Capitolo 7
Ciao a tutti!
Eccovi un super aggiornamento per farmi perdonare dello scorso ritardo!
Vi lascio alla lettura e a un capitolo super puccioso
Fatemi sapere cosa ne pensate, mi raccomando!
Un bacio
Mel
CAPITOLO 7
POV HERMIONE
Sono assorta ad ammirare lo skyline di New York dalla finestra della stanza di Edward quando sento un leggero bussare alla porta.
"Posso entrare?" chiede una voce dolce ma seria.
Mi volto per conoscere l'identità dell'ospite e incontro la figura elegante della signora Malfoy.
"Certo. Entri pure, signora Malfoy" le rispondo cauta.
L'ultima volta che io e lei siamo state nella stanza io ero sdraiata sul pavimento di marmo del suo salotto mentre sua sorella Bellatrix mi lanciava maledizioni cruciatus.
Penso che un po' di timore lo avrebbero tutti.
"Tranquilla Hermione. Non hai niente da temere da me" mi rassicura forse notando l'indecisione sul mio volto.
"Ti dà fastidio se ti do del tu? So che ormai sei una di famiglia." Aggiunge con un sorriso malizioso che mi fa arrossire.
Quindi lei sa del mio matrimonio con suo figlio?
Le cose non stanno decisamente andando come programmato!
Avevo pensato di cavarmela con sei mesi di matrimonio con uno sconosciuto sposato per procura e invece ora mi ritrovo alle presentazioni con la suocera.
Le cose mi sono decisamente sfuggite di mano.
"Draco mi ha già raccontato tutta la vostra storia" continua Narcissa percependo il mio sgomento. "Siete stati proprio due avventati e incoscienti! Sposarsi per procura con uno sconosciuto!" aggiunge con tono sgomento.
"Senza dubbio i vostri obiettivi erano nobili e importanti ma avete rimesso in gioco tutta la vostra vita"
"Ora mi aspetto serietà da entrambi. Vi siete presi questo enorme impegno e, da persone rispettabili quali siete, mi aspetto che portiate avanti con serietà i vostri ruoli di marito e moglie." Continua Narcissa nel suo sermone.
"Signora Malfoy, forse lei..." inizio titubante cercando di discolparmi e spiegarle la situazione ma vengo prontamente interrotta.
"Sono tua suocera, per Merlino! Dammi pure del tu cara! Ma non voglio sentir alcun tipo di protesta. Non mi interessano le vostre motivazioni o i vostri progetti iniziali. Ora che vi siete imbarcati in questo matrimonio vedete di farlo funzionare al meglio, per voi ma soprattutto per questo bambino. Edward mi pare si chiami, giusto?" chiede Narcissa.
Al solo sentir nominare il nome di mio figlio mi rabbuio e i pensieri tristi, le paure e le ansie ritornano prepotenti al centro della mia attenzione.
Annuisco lentamente rispondendo alla sua domanda.
Entrambe ci accomodiamo sulle poltrone della camera, una di fronte all'altra.
Narcissa si protende verso la mia seduta e prende le mie mani fra le sue.
"Non preoccuparti tesoro. Conosco Connor dai tempi dell'università, quando Draco me l'ha presentato. È un ottimo medimago, serio e professionale. Edward è in ottime mani. Draco mi ha parlato molto bene di lui. Se mio figlio si è affezionato in così poco tempo immagino che sia davvero un bambino speciale. Non avresti una sua foto da farmi vedere?" mi chiede Narcissa con tono dolce.
Prendo il cellulare dalla borsa e sfoglio la gallery in cerca di una foto del mio piccolo.
"Ecco. Questa è di circa sei mesi fa quando ho organizzato all'orfanotrofio uno spettacolo a tema" gli rispondo mostrandogli una foto di Edward vestito da leoncino.
Gli avevo affidato il ruolo di Simba da piccolo perché era tenerissimo con quel costume da animaletto.
Edward si era divertito moltissimo e anche gli altri bambini erano stati molto contenti di impegnarsi in un'attività diversa dal solito.
"E' davvero un bellissimo bambino. E se non sapessi con certezza che non è un Malfoy dal punto di vista genetico penserei sicuramente che nelle sue vene scorre il sangue della nostra famiglia." Afferma Narcissa facendomi sorridere. In effetti è proprio vero: gli occhi e i capelli sono molto simili a quelli dei Malfoy.
"Non vedo l'ora di conoscere il mio nipotino e di presentarlo ad Andromeda e Teddy. Finalmente Ted smetterà di annoiarsi ai nostri incontri visto che avrà un compagno di giochi!" aggiunge la signora Malfoy entusiasta.
"Forse sto correndo troppo. Perdonami Hermione ma sono davvero contenta di tutte queste novità. Finalmente c'è nuova vita nella famiglia." Mi rassicura Narcissa di fronte alla mia espressione sbalordita.
"Hermione! Madre! Connor è appena uscito dalla sala operatoria. Sta salendo per comunicarci l'esito" ci avvisa Draco con tono teso dalla soglia della stanza.
POV PANSY
"Tu?" chiedo sorpresa.
"Tu?" dice Theo sovrapponendosi alle mie stesse parole.
"Cosa ci fai qua?" mi chiede stupito della mia presenza mentre mi offre una mano per rialzarmi dallo scontro.
"Sono venuta a supportare Hermione. Immagino che anche tu sia qui per Draco." Gli rispondo.
"In verità non ho capito ancora bene cosa è successo. Mi ha solo detto di venire qui e che mi avrebbe spiegato meglio al mio arrivo." Dice Theo con la fronte corrucciata.
Adorabilmente corrucciata.
Ho sempre adorato le sue smorfie, le sue buffe espressione del volto che comparivano immancabilmente durante le nostre ripetizioni di trasfigurazione al solo sentire le cose stupide che dicevo.
"In ogni caso devi toglierti subito questi vestiti" dice Theo risoluto facendomi arrossire.
"Ovviamente intendo a causa del caffè che ti sei rovesciata addosso" aggiunge con tono scocciato.
Mi afferra per un braccio e ci smaterializza immediatamente altrove.
Quando tocco di nuovo terra mi accorgo di essere in un salotto elegante, arredato con mobili moderni e ordinato ma freddo e asettico, senza personalità.
"Vieni, quello che ti posso offrire sono un paio dei miei pantaloni della tuta e una maglietta di quando ero ragazzo" mi dice mentre mi precede lungo un corridoio pieno di quadri contemporanei.
Mi fa entrare in quella che immagino essere la sua stanza da letto.
Mi guardo intorno incuriosita.
Curiosa di scoprire dei dettagli del nuovo Theo, qualcosa di personale.
Con un sospiro di sollievo, che non riesco a trattenere, appuro che non ci sono tracce di presenza femminile nella stanza. Nessuna foto, nessun trucco o vestito lasciato in giro. Niente di intimo.
O ha una fidanzata fantasma o Theo non ha una compagna fissa con cui convive.
Questo certamente non implica il fatto che non possa avere altre donne nella sua vita, mi ricorda la mia spietata coscienza.
Una volta che Theo ha lasciato la stanza senza aggiungere altro, prendo gli abiti che mi ha lasciato sul letto e mi dirigo verso il bagno comunicante.
Involontariamente porto gli abiti vicino al volto e aspiro il profumo di cui sono impregnati.
Niente è cambiato.
Menta, sandalo e talco.
Lo stesso profumo che Theo ha sempre avuto.
Il profumo che sentivo ad Hogwarts quando preparavo l'amortentia.
Il profumo che cerco invano ogni giorno nell'aria da quando Theo ha lasciato l'Inghilterra.
POV THEO
Non mi aspettavo di rincontrare Pansy.
Non ora che sono ancora sconvolto dal fatto di aver risentito la sua voce.
Dopo anni in cui ho cercato invano di eliminare la sua presenza dalla mia vita, e soprattutto dal mio cuore, ecco che lei rispunta fuori con tutta la sua esplosiva presenza.
Quando me la sono ritrovata di fronte, sperduta, confusa e ricoperta di caffè non ho potuto controllare il desiderio di averla vicina e di portarla in casa mia per farla cambiare. Per vederle i miei vestiti addosso.
Per quando io ci provi non riesco ad essere freddo e distaccato con lei.
Forse al telefono ero riuscito ad essere credibile ma di fronte al suo volto dolce sono crollato.
Mentre rifletto sul comportamento da tenere, Pansy esce dalla mia camera da letto con addosso i miei vestiti di quando ero un ragazzo.
Splendida.
Una regina.
Anche con un semplice pantalone della tuta grigio e una maglietta di serpeverde che usavo durante gli allenamenti lei riesce ad essere perfetta.
E il mio desiderio di lei si ripresenta potente.
Il desiderio di averla mia.
Solo mia.
Possibilmente nel mio letto mentre ci confessiamo i nostri sentimenti reciproci, aggiungo ironico pensando all'insensatezza dei miei pensieri.
Non far volare la fantasia Theo.
Tu non sei abbastanza per lei.
Mai lo sei stato e mai lo sarai.
POV DRACO
Cammino veloce lungo il corridoio precedendo i passi di mia madre e di Hermione.
Giungiamo presto davanti all'ascensore da cui, a momenti, uscirà Connor.
Hermione mi affianca e la mia mano si muove spontaneamente in cerca della sua.
Una volta trovata la sua compagna la stringo forte, cercando di infonderle un po' della mia forza. Una forza del tutto illusoria ma necessaria.
Uno dei due deve resistere.
Resistere per tenere a galla anche l'altro.
Hermione ha appena appoggiato la sua testa sulla mia spalla quando le porte dell'ascensore si aprono.
Ancora mi chiedo perché in un ospedale magico usino così tanti mezzi e strumenti babbani ma se questo è per migliorare l'efficienza e l'eccellenza della struttura non indago oltre.
La figura di Connor si staglia nel centro del piccolo vano.
Il mio sguardo corre subito a cercare la sua espressione.
Paura nel cuore.
Paura di scoprire un'espressione triste e colpevole.
Quando i miei occhi incontrano i suoi non riesco a scorgere nulla.
Ansia.
Confusione.
Il mio ex confratello ci fa segno di seguirlo e tutti e quattro ripercorriamo il corridoio fino a giungere di fronte alla porta del suo ufficio.
"Entrate" dice con voce ferma.
Mia madre mi stringe una spalla in segno di vicinanza e poi va ad accomodarsi sulle sedie disposte lungo le pareti del corridoio.
La guardo confuso e vedo che con le labbra mima un "Solo voi".
Le rivolgo un ultimo sguardo spaesato prima di raggiungere Hermione sulle sedie di fronte alla scrivania che occupa gran parte dello stanzino.
"Signori Malfoy. Ora Edward sta dormendo. Abbiamo indotto un sonno senza sogni precauzionale. Il bambino dovrà passare le prossime ore in assoluto riposo. In ogni caso l'operazione è andata bene. Non vi nascondo che il periodo di recupero sarà lungo e difficoltoso, soprattutto vista la giovane età del paziente, ma non c'è da preoccuparsi. È fuori pericolo" ci annuncia Connor serio lasciandosi però andare in un sorriso sincero alla fine del discorso.
Stringo forte la mano di Hermione, che non mi ero neanche accorto di aver riaccolto fra le mie.
Le accarezzo il palmo e lei mi rivolge un sorriso tremolante e umido.
Sulle sue guance stanno infatti scorrendo una serie infinita di lacrime, di gioia immagino.
Connor lascia l'ufficio affermando di dover concludere delle visite di controllo e io e mia moglie, anche se ancora mi sembra strano pensarlo, rimaniamo soli.
Mi alzo repentinamente dalla mia seduta trascinandomi dietro anche la Granger.
Strattono leggermente il suo braccio facendole perdere l'equilibrio per farla finire nelle mie braccia.
La stringo forte e il cuore mi scoppia nel petto.
Tutta l'ansia accumulata fino ad ora si dissolve improvvisamente.
POV HERMIONE
Stretta fra le braccia di Draco, mio marito, dimentico tutte le preoccupazioni.
Edward sta bene.
Nient'altro è importante.
Rimaniamo in questa posizione per quelle che mi sembrano delle ore.
A un certo punto Draco si scosta dal nostro abbraccio per prendermi il viso fra le sue mani.
Mi fissa dritto negli occhi.
Il suo sguardo chiaro ma misterioso mi mette in agitazione.
"Senti, Hermione, ora che sappiamo che l'operazione è andata bene io dovrei tornare in ufficio per qualche ora. Fra pochi giorni ci sarà un grande evento e io devo preparami al meglio per la presentazione ufficiale della mia candidatura." Dice Malfoy con tono serio.
Delusa dalle sue parole cerco di dissimulare i miei sentimenti al riguardo.
Speravo, o forse mi stavo solo illudendo, che rimanesse con me a vegliare su Edward fino al suo risveglio.
In due sarebbe stato più facile, più sereno, meno angosciante.
"Certo. Capisco." Rispondo lapidaria prima di prendere la via della porta.
In corridoio incontro Narcissa che, appena si accorge della mia presenza, mi segue in silenzio fino alla camera dove riposa il mio bambino.
"Allora? Cosa ti ha detto Connor?" mi chiede mia suocera impaziente una volta arrivate di fronte alla porta della stanza.
"L'operazione è andata bene. Ora hanno indotto Edward in uno stato di sonno senza sogni per assicurargli un periodo di riposo forzato. Poi ci aspetterà tutta la riabilitazione" le confesso serio.
Narcissa mi prende fra le sue braccia e mi stringe in un caldo abbraccio materno.
"Ringrazio Merlino per tutto questo" sussurra tra se e se.
Appena ci separiamo dal nostro abbraccio entriamo nella stanza.
Al centro del lettino riposa, immobile, il mio piccolo.
Fa strano vederlo così.
Di solito è una fonte inesauribile di energia e non riesce a stare fermo un secondo.
E ora invece è lì, steso supino, con la pelle così chiara da confondersi quasi con i candidi lenzuoli.
Ma avere la certezza che stia bene rende tutto meno strano.
Io e Narcissa ci accomodiamo sulle poltroncine, una a ogni lato del lettino e ci fissiamo in cerca di conforto reciproco.
"Dov'è ora mio figlio?" mi chiede curiosa la signora Malfoy.
"Ha detto che non poteva rimanere. Aveva degli impegni di lavoro" sputo fuori senza riuscire a dissimulare il mio disgusto.
"Sono senza parole. Mi vergogno così tanto per il suo comportamento che non ho neanche il coraggio di chiederti scusa."
"Probabilmente le parole e gli avvertimenti che gli ho detto ieri, come sono entrati da un orecchio sono usciti dall'altro." Continua Narcissa con una smorfia arrabbiata sul viso.
"Non importa. Dopotutto questo bambino gli è capitato tra capo e collo da un momento all'altro. Sono io che l'ho amato, l'ho desiderato e ho lottato per lui. E io gli basterò" gli confido sicura.
"Io ci sono per te, per lui. Ci sono per voi. Per me ormai siete parte della famiglia, diete due Malfoy. Non dimenticarlo mai." Mi risponde con tono serio Narcissa allungando le sue mani sul letto per stringere le mie.
Draco potrà anche decidere di avere altre priorità.
Edward avrà sempre e comunque due donne forti che lo amano e che lo proteggono come due draghesse.
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