Marvelpiadi
[Idea originale di fangirlingxevrything, scritto da Kane_0042 e con la partecipazione speciale di Lili, il criceto nel suo cervello]
{Olimpiadi verse (?)} {Science! Boyfriends} {Bruce PoV} {Disagioh}
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Era una giornata molto assolata per essere inverno.
Nonostante si trovasse in Brasile nei giorni precedenti c'erano sempre state delle nuvole ad ingombrare il cielo; ma a quanto pare l'arrivo di ferragosto aveva fatto scappare anche quelle ultime macchiette grigiastre che erano riuscite a sopravvivere fino ad allora.
E proprio per via di quel caldo Bruce si maledisse di aver scelto di mettersi la sua solita camicia viola a mezze maniche.
"Stupido Banner, sei in un paese tropicale cosa ti aspettavi? I pinguini con i termosifoni portatili?" A quell'uscita del suo cervello il dottore smise di camminare. Era diretto allo stadio d'atletica, munito di mega mano verde ed una piccola bandiera della Marvel comics, dove di lì a poco si sarebbero svolte diverse gare di corsa in cui avrebbero gareggiato i loro velocisti migliori: Peter e Pietro Maximoff.
La mente di Banner, surriscaldata dal clima di Rio, iniziò a vagare. Immaginandosi un Tony Stark che, travestito da pinguino, proteggeva con le unghie e con i denti un calorifero a cui era avvinghiato come un koala.
Davanti a tanta meraviglia pizzettosa Bruce non riuscì a trattenersi dallo strofinarsi gli occhi, non potendo credere a quel che stava vedendo.
Così facendo però si diede la sua mano di pezza gigante in faccia, ritornando così al mondo normale, senza Iron Pinguini.
Una volta che comprese cosa fosse appena successo, imbarazzato per ciò che aveva immaginato, abbassò il capo sconsolato, perché no, non gli sarebbe dispiaciuto vedere Tony conciato in quel modo.
"Il caldo ti ha dato alla testa Banner." Pensò, abbozzando un sorriso.
Per non piangere, ovviamente.
Riprese a camminare, di nuovo conscio del motivo per cui si trovava lì.
E di nuovo la sua attenzione si spostò sul suo meccanico preferito.
Era stato lui a mandarlo lì.
Normalmente quello che non si perdeva una competizione per andare a tifare e a prendere in giro gli atleti della DC (superando i limiti del ridicolo, si intende) era Iron Man.
Peccato però che il genio aveva avuto il giorno precedente l'intelligentissima idea di mettersi a giocare a frisbee con la Cosa utilizzando lo scudo di Steve.
Sul pianerottolo.
Di fianco alle scale.
Così l'uomo di ferro, che tanto di ferro non aveva visto la gamba rotta, decise che sarebbe stato il suo inseparabile compagno di scienza (e non solo) a sostituirlo come tifoso per il resto dei giochi olimpici.
Il dottore d'altro canto era felice per il nuovo incarico assegnatogli.
Non vedeva l'ora di ritrovarsi in mezzo ad una folla rumorosa, sudata ed ingombrante.
La pace dei sensi proprio.
-Appena ritorno in albergo mi sente.- Borbottò a bassa voce, quasi arrivato alla sua meta.
-Non solo mi spedisce qui a fare il clown mettendo in pericolo migliaia di persone, ma mi appare pure in visioni malsane.- Continuò, sempre più nervoso.
Poi un lampo gli interruppe di nuovo il filo dei suoi pensieri, e di nuovo bloccò il suo tragitto, stavolta ancora più scosso di prima.
"ALMENO CHE NON SI SIA GIÀ DISTRUTTO DA SOLO."
Con le mani che cominciavano a tremare e ricoperto da uno strato di sudore iniziò a frugare nella tracolla che si era portato dietro con dentro le cose necessarie per sopravvivere ad una giornata ai giochi.
Dopo abbondanti secondi spesi a spostare a destra e a manca oggetti inutili tirò fuori dalla borsa il suo cellulare e senza aspettare oltre digitò sulla tastiera il numero del suo ragazzo agitato come non mai.
Tony era in casa.
Con la Torcia Umana.
DA SOLI.
Gli ci vollero tre tentantivi per far partire la chiamata, continuava a schiacciare i numeri sbagliati da quanto era preoccupato per l'incolumità di quei due imbecilli.
Non appena il telefono iniziò a squillare Bruce cominciò a pregare.
"Ti prego padre Stan, saranno anche dei cretini ma meritano di vivere, fai che non sia successo nulla di grave. E che non si siano di nuovo messi a giocare a scala quaranta con Johnny in fiamme."
Si disse, guardando in alto e battendo il piede sull'asfalto.
Non appena la cornetta dall'altra parte fu alzata il dottore emise un sospiro di sollievo, almeno non erano morti.
-Hey Brucey, tutto apposto?- Gli chiese il meccanico dall'altro capo del telefono.
Sembrava fosse sincero, ma Bruce sapeva quanto Tony fosse bravo a mentire e a far finta che tutto stesse andando magnificamente.
Inoltre poteva udire uno strano rumore di sottofondo, e questo non andava per niente bene.
-Non ti preoccupare, per adesso tutto bene, piuttosto tu, non è successo niente vero?- Chiese con fare complottista.
-Alla grande! Solo che questa fasciatura alla gamba dà un fastidio terribile, mi prude tutto. Senza contare che in casa mi annoio, Johnny è uscito quasi subito dicendo che "non può sprecare il suo prezioso tempo a badare ad un paralitico"- La risposta arrivò pronunciata con il tono di voce di un bambino che vuole che la madre gli compri le caramelle.
-E ti ha lasciato solo?!?!- Ribattè Banner, infastidito dal comportamento della Torcia Umana.
-Brucey, calmati. Lo sai che Johnny non sa neanche badare a se stesso, figurati a me versione paralitico. E poi sono un uomo adulto, so badare a me stesso.-
-Sì, certo...- Stark cercava di tranquillizzare il suo ragazzo iper protettivo, con scarsi risultati. -E quindi adesso che cosa stai facendo?- continuò poi, curioso di sapere cosa stesse combinando.
-Nah, niente di che, faccio saltare in aria la cucina.-
-TU COSA!?-
Subito dopo sentì Stark iniziare a ridere senza freni.
-Scherzo! Dovresti smetterla di prendere tutto quello che dico per vero.-
-Non penso che ci riuscirò mai... Comunque, se non stai tentando di far esplodere l'albergo, cosa stai combinando?-
-Guarda in alto e lo scoprirai.-
E una volta che Banner ebbe allontanato il palmare dell'orecchio e confuso alzò il volto capì di aver commesso un enorme errore: non avrebbe dovuto ignorare quel rumore di sottofondo.
Sopra lo stadio non molto distante da lui, Iron Man svolazzava nel cielo felice.
Ma non era quello a turbare il dottore, no. Bensì i due enormi striscioni che Tony si portava al seguito.
"Go secret boy band, go" e "Hulk tops".
Il telefono gli scivolò di mano precipitando a terra e sentì le gambe tremargli. Il battito cardiaco accellerò e la vista iniziò ad annebbiarsi.
In quel momento Bruce non sapeva se Tony ne sarebbe uscito vivo quel giorno, ma di una cosa era certo: se così fosse stato, avrebbe passato il resto dei suoi giorni a dormire sul divano.
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N.d.A.
Non mi pento di nulla.
~Kane :3
[MarvelftPlums]
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