𝗳𝗶𝘃𝗲 ― trial
Cambio del punto di vista:
Taehyung's pov
Accadde proprio quello che al tempo temevo, Jungkook non si presentò.
In questo modo, a tarda sera, camminai per un tratto di Seoul deserta, provando a chiamarlo al cellulare innumerevoli volte, ma non rispose a nessuna di queste.
Mi venne in mentre di contattare Hoseok, sfortunatamente la macchina che avevo affittato per quei giorni da un momento all'altro decise di non accendersi più.
Rispose dopo una decina di secondi.
-Ehi Tae!-
Hoseok rispose, però mi parve di sentire come se il telefono fosse distante da lui.
«Ti disturbo?»
Alzai un sopracciglio confuso, solitamente a quell'ora dormiva.
-No no affatto, stavo correndo! Ho comprato un tapis roulant, non te l'ho detto.-
Lo sentii ridere senza motivo.
«Si si certo ed io di cognome faccio Gucci.»
Dissi alzando gli occhi al cielo.
-Comunque, dimmi.-
Stavolta sentii dei rumori un po' strani di sottofondo.
«La macchina che ho noleggiato non si accende, puoi venirmi a.»
Prima che terminassi la frase, una voce estranea parlò al posto di Hoseok.
-MA CHE CAZZO, DOVETE PARLARE PROPRIO ADESSO DI QUESTE CAZZATE!-
La voce fu così forte che mi fece allontanare il telefono dall'orecchio, poi continuò.
-Giuro sul tuo cadavere, che se ti vedo per strada mentre guido ti metto sotto.-
Dopo la minaccia di morte non desiderata, la chiamata cessò.
Figlio di puttana.
Aprii la rubrica per chiamare qualcuno con un po' di cervello, lo vidi tra i contatti, mi ero completamente dimenticato di lui.
Namjoon.
Confidai nel suo aiuto.
Dopo pochi attimi risponde.
-Ciao Taehyung, che succede?-
D'impatto sembrava felice, menomale.
«Potresti venirmi a prendere? La mia macchina ha avuto un guasto.»
Dissi con voce bassa, ero un po' imbarazzato.
-Certo! Dove ti trovi?-
Sorrisi, sapevo di poter contare su di lui.
Cambio del punto di vista:
Seokjin's pov
«Credo sia meglio così, vuol dire che non erano fatti l'uno per l'altro.»
Namjoon si alzò dal letto sbuffando, nel mentre che io stiravo le sue camicie.
«No Nam, te lo dico io, me lo sento, non può avergli dato buca apposta.»
Mi imbronciai alzando lievemente il tono di voce.
«Da quando hai questo sesto senso?»
Ridacchiò guardandomi, mentre che si avvicinava.
«Namjoon, conosco Jungkook da diversi anni, so che non avrebbe il coraggio di "abbandonare" così qualcuno. Ricordi quando ci ha chiesto aiuto per trovare un alloggio per lui e Jimin?»
Finii di stirare e posai il ferro da stiro al suo posto.
«Certo che me lo ricordo, perché ne stai parlando?»
Disse sedendosi alla scrivania e prendendo uno dei suoi libri in lingua inglese.
«Jimin e Jungkook non sono né parenti né nulla di tutto ciò, sono semplici amici. Eppure lui lo ha "salvato" dalla situazione catastrofica in cui era. Perché avrebbe dovuto dare buca a Taehyung se ha questo gran cuore?»
Sapevo che il mio discorso non faceva una piega, sapevo di avere ragione.
«È successo qualcosa la sera in cui non c'ero?»
Namjoon era sempre così testardo.
«Inizialmente no, almeno credo, ero un po' nervoso e non ho avuto il controllo della situazione, Yoongi e Jungkook hanno discusso, niente oltre questo.»
Socchiusi gli occhi per cercare di ricordare maggiormente qualcosa riguardo alla sera scorsa, ma nulla.
«Quindi, eri nervoso?»
Si alzò dalla sedia, venendo verso di me, mi prese i fianchi avvicinando il suo viso al mio.
«No no no, ero molto sereno, ho confuso le parole.»
Persi per un secondo la padronanza delle mie parole, non era sicuramente il momento ideale per questo.
«Comunque credo debbano incontrarsi, per chiarire, tutti e sette.»
Allontanò un po' il suo viso dal mio, cosa che mi fece arrossire.
«Tutti e sette? Dobbiamo chiarire anche noi?»
Misi le braccia intorno al suo collo, sorridendo, era leggermente più alto di me, anche se più piccolo.
«Principessa, vado a prendere Taehyung, appena torno, prometto che passerai la notte più bella della tua vita.»
Mi sussurrò all'orecchio, che morse subito dopo.
Mi farà impazzire.
La mattina dopo.
Cambio del punto di vista:
Jungkook's pov
«Ma Jin, no. JIN! BASTA INSISTERE! Non ho intenzione di vederlo.»
Passarono pressoché una ventina di minuti da quando stavo cercando di cessare la telefonata con Seokjin, però testardo com'era, era impossibile.
-Kookie, lo sto facendo per te.-
Più alzava la voce, più la situazione sembrava precipitare.
«Non hai capito, non è quel che sembra.»
Alzai la voce anch'io, stremato dalla discussione.
-Reagisci così perché un ragazzo che ha salvato con un nome carino un suo contatto? Lo faccio anch'io con i miei amici, eppure io e Namjoon stiamo ancora insieme. Smetti di dire cazzate, grazie.-
Sbuffai, lo odiavo quando faceva così.
Anche se non fosse stato, non avrei mai ammesso che Seokjin potrebbe avere avuto ragione.
«A che ora ci vediamo?»
Dissi con tono molto più calmo rispetto a prima, cambiando argomento, prima che la nostra amicizia subisse dei cambiamenti per colpa di un coglione.
Mi rigirai nel letto, mettendomi a pancia in giù.
-Non credo molto tardi, per le cinque da me, conto che tu sia ragionevole.-
Disse l'ultima frase con tono rimproveratorio.
Sbuffai, ormai facevo solo questo.
-Tu e Taehyung avrete modo di parlare, non è un cattivo ragazzo, Yoongi e Hoseok me ne hanno parlato molto bene.-
Seokjin fece una pausa prima di continuare.
-Ovviamente porta anche Jimin.-
Sospira prima di chiudere la chiamata senza darmi modo di rispondere.
In tutto ciò Jimin stava ancora a letto, non vorrei farlo sforzare, ma se Seokjin ha specificato la sua presenza, non vuole obiezioni.
Mi alzai dal letto, era ancora mattina dopotutto, decisi di uscire un po', avevo bisogno di chiarirmi le idee, il pomeriggio sfortunatamente l'avrei rivisto.
Comunicai a Jimin che saremmo dovuti tornare a casa di Seokjin e non con troppo felicità in volto, annuii.
Avevamo pensato di prendere un appartamento, non potevamo alloggiare in albergo per sempre, le nostre rispettive agenzie non ci avevano ancora comunicato le date per il successivo stage.
Nel caso in cui la situazione si prolunghi, pensammo anche a tornare a Busan insieme.
Dopo la notte, Jimin divenne di meno parole e molto più cupo in viso, mi rivolgeva parola a malapena.
Volevo aiutarlo, ma non sapevo come fare.
Avevo bisogno di uscire da lì, non capivo più nulla, ma prima di tutto, non riuscivo a capire me stesso.
Ero consapevole di aver dato buca a Taehyung la sera precedente, ma non riuscivo, mi rifiutai di vederlo senza dargli spiegazioni, d'altronde Jimin aveva bisogno di me.
Passai tutta la notte in bianco, temevo che appena mi rilassassi, Jimin riprovasse nuovamente qualche altro atto estremo.
Ero perso nei miei pensieri, non notai la gente che camminava intorno a me, non notai neanche la pioggia, che stava cominciando a cadere più veloce.
Seoul, la capitale della grande Corea del sud, l'enorme metropoli con innumerevoli grattacieli, ricoperta di pioggia, dalla foglia dell'albero più vicina al cielo, fino al pungente asfalto, era quasi irriconoscibile.
Presi un taxi, deciso di recarmi ad uno dei parchi più fomentati, l'Haneul Park.
Adornato di campi fioriti e campi di grano, ottimo per liberare la mente.
Dopo una quindicina di minuti arrivai.
Pagai il taxista e scesi dell'autovettura.
Proprio come me lo ricordavo, credo di esserci venuto almeno una volta da piccolo.
Arrivai al centro di esso, mi sedetti su una panchina, la testa china tra le gambe.
Le innumerevoli chiamate e messaggi ricevuti, l'ansia che mi aveva creato il suo incontro, non provavo alcun sentimento positivo, se non disgusto.
Odiavo ammetterlo, ma Seokjin aveva ragione, dovevamo parlare.
Mi aveva accennato che ci sarebbero stati anche Yoongi e Hoseok, avevo la strana sensazione che Jimin non avesse voglia di vederli, effettivamente un'altra motivazione per evitare l'incontro.
Ero assolutamente dubbioso per quel che sarebbe accaduto, però volevo delle spiegazioni.
Cambio del punto di vista:
Taehyung's pov
Sentii picchettarmi sulla spalla, mi girai dalla parte opposta da quella in cui ero prima.
Seokjin aveva un divano stupendo.
Dormii così beatamente.
«Svegliati dormiglione, tra un'ora i ragazzi sono qui.»
Mi disse il proprietario di casa, mentre aveva una padella in mano, assonnato credetti che fosse per minacciarmi.
Mi misi seduto e mi guardai intorno.
Seokjin stava solo asciugando i piatti, mentre guardava Masterchef in tv e Namjoon stava leggendo.
Mi alzai dal divano ed andai in bagno.
Entrai e guardai il mio riflesso allo specchio, sembravo uno zombie.
Confidavo nelle parole di Seokjin, che Jungkook non fosse quel che sembrava, ma solo una brava persona.
Speravo di non aver fatto un buco nell'acqua.
Mi adagiai sul gabinetto, e credetti di essermi anche appisolato lì, poiché ad un certo punto sentii dei battiti da dietro la porta.
«Taehyung, tra poco sono qui, ho bisogno del bagno, è quasi un'ora che sei dentro, esci.»
Seokjin batté da dietro la porta, antipatico come la morte, però a sua discolpa cucinava bene.
Uscii dal bagno e lui mi fucilò con lo sguardo, sorpassandomi e chiudendo la porta alle spalle.
Mi sedetti sul divano, aspettando il loro arrivo, dopo dieci minuti scarsi, qualcuno suonò al campanello, mi raddrizzai nervosamente.
Namjoon andò ad aprire, erano Yoongi e Hoseok, i cari piccioncini.
Quest'ultimo mi salutò con un abbraccio, Yoongi invece mi guardò male, probabilmente ancora arrabbiato con me, per averli interrotti la sera precedente.
Hoseok e Namjoon si sedettero ad un angolo del divano, Yoongi di fronte a me, tenendo il solito sguardo.
Seokjin tornò e si sedette al fianco di Namjoon, solo dopo aver salutato i due ragazzi.
Aspettavamo Jungkook e il suo amico, la situazione si alternava dai momenti di assoluto silenzio alle conversazioni vuote.
Dopo una decina di minuti, trascorsi ad ascoltare le chiacchiere degli altri ragazzi, il campanello suonò.
Seokjin si alzò ed andò alla porta, l'aprii ed abbracciò il più basso e guardando male Jungkook, anche se presupposti che avessero un rapporto abbastanza stretto; mi alzai appena il mio sguardo si incontrò con quest'ultimo.
Senza salutare nessuno, si sedette accanto a Yoongi, così che possa essere difronte a me, il suo amico castano di fianco a me con lo sguardo chino sulle sue gambe.
Cambio del punto di vista:
Zero's pov
«Allora coglioni, il motivo di questo incontro?»
Disse Yoongi, incrociando le braccia e guardando male tutti i presenti, l'ultima cosa che voleva fare in quel momento era essere in loro compagnia.
«Per far parlare Taehyung-»
Seokjin venne bloccato dal biondo, che non sentiva di avere tempo da perdere.
«Ti sembro Jungcazzo o Taecoglione? Perché sono qui?»
Quest'ultimo sbottò, Hoseok lo fulminò con lo sguardo, per fargli capire che doveva smettere.
«Calmanti, c'è un motivo. Per l'altro giorno, ho notato una strana tensione tra te e Jimin, vorrei-»
Seokjin, che parlava con tono calmo, venne interrotto nuovamente dallo stesso.
«Scusa? Ma senti quel che dici? Non ho idea di chi sia, fatti i cazzi tuoi.»
Guardò tutti male, per poi alzarsi ed andare in un'altra stanza.
L'altro nominato diventò rosso, cercando di trattenere le lacrime.
Taehyung, che era al suo fianco, notando che il ragazzo non era molto a suo agio e vi mancava poco per scoppiare, gli mise una mano sulla spalla.
Il castano lo guardò, liberando la prima lacrima, il corvino non sembrava per niente cattivo, come lo aveva descritto Jungkook.
Gli accarezzò la schiena, solo per rassicurarlo, ma il castano interpretò male, si alzò di scatto, uscendo da lì.
«...perfetto.»
Disse ironicamente Seokjin, vedendo che anche Jimin aveva lasciato la stanza.
Qualche secondo dopo, gli sguardi dei due ragazzi che dovevano effettivamente chiarire si incontrarono.
«Jungkook.»
Sussurrò Taehyung attirando la sua attenzione.
«Cosa?»
Giustamente chiese.
«Credo io ti debba delle spiegazioni.»
Disse guardando altrove imbarazzato.
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