ogni volta che mi guarda con quei suoi occhi grigi che emanano ancora un'aura tutta misteriosa come la prima volta.

Per lui sono solo Luna, non Lunatica Lovegood la stramba e lui per me è solo Jacob, non il fratello di Mattheo Riddle, cosa che prima che trovasse il coraggio di dirmi, non avrei mai immaginato.

Sono impegnata a concludere il mio ultimo dipinto ma posso comunque percepire uno sguardo bruciare su di me, ormai sono diventata brava a farci caso.

Non distolgo lo sguardo dalle onde del Lago lasciandomi ispirare quando sento imprecare sonoramente e poi due iridi grigie puntate su di me.

«Ehm, ciao, hai bisogno di qualcosa?»

«Stavo cercando di trovare le parole giuste per venire a parlarti ma non le ho trovate quindi aspettavo lo facessi tu»

Gli passo una mano tra i capelli scuri,
la tensione sul suo volto sparisce e i suoi lineamenti si rilassano, dopodiché torno a rivolgere tutta l'attenzione al mio libro.

«Ora basta, mi hai stancato» con tutt'altro che calma, Jacob afferra il romanzo togliendomelo dalle mani, getta il mozzicone della sigaretta lontano da noi e mi afferra per le orecchie del cappello di lana che indosso facendomi ritrovare con le labbra sulle sue. Spinge la lingua contro la mia con impazienza infilando una mano sotto il mio cappotto. «Ho una dannata voglia di-»

«Ora no» lo interrompo allontanandolo da me portandolo a mettermi il muso «Ho bisogno di sapere come va a finire questo capitolo»



















Sabato, ore 8:15 p.m.
Mattheo

Ho sempre ipotizzato la morte di mio fratello come un overdose di acquaviola visto i quintali che ne beve, ecco perché mi sono occupato personalmente di ordinarli ai Tre Manici di Scopa.

Dopo essermi fatto tutto il tragitto dai sotterranei al Lago vorrei solo posare questa cazzo di cassa, ma il tavolo adibito agli alcolici é occupato dal gran bel culo di y/n.
«Scendi» le ordino sbuffando.

Ha le gambe accavallate, lasciate scoperte da un vestito bianco cortissimo che le aderisce perfettamente mettendo in risalto la vita stretta e le curve che mi fanno impazzire. I lacci del costume che si intravedono, però, non fanno altro che ricordarmi quanto io non veda l'ora che se lo tolga di dosso. Giocherella con la sua bacchetta e in tutta risposta mi ride in faccia facendomi perdere la pazienza «Te lo scordi, Riddle, sono stanca»

«Mi costringi a passare alle maniere forti, Snape» abbandono la cassa sull'erba e sollevo le maniche della mia felpa avvicinandomi a lei.

Poggio le mani sul tavolo ai lati del suo corpo, so che si sente in trappola, la sua risata si blocca e non posso fare a meno di stirare un ghigno. I suoi occhi però, mi stanno chiaramente sfidando e così le afferro le cosce aprendogliele leggermente per poi mettermici in mezzo, posso sentire scariche di brividi attraversarle la pelle sotto il mio tocco ed il respiro farsi irregolare rendendo fiero il mio orgoglio maschile.

Prima che si renda conto di ciò che sto per fare, l'ho già sollevata di peso e messa giù.
«Vaffanculo»

Non faccio in tempo a replicare che l'urlo di Blaise mi perfora un timpano «Odeya, avevamo detto niente striscioni!»

«Mio fratello ti ammazzerà.
Odia queste cose, dovresti saperlo» la informo riuscendo nel mio intento di posizionare le bottiglie sul tavolo.

Y/n si lascia distrarre alzando gli occhi al cielo, la coda alta le ricade sulla spalla mentre con un colpo di bacchetta lo incendia.

«Ti detesto, ci avevo messo un sacco» Blaise le passa un braccio attorno i fianchi attirandola a se in un gesto di conforto e poi allude al lago «Avete lanciato l'incantesimo di Daphne per riscaldarlo?»

La coppia di migliori amiche fuori di testa annuisce e io richiamo l'attenzione della mia preferita della due.
«Dobbiamo modificare l'acquaviola rendendola alcolica, aiutami, ma prima» lascio in sospeso la frase sfilandomi la felpa restando con la camicia che non sono ancora riuscito a togliere da stamattina e gliela porgo. Il freddo infondo, é solo una questione psicologica e io non ne ho.
«Mi piaci con questo vestito, ma mettitela, stai congelando»






















Jacob

Luna mi ha trascinato fuori dal mio letto, e si è rivestita troppo presto per i miei gusti se consideriamo che oggi mio fratello ha deciso di togliersi dalle palle.

Mi sta guidando fuori dal castello, contro la mia volontà, la gonna azzurra che le svolazza attorno le cosce coperte dalle calze velate e la mano stretta nella mia, però, bastano a distrarmi.

Un tempo non ero così ma lei è incredibilmente diversa dalle ragazze che si sono sempre avvicinate a me solamente perché speravano di conoscere Mattheo. Non posso fare a meno di pensare a quanto io sia stato fortunato ad averla incontrata.

Poi non so come mi ritrovo al Lago Nero, riconosco le facce dei miei amici illuminati dalle luci a catena che brillano appese da un albero all'altro «SORPRESA!»

Il mio sguardo indugia più del dovuto su y/n che sorride nella mi direzione, stretta in una delle felpe di Mattheo, vorrei prenderlo a pugni ma cerco di calmarmi quando lo vedo venirmi in contro con una bottiglia di acquaviola per cui venderei la mia anima al diavolo.
«Buon compleanno, testa di cazzo»

Odeya che la maggior parte delle volte è solita a mostrarmi il suo affetto con la violenza, mi abbraccia forte, alzandosi sulle punte per darmi un bacio sulla guancia.
«So che odi queste cose, ma non potevamo non passare questo giorno insieme come abbiamo sempre fatto da quando eravamo piccoli»

«Grazie strega, ti voglio bene»

«Anche io, cretino»

















Y/N

Adrian, Terence e Goyle si allontano lasciandomi sola con Mattheo, per raggiungere Draco e Crabbe al tavolo degli alcolici e della torta preferita di Jacob che siamo riusciti a farci fare dagli elfi domestici nelle cucine, corrompendoli.

Jacob e Luna stanno limonando indisturbati dietro un albero credendo di essere abbastanza nascosti mentre Odeya sembra star flirtando contemporaneamente sia con Blaise che con Hermione.
«Quel duo potrebbe diventare un trio, non pensi?» mi chiede senza aspettarsi realmente una mia risposta essendo che mi prende di soprassalto buttandomi nel Lago.

Riemergo, l'acqua è calda, piacevole sulla pelle, tuttavia sta ridendo prendendosi gioco di me, il che significa che lo distruggerò ugualmente. «Pessima mossa Riddle, ti trascinerò a fondo con me» lo informo per poi chiudere la mano attorno la sua caviglia tirandolo dentro con me.

La luce lattiginosa della luna riflette sulle onde scure del lago, facendolo apparire un paradiso oscuro.

I capelli bagnati gli ricadono sulla fronte, gocce d'acqua gli scivolano sul viso mettendo in risalto i suoi lineamenti. La felpa che si era cambiato poco fa gli si appiccica addosso fasciando i muscoli delle spalle, infastidito se la toglie lasciandola sull'erba.
«Non ti chiederò scusa se è questo che vuoi sentirti dire»

«Non ho bisogno delle scuse di nessuno, specie delle tue, stronzo» il mio istinto urla di avvicinarmi a lui legandogli le braccia attorno al collo, così, senza pensarci troppo, lo faccio.

«Si» ride attirandomi a se passandomi un braccio attorno i fianchi «da morire»

«Sei così insopportabile»

«Farò finta di crederci» Mi sussurra all'orecchio con un tono così basso e suadente da mettermi i brividi «E comunque, faresti prima a toglierlo» continua alludendo al mio vestito, ormai diventato trasparente.

Non so cosa mi stia succedendo, sarà il suo stupido profumo intenso misto a quello del tabacco che si spruzza a quintali dandomi alla testa, fatto sta che dalle mie labbra esce un "toglimelo" anziché un "togliti" e non se lo fa ripetere due volte, si lecca un labbro e afferra i lembi del mio vestito sollevandolo con forza sfiorandomi le gambe, il freddo dei suoi anelli che brucia sulla mi pelle.

«Voi due» sobbalzo spostando lo sguardo da Mattheo all'indice smaltato di rosso di Odeya che ci sta puntando contro «Jacob sta venendo da questa parte, allontanatevi prima che gli venga una crisi isterica e spacchi tutto partendo dalla tua faccia, Mattheo»

Lui sbuffa afferrandomi la vita per allontanarmi da se rivolgendole un sorriso più finto del suo ultimo voto in trasfigurazione ottenuto facendo copia e incolla dalla tizia di Corvonero accanto a lui.
«Come sei premurosa, Odeya»

«Basta un grazie, amore»



















Odeya

La festa è finita, a differenza di tutte le cose che ho ancora da raccontare ad Hermione e così, invece di tornarmene in dormitorio, tra una parola e l'altra ci siamo ritrovate a salire le scale che portano a quello di Grifondoro.

Non dovrei pensarlo, ma non posso fare a meno di trovarla bellissima con i capelli ancora bagnati che le ondeggiano sulla schiena e il maglione chiaro che le aderisce addosso, bagnato nel punto in cui ha il costume.

«Entriamo?» le chiedo una volta arrivate al ritratto della Signora Grassa, già sicura della risposta.

«Entriamo»
















Hermione

Avere un quoziente intellettivo sviluppato come il mio (modestamente parlando) non sempre è una cosa positiva. Ho sempre pensato che penso troppo, e chi pensa troppo non sarà mai del tutto felice.

Troppo spesso capita che i mei pensieri si ingroviglino, creando collegamenti dopo collegamenti ed a volte è estenuante.
Mi sembra come sprofondare in un mare di malumore, paranoie inutili da cui non riesco a venir fuori.

Non riesco ad ordinare i miei pensieri a meno che io non li concretizzi. Ecco perché scrivo, e porto sempre con me il mio taccuino stregato con ogni incantesimo immaginabile in modo da tenerlo fuori da occhi indiscreti.

Scrivere mi ha sempre aiutato a sfogarmi, a buttar fuori il negativo, capire me stessa, e fatto stare bene, riuscendo completamente a stravolgere in meglio le mie giornate, influendo sul mio umore.

Peccato che ultimamente stia diventando così monotono, considerando che tutte le strade mi portano a lei, mentre fino a qualche mese fa ero convinta di essere attratta da Ron, poi non so come Odeya è piombata nella mia vita.

Ho pianificato la mia intera vita sin da quando ho iniziato a parlare, il regalo del prossimo compleanno, i miei amici, il college dei miei sogni, una carriera che mi permettesse di lasciare il segno, una casa a due piani in mezzo ad un campo di peonie e poi è arrivata, la lettera di Hogwarts che ha cambiato in una frazione di secondo l'intera vita che avevo progettato, eppure non è stato destabilizzante quanto lo è stato conoscerla.

Odeya ha distrutto le mie certezze per la seconda volta, mi ha confusa più di quanto abbia mai fatto la divinazione e per la prima volta in tutta la mia vita -il fatto che non sono stata in grado di capire perché sentivo come il bisogno di cominciare la giornata con un suo sorriso- mi ha fatto sentire stupida.

I raggi del sole filtrano dalle grandi vetrate della torre, ci metto più del dovuto a realizzare che non mi trovo nella mia stanza ma nella nostra Sala Comune.

Ancora assonnata cerco di mettere a fuoco il braccio che mi circonda la vita, il contorno rosso di un cuore tatuato sul polso che mi ha raccontato essersi fatta con sua madre, diventa sempre meno sfocato e mi ricorda che questo non è un sogno.

Odeya dorme accanto a me su una delle scomodissime poltrone, ha il trucco leggermente sbavato e la testa sul bracciolo su cui ricadono i suoi capelli mossi.

Penso sia la prima volta che la vedo indossare gli stessi vestiti per due giorni di fila.

E mentre il primo studente mattiniero scende le scale del dormitorio segnando l'inizio di un'altro giorno, mi rassegno all'idea che la magia è finita e la principessa tornerà dal suo principe, non proprio azzurro.


















Y/N

«Ho sentito che stasera ci sarà lo smistamento di una nuova studentessa. Hermione, Harry e i Weasley la conoscono, pare sia la sorella di una loro amica di famiglia, dovrebbe essere quella» ci informa la regina del gossip di Hogwarts Odeya Syrae, alludendo al tavolo di Grifondoro.

Una figura indistinta corre incontro ad Hermione, stringendola forte, poi batte il pugno a Ginny Weasley, non prima di averla liberata dal suo abbraccio, i lunghi capelli rossi che le ricadono disordinati sulle spalle, é l'unica ragazza con i pantaloni, come a sottolineare l'essere l'unica ragazza cresciuta tra sei fratelli scalmanati. Lo sguardo mi cade sugli strappi sulle ginocchia dei suoi pantaloni, assolutamente vietati dal regolamento.

La McGranitt avanza lungo i tavoli delle case circondata da un'aura di importanza, in mano il cappello parlante. Silente non ha ancora dato il via alla cena, se ne sta fermo davanti il suo maestoso leggio dorato a forma di aquila dalle ali spiegate, sorridendo a tutti, gli occhi azzurri che brillano dietro gli occhiali a mezzaluna.

Tossicchia per richiamare la nostra attenzione «Buonasera ragazzi, oggi assisteremo allo smistamento di una ragazza del sesto anno proveniente dalla scuola di magia di Durmstrang, facciamo un applauso a Mabel Tonks!»

Si dirige decisa verso il preside dandomi l'occasione di inquadrarla. Ha lo sguardo deciso e tagliente, che emana una sicurezza innata, come se se la fosse costruita giorno per giorno, come i suoi lineamenti. Gli occhi di un celeste così chiaro, da sembrare finti, come schegge di vetro rotto che catturano ogni singolo bagliore di luce nei paraggi, in modo quasi innaturale, messi ancora più in risalto a confronto con le due ciocche di capelli viola acceso, che le ondeggiano sulle spalle spiccando sul resto dei capelli scuri e che le coprono quasi del tutto lo spesso eye-liner dello stesso colore dei capelli. Il naso piccolo, reso ancora più sottile dal septum, che brilla sotto la luce delle candele ed una spruzzata di lentiggini sul viso abbronzato.
Ha un aspetto singolare, che non passa certamente inosservato.

I pantaloni di pelle le fasciano le cosce piene, i glutei pronunciati, la curva morbida dei fianchi, la pancia non così piatta, che potrebbero essere un problema per molte ma io la trovo incredibile. Il fatto che li indossi con quello sguardo e con tale sicurezza, la rende una valida e temibile avversaria. Chissà cosa si prova a camminare con quello sguardo, come se nulla potesse toccarti, senza stupide paranoie e l'insicurezza di non essere abbastanza, abbastanza bella, abbastanza alta, abbastanza magra, abbastanza tutto.

Si siede scompostamente sullo sgabello, la vicepreside le mette in testa il cappello che dopo interminabili secondi urla: «SERPEVERDE!»

La Mcgranitt schiocca la dita e la cravatta legata al suo collo si colora di verde ed argento, dal nostro tavolo si accendono urla e applausi mentre a quello di Grifondoro, i Weasley, specie i gemelli, sembrano contrariati, perfino Harry sbuffa ficcandosi in bocca una cucchiaiata di patate al forno per consolazione.

«Già la detesto» sputa acida Pansy scostandosi la frangetta dagli occhi, che non so come si è ritrovata accanto a me.

Draco per poco non sputa il succo di zucca che si era appena fatto versare da una delle sue tante pretendenti.
«Non ci credo, quella è mia cugina, sua madre è Andromeda Black, sorella della mia, ha litigato con la sua famiglia perché ha sposato un babbano, Ted Tonks. Non si sono parlate per anni fin quando qualche anno fa hanno provato a ricucire i rapporti ma non ha funzionato, ora sua sorella Ninfadora Tonks è negli Auror, ai miei genitori questa cosa non piace e Mabel è insopportabile»

«Sarà anche insopportabile ma è figa» La mia migliore amica scrolla le spalle riempiendosi il piatto di verdure grigliate, ultimamente è isterica perché le è tornata la fissa del dimagrire nonostante sia già perfetta. Sventola un braccio in aria invitandola a sedersi accanto a lei.

«Ti ricordo che sei fidanzata, amore» Blaise alla mia destra la fulmina con lo sguardo «tuttavia non posso negare che lo sia»

«Anche tu sei fidanzato, amore, con me»

«Che problema c'è» Adrian Pucey scrolla le spalle, i capelli scuri legati in un codino di disordinato e una coscia di pollo tra le mani «Io proporrei un threesome»

La nuova arrivata scavalca la panca prendendo posto tra lei e Jacob.
«Anche a me piacciono i threesome»


















Mattheo

«Prima che andiate volevo farvi un'ultima comunicazione che mi è passata di mente» comincia il preside «Una piccola pattuglia di Auror è stata assegnata per protezione alla nostra scuola, vorrei che non vi preoccupaste quando li vedrete, è solo in via preventiva.
Buona notte a tutti»

Vorrei tanto lasciarmi persuadere dalla sua calma apparente ma con me non funziona.
So che sta tornando e vuole me. Me ne ha mandata un'altra. Sta per scoppiare una guerra, sarebbe da stupidi non accorgersene e vuole che io decida da che parte stare.
L'ultima volta mi ha fatto il lavaggio del cervello così in profondità che non so nemmeno come abbia fatto ad uscirne, ma questa volta sarà diverso. Io sono diverso.





»»»------ ☪︎⋆ ☪︎⋆ ------«««
Nuovo personaggio sbloccato, spero vi abbia incuriosito e non dimenticate di supportarmi con una stellina e farmi sapere se questo capitolo vi è piaciuto.
Ho adorato i punti di vista di Luna e Jacob e non ho ancora capito se piacciono anche a voi o preferite solo quello di Mattheo e y/n.
Kiss kiss, non vedo l'ora di farvi leggere il prossimo capitolo che sto già scrivendo!

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro