In un altro universo
Apro gli occhi lentamente, sbattendoli più e più volte; la vista è appannata, ma piano piano l'ambiente circostante sta diventando più nitido.
Non ho la più pallida idea di dove io sia; sono dietro una colonna, in un angolo buio di questa enorme sala; in lontananza scorgo delle persone, alcune vestite in modo casual, altre con dei camici bianchi da laboratorio.
Sono vicini ad alcune teche di vetro, non riesco a vedere però cosa ci sia dentro, sono troppo distante.
Ma non è certo questo ciò che mi sorprende: è tutto in generale!
Decisamente non sono più nel mio universo, questo è poco ma sicuro.
Se lo raccontassi a qualcuno non ci crederebbe! Sono più reali i vampiri!
È... incredibile! È come se fossi dentro un cartone animato, la grafica è 2D, eppure toccandomi i polpastrelli delle mani, sento la consistenza della carne, anche se a vedere la mano sembra piatta, invece... che strano! Fa quasi senso sta cosa!
Guardandomi ancora intorno, noto a sinistra un'enorme statua di marmo, e se la memoria non mi inganna, quello scolpito è...è... non ci credo! "Un altro universo! No ma dai! È una cosa fichissima! Sono finita nell'universo che prima costituiva la serie tv Ultimate Spiderman! Ecco perché non esisteva più, ora è uno degli universi paralleli al mio! Oh mio Dio! È assurdo! Che qualcuno mi dia un pizzicotto!"
<<Ahi!>> sussurro per non farmi sentire. Avrei fatto meglio a starmene zitta, anche se in realtà ero zitta... Avrei comunque fatto meglio a non pensarlo, perché qualcosa mi ha davvero pizzicato la mano sinistra.
Osservo io dorso della mano, e sono costretta a sopprimere un urlo, più schifato che eccitato, per quello che vedo: un ragno blu e rosso mi sta mordendo il dorso, fa un male cane, pizzica forte! Muovo la mano freneticamente per staccarlo, finché non si stacca andando a sbattere contro la colonna a me vicina, per poi allontanarsi indisturbato verso l'angolo della stanza.
Il dorso della mia mano è rosso è gonfio nel punto in cui mi ha morso, ma... aspetta un attimo... "Porco troia era quel ragno! Ma che cazzo, dopo tutto sto tempo non si sono accorti che ne manca uno nelle teche?!" Maledico mentalmente quelli che lavorano qui, ma come si fa a non accorgersi che ne manca uno? "Beh, in fondo dovrei ringraziarli... non ci credo... con quel morso... quel ragno... i poteri..." penso iniziando a farmi mille fulmini mentali, trattenendo un gridolino estasiato. Altro che allenarsi con gli Avengers, ora avrò gli stessi poteri di Spiderman! Anche se la mano continua a far male, cavolo.
Tutta emozionata, mi alzo stando ben attenta che nessuno mi veda.
Quante probabilità c'erano che finissi proprio nei laboratori della Oscorp? Decisamente erano poche.
Non riesco a trattenere il sorriso che mi è spuntato un viso, la mia fan/nerd interiore sta sclerando come una pazza!
Ma devo restare concentrata, infondo il motivo per cui sono qui è per prepararmi a salvare il mondo, o forse l'universo, da Thanos.
Anche se ci penso, non riesco a smettere di sorridere come un'ebete mentre mi dirigo all'entrata e varco la porta a vetro girevole.
Prima volta che passò una porta simile, piuttosto divertente.
Esco dall'edificio e cammino per le strade di questa New York.
Non so dove andare, la città non la conosco, e di certo non posso andare alla mia casa di questo universo, probabilmente qui le cose girano diversamente.
Da un universo all'altro è normale che ci siano differenze, grandi o piccole che siano, e c'è la possibilità che la ne di questo universo non abbia ancora ricevuto i poteri, che non sia ancora divenuta l'Avatar.
Uno strano rumore interrompe i miei pensieri, come un trillo nella testa, quasi una vocina che mi sussurra di fare un passo indietro, e lo faccio in modo istintivo.
Un secondo dopo un ragazzo in bici mi è passato davanti; non lo avevo visto, e sono sicura che non abbia suonato il campanello, visto che sembra un teppista, a prova di cui altri ragazzi mi passano davanti subito dopo, alcuni in bici altri sullo skate.
Non ci sono dubbi.
"Il senso di ragno! Certo che è davvero forte, di sicuro mi tornerà utile in futuro. Strano però, pensavo che ci volesse più tempo ad acquisire i poteri, invece c'è voluta solo una manciata di minuti" rifletto tornando a camminare, stando più attenta a dove vado per evitare di schiantarmi contro qualcuno.
Sembra irreale la tranquillità che c'è qui; se penso che solo una ventina di minuti fa ero nel bel mezzo di una guerra, la calma di questa città mi sembra assurda, quasi fuori luogo.
Cammino ancora, in mezzo al via vai di persone; alcune hanno delle borse in mano, altri un giornale seduti su una panchina, altri corrono nel tentativo di beccare l'ultimo tram della mattina, spingendo un po' le persone, che si voltano infastidite.
Tutto normale insomma.
Cambio strada; mi fermo e aspetto che diventi verde, poi attraverso. Cammino ancora, imboccando una strada meno trafficata e meno pululante di persone, per poi svoltare in un vicolo senza dare nell'occhio.
La mia intenzione è di salire sui tetti.
Il vicolo è cieco, sporco e alquanto puzzolente; sulla destra ci sono dei bidoni enormi della spazzatura, con ammucchiati ai lati dei sacchi, di cui alcuni rotti. L'odore è nauseabondo, tanto che mi copro il naso con la maglia come meglio posso.
Sopra i cassonetti, a un metro e mezzo circa di distanza, c'è un pianerottolo dal quale accedere alle scale antincendio, perfette per salire sul tetto.
Salgo sul cassonetto e mi allungo arrivando facilmente al bordo del pianerottolo; non sono un esempio di forza fisica, ma usando al meglio bicipiti, quadricipiti e addominali riesco a tirarmi su e ad appoggiare i piedi sul bordo del terrazzo, per poi allungare il braccio e tenermi alla superficie rugginosa del piccolo balcone, per infine scavalcarlo.
Salgo le scale facendo meno rumore possibile, pensando a quale potrebbe essere la mossa successiva. Non ho un piano, ma mi servirebbe. Ora che sono qui, cosa dovrei fare? Andare allo S.H.I.E.L.D., o alla Avengers Tower di questo universo, e dire "Salve, vengo da un altro universo e ho bisogno del vostro aiuto perché da me c'è la guerra"? o qualche cosa simile? Chi mai mi crederebbe, mi prenderebbero per pazza.
Ora sono sul tetto.
Soffro un po' di vertigini, o meglio, ho paura di cadere di sotto, ma la vista qui è mozzafiato e non resisto dall'avvicinarmi al cornicione e guardare di sotto. Sono decisamente in alto, questo palazzo è altissimo, ci credo che sono morta a fare tutte quelle scale!
Vedendo quanti palazzi ci sono qui, tutti grattacieli vertiginosamente alti, penso di essere nel centro di Manhattan; riesco a scorgere un po' Central Park tra un edificio e l'altro, forse c'è anche la Tower da queste parti.
Mi giro un po', guardo a destra e sinistra, poi anche dietro, e finalmente la vedo.
La Avengers Tower è circa quattro edifici più in là, devo averla superata senza accorgermene mentre camminavo.
Il vento si alza improvvisamente, la corrente è davvero molto forte. Troppo forte. Vengo spinta dall'aria al bordo del cornicione, perdo l'equilibrio.
<<Oh cazzo!>> impreco un secondo prima di precipitare giù dall'edificio.
"Ma non potevo salire su uno più basso???"
<<Aaaaaaaah!!>> urlo a squarciagola, ma quassù nessuno mi sente; sento che non farò una bella fine.
Non manca poi molto all'impatto, si e no 60 metri.
"È così che finirò? Questa è sfiga level universale!"
Continuo ad urlare, ancora poco e finito spappolata in mezzo al marciapiede, o forse sulla strada, ma comunque una brutta fine.
Smetto di urlare non appena sento un braccio forte cingermi la vita, e venire poi stretta attorno a qualcuno.
<<Il vostro amichevole Spiderman di quartiere al vostro servizio mylady!>> si annuncia il mio salvatore.
<<Spiderman!>> esulto prima di abbracciarlo forte, lasciandolo solo appena atterriamo sul tetto di un altro edificio.
<<Vedo che sei una mia fan, mi piace! Allora, che stavi facendo lassù? Stai bene? Nulla di rotto?>> domanda incuriosito e preoccupato.
<<No, tranquillo, sto bene. Stavo ammirando la città dall'alto, però ero troppo vicina al bordo e sono caduta. Fortuna che eri di passaggio, altrimenti sarei diventata una frittella
sull'asfalto!>>
<<Ahah, direi proprio di sì. Beh, sono contento che tu stia bene, ma ora devo proprio andare! È stato un piacere servirla mylady!>> fa un piccolo inchino e fa per andarsene, ma lo blocco in tempo.
<<Aspetta un momento! Devo parlarti>>
"Forse lui mi aiuterà"
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