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Ehilà sono tornata con una nuova storia, dato che oggi ho raggiunto le mille letture nel signor preside vedetela un po' come lo speciale!
È una storia improvvisata e totalmente diversa dal signor preside, spero vi piaccia!
Penso di pubblicare ogni giorno, quindi se vedete che il primo capitolo è un po' corto non preoccupatevi!
Beatrice POV:
Buongiorno a tutti, mi chiamo Beatrice e ho appena compiuto diciannove anni. Mi sono diplomata due mesi fa con il massimo dei voti al liceo artistico della mia città, Genova, e per tutta l'estate non ho fatto altro che andare al mare con i miei amici e studiare per entrare all'Accademia delle Belle Arti, sempre a Genova.
Pensavo di entrare all'Accademia, laurearmi e girare il mondo alla ricerca di fortuna in bici, nella speranza di sfondare nel mondo dell'arte, ma nulla di tutto ciò accadrà, perché oggi, 5 settembre 2018, mi è caduto il mondo addosso.
I miei genitori erano già separati da qualche anno, ma hanno divorziato pochi giorni fa, e io ho appena scoperto di essere sotto la custodia di mio padre, che vive con la sua compagna a Milano, per cui non ci posso più andare a studiare a Genova e ora non so cosa fare.
Posso dire che ora la mia vita è stata totalmente sconvolta. Dovrò lasciare mia madre, la casa dove ho sempre vissuto, i miei amici, il mio sogno di studiare all'Accademia delle Belle Arti...tutto, per andare a stare a Milano, dove non conosco nessuno, con mio padre, con il quale non dico che ho un brutto rapporto ma sono di certo più attaccata a mia madre che a lui, e con la sua compagna, che odio invece, come suo figlio, un impiccione che non è altro. Sul piano scolastico beh, non può andare peggio, dovrò accontentarmi del corso meno schifoso di quelli ad accesso libero disponibili perché non c'è più tempo per studiare e prenotare qualsiasi test d'ingresso. Inoltre, a Milano non è come a Genova, dove c'è solamente una Università, ce ne sono parecchie, e costano tutte di più, quindi bisogna anche vedere se mio padre me li vuole pagare gli studi.
L'unica cosa positiva è che mio padre è il proprietario di un negozio di videogiochi che io personalmente adoro, mi ha passato la passione fin da quando ero una bambina, quindi potrei dargli una mano e passare un po' di tempo con una delle mie ragioni di vita.
Per ora ho esaurito tutte le cose che avevo da dirvi, ma vi terrò informati. Che dire, sono un po' demoralizzata in questo periodo, ho paura di non trovarmi bene in quella che d'ora in poi dovrò chiamare casa. Ora vado, devo preparare la valigia.
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