Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Chapitre 7

«Theodor, tu dovresti fare decisamente un po' di cyclette. Ieri ti ho risparmiato, ma oggi non ci sono santi. Quindi alzati e pedala per trenta minuti». Alzai il pollice e seguii i suoi ordini. Nel frattempo, Pierre stava seguendo quello che era il suo allenamento ed io cercavo di non osservarlo, sebbene fosse molto difficile. Se mi avesse scoperta a guardarlo, sarebbe stato davvero troppo imbarazzante. Andai avanti con gli squat, i pulley e gli altri esercizi che Stephan mi ordinava di fare. Qualche volta il mio sguardo ricadeva sul francese, il quale sembrava si fosse leggermente rilassato... Oppure era solo molto bravo a mantenere nascosto il suo nervosismo. Dopo poco più di due ore che eravamo chiusi in quella palestra, finalmente il nostro allenamento terminò e quindi entrambi potemmo ritornare al nostro hotel, che non distava molto dalla pista. Camminare non ci dispiaceva, perché era un buon pretesto per parlare. Non ero molto stanca, Stephan non mi aveva fatto svolgere tutti gli esercizi del suo piano, quindi una camminata non avrebbe fatto male.

«Theo». Disse Pierre ed io mi voltai ad osservarlo. «Ti ringrazio». Mi sorrise ed io lo guardai confusa. «Mi hai fatto dimenticare della mia pessima qualifica, ora sto decisamente meglio». Alzai le spalle e gli sorrisi di rimando.

«Figurati, per gli amici questo  altro». Gli posai una mano sulla spalla e sentii una scossa attraversarmi il braccio, tanto che dovetti ritrarlo.  Lui volse immediatamente il capo verso di me, come sorpreso da quel mio movimento. Quella non era la classica scossa elettrica, era qualcosa di diverso ed io non riuscivo a comprendere cosa fosse. Scossi immediatamente la testa, come a riprendermi da uno shock. Quello non era affatto il momento per una svista, non mi era assolutamente concessa. Mi sorrise leggermente e poi iniziò a guardare da un’altra parte. Rimanemmo in silenzio, fino a quando non mi pose una domanda.

«Sai se stasera Max ha intenzione di organizzare qualcosa?». Scossi le spalle.

«Oggi non abbiamo parlato molto. Ho trascorso più tempo con Charles e con te, lui l'ho visto solamente di sfuggita».  Annuì. Ben presto arrivammo davanti all'albergo e ci dividemmo. Presi l'ascensore, mentre lui le scale. Mi appoggiai con la schiena alla parete e sospirai rumorosamente. Giunta al mio piano, mi diressi verso la mia camera ed aprii la porta, per poi chiuderla alle mie spalle una volta entrata. Tolsi la parrucca ed afferrai il mio cellulare. Avevo la necessità di chiamare Julie. Mi rispose dopo due squilli.

«Ann!». Urlò ed io fui costretta ad allontanare il cellulare dalle mie orecchie.

«Tu mi romperai i timpani un giorno di questi». Mi lamentai e lei ridacchiò.

«Qual buon vento ti porta a chiamarmi? Ho visto le qualifiche e credo siano andate bene, tutto sommato. Mi spieghi perché quel figo di Max ti stava accanto oggi? Non siete compagni di scuderia!». Risi.

«Scommetto che hai guardato solo i suoi tempi». Non rispose. L'avevo presa in pieno.

«Non cambiare argomento, ora!». Scossi la testa sconsolata.

«Be’, è uno dei primi con cui ho legato. Se posso dire così». Andai a sedermi sul mio letto.

«E chi sono gli altri?». Mi chiese curiosa lei.

«Pierre, Charles e Daniel. Un po' con Daniil, però è strano». Sorrisi.

«E dimmi, qualcuno ha fatto breccia nel tuo cuore?». La immaginai con il suo solito sorriso malizioso e le sopracciglia arcate in maniera provocatoria.

«Julie, non sono qui per pensare ad una possibile relazione».

«Quindi, mi stai dicendo che un lui c'è!». Fui costretta ad allontanare nuovamente il cellulare. «Dai, sono la tua migliora amica, devo saperlo!». Sbuffai leggermente.

«Non c'è nessun lui, ora devo andare. Ciao». La congedai ridendo, nonostante le sue insistenze. Era davvero incorreggibile. Mi avviai verso la doccia, quando qualcuno bussò alla porta. «Chi è?». Domandai, afferrando la parrucca.

«Stephan». Sospirai di sollievo ed andai ad aprire. Lo feci entrare.

«Successo qualcosa?». Incrociai le braccia e mi appoggiai alla porta. Sorrisi pensando che mai avrei assunto quella posizione, se fossi stata semplicemente Ann.

«Ho parlato con Franz, ti farà avere un’addetta stampa il prima possibile». Annuii. «Chiaramente, a fissare i nostri incontri ci penserà lei».

«Fantastico!». Annunciai sorridendo.

«Un'altra cosa…». Disse, prima di aprire la porta. «Vieni a mangiare nella sala del ristorante oppure stai con gli altri ragazzi?». Scossi le spalle.

«Non mi hanno detto nulla, quindi immagino sarò dei tuoi». Mi sorrise e mi salutò, per poi uscire. Tornai a fare ciò che avevo programmato e, in meno di mezz'ora, ero nuovamente pronta per la mia comparsa degna di un film. Stava già diventando insostenibile ed era trascorso solamente un anno dal debutto del mio alter ego. Non sarei mai riuscita ad andare avanti a lungo, così. Avevo indossato un pantalone di tuta nero ed una semplice maglietta bianca. Uscii dalla mia camera e mi ritrovai Max, Pierre e Charles davanti. Sembrava quasi mi stessero perseguitando.

«Tutto ok, ragazzi?». Chiesi loro, quando notai che nessuno azzardava a rivolgermi la parola, troppo intenti a spostare lo sguardo dal cellulare a me. “Che diamine sta accadendo?”, pensai.

«Oh, sì, certo». Parlò Charles, mentre Max mi mostrò una foto, che riconobbi essere subito come mia. Della vera me.

«Siete identici, è incredibile!». Proferì lui e gli altri due annuirono. «È single?». Continuò ed io feci spallucce.

«Da quel che ne so, sì». Pierre rise.

«Come ‘da quel che ne so'? È tua sorella!». Sorrisi.

«Non tutti i fratelli si raccontano tutto». Certo, peccato che in questo caso corrispondano”, pensai.

«Giusto». Mi diede ragione il francese.

«Potrei provarci con lei, secondo te?». Domandò ad un tratto Max. Io cercai di non arrossire.

«Non sono domande da fare ad un fratello». Lo rimproverò Charles. Io lo ringraziai con un cenno della testa. «Si fa e basta!». Rise e Pierre gli diede una gomitata negli stinchi, che mi fece ridacchiare.

«Siete proprio buffi». Scossi la testa divertita.

«Porteremo un po' di gioia nella tua vita, mio caro». Proseguì l'olandese, circondandomi le spalle con un braccio. Erano davvero incredibili.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro