02; Un ricco sfondato, un'automobile sportiva e due mazze da hockey
❝Sono sicura di averli visti andare per di qua!❞ esclamo senza fiato, mentre corro affiancata dal misterioso ragazzo dagli occhialetti tondi con cui ho appena stretto un patto che spero rispetterà.
Già... se solo io riuscissi a raggiungere quei due corridori di prima! Magari, se non mi fossi fermata da quel dannato artista di nome Taeyang, forse stare dietro al tizio in felpa e a Danny Zuko sarebbe stato molto più facile di così!
❝Gggrr, che rabbia! Se solo li prendo, li faccio a pezzi!❞ sbraita il Don Giovanni, e solo ora mi accorgo dello strano modo in cui corre; già, sembra quasi una gallina.
Forse mi sbaglio a pensare che possa essere un rubacuori... eppure è così carino. Secondo me, se questo strano luogo non fosse così vuoto, avrebbe molte pretendenti.
❝Scusa, ma tu non li hai visti mentre ti derubavano?❞ gli faccio una domanda più che ovvia, dato che di solito è così che funziona in ogni negozio che si rispetti: il proprietario deve sempre buttare un occhio a ciò che gli accade intorno.
Ma quando lui di tutta risposta si solleva gli occhiali da sole sulla testa e punta i suoi occhi neri nei miei, capisco che forse non avrei dovuto fargli questa domanda.
❝Ovvio che no! Ero impegnato a ballare sul retro, cosa credi?! Per chi mi hai preso?❞ esclama infatti, irritato.
Che cosa ha appena detto? Balla dentro un mini market?
❝Ma che diamine...? Sei forse un ballerino famoso?❞ gli domando, basita.
No perché, in tal caso, non l'ho mai visto né sentito dire in giro prima d'ora. Ma molto probabilmente questa gente che vive qui ha un modo di fare e di pensare ben diverso dal nostro, per cui non dovrei più stupirmi di niente... se solo ci riuscissi.
Allora lui si rimette gli occhiali, sempre continuando a correre, e scoppia in una fragorosa risata.
Mh... finora ci siamo scambiati sì e no quattro battute, ma proprio non lo capisco.
❝No, no, baby... io sono Inseong, Kim Inseong, il re della danza contemporanea!❞ grida poi, tutto in esaltazione, lasciandomi a dir poco esterrefatta.
Mi immagino proprio quanti fan possa avere, visto che qui non c'è ancora nessuno!
❝Oh, capisco. E da quanto tempo lo sei?❞ gli domando allora, curiosa. Del resto, non ci vuole molto a farsi valere senza una concorrenza significativa.
❝Da sempre, è ovvio!❞ fa lui, sfoggiando un mega sorriso.
Non faccio in tempo a pensare a quanto sia un tipo sui generis, che, appena svoltiamo l'angolo, subito mi saltano all'occhio il tizio in felpa e Danny Zuko a una decina di metri di distanza da noi, mentre scavalcano con un salto super atletico un'automobile sportiva aperta bianca tutta tirata a lucido, parcheggiata in un piccolo spiazzo, facendo indispettire il proprietario: un ragazzo dai capelli azzurrini acconciati in stile anni Ottanta, che, nonostante stia indossando una normalissima tuta, ha proprio l'aria di essere un riccone.
❝Aish! La mia macchina nuova splendente! Me l'avete sporcata tutta, bastardi! Tornate qui!❞ grida quest'ultimo, puntandogli un dito contro. Ma i due ladruncoli si limitano a ridacchiare e a proseguire la loro corsa, come se niente fosse.
❝Youngbin-ah! Yah! Ferma quei due mascalzoni!❞ gli urla Inseong, furioso, accelerando l'andatura e superandomi di qualche metro.
Ma l'interpellato pare non averlo nemmeno sentito.
❝Tesoruccio, sei stata riempita di pedate! La mia automobile nuova di zecca! Come farò, adesso?❞ piagnucola infatti, chinandosi sulla propria macchina e mettendosi le mani nei capelli con espressione smarrita.
È allora che mi si accende improvvisamente una lampadina nel cervello, spingendomi ad intervenire nella conversazione.
❝Yah! Possiamo inseguire quei due con la tua auto, così gli daremo tutti quanti una lezione!❞ esclamo, rivolgendomi al presunto Youngbin.
❝La signorinella qui ha ragione! Su, forza, non perdiamo tempo!❞ mi appoggia Inseong, dando una pacca sulla spalla ad entrambi e aprendo lo sportello del lato anteriore destro senza nemmeno aspettare l'approvazione di Youngbin, per poi accomodarsi in tutta fretta.
In tutto ciò, storco il naso dopo aver finalmente realizzato con che razza di soprannome mi ha chiamato. Signorinella? Ma per favore! Che pensasse per lui!
Però questo non è proprio il momento adatto per arrabbiarsi... Devo mantenere la calma. Pretenderò le dovute spiegazioni una volta che avremo terminato questo pazzo inseguimento.
❝Aish, e va bene!❞ sbuffa Youngbin, accomodandosi a sua volta al proprio posto e mettendo in moto. ❝Dai, monta su!❞ mi incita poi, con un gesto della mano.
Faccio come mi dice, accomodandomi goffamente sui sedili posteriori, e non faccio nemmeno in tempo a mettere la cintura che l'improvvisa partenza di Youngbin mi spinge bruscamente all'indietro.
❝Ehi tu! Mi hai fatto prendere un colpo!❞ gli faccio notare, stizzita.
❝Mi dispiace...❞ si scusa subito lui, lasciando in sospeso la frase, come se volesse aggiungere il mio nome.
❝Bae Yoo Bin, ma chiamami semplicemente Binnie. Piacere❞ decido quindi di rivelarmi, dopodiché Youngbin mi rivolge il più smagliante sorriso che abbia mai visto.
❝Piacere mio, io sono Kim Youngbin, il più ricco della città!❞ si presenta poi a sua volta, con tono quasi superbo.
Chissà perché, ma la cosa non mi sorprende.
Beh, c'è da dire che, di tutti quelli che ho incontrato fino ad ora, fra uno che si spaccia per nobile artista, un altro per ballerino provetto e un altro ancora per ricco sfondato, ormai non è che ci sia più così tanto di cui stupirsi.
E il bello è che saranno passati sì e no dieci minuti dal mio arrivo qui. Non oso proprio immaginare che cos'altro mi potrà accadere poi!
Mentre cerco di riflettere invano su queste cose, con un'arietta fresca che mi colpisce direttamente in viso, mi torna subito in mente il patto stipulato poc'anzi con Inseong.
❝Ehi, tu, super ballerino! Non mi hai ancora detto dove ci troviamo!❞ gli faccio notare, sporgendomi in avanti e scrutandolo dallo specchietto retrovisore centrale.
❝Beh, carissima, c'è un cartello proprio lì, non l'hai visto?❞ dice lui, per poi allungare un braccio sulla destra, dove campeggia una grande insegna luminosa a caratteri cubitali.
"MAMMA MIA!
Welcome."
Sgrano gli occhi, non capendo che razza di collegamento possa avere un normale cartello situato a lato della strada con questo posto.
❝Mamma Mia town, la città del divertimento!❞ esclama allora Youngbin, facendomi confondere ancora di più.
❝Mamma mia?! Come sarebbe a dire?!❞ sbotto io, visibilmente spazientita.
Non ha assolutamente senso! Mica sono finita in un musical!
Tuttavia non ricevo alcuna risposta da parte di Inseong, il quale pare tornare a concentrarsi completamente sulla strada, per poi gridare a gran voce: ❝Eccoli, quei due infami! Ora superali rapidamente e poi fermati sterzando, così gli bloccheremo il passaggio!❞
❝Va bene❞ annuisce Youngbin, accelerando all'improvviso e sbalzandomi di nuovo all'indietro.
Poi, con una manovra provetta, degna di un riccone che con automobili del genere ci sa fare non poco, supera i due ladruncoli e sterza velocemente, di modo da ritrovarseli a pochi metri di distanza con delle espressioni stupite.
❝Dove credevate di andare, eh?! Mascalzoni!❞ cerca di intimorirli Inseong, balzando fuori dall'auto con una mossa talmente tanto brusca da fargli cadere gli occhialetti tondi a terra; e, proprio mentre si piega per raccoglierli, i due ragazzi si affrettano furbamente a scartarlo, deviando la loro traiettoria verso sinistra per tentare nuovamente di sfuggirci.
❝Mi avete riempito l'auto di pedate! Questa volta non la passerete liscia!❞ grida Youngbin, che nel frattempo era sceso anch'egli con rapidità, per poi pararsi minacciosamente davanti al tizio in felpa.
Nei pochissimi secondi che ho a disposizione per scrutarlo, osservo che non sembra affatto intimorito, anzi, continua ad avere la stessa espressione di quando l'ho notato per la prima volta... ha una sorta di aria da impavido sbruffoncello, quasi non temesse nulla per la sua incolumità e quella del suo presunto compare.
Quest'ultimo, invece, sta all'incirca un metro dietro di lui, piegato con le mani appoggiate alle cosce e col fiatone, essendosi evidentemente stancato molto per la corsa.
Inseong potrebbe benissimo sorprenderli alle spalle e riprendersi ciò che gli spetta, trovandosi dietro ad entrambi, ma non lo fa.
No, perché la sua attenzione non è concentrata su quei due ladruncoli; il suo sguardo va oltre loro due, oltre Youngbin e oltre me. Dopodiché fa giusto in tempo a sollevare un braccio per indicare non si sa cosa dietro di noi, spalancando la bocca, che si sente subito un urlo disumano.
❝PISTAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!❞
Io e Youngbin, gli unici a dare le spalle alla situazione, ci voltiamo simultaneamente di centottanta gradi, trovandoci a poco così dall'essere travolti.
❝AAAAAAAHHHHHH!❞ grido, mentre mi vedo arrivare addosso un ragazzo imbustato in un'enorme divisa da hockey, con indosso dei pattini e una mazza in mano, sparato alla velocità della luce.
Appena dietro di lui si trova un altro individuo vestito allo stesso modo, che sta andando almeno veloce quanto lui, nell'evidente tentativo di raggiungerlo.
Riesco a malapena a scansarmi per evitarli, così come tutti gli altri, ma, una volta superati noi, il ragazzo si ritrova a due metri dall'automobile di Youngbin e, non avendo spazio a sufficienza per frenare, finisce per catapultarvisi dentro con un gemito.
La stessa fine fa il ragazzo dietro di lui, cadendogli sopra con un tonfo.
E, come se non bastasse, la mazza che aveva in mano quest'ultimo va a finire dritta dritta contro lo specchietto sinistro della macchina, mandandolo in frantumi.
Nonostante portassero entrambi dei caschi, devono proprio aver dato una bella botta.
Io ed Inseong ci scambiamo un paio di occhiate preoccupate, per poi far convergere gli sguardi sul proprietario della macchina. È a dir poco disperato, oserei dire sull'orlo di una crisi di nervi.
❝Ora vi farò vedere cosa mangiano i pesci abissali in fondo all'oceano, brutte canaglie! Aish!❞ grida, facendo per avventarsi su di loro, ormai dimentico completamente dei due ladruncoli che, nel frattempo, se la sono di nuovo data a gambe.
Dallo sguardo di Inseong capisco che è combattuto fra l'inseguirli - abbandonando così l'amico alle prese con questi due pazzi giocatori di hockey - o restare con noi per cercare di risolvere la situazione.
I suoi occhi guardano alternativamente la scena davanti a sé e i due ladruncoli in lontananza, e alla fine, dopo qualche secondo, Inseong finisce per cedere, allontanandosi di corsa verso il tizio in felpa e Danny Zuko.
❝I'm really sorry, guys! See you later!❞ ci saluta da lontano, agitando un braccio.
Che palle, con tutti questi inglesismi!
Scuoto la testa e ritorno subito a guardare Youngbin, il quale sembra non averlo sentito; quando lo vedo affianco alla sua automobile con un pugno sollevato e uno sguardo truce dipinto in volto, mi ritrovo a dover avanzare verso di lui con uno scatto per evitare l'imminente rissa.
Ho sempre avuto un gran senso della giustizia per queste cose, e non è di certo sparito proprio adesso.
❝Yah, Youngbin! Fermati! Risolviamola civilmente!❞ gli urlo, raggiungendolo e prendendogli un braccio, per poi abbassare lo sguardo verso gli altri due ragazzi, che, ancora riversi sui sedili, l'uno sull'altro, ci stanno osservando dal basso all'alto, intimoriti.
Youngbin si esprime con una smorfia di disprezzo, sforzandosi di non picchiarli, poi si allontana di qualche passo per farli scendere.
Fiuuuu... ci è mancato davvero poco.
Fortunatamente è stato facile farlo desistere.
❝Vi serve una mano?❞ domando poi ai due ragazzi con gentilezza, aprendo lo sportello e porgendo la mano prima a uno e poi all'altro, mentre Youngbin resta ad assistere alla scena a braccia conserte. ❝Su, su, oplà!❞ dico, aiutandoli con fatica.
Terminata l'ardua impresa, me li ritrovo in piedi davanti a me, entrambi molto alti, con due espressioni che mi sembrano abbacchiate e doloranti, ma faccio fatica a scrutarli da dietro il loro casco con la grata.
Tuttavia, non faccio nemmeno in tempo a chiedergli di rimuoverlo che lo fanno subito, quasi fossimo telepatici. Ora che posso guardarli meglio, noto che sono anche loro coetanei nostri.
Il primo ragazzo che ci era venuto quasi addosso ha dei capelli color arancione sgargiante, che potrebbero benissimo sembrare carote tagliate, mentre quelli del secondo sono di colore violetto.
Se ne restano entrambi in silenzio, a testa bassa, senza dire nulla per un bel po'.
Embè, che cosa aspettano a scusarsi?
Beh, quanto a stranezze qui non si scherza mica!
Vediamo un po' come pensano di discolparsi... sono proprio curiosa.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro