Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Would you fall from the sky?

A volte ho bisogno di una pausa da tutto. Smettere di messaggiare, di pensare, di capire. Stare solo per ore a guardare il soffitto nel buio della notte con le cuffiette nelle orecchie, e ascoltare canzone dopo canzone lasciandomi attraversare dalle note e dalle parole.
A volte ho bisogno di prendermi una pausa dalle persone, dal mondo, e capire cosa c’è che non va. Capire quello che mi fa soffrire a volte è molto difficile, ma quasi sempre ci arrivo.
A volte ho solo bisogno di stare vicina ad una persona che mi vuole vicino per farmi passare tutto. Un solo abbraccio e tutto torna a essere giusto.

Anche se la neve ci circonda, io e Andrea andiamo in giro, e dopo pochi minuti mi ritrovo seduta su un telo impermeabile su un muretto vicino ad un parco giochi vuoto ed isolato, schiena contro schiena con lui, mentre guardiamo un cielo troppo azzurro per essere vero. Gioco con le mie dita, con gli anelli che ho iniziato a portare, mi smangiucchio le unghie. È una cosa che odio di me, ma non ne posso fare a meno. Diciamo che è un modo per scappare da un mondo che mi mette ansia, con tutte le sue prove e i suoi test. Ho provato qualsiasi cosa, compreso lo smalto al peperoncino. Niente, non è servito a niente. Continuo a smangiucchiarle, guardando le nuvole e dando loro una forma con la fantasia. Mi appoggio alla schiena di Andrea come se fosse un muro forte e solido, e quando lui si alza, io cado a terra come un sacco di patate.
<< Che diamine succede?>>
<< Facciamo un gioco, voglio vedere se sei in grado di farlo.>>. Il suo sorriso furbo non suggerisce niente di buono.
Non faccio in tempo ad alzarmi che una palla di neve mi centra in piena faccia.
Riemergo tossicchiando dal gelo di quel colpo sferrato a sorpresa.
<< Cosa?>>
<< Questa è la mia dichiarazione di guerra, sei pronta?>>
Tempo zero e mille palle di neve iniziano a volare per aria. E torniamo bambini, giocando, rotolandoci nella neve e finendo abbracciati per terra. Lui con la punta del suo dito tocca il mio naso.
<< Pew.>>
Gli sorrido, e andiamo a prendere quel piccolo disastro di cane a casa di sua nonna, dove lo avevamo lasciato a tenere un po’ di compagnia alla signora.

La casa è fuori città, in una piccola località a circa quattro chilometri dal centro. Appena ci vede, Pew inizia ad abbaiare, felice di vederci tornare insieme. Lo accarezzo e gli gratto la testa dietro le orecchie. Lui mi lecca una mano e inizia a correre avanti e indietro. Andrea va a salutare sua nonna, la quale ci porta qualche dolcetto e un po’ di tea caldo. E le raccontiamo un po’ del mondo, quello che lei non vede più dalla morte del marito.

La nonna di Andrea si chiama Adelaide. Sono dieci anni che esce dalla sua villetta di campagna solo per fare visita alla tomba del marito e alla famiglia del suo nipotino ogni mese. Andrea ha vissuto qui nel periodo in cui morì sua madre, e ogni tanto fa fatica a tornarci. Però lo fa, sempre. Questa donna anziana, che per lui è stata una seconda madre, è tutto quello che gli rimane. Sì, perché il padre è un alcolizzato.

Gioco con Pew mentre Andrea fa la lista della spesa per la nonna. Torneremo fra una settimana con tutto il necessario.
La nonna ci saluta, e noi risaliamo in macchina.
Andrea ha diciannove anni, ha già la patente. Abbiamo poco meno di un anno di differenza, ma lui me lo fa notare spesso chiamandomi “piccina”, “bimba”, e con altri soprannomi del genere.
Sta iniziando a scoprire tanti piccoli particolari di me, li vuole imparare tutti, vuole impararmi a memoria. Anche io sto scoprendo i più piccoli particolari di lui, i più dolci, i più strani.

Lui ama giocare con le mie mani, io amo starlo ad osservare per ore; lui ama guardarmi dormire, io amo dormire abbracciata a lui; lui soffre il solletico sotto i piedi, io odio i baci sul collo, perché mi fanno venire i brividi.
<< No, questa è impossibile.>> mi dice stranito.
<< Te lo giuro, infatti quando faccio sesso con qualcuno cerco in qualsiasi modo di evitarlo. Mi viene la pelle d’oca!>>
<< Ti sei mai chiesta perché?>>
<< Da piccola mi dicevo che, nel momento in cui avrei trovato l’amore della mia vita, avrei smesso di soffrire quei piccoli baci.>>
<< Magari sarà così.>>. E mi sorride.
Vorrei dirgli, “ti prego, proviamo”, ma so che non sarebbe giusto da parte mia. Se avesse voluto lo avrebbe fatto. Sì, evita di illuderti, stupida. Finirai solo per farti del male.

<< Perché hai tanta paura dei sogni?>>
<< Non ho paura, solo ho smesso di crederci.>>
<< Perché?>>
<< Perché almeno non devo farmi del male da sola.>>
<< I sogni non fanno male. E scusa, come chiami una cosa che vorresti fare?>>
<< Obiettivo.>>
<< Ma non sono la stessa cosa, sogni e obiettivi?>>
<< No Danielle, non sono la stessa cosa.>>
<< Però puoi anche fallire cercando di raggiungere un obiettivo. Tanto vale sognare>>
<< Secondo te fa più male cercando di raggiungere una stella o inciampando in uno scalino?>>
<< Dallo scalino, Decisamente.>>
La guardo perplessa.
<< Questione di punti di vista>> risponde.
<< No Danielle, fa più male cadere da mille anni luce di distanza che da due centimetri.>>
<< Ragionando così non dovresti neanche provare ad innamorarti, potresti rimanere ferita, e non dovresti avere degli amici, potrebbero tradirti, farti del male.>>
<< Beh il mio cuore è già stato bendato, e per quanto riguarda gli amici, basta parlare, dire quando si prova del dolore. E tutto si risolve.>>

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro