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Capitolo 6

Ciao a tutti!

Non so davvero come farmi perdonare per il ritardo! Questo per me è stato davvero un periodo frenetico e non ho avuto la forza e lo stato d'animo adeguati per scrivere il capitolo giusto, il capitolo che volevo per questa storia a cui tengo tantissimo!

I vostri commenti mi hanno dato la forza e lo stimolo per continuare a scrivere ed ora ecco il nuovo capitolo!

Non vi trattengo oltre e vi lascio al capitolo che tanto avete aspettato e spero che ne sia valsa la pena! Fatemi sapere come sempre cosa ne pensate!

PS: mi impegnerò a scrivere il prossimo capitolo ma non vi assicuro niente sulle tempistiche! Ma non perdete la speranza, continuate a seguire la storia perché, questo ve lo prometto, la storia avrà una fine!

Buona lettura a tutti voi!

Un bacio

Mel



Capitolo 6


POV HERMIONE

"Draco"

"Draco"

"Draco"

"Malfoy! Svegliati! Siamo atterrati" dico, quasi urlando. È proprio in catalessi. Lo sto chiamando e scuotendo da circa cinque minuti e non da segno di volersi svegliare.

Però devo ammettere che la scena che mi sono trovata di fronte una volta sveglia è stata super tenera.

Malfoy dorme, con la bocca aperta, riverso sulla comoda poltrona in pelle del salottino del jet e sulle sue gambe, con la testa appoggiata nell'incavo del suo collo, c'è il piccolo Edward che riposa sereno.

Li ho coperti e li ho fatti riposare fino all'arrivo ma ora è arrivato il momento di svegliarli.

Certamente non prima di avergli scattato una foto.

Non sono riuscita a resistere.

Sono troppo teneri.

Sono ancora confusa da tutta questa situazione perché in poco tempo sono successe molte cose.

Cose assolutamente inaspettate.

Però cerco di non pensare troppo e di vivere momento per momento cercando di prendere, di volta in volta, le scelte migliori per la mia vita e quella di Edward.

Al momento Draco è stato impeccabile quindi non ho obiezioni da fare.

"Cosa?" farfuglia Malfoy con la voce ancora impastata dal sonno.

"Siamo atterrati. È per quello che ti ho svegliato" gli ripeto.

Draco apre finalmente gli occhi e si guarda intorno un po' spaesato.

Raddrizza la schiena e continua a stringere Eddy con un braccio intorno ai piccoli fianchi del bambino.

"Grazie. Allora andiamo" mi risponde con voce ferma.

Sgancia le due cinture e prende in braccio il bambino avvolgendolo nella coperta di pile che prima copriva entrambi.

Draco si dirige con passo sicuro verso la cabina di pilotaggio e lo vedo scambiare alcune parole con il pilota e il resto della crew.

Lo seguo giù dalla scaletta dopo aver ringraziato a mia volta il personale di servizio e troviamo un'auto ad aspettarci.

"Arthur, portaci al Saint James Hospital, grazie" dice Draco in risposta alla domanda fatta dall'autista riguardo la nostra destinazione.

"Connor mi ha assicurato che ci stanno aspettando in clinica. Probabilmente l'operazione la faranno domattina ma vogliono monitorare le condizioni generali del bambino già da questa sera" mi comunica serio Malfoy spiegandomi la situazione.

Annuisco in risposta alle sue parole e mi perdo ad osservare il paesaggio fuori dal finestrino.

Già si intravede lo skyline di New York e la vista dell'immensità di questa città riesce a mitigare almeno in parte l'ansia che mi attanaglia.


POV DRACO

Una volta arrivati all'ospedale magico americano tutto succede in modo molto rapido: Edward viene preso in cura dall'equipe specializzata per fare tutti gli esami pre operatori e Connor convoca me ed Hermione per firmare i vari documenti necessari per procedere al trattamento.

Quando ci ritroviamo seduti vicini nella sala d'aspetto mi sembrano essere passati pochi minuti da quando siamo arrivati qui invece è già notte fonda e non possiamo fare altro se non attendere e pazientare.

Hermione, con sguardo perso nel vuoto, trema seduta su questa sedia.

L'ansia l'attanaglia.

La stessa ansia che mi pervade.

Anche se conosco da poco Edward, quel piccoletto mi è già entrato nel cuore e non posso fare a meno di essere agitato per tutta questa situazione.

Ma Connor è uno dei migliori.

Di lui ci possiamo fidare.

Ci dobbiamo fidare.

Allungo la mano e copro quella di Hermione che si trova appoggiata sulla sua coscia, stringendola in una stretta rassicurante.

Lei volge il su sguardo verso di me e mi fissa con quei suoi occhi grandi, espressivi e ora impauriti.

Si avvicina lentamente e appoggia il capo sulla mia spalla.

Istantaneamente le avvolgo le spalle con il mio braccio, con un gesto naturale che non mi sarei mai aspettato di compiere.



POV HERMIONE

Dopo ore e ore passate ad aspettare nel corridoio del reparto di pediatria, avvolta dal calore rassicurante del braccio di Draco, finalmente il primario ci chiama nel suo ufficio per parlare.

"Draco, signora Malfoy, dopo aver visionato tutte le visite di controllo che sono state fatte al bambino, posso comunicarvi che l'operazione si può fare." Dice il dottor Dwein con tono risoluto.

"Le infermiere lo stanno già portando in sala operatoria e io e la mia equipe inizieremo presto l'operazione. A dopo." Conclude Connor mentre ci lascia soli nel suo ufficio.

Io e Draco, come degli automi, raggiungiamo la camera assegnata ad Edward e ci accomodiamo sulle poltroncine disposte intorno al lettino.

L'ansia e l'agitazione mi pervadono.

Non ho potuto neanche dargli un ultimo bacio prima di vederlo portare via in sala operatoria.

A niente sono servite le parole confortanti di Draco riguardo alla grande preparazione del dottor Dwein.

La mia mente e il mio cuore non riescono a non pensare a tutti i possibili scenari negativi.

Mi accorgo che delle lacrime hanno iniziato a scendere sul mio volto solo quando vedo inumidirsi il tessuto della camicia che indosso.

In lontananza, fuori dalla stanza, sento Draco parlare al telefono.

Forse anche io potrei chiamare Pansy e Daphne per avvisarle delle novità. Sarebbe un'occasione per distrarsi almeno per qualche minuto.



POV DRACO

Quando sento vibrare il mio cellulare nella tasca della giacca decido di uscire dalla stanza per rispondere e allontanarmi un po' dall'ansia e dall'angoscia che si respira lì.

Edward è stato portato via ancora prima che io ed Hermione lo potessimo salutare.

Immagino il suo sguardo perso e spaventato e una stretta al cuore mi attanaglia tanto da farmi mancare il respiro.

Prendo il mio smartphone e sul display vedo comparire il nome del mio braccio destro.

"Ciao Theo" rispondo a bassa voce.

"Dove sei finito Draco? Cos'hai?" mi chiede dopo essersi probabilmente accorto del tono dimesso della mia voce.

"Sono in ospedale. Sono successe un po' di cose dall'ultima volta che ci siamo sentiti" gli rispondo onesto.

"Io ed Hermione abbiamo firmato i documenti d'adozione ma poi ho scoperto che Edward, mio figlio, aveva una grave malformazione. Ora siamo al Saint James, a New York, per l'operazione. Connor fortunatamente è riuscito a trovare un posto per lui" aggiungo.

"Frena, frena. Non ho capito molto. Appena finisco di consegnare tutti i documenti al consiglio ti raggiungo in ospedale che mi spieghi meglio." Mi risponde il mio amico.

"Forse è meglio se avvisi anche Narcissa. Ieri le ho fatto sapere che andavi oltreoceano e mi sembrava piuttosto agitata" aggiunge Theo prima di chiudere la chiamata.

In effetti ha ragione.

Forse sarebbe il caso di informare mia madre di tutta questa nuova situazione.

Decido allora di mandarle un patronus dove le chiedo di raggiungermi nella hall dell'ospedale.



POV HERMIONE

"Pronto?!" risponde una voce roca e assonnata dall'altra parte della cornetta.

"Pansy! Scusa se ti ho svegliato ma ho del tutto perso la cognizione delle ore. Scusa se ti ho disturbato, ti richiamo più tardi" la rassicuro con voce dispiaciuta.

"No no, tranquilla Herm. Ormai sono sveglia. E se mi hai chiamato ci deve essere un motivo valido. È successo qualcosa al bambino?" mi chiede agitata.

"Si, in effetti si. Ma sono successe davvero tante cose. Draco ha firmato i documenti e se ne è andato ma poi l'ho rincontrato in ospedale che dormiva con la testa appoggiata al letto di nostro figlio. Ancora mi fa strano chiamare Edward così ma Malfoy si sta davvero comportando benissimo, da vero padre."

"Ha chiamato un suo amico americano e ci ha fatto trovare un letto immediato per Edward, per la sua operazione. E così eccoci qui. Ora sono al Saint James a New York e il piccolo è in sala operatoria" concludo ormai in lacrime.

"Herm! Tranquilla. Andrà tutto bene." Mi rassicura Pansy.

"Anzi, facciamo così. Ora vado al Ministero e mi faccio attivare una passaporta e ti raggiungo il prima possibile!" mi comunica seria.

Quanto l'adoro.

Pansy sembra una stronza senza cuore, rigida e fredda ma, in verità, è una ragazza dal cuore d'oro, altruista, generosa e affettuosa con le persone a cui tiene.

E ora me ne sta dando l'ennesima dimostrazione decidendo di raggiungermi qui.



POV NARCISSA

Raggiungo l'ospedale che il patronus di mio figlio mi ha indicato e mi accomodo sulle poltrone dell'ingresso in attesa del suo arrivo.

"Madre! Eccovi qui. Non pensavo arrivaste subito" mi richiama la voce di Draco.

"Figliolo! Almeno stai bene! Mi sono davvero preoccupata quando mi hai chiesto di raggiungerti in un ospedale" gli rispondo mentre lo abbraccio forte.

"Purtroppo mamma qualcuno che amo che sta male c'è. Ma forse è meglio che inizio a raccontarti tutto dall'inizio. Vieni, andiamo al bar che ti offro un the." Mi dice conducendomi verso un'ala alla sinistra della hall.

"Ti avevo detto che il Consiglio aveva deciso di apportare delle modifiche al regolamento per la candidatura, vero?" inizia Draco.

Dopo un mio segno di assenso continua il racconto.

"Hanno deciso che, per potersi candidare alla carica di Primo Ministro, bisogna essere sposati e avere dei figli da quest'unione. E ovviamente io non ero in possesso di questi requisiti. Però sai anche che tengo molto a questa candidatura e che ho lavorato tanto a questo progetto. Non potevo rinunciare per un piccolo e insignificante cavillo"

"Se mi permetti non mi sembra né piccolo né soprattutto insignificante come cavillo. Si parla di una moglie e dei figli." Obietto stupita.

"Si certo, hai ragione anche tu mamma. Ma devi tenere conto che io lavoro 20 ore al giorno da quasi un anno a questo progetto. Per me è importantissimo. Così ho chiesto a Theo di trovarmi una moglie con figlio. E Pansy, dall'Inghilterra, mi ha trovato la candidata perfetta."

"Draco! Spero che tu non abbia davvero fatto quello che temo!" gli rispondo indispettita. Spero davvero che Draco, il mio unico figlio, non si sia sposato in questo modo, con una sconosciuta che nemmeno conosce, senza nemmeno avermelo detto.

"Invece ho firmato quelle carte. Mi sono sposato per procura con una donna di cui non conoscevo nemmeno il nome. Ma il destino non ha voluto questo per noi. Sono dovuto volare in Inghilterra per firmare dei documenti per l'adozione del bambino che la mia sposa stava cercando di adottare. Anche lei aveva bisogno del nostro matrimonio solo per facciata, solo per poter avere quel bambino con sé."

"Io avevo bisogno della sua presenza al party conclusivo della campagna elettorale e così ho pensato fosse necessario chiederglielo di persona ed aiutarla con il suo obiettivo. E quando sono giunto al Ministero ho scoperto la sua identità. Mia moglie è niente meno che Hermione Granger." Conclude Draco lasciandomi completamente basita.

Draco si è sposato con una donna sconosciuta che poi si è rivelata essere Hermione Granger. La ragazza di cui ci ha sempre parlato quando tornava da Hogwarts.

"Ti sei ritrovato sposato con la ragazza che amavi già dai tempi della scuola?" mi ritrovo a chiedere sorpresa e stupita dalla strana piega che hanno preso gli eventi nella vita di mio figlio.

"Mamma! E tu questo come fai a saperlo? Non te ne ho mai parlato" mi chiede stupito.

"Draco, figliolo, sottovaluti le capacità di una madre. Tutte quelle parole arrabbiate che ci riversavi su di lei alla fine della scuola, ogni anno, non potevano non avere una motivazione. Eri troppo animoso, troppo coinvolto" gli confesso con un sorriso ironico.

"Bhe, comunque penso che alla fine non ti sia andata così male. Ti sei ritrovato sposato con lei e potresti avere un'occasione per conquistare anche il suo cuore" aggiungo con un sorriso malizioso.

"Si, senza dubbio sono stato fortunato ma ora questo non è al centro dei miei pensieri. Ti ricordi che ti ho parlato di un bambino che Hermione voleva adottare? Quando l'ho raggiunta in Inghilterra ho scoperto che Edward, nostro figlio, aveva una malformazione congenita al cuore e doveva essere operato al più presto. Per fortuna Connor Dwein, il mio ex compagno di confraternita è riuscito a trovarci un letto per lui e ora Edward è in sala operatoria." Mi racconta con tono preoccupato.

Tutto questo è molto triste. Quando si parla di bambini e di malattie viene a tutti il magone.

E vedere la preoccupazione e l'ansia negli occhi di mio figlio mi fa capire quanto possa essere dolce questo piccolino se Draco è riuscito ad affezionarsi a lui in così poco tempo.

"Mi dispiace molto tesoro. Vedrai che andrà tutto bene, ho sentito parlare molto di Dwein e sembra essere uno dei migliori nel suo campo. Ma ora dov'è Hermione?" gli chiedo.

"E' in camera di Edward, in reparto" mi risponde con sguardo perso.

"E l'hai lasciata tutta sola? Andiamo su! Fammi conoscere mia nuora, penso sia arrivato il momento" gli rispondo convinta.



POV PANSY

Indosso un pantalone nero classico a palazzo e una camicetta senza maniche di un bel rosso brillante abbinata a dei sandali intrecciati dello stesso colore.

Prendo un cappottino nero e la mia borsa di Gucci con decorazioni floreali e mi smaterializzo al Ministero.

Fortunatamente stamattina è di turno Millicent, la mia vecchia compagna di casa ad Hogwarts, e questo mi permette di sbrigare molto più velocemente tutte le pratiche per l'attivazione della passaporta.

In poco tempo mi ritrovo nel parcheggio del Saint James hospital, a New York.

Sto rileggendo sul display del mio telefono le informazioni che mi ha mandato Hermione per raggiugerla quando vado a sbattere contro un corpo solido e muscoloso, proprio all'ingresso dell'ospedale.

Sento un liquido bollente bagnare il tessuto dei pantaloni e della camicetta.

Alzo lo sguardo per cercare di capire l'origine di tutto ciò.

Davanti ai miei occhi mi ritrovo la persona che mai avrei desiderato incontrare.

Penso razionalmente questo anche se il mio cuore mi suggerisce l'esatto opposto.

Il mio cuore batte forte nel mio petto e il respiro mi si mozza in gola.

Davanti a me c'è, ancora una volta, Theodore Nott.

L'amico di una vita.

L'amore di una vita.

L'uomo che più mi odia al mondo.



POV THEO

Sono ormai giunto di fronte alle porte scorrevoli dell'ingresso dell'ospedale magico più noto della costa est quando vengo travolto da un corpicino esile ma pieno di forze.

Il cartone contenente i due caffè che avevo portato a Draco si rovescia mi cade di mano per l'impatto e il liquido caldo si rovescia addosso alla ragazza.

"Signorina! Stia più attenta la prossima volta! Si sente bene? Si è scottata?" dico un po' alterato.

La ragazza, all'inizio un po' spersa, alza finalmente il volto, distogliendo l'attenzione dal suo cellulare.

Davanti a me c'è niente di meno di Pansy Parkinson.

L'incubo della mia vita.

L'amore della mia vita.

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